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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 301 del 15/12/2009


PORETTI, PERDUCA - Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e dell'economia e delle finanze - Premesso che:

l'associazione ANISN, degli insegnanti di scienze naturali, sostiene che il piano di riordino della scuola secondaria, come individuabile dagli Atti del governo n. 132, n. 133 e n. 134 attualmente sottoposti a parere del Parlamento, metterebbe in pericolo il futuro dell'educazione scientifica nel Paese e dello sviluppo ad essa collegato: la drastica diminuzione delle ore di insegnamento delle scienze sperimentali nel loro complesso e, nello specifico, delle scienze naturali (biologia e scienze della terra), inoltre, la distribuzione delle ore di scienze naturali in alcuni indirizzi liceali, la quale non tiene conto dell'età alla quale si adempie all'obbligo scolastico, può avere delle conseguenze negative sia sulla formazione scientifica di base degli studenti italiani, che già oggi, come evidenziato dai risultati delle prove OCSE PISA, risulta debole in confronto a quella dei giovani di altri Paesi industrializzati, sia sulle vocazioni per il prosieguo degli studi in campo scientifico. Inoltre, l'impostazione data al riordino della scuola secondaria non sarebbe in accordo con le indicazioni provenienti dall'Unione europea e dall'OCSE in merito all'educazione delle materie scientifiche;

considerato che:

una diminuzione delle ore di scienze negli insegnamenti impartiti agli studenti nella fascia d'età dell'obbligo scolastico, porterebbe a vanificare gli sforzi intrapresi con il Progetto Lauree Scientifiche, nel quale sono state investite risorse al fine di promuovere un maggior interesse dei giovani verso la prosecuzione degli studi in campo scientifico. Esistono, infatti, studi che indicano quanto l'interesse dei giovani verso le scienze dipenda da come e quanto queste vengono trattate a scuola entro i 15 anni di età;

un'alfabetizzazione scientifica di base, fatta sia di conoscenze che di abilità, deve consentire a tutti di saper interpretare e spiegare i fenomeni naturali e fruire in modo corretto e consapevole delle moderne conquiste della scienza e della tecnologia. Se si considera, da una parte, la diminuzione delle ore di scienze e, dall'altra, che l'obbligo scolastico si assolve a 16 anni, questi obiettivi non potrebbero essere garantiti alla grande maggioranza degli studenti italiani escludendo, nella pratica, le scienze dalle discipline fondamentali per la formazione del cittadino;

la diminuzione delle ore dedicate agli insegnamenti scientifici e la loro frammentazione tra docenti appartenenti a classi di concorso diverse porterebbe alla mancata costituzione di cattedre stabili in molti istituti scolastici, con i conseguenti disagi in termini di organizzazione scolastica, di perdita di continuità didattica e di minore impegno dei singoli insegnanti all'interno delle scuole dove non manterrebbero la titolarità;

soltanto la presenza dello stesso docente per un numero considerevole di ore alla settimana ed un approccio didattico basato su problemi autentici consentirebbero la reale integrazione delle scienze sperimentali e l'applicazione delle metodologie didattiche più attuali, suggerite dagli organismi internazionali che si occupano di insegnamento e apprendimento scientifico;

una diminuzione delle ore di scienze non consentirebbe di impostare l'attività didattica secondo le modalità consigliate dalle più recenti acquisizioni della ricerca nell'ambito dell'educazione scientifica. Infatti, lo svolgere attività in laboratorio e l'impostare le lezioni in modo da far "fare scienze" agli studenti, piuttosto che semplicemente raccontarle, richiede maggior tempo a disposizione per poter sperimentare, osservare, ipotizzare, verificare e considerare l'errore, discutere e argomentare, e, in definitiva, svolgere tutte quelle attività che sono proprie del processo scientifico, le quali sono indispensabili per permettere agli studenti di acquisire quelle competenze di più alto livello raccomandate dagli stessi organismi internazionali e il concetto stesso della "natura della scienza";

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo intendano riconsiderare il progetto di riordino dell'insegnamento secondario tenendo in considerazione le osservazioni sopra elencate;

se intendano accogliere le osservazioni e le indicazioni dell'OCSE e della Comunità europea al fine di promuovere efficacemente e adeguatamente l'istruzione e l'educazione scientifica tra gli alunni dei corsi dell'obbligo scolastico;

quali provvedimenti i Ministri intendano assumere per promuovere, come indicato dall'OCSE e dalla Comunità europea, lo studio e l'approfondimento delle materie scientifiche, fattore di insostituibile importanza per l'implementazione dell'innovazione e della competitività nello sviluppo, anche economico, del Paese.

(4-02412)