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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 301 del 15/12/2009


FINOCCHIARO (PD). Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Ministro dell'interno, voglio formulare al presidente Berlusconi, a nome del mio Gruppo naturalmente, e a nome mio personale, non solo la nostra solidarietà ma anche gli auguri di un ristabilimento pronto e di una possibilità di riacquistare una serenità che in questi giorni, come ci è sembrato di capire, è stata perduta, non solo in ragione delle ferite e quindi del danno fisico che ha riportato, ma anche di un'inquietudine psicologica in ordine ad un sentimento molto profondo di ingiustizia, che ha manifestato con ripetute affermazioni circa il clima di odio che nei suoi confronti si è sviluppato, secondo l'apprezzamento del Presidente.

Non ho da qualificare altrimenti che come gesto criminale l'attacco rivolto nei confronti del presidente Berlusconi e il mio intervento, colleghi, piuttosto che guardare soltanto alle reazioni che si sono susseguite in questi giorni, di cui i colleghi ci hanno parlato e di cui stamattina si è parlato alla Camera e che in questi giorni hanno affollato le pagine dei giornali e le immagini delle riprese televisive, vuole descrivere quello che penso essere un momento un po' complicato, difficile e comunque delicato della vita della Repubblica.

Penso che noi tutti, e mi riferisco ovviamente anche ai colleghi della maggioranza, siamo nel dibattito di questi giorni come dirigenti politici, e come dirigenti politici adulti e, ci auguriamo reciprocamente, anche come dirigenti politici responsabili. Ciascuno di noi sa bene, molto più di quanto non lo possa sapere il cittadino che accende la TV o che legge i giornali, quale possa essere la conseguenza anche immediata di ogni nostro gesto e di ogni nostra parola. Siamo degli esperti del simbolo e anche della comunicazione, come dicono gli esperti di linguaggio subliminale. Per questo credo, e penso così di leggere e rappresentare l'interesse e la volontà del mio Gruppo e del mio partito, che può talvolta anche essere necessario - e qui e ora secondo me è necessario - prescindere dalle voci che si alzano, come accaduto stamattina alla Camera, e trovare in sé la misura del momento e del proprio comportamento.

La nostra misura, signor Presidente, colleghi, ministro Maroni, è quella adeguata alla seconda forza politica del Paese, al più grande partito di opposizione di un'Italia che certo ha le sue difficoltà ma che è una delle più importanti democrazie europee. Non staremo quindi alla tentazione di una discussione che ancora oggi rischia di ad avvitarsi nella spirale dell'aggressività e della reciproca delegittimazione tra maggioranza e opposizione. Noi rappresentiamo più di 12 milioni di italiani e ci facciamo carico, perché ci tocca, di questi cittadini ma anche di tutti coloro i quali non ci hanno votato ma che pretendono di vivere in un Paese in cui lo scontro politico, duro e intransigente quando occorre, non degeneri mai in tensioni che tocchino la saldezza delle istituzioni e che facciano sentire qualcuno di questi cittadini in balia di eventi imprevedibili e rischiosi. Noi siamo una grande forza tranquilla.

Ovviamente, neanche per un attimo rinunceremo alle nostre idee e alle nostre proposte, ma abbiamo le spalle abbastanza grandi per respingere il rischio di ogni provocazione. Faremo il nostro lavoro senza cedimenti e rappresentando ogni giorno - ci auguriamo - la possibilità di discutere rendendoci utili al Paese. Lo dico pensando alla mozione sulle riforme che abbiamo discusso in quest'Aula la settimana scorsa, su nostra iniziativa, e lo dico pensando anche al modo con cui si è ritenuto, invece, di andare all'approvazione della finanziaria alla Camera, perché pensiamo che questo sia il nostro atteggiamento e la misura dello stesso, e il nostro auspicio è che, anche con queste dichiarazioni di voto, in questo senso possa esserci un segnale coerente da parte della maggioranza.

Infine, ministro Maroni - ho ascoltato con attenzione il suo intervento - siamo ancora convinti che per recuperare la misura di questa nuova relazione politica tra le diverse forze non ci sia la necessità di nessuna legge nuova o eccezionale. Lei ha mostrato anche stasera in un passaggio, che pure era complesso, di sapere, come ciascuno di noi, quanto fragile sia la libertà di manifestazione del pensiero e quanto sia denso di rischi ogni intervento legislativo che incida o possa incidere su di essa.

Stiamo attenti a non cercare altrove quello che invece sta nella nostra capacità di trovare la misura virtuosa di esercitare il massimo della conflittualità politica nel massimo rispetto delle regole democratiche. Nessuno di noi ha una scorciatoia; a ciascuno di noi tocca fare un pezzo e nessuno di noi può pensare di non avere niente da correggere, niente da ripensare, niente da riflettere. (Applausi dai Gruppi PD, IdV, UDC-SVP-Aut e dei senatori Valentino, Delogu, Germontani, De Feo e Gallo).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Quagliariello. Ne ha facoltà.