RESOCONTO SOMMARIO
Presidenza della vice presidente BONINO
La seduta inizia alle ore 17,01.
Il Senato approva il processo verbale della seduta pomeridiana del 10 dicembre.
PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
PRESIDENTE. Avverte che dalle ore 17,02 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Avverte che alle ore 19 si svolgeranno le comunicazioni del Ministro dell'interno sull'aggressione subita dal Presidente del Consiglio dei ministri a Milano.
Discussione del disegno di legge:
(1397-B) AZZOLLINI ed altri. - Legge di contabilità e finanza pubblica (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati)
PRESIDENTE. Ricorda che, ai sensi dell'articolo 104 del Regolamento, oggetto della discussione e delle deliberazioni saranno soltanto le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati, salvo la votazione finale.
AZZOLLINI, relatore. Il disegno di legge in esame non ha perso l'ispirazione di fondo ricevuta durante l'esame in prima lettura in Senato, pur essendo stato modificato in numerosi punti dalla Camera dei deputati. È stata modificata in alcune parti la delega prevista all'articolo 2 in materia di armonizzazione dei bilanci pubblici, rinviando alla legge n. 42 del 2009 sul federalismo fiscale per la parte relativa ai criteri e principi di armonizzazione delle Regioni e degli enti locali. È stata soppressa la Commissione parlamentare per la trasparenza e l'informazione nel campo della finanza pubblica, riconducendo il processo di verifica e controllo dei dati contabili e di quelli previsionali nell'ambito delle Commissioni bilancio di Camera e Senato. È stato deciso che sia la nuova legge di stabilità ad occuparsi a livello normativo del patto di stabilità interno, riconducendo in tale ambito di competenza la decisione sui saldi, sul debito e sulla pressione fiscale complessiva. È stata sostanzialmente ripristinata, nella nuova legge di stabilità, l'articolazione tabellare attualmente utilizzata nella legge finanziaria, con l'indicazione separata delle tabelle C, E ed F, quest'ultima integrata dei contenuti della precedente tabella D. È stato spostato il termine di presentazione dei disegni di legge collegati al mese di febbraio dell'esercizio successivo ed è stata concentrata in essi tutta la componente normativa della politica di bilancio, costituita dalle norme di sviluppo e da quelle di carattere ordinamentale e organizzatorio. La Camera ha inoltre risolto in modo trachant il problema del passaggio dei bilanci pubblici ad una contabilità di tipo civilistico-patrimoniale, sia pure nell'ambito di una implementazione che durerà qualche tempo. Alcune altre modifiche apportate dalla Camera necessiterebbero di un maggiore chiarimento, come ad esempio la reintroduzione della copertura degli oneri correnti della legge di stabilità mediante il ricorso al miglioramento del risparmio pubblico (con conseguente venir meno della facoltatività della presentazione da parte del Governo del disegno di legge di assestamento) ed ha riproposto un assetto ordinamentale che nel tempo ha evidenziato il suo carattere formale; dovrà pertanto essere rafforzato l'impegno per una verifica dei criteri di costruzione dei tendenziali, onde evitare il rischio di una loro conformazione in vista del reperimento dei mezzi aggiuntivi di copertura. Occorrerà ritornare anche sul divieto di introdurre norme localistiche e microsettoriali nella legge di stabilità, che appare incongruo. Tra i temi sollevati nel dibattito in Commissione, vi è l'auspicio che le norme sul patto di stabilità interno non vengano modificate ogni anno nella legge di stabilità, nonché la preoccupazione, che appare peraltro infondata, che con il comma 4 dell'articolo 17 si sia voluto introdurre in via surrettizia l'obbligo di copertura sui tre saldi. Ulteriori perplessità emerse riguardano la previsione della possibilità di usare a copertura entrate non ricorrenti, i vincoli posti al contenuto della legge di stabilità, le maggiori cautele poste al passaggio ad un sistema di cassa, la necessità di rendere più evidente l'obiettivo della pressione fiscale e l'esigenza di avere una maggiore documentazione da parte del Governo in materia di lotta all'evasione. Per il complesso delle considerazioni formulate, appare auspicabile una approvazione senza ulteriori modifiche del testo in esame, nella consapevolezza che l'impegno riformatore del Parlamento in materia non si concluderà con la l'approvazione del disegno di legge n. 1379. Se in futuro il Senato e tutto l'impianto istituzionale del Paese, a seguito di modifiche della Costituzione, dovessero essere strutturati sulla base di un assetto federale, è del tutto ovvio che la decisione-quadro sulla suddivisione preliminare della manovra dovrà essere assunta in una sede espressione di tutti i livelli politici ed istituzionali della pubblica amministrazione, costituita appunto dal Senato federale. (Applausi dal Gruppo PdL).
PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.
MORANDO (PD). Particolarmente grave appare la decisione assunta dalla Camera dei deputati di sopprimere le norme, approvate dal Senato in prima lettura, con cui si istituivano una struttura tecnica unificata tra Camera e Senato per la raccolta e l'analisi di dati sulla finanza pubblica ed una Commissione parlamentare bicamerale per la trasparenza e l'informazione nel campo della finanza pubblica. Tali strutture sarebbero state estremamente importanti per consentire al Parlamento di disporre di dati autorevoli ed obiettivi in materia di finanza pubblica e di conoscere le metodologie di definizione degli andamenti tendenziali a legislazione vigente; tutto ciò attualmente è di pertinenza esclusiva della Ragioneria dello Stato, un organo alle dipendenze dell'Esecutivo. Si verrà così ad accentuare l'attuale asimmetria di conoscenze tra potere legislativo ed esecutivo, per il semplice prevalere di interessi e posizioni conservatrici all'interno dell'amministrazione pubblica; la gravità di tale scelta emergerà con ancor più forza quando verranno attuate le deleghe federalismo fiscale ed il Parlamento non avrà informazioni sufficienti per poter giudicare, ad esempio, le decisioni assunte in materia di definizione dei fabbisogni standard e dei costi standard. Se la maggioranza ritiene di accettare queste soppressioni, il Partito Democratico non potrà confermare il voto favorevole espresso sul provvedimento in prima lettura. Ugualmente non condivisibile appaiono le soppressioni, all'articolo 8, della norma che modificava il patto di stabilità interno, fissando condizioni più elastiche per le spese in conto capitale, nonché, all'articolo 10, dell'obbligo di esplicitare nella decisione di finanza pubblica (che sostituisce il DPEF) gli obiettivi programmatici non solo in termini di saldo, ma distintamente in termini di entrate e di spese, articolate per parte corrente, in conto capitale e spese primarie. Esprime un giudizio negativo, infine, sulla decisione di riammettere la copertura di oneri correnti con entrate ricorrenti (pratica esplicitamente esclusa dal testo approvato dal Senato) e di consentire di coprire la legge finanziaria ricorrendo anche al miglioramento del risparmio pubblico, che invece deve essere utilizzato per ridurre il volume globale del debito. L'insieme di queste novità si configura come un cedimento del Governo rispetto alla linea di rigore finanziario a parole enunciata. (Applausi dai Gruppi PD e IdV e dei senatori Baldassarri, Giai e Saro).
LANNUTTI (IdV). La necessità di una riforma della contabilità e della finanza pubblica deriva dall'espansione del ruolo delle autonomie territoriali, dai vincoli imposti dall'Unione europea e dalla riforma in senso federale della fiscalità e deve tendere ad un riequilibrio tra i poteri costituzionali, coinvolgendo concretamente il Parlamento nella delicata gestione della finanza pubblica e non relegandolo al ruolo di mero ratificatore delle scelte dell'Esecutivo. Essa non può inoltre prescindere dalla necessità di ridurre il debito pubblico, che continua a crescere ad un ritmo elevato e preoccupante. Il testo in esame, su cui l'Italia dei Valori si è astenuta nella prima lettura al Senato, giunge migliorato dopo il passaggio alla Camera dei deputati e va dunque giudicato positivamente, poiché, pur tra luci ed ombre, risponde alle principali esigenze riformatrici. Esso costituisce un passo in avanti, che deve comunque essere considerato prodromico ad una complessivo riordino della materia, teso a realizzare una contabilità della Repubblica che armonizzi i bilanci pubblici dei vari livelli istituzionali, in coerenza con la riforma del Titolo V della Costituzione. (Applausi dai Gruppi IdV e PdL).
SPADONI URBANI (PdL). Il disegno di legge di riforma della contabilità pubblica si inserisce virtuosamente in un ampio percorso riformatore segnato dall'attuazione del federalismo fiscale e dalle innovazioni in materia di pubblica amministrazione e autonomie locali. Esso consentirà di rendere più immediato ed efficace il controllo delle scelte finanziarie dei vari livelli di governo, sia da parte dei parlamentari che dei cittadini, rendendo dunque gli amministratori realmente responsabili delle proprie decisioni. Lo Stato e gli enti locali, inoltre, saranno sempre di più chiamati a cooperare all'interno del nuovo sistema di governance, in uno spirito unitario e di leale collaborazione. Il testo, così come modificato dalla Camera dei deputati, non tradiscE i suoi originari principi ispiratori e non sono quindi condivisibili le perplessità espresse in proposito dai parlamentari del Partito Democratico. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).
GIARETTA (PD). Le modifiche approvate dalla Camera dei deputati hanno causato un netto peggioramento del testo votato dal Senato, che aveva il fine di garantire maggiore chiarezza alle decisioni di bilancio, aumentandone così le possibilità di controllo democratico, e di riequilibrare la dialettica istituzionale in favore del Parlamento, relegato oggi a mero soggetto esecutore della volontà del Governo dall'utilizzo eccessivo della decretazione d'urgenza e del voto di fiducia sulle manovre di bilancio. In particolare va criticata la soppressione della norma istitutiva della Commissione parlamentare per la trasparenza e l'informazione nel campo della finanza pubblica (riconducendo così il processo di verifica e controllo nell'ambito delle Commissioni bilancio), della struttura unica di supporto tecnico finalizzata a rendere più efficace il controllo parlamentare e della norma che consentiva un collegamento automatico delle Camere alle banche dati per il monitoraggio della finanza pubblica. Auspica infine che la mancanza di coraggio riformatore del testo, che pure introduce norme condivisibili, possa essere almeno in parte colmata nella fase attuativa dell'approvazione dei decreti delegati. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Pardi. Congratulazioni).
MASCITELLI (IdV). Consapevole della necessità di riformare le regole di finanza e contabilità pubblica, l'Italia dei Valori ha criticato, in prima lettura, il mancato raccordo con il riassetto federale dello Stato: tale valutazione ha trovato riscontro presso la Camera dei deputati che ha modificato le norme ritenute viziate da un'impostazione eccessivamente centralista. Negli ultimi anni si è affermata la prassi delle manovre finanziarie approvate con decreto-legge o con voto di fiducia su maxiemendamenti presentati dall'Esecutivo: tale pratica ha peggiorato la qualità della legislazione e ha squilibrato il rapporto tra Parlamento e Governo a favore di quest'ultimo. Occorre dunque attribuire al Parlamento un ruolo più incisivo sia in fase di controllo sia in fase di definizione degli obiettivi programmatici: le modifiche apportate dalla Camera agli articoli 7 e 10 vanno in questa direzione. Altri interventi emendativi hanno consentito di affrontare meglio l'armonizzazione dei sistemi contabili dei diversi livelli di governo, prevedendo procedure di concertazione sul patto di convergenza, anche se non è prevista l'intesa sul patto di stabilità. La mancanza di strumenti di analisi della quantità e della qualità della spesa storica ha favorito l'illusione di risolvere i problemi strutturali della finanza pubblica attraverso il metodo dei tagli lineari: appaiono dunque importanti le modifiche che concorrono al miglioramento del monitoraggio dei conti pubblici attraverso l'istituzionalizzazione della cosiddetta spending review. Esistono tuttavia margini di miglioramento del testo in esame: per sanare il deficit di conoscenza e di trasparenza che avvolge l'azione del Governo, l'Italia dei Valori ha presentato un ordine del giorno che impegna l'Esecutivo a riferire alle Camere sui risultati conseguiti in tema di lotta all'evasione fiscale e a trasmettere una relazione annuale sull'andamento reale delle entrate tributarie, con specifico riguardo alla pressione fiscale complessiva. Considerato l'elevato numero di disposizioni di delega, il successo della riforma di finanza pubblica dipenderà dal contenuto dei decreti delegati: il Gruppo vigilerà sull'attività normativa del Governo affinché sia data attuazione ai principi di trasparenza e funzionalità della decisione di bilancio. (Applausi dal Gruppo IdV).
Saluto ad una rappresentanza di studenti
PRESIDENTE. Saluta una rappresentanza di studenti dell'istituto tecnico commerciale "Carlo Levi" di Grassano, in provincia di Matera, presente in tribuna (Applausi).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1397-B
GARAVAGLIA Massimo (LNP). Le regole di governo dell'economia stanno mutando rapidamente e alla decisione di finanza pubblica sembra competere l'individuazione di un giusto equilibrio tra rigore e crescita, più che una scelta tra i due obiettivi. L'abitudine a ragionare in termini di saldi dovrà, quindi, essere superata a vantaggio di una visione incentrata sugli andamenti tendenziali e sugli indicatori di uso efficace ed efficiente delle risorse. In un'economia fortemente interdipendente la crescita del debito pubblico e del prodotto interno lordo appaiono sempre più determinate da variabili esogene: anche alla luce del federalismo fiscale, il compito del Parlamento non deve essere quello di programmare le entrate e di gestire le uscite, bensì quello di tenere sotto controllo l'indebitamento e di controllare la spesa, razionalizzando la gestione delle risorse e contrastando l'evasione fiscale. La legge di stabilità costituisce da questo punto di vista uno strumento più agile e snello e la mancata istituzione di un Servizio del bilancio unificato dei due rami del Parlamento dipende dal progetto di superare il bicameralismo perfetto, differenziando le funzioni delle due Camere. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL. Congratulazioni).
LEGNINI (PD). Il disegno di legge in esame è frutto di un lungo e approfondito lavoro che si è avvalso del contributo qualificato della opposizione. La scelta di riformare la sessione di bilancio è dunque positiva anche se non è condivisibile la convinzione che tale intervento garantisca di per sé un maggior rigore finanziario e una migliore qualità della produzione normativa. Eccessivamente enfatizzata per il benefico effetto sui saldi di finanza pubblica è pure la netta distinzione tra legge di stabilità e provvedimenti collegati: la separazione delle norme per lo sviluppo rischia infatti di privare il Parlamento di una visione unitaria della politica economica. La riforma migliora sicuramente le procedure, ma il rafforzamento del potere decisionale del Governo non è controbilanciato da un adeguato potenziamento della funzione parlamentare di controllo: alcune modifiche intervenute presso la Camera, quali la soppressione della Commissione per la trasparenza e l'informazione nel campo della finanza pubblica e la mancata istituzione di un Servizio del bilancio unificato, non riequilibrano l'accresciuto potere dell'Esecutivo nella traduzione in norme concrete delle indicazioni programmatiche della Decisione di finanza pubblica con un adeguato incremento dei poteri di controllo, di verifica e di proposta del Parlamento. La rinuncia a garantire al Parlamento una fonte informativa indipendente, alternativa alla Ragioneria generale dello Stato, ha notevoli implicazione politiche: basti pensare, con riferimento all'ultima manovra finanziaria, all'impossibilità di stimare autonomamente gli effetti finanziari conseguenti alla possibile introduzione della cedolare secca sui canoni di locazione degli immobili o la congruenza finanziaria della contromanovra proposta dal senatore Baldassarri e di verificare quindi la praticabilità di manovre alternative. Allo stesso modo, il Parlamento non è in grado di valutare i costi del disegno di legge sul processo breve, che il Governo sostiene essere nulli, né i decreti di attuazione del federalismo fiscale. (Applausi dal Gruppo PD).
Presidenza del presidente SCHIFANI
PRESIDENTE. Rinvia il seguito della discussione del disegno di legge n. 1397-B ad altra seduta.
Informativa del Ministro dell'interno sull'aggressione subita dal Presidente del Consiglio dei ministri a Milano e conseguente discussione
PRESIDENTE. Come affermato dal Capo dello Stato, l'aggressione subita dal Presidente del Consiglio dei ministri nella serata di domenica va condannata in modo fermo ed è altresì necessario che ogni forma di contrasto politico ed istituzionale sia riportata entro i limiti del confronto civile, interrompendo così la formazione di spirali di violenza che da verbale rischia di trasformarsi in fisica. Per evitare il ritorno di fenomeni dolorosi che in passato il Paese ha già conosciuto, occorre quindi che tutte le forze politiche e sociali si impegnino per abbassare i toni del confronto con gli avversari e concentrino il dibattito sul terreno delle riforme del sistema politico e istituzionale del Paese. (Applausi).
MARONI, ministro dell'interno. Dalla ricostruzione puntuale dei fatti che domenica 13 dicembre hanno condotto al gravissimo atto di violenza ai danni del Presidente del Consiglio, a margine della manifestazione indetta in piazza Duomo a Milano dal Popolo della libertà, si evince che nessun rilievo può essere mosso circa la gestione dell'ordine pubblico in quei frangenti. Tutte le misure preventive previste per gli impegni pubblici del Presidente del Consiglio sono state infatti applicate e gli uomini delle Forze dell'ordine addetti alla tutela della sua persona hanno adempiuto anche in tale occasione al difficile compito di contemperare l'esigenza di assicurare la libertà di manifestazione del pensiero di tutti i cittadini con quella di garantire la sicurezza dei rappresentanti delle istituzioni. Tuttavia, l'asprezza dei toni che lo scontro politico ha recentemente assunto e la campagna contro la persona del presidente Berlusconi, crescente e spesso travalicante le regole del legittimo confronto democratico, rischiano di innescare pericolosi meccanismi di emulazione, tanto che su alcuni social network si stanno sviluppando numerosi gruppi che incitano alla violenza contro il Presidente del Consiglio. Per queste ragioni, oltre a verificare la possibilità di attuare ulteriori misure per contrastare gli episodi di violenza in occasione di manifestazioni pubbliche, si sta valutando l'opportunità di un'iniziativa legislativa che consenta alla magistratura di contrastare la diffusione di messaggi che possono essere associati a reati quali l'istigazione a delinquere e l'apologia di reato, senza coinvolgere la generalità degli utenti di tali social network. E' auspicabile che, in occasione della campagna elettorale per le prossime elezioni regionali, per la cui sicurezza il Ministero dell'interno è attivamente impegnato, i temi oggi in discussione non diventino ulteriori motivi di una strumentalizzazione a fini politici che si è già dimostrata dannosa. E' necessario contrastare l'esasperazione della polemica politica e tornare al più presto ad un civile confronto tra le parti politiche e le diverse istituzioni. (Applausi).
PISTORIO (Misto-MPA-AS). A nome del Gruppo Misto esprime solidarietà umana e politica al Presidente del Consiglio per l'aggressione subita: tale episodio testimonia del clima di tensione che attraversa il Paese e che va fermato prima di una ulteriore degenerazione. Il confronto politico è ormai privo di serenità e la veemenza che lo caratterizza è riscontrabile in ogni ambito, anche a livello delle amministrazioni locali e regionali; per questo bisogna raccogliere l'invito del Capo dello Stato, abbassare i toni del confronto e ritornare ad una dialettica politica ed istituzionale più pacata in cui l'avversario non diventi nemico: in questo senso, la visita del segretario del Partito Democratico al Presidente del Consiglio rappresenta un importante segnale per ripartire. È dunque auspicabile che il senso di responsabilità prevalga alla convenienze politica e che si torni ad affrontare i veri problemi del Paese. (Applausi dai Gruppi Misto-MPA-AS e UDC-SVP-Aut).
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). L'aggressione ai danni del Presidente del Consiglio, a cui esprime la piena solidarietà del Gruppo UDC-SVP-Autonomie, va fermamente condannata, nella repulsione di ogni atto di violenza, tanto più quando coperto da motivazioni politiche. Tale episodio, oltre ad aver rappresentato un significativo danno all'immagine del Paese, ha dimostrato l'esigenza di isolare, all'interno dei vari schieramenti politici, ma anche nel mondo giornalistico sia di destra che di sinistra, coloro che pensano di trarre profitto da una estremizzazione dello scontro politico. Sulle misure di sicurezza adottate a protezione del Presidente del consiglio, è necessario prendere atto che proprio il rischio di atti di emulazione paventato dal Ministro dell'interno impone di evitare per il futuro il contatto diretto. Inoltre, appare al momento inopportuna un'iniziativa volta a potenziare gli strumenti di controllo della rete Internet, perché introdurre quelle che possono apparire forme di censura può alimentare il sentimento di intolleranza verso le istituzioni e il mondo politico; è invece necessario potenziare gli strumenti di cui già dispongono le Forze dell'ordine, facendo tesoro dell'esperienza della Polizia postale sul terreno della lotta in rete alla pedopornografia. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut, PD e IdV).
LI GOTTI (IdV). Esprimendo condivisione per le parole pronunciate dal Presidente, rileva che i motivi alla base dell'aggressione ai danni del presidente Berlusconi sono abietti, totalmente estranei alla democrazia e alla politica, perché quest'ultima non può giustificare alcuna forma di violenza. In questo senso, sarebbe un errore tentare di individuare nella politica dei mandanti morali dell'accaduto. In democrazia la politica è fatta anche di contrasti forti, di divergenze radicali, tanto più accentuate quanto è grande il rilievo delle questioni affrontate, ma la violenza è estranea alla democrazia. L'Italia dei Valori esprime auguri di pronta guarigione al presidente Berlusconi, ma non intende farsi condizionare dalle speculazioni e, nel rispetto della democrazia, continuerà ad esercitare, con decisione e nelle sedi proprie, il ruolo di opposizione costruttiva alle proposte che giudica dannose per il Paese. (Applausi dai Gruppi IdV, PD, UDC-SVP-Aut e dei senatori Valentino, Delogu, Digilio e Spadoni Urbani).
BODEGA (LNP). Nell'esprimere solidarietà, stima ed affetto nei confronti del Presidente del Consiglio, rileva che la grave aaggressione di cui è stato fatto oggetto, che poteva avere conseguenze ben peggiori, non può essere sottovalutata né isolata dal contesto in cui ha avuto luogo, caratterizzato da un clima fortemente conflittuale, che ha visto Berlusconi vittima di attacchi concentrici mossi da più parti, nei quali si è arrivati a definirlo un mafioso o, come è avvenuto su alcuni social network, ad inneggiare alla violenza nei suoi confronti. È senz'altro condivisibile l'invito ad abbassare i toni e a recuperare il senso della misura nel confronto politico, ma non possono essere ignorate, nel valutare quanto accaduto, le diverse responsabilità di coloro che hanno contribuito a creare un clima di ostilità nei confronti del Presidente del consiglio. (Applausi dai Gruppi LNP, PdL e dei senatori Pistorio, Peterlini, Leddi e Carloni).
FINOCCHIARO (PD). A nome del Partito Democratico, esprime solidarietà al Presidente del Consiglio e gli augura di ristabilirsi presto e di riacquistare la serenità perduta a causa dell'attacco criminale di cui è stato vittima. In un momento complicato, difficile e delicato della vita della Repubblica, è necessario che tutti i dirigenti politici adulti e responsabili trovino la misura del loro comportamento e lascino cadere ogni provocazione. Il Partito Democratico, in quanto seconda forza politica del Paese e prima forza di opposizione, non intende avvitarsi nella spirale dell'aggressività e della delegittimazione reciproca, ma continuerà fare il proprio lavoro senza cedimenti, nella consapevolezza che i cittadini non vogliono che lo scontro politico degeneri in tensioni che mettano a repentaglio la saldezza delle istituzioni e la loro stessa sicurezza. Per ristabilire un clima politico più disteso e misurato non appare tuttavia necessario fare ricorso a misure normative eccezionali, come è parso essere intenzione del Ministro dell'interno; troppo fragile è la libertà di espressione del pensiero e troppo denso di rischi ogni intervento che incida su di essa. Non sono possibili scorciatoie; ognuno deve fare la sua parte, senza pensare di non avere nulla da correggere o su cui riflettere. (Applausi dai Gruppi PD, IdV, UDC-SVP-Aut e dei senatori Valentino, Delogu, Germontani, De Feo e Gallo).
QUAGLIARIELLO (PdL). Esprime l'affetto del Gruppo Il Popolo della Libertà nei confronti del presidente Berlusconi, vittima di un attacco che è il frutto di un'operazione concentrica di criminalizzazione ai suoi danni, che si è accentuata dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato il lodo Alfano. Tale sentenza, comunque meritevole di rispetto, è apparsa sbagliata dal punto di vista tecnico e politico, perché ha spazzato via un tentativo di ripristinare l'equilibrio fra giustizia e politica infrantosi nel 1993, ha eluso il principio di leale collaborazione fra le istituzioni, contraddicendo un pronunciamento precedente, e ha dato forza a quanti intendono mettere in discussione la legittimità del potere democratico. Negli ultimi tempi si è arrivati a dare credito alle dichiarazioni di un sedicente pentito dalla assai dubbia credibilità che ha accusato il Presidente del Consiglio di corresponsabilità nelle stragi di mafia. Se da un lato è condivisibile l'invito del Presidente della Repubblica a moderare i toni, dall'altro non è possibile mettere tutte le forze politiche sullo stesso piano, dal momento che il centrodestra non ha mai condotto campagne d'odio contro gli avversari politici. Appare comunque apprezzabile l'atteggiamento responsabile assunto da una parte dell'opposizione nelle ultime ore, in particolar modo dal segretario del PD Bersani; lo stesso intervento del senatore Li Gotti è sembrato lontano dai toni utilizzati dal leader del suo partito Di Pietro. È auspicabile che le forze di maggioranza e di opposizione proseguano sulla strada delle riforme, al fine di rendere l'Italia una democrazia compiuta, basata sulla legittimazione reciproca e sulla messa al bando di ogni tentazione di conquistare il potere tramite scorciatoie giudiziarie. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP. Congratulazioni).
Per la risposta scritta ad interrogazioni
BAIO (PD). Sollecita la risposta del Ministro del lavoro all'interrogazione 4-02333, relativa ad una procedura di licenziamento collettivo nei confronti di 66 lavoratori della sede italiana di Gerno di Lesmo (Milano) della Yamaha Motors Italia. (Applausi dei senatori Biondelli e De Sena).
Presidenza del vice presidente NANIA
GRAMAZIO (PdL). Sollecita la risposta del Governo all'interrogazione 4-02186, relativa ad alcune scritte inneggianti alla violenza contro il Presidente del Consiglio comparse nei mesi scorsi sui muri di Roma, auspicando che la DIGOS si interessi del caso. (Applausi dei senatori Ciarrapico e Sarro).
PRESIDENTE. La Presidenza solleciterà la risposta del Governo ad entrambe le interrogazioni.
Sulla crisi dello stabilimento FIAT di Pomigliano d'Arco
ARMATO (PD). Chiede che il Governo si impegni per favorire una soluzione positiva della vertenza che riguarda lo stabilimento FIAT di Pomigliano d'Arco, la cui situazione dal punto di vista occupazionale è diventata ormai insostenibile. (Applausi dal Gruppo PD).
PRESIDENTE. La Presidenza solleciterà il Governo in tal senso.
Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno delle sedute del 16 dicembre.
La seduta termina alle ore 20.