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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 301 del 15/12/2009


Informativa del Ministro dell'interno sull'aggressione subita dal Presidente del Consiglio dei ministri a Milano e conseguente discussione

PRESIDENTE. Come affermato dal Capo dello Stato, l'aggressione subita dal Presidente del Consiglio dei ministri nella serata di domenica va condannata in modo fermo ed è altresì necessario che ogni forma di contrasto politico ed istituzionale sia riportata entro i limiti del confronto civile, interrompendo così la formazione di spirali di violenza che da verbale rischia di trasformarsi in fisica. Per evitare il ritorno di fenomeni dolorosi che in passato il Paese ha già conosciuto, occorre quindi che tutte le forze politiche e sociali si impegnino per abbassare i toni del confronto con gli avversari e concentrino il dibattito sul terreno delle riforme del sistema politico e istituzionale del Paese. (Applausi).

MARONI, ministro dell'interno. Dalla ricostruzione puntuale dei fatti che domenica 13 dicembre hanno condotto al gravissimo atto di violenza ai danni del Presidente del Consiglio, a margine della manifestazione indetta in piazza Duomo a Milano dal Popolo della libertà, si evince che nessun rilievo può essere mosso circa la gestione dell'ordine pubblico in quei frangenti. Tutte le misure preventive previste per gli impegni pubblici del Presidente del Consiglio sono state infatti applicate e gli uomini delle Forze dell'ordine addetti alla tutela della sua persona hanno adempiuto anche in tale occasione al difficile compito di contemperare l'esigenza di assicurare la libertà di manifestazione del pensiero di tutti i cittadini con quella di garantire la sicurezza dei rappresentanti delle istituzioni. Tuttavia, l'asprezza dei toni che lo scontro politico ha recentemente assunto e la campagna contro la persona del presidente Berlusconi, crescente e spesso travalicante le regole del legittimo confronto democratico, rischiano di innescare pericolosi meccanismi di emulazione, tanto che su alcuni social network si stanno sviluppando numerosi gruppi che incitano alla violenza contro il Presidente del Consiglio. Per queste ragioni, oltre a verificare la possibilità di attuare ulteriori misure per contrastare gli episodi di violenza in occasione di manifestazioni pubbliche, si sta valutando l'opportunità di un'iniziativa legislativa che consenta alla magistratura di contrastare la diffusione di messaggi che possono essere associati a reati quali l'istigazione a delinquere e l'apologia di reato, senza coinvolgere la generalità degli utenti di tali social network. E' auspicabile che, in occasione della campagna elettorale per le prossime elezioni regionali, per la cui sicurezza il Ministero dell'interno è attivamente impegnato, i temi oggi in discussione non diventino ulteriori motivi di una strumentalizzazione a fini politici che si è già dimostrata dannosa. E' necessario contrastare l'esasperazione della polemica politica e tornare al più presto ad un civile confronto tra le parti politiche e le diverse istituzioni. (Applausi).

PISTORIO (Misto-MPA-AS). A nome del Gruppo Misto esprime solidarietà umana e politica al Presidente del Consiglio per l'aggressione subita: tale episodio testimonia del clima di tensione che attraversa il Paese e che va fermato prima di una ulteriore degenerazione. Il confronto politico è ormai privo di serenità e la veemenza che lo caratterizza è riscontrabile in ogni ambito, anche a livello delle amministrazioni locali e regionali; per questo bisogna raccogliere l'invito del Capo dello Stato, abbassare i toni del confronto e ritornare ad una dialettica politica ed istituzionale più pacata in cui l'avversario non diventi nemico: in questo senso, la visita del segretario del Partito Democratico al Presidente del Consiglio rappresenta un importante segnale per ripartire. È dunque auspicabile che il senso di responsabilità prevalga alla convenienze politica e che si torni ad affrontare i veri problemi del Paese. (Applausi dai Gruppi Misto-MPA-AS e UDC-SVP-Aut).

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). L'aggressione ai danni del Presidente del Consiglio, a cui esprime la piena solidarietà del Gruppo UDC-SVP-Autonomie, va fermamente condannata, nella repulsione di ogni atto di violenza, tanto più quando coperto da motivazioni politiche. Tale episodio, oltre ad aver rappresentato un significativo danno all'immagine del Paese, ha dimostrato l'esigenza di isolare, all'interno dei vari schieramenti politici, ma anche nel mondo giornalistico sia di destra che di sinistra, coloro che pensano di trarre profitto da una estremizzazione dello scontro politico. Sulle misure di sicurezza adottate a protezione del Presidente del consiglio, è necessario prendere atto che proprio il rischio di atti di emulazione paventato dal Ministro dell'interno impone di evitare per il futuro il contatto diretto. Inoltre, appare al momento inopportuna un'iniziativa volta a potenziare gli strumenti di controllo della rete Internet, perché introdurre quelle che possono apparire forme di censura può alimentare il sentimento di intolleranza verso le istituzioni e il mondo politico; è invece necessario potenziare gli strumenti di cui già dispongono le Forze dell'ordine, facendo tesoro dell'esperienza della Polizia postale sul terreno della lotta in rete alla pedopornografia. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut, PD e IdV).

LI GOTTI (IdV). Esprimendo condivisione per le parole pronunciate dal Presidente, rileva che i motivi alla base dell'aggressione ai danni del presidente Berlusconi sono abietti, totalmente estranei alla democrazia e alla politica, perché quest'ultima non può giustificare alcuna forma di violenza. In questo senso, sarebbe un errore tentare di individuare nella politica dei mandanti morali dell'accaduto. In democrazia la politica è fatta anche di contrasti forti, di divergenze radicali, tanto più accentuate quanto è grande il rilievo delle questioni affrontate, ma la violenza è estranea alla democrazia. L'Italia dei Valori esprime auguri di pronta guarigione al presidente Berlusconi, ma non intende farsi condizionare dalle speculazioni e, nel rispetto della democrazia, continuerà ad esercitare, con decisione e nelle sedi proprie, il ruolo di opposizione costruttiva alle proposte che giudica dannose per il Paese. (Applausi dai Gruppi IdV, PD, UDC-SVP-Aut e dei senatori Valentino, Delogu, Digilio e Spadoni Urbani).

BODEGA (LNP). Nell'esprimere solidarietà, stima ed affetto nei confronti del Presidente del Consiglio, rileva che la grave aaggressione di cui è stato fatto oggetto, che poteva avere conseguenze ben peggiori, non può essere sottovalutata né isolata dal contesto in cui ha avuto luogo, caratterizzato da un clima fortemente conflittuale, che ha visto Berlusconi vittima di attacchi concentrici mossi da più parti, nei quali si è arrivati a definirlo un mafioso o, come è avvenuto su alcuni social network, ad inneggiare alla violenza nei suoi confronti. È senz'altro condivisibile l'invito ad abbassare i toni e a recuperare il senso della misura nel confronto politico, ma non possono essere ignorate, nel valutare quanto accaduto, le diverse responsabilità di coloro che hanno contribuito a creare un clima di ostilità nei confronti del Presidente del consiglio. (Applausi dai Gruppi LNP, PdL e dei senatori Pistorio, Peterlini, Leddi e Carloni).

FINOCCHIARO (PD). A nome del Partito Democratico, esprime solidarietà al Presidente del Consiglio e gli augura di ristabilirsi presto e di riacquistare la serenità perduta a causa dell'attacco criminale di cui è stato vittima. In un momento complicato, difficile e delicato della vita della Repubblica, è necessario che tutti i dirigenti politici adulti e responsabili trovino la misura del loro comportamento e lascino cadere ogni provocazione. Il Partito Democratico, in quanto seconda forza politica del Paese e prima forza di opposizione, non intende avvitarsi nella spirale dell'aggressività e della delegittimazione reciproca, ma continuerà fare il proprio lavoro senza cedimenti, nella consapevolezza che i cittadini non vogliono che lo scontro politico degeneri in tensioni che mettano a repentaglio la saldezza delle istituzioni e la loro stessa sicurezza. Per ristabilire un clima politico più disteso e misurato non appare tuttavia necessario fare ricorso a misure normative eccezionali, come è parso essere intenzione del Ministro dell'interno; troppo fragile è la libertà di espressione del pensiero e troppo denso di rischi ogni intervento che incida su di essa. Non sono possibili scorciatoie; ognuno deve fare la sua parte, senza pensare di non avere nulla da correggere o su cui riflettere. (Applausi dai Gruppi PD, IdV, UDC-SVP-Aut e dei senatori Valentino, Delogu, Germontani, De Feo e Gallo).

QUAGLIARIELLO (PdL). Esprime l'affetto del Gruppo Il Popolo della Libertà nei confronti del presidente Berlusconi, vittima di un attacco che è il frutto di un'operazione concentrica di criminalizzazione ai suoi danni, che si è accentuata dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato il lodo Alfano. Tale sentenza, comunque meritevole di rispetto, è apparsa sbagliata dal punto di vista tecnico e politico, perché ha spazzato via un tentativo di ripristinare l'equilibrio fra giustizia e politica infrantosi nel 1993, ha eluso il principio di leale collaborazione fra le istituzioni, contraddicendo un pronunciamento precedente, e ha dato forza a quanti intendono mettere in discussione la legittimità del potere democratico. Negli ultimi tempi si è arrivati a dare credito alle dichiarazioni di un sedicente pentito dalla assai dubbia credibilità che ha accusato il Presidente del Consiglio di corresponsabilità nelle stragi di mafia. Se da un lato è condivisibile l'invito del Presidente della Repubblica a moderare i toni, dall'altro non è possibile mettere tutte le forze politiche sullo stesso piano, dal momento che il centrodestra non ha mai condotto campagne d'odio contro gli avversari politici. Appare comunque apprezzabile l'atteggiamento responsabile assunto da una parte dell'opposizione nelle ultime ore, in particolar modo dal segretario del PD Bersani; lo stesso intervento del senatore Li Gotti è sembrato lontano dai toni utilizzati dal leader del suo partito Di Pietro. È auspicabile che le forze di maggioranza e di opposizione proseguano sulla strada delle riforme, al fine di rendere l'Italia una democrazia compiuta, basata sulla legittimazione reciproca e sulla messa al bando di ogni tentazione di conquistare il potere tramite scorciatoie giudiziarie. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP. Congratulazioni).