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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 288 del 24/11/2009


NEROZZI (PD). Signor Presidente, prima di entrare nel merito della discussione, che peraltro è durata oltre un anno, con improvvise fermate, riprese, salite e risalite, vorrei esprimere il mio stupore - e me ne dispiace - per la relazione del collega Castro, durata circa un minuto e mezzo, che sembrava più adatta a un giornale per ragazzi che alle materie contenute nel provvedimento in esame, che modificano profondamente, ad esempio, il rapporto di lavoro ed alcuni aspetti della contrattazione. Credo che, anche per rispetto del Parlamento, bisognerebbe essere un po' più attenti e seri.

Il disegno di legge in discussione, che ha avuto una lunghissima gestazione, ancora una volta presenta le caratteristiche di un provvedimento omnibus, nel quale si trovano argomenti e temi diversi uno dall'altro (pensiamo alle disposizioni sugli emoderivati): anche questo è il segno di uno scarso rispetto nei confronti del Parlamento e di una grande confusione nel governare. Il provvedimento, collegato alla legge finanziaria per il 2009, arriva in quest'Aula, per quanto concerne questo ramo del Parlamento, dopo l'approvazione della legge finanziaria 2010: già questo dato dovrebbe dare la cifra dell'interesse del Governo verso tale provvedimento. Come in una sorta di scatola cinese, molte delle materie del disegno di legge sono apparse, poi scomparse, ed alcune improvvisamente ricomparse.

Iniziamo dal tema dei lavori usuranti. Tra le organizzazioni sociali ed il precedente Governo c'era un accordo che non è stato ancora applicato e, per alcuni punti, rischia di non essere mai applicato. Vedete, onorevoli colleghi, i lavori usuranti sono una cosa importante perché si afferma il principio secondo il quale rispetto alla pensione non tutti i lavoratori sono uguali. Bisogna tenere conto per alcuni delle aspettative di vita - che per molti sono aumentate - ma per altri della gravosità, della fatica, del dramma e della pesantezza del lavoro fisico; questa materia affrontava l'accordo siglato tra le organizzazioni sociali ed il precedente Governo. Si tratta di un tema risolto in tutta Europa e che, nel concreto, ci dice che non può accedere nella stessa misura alla pensione chi lavora in fonderia, in strutture chimiche altamente inquinanti o in miniera, o con turni che investono il ciclo intero della giornata per una parte lunga e importante della propria vita lavorativa, e chi invece queste condizioni non le deve affrontare.

Così come si sta perdendo un'ulteriore occasione per definire, una volta per tutte, un sistema di ammortizzatori sociali degno di questo nome, in una situazione economica drammatica, con un tasso di disoccupazione crescente.

Presidenza della vice presidente MAURO (ore 18,32)

(Segue NEROZZI) Noi ripresentiamo le nostre proposte, così come quelle in tema di occupazione femminile.

Della disoccupazione crescente e della crisi il Governo non se ne occupa; si occupa, invece, di impedire a due genitori, con un ragazzo diversamente abile molto grave, di poter usufruire di permessi contemporanei, come la legge prevedeva. Altre norme producono invece l'effetto di subissare di controlli inutili malati terminali. Questo è il rigore del ministro Brunetta, che non si occupa di consulenze e di altre disfunzioni, ma è rigorosissimo con chi ha handicap gravi e magari è un malato terminale.

Ma il cuore di questo provvedimento riguarda le norme sulla conciliazione e l'arbitrato, che intervengono in maniera pesante sul ruolo della contrattazione e sul ruolo delle parti. In particolare, sull'arbitrato si passa dalla situazione attuale, di difficile applicazione, di fatto all'obbligatorietà dell'arbitrato stesso, con il rischio anche di violare precetti costituzionali sulla tutela giuridica dei diritti, come più volte ha affermato il collega Treu e come diranno meglio di me in sede di illustrazione degli emendamenti sia il collega Treu che il collega Ichino. Inoltre, voglio soffermarmi su un punto in particolare: cosa significa l'equità sull'arbitrato? Quando l'equità diviene parametro di giudizio? Cos'è l'equità? Come viene calcolata? A seconda del luogo? A seconda del giudizio? Quindi, quale uguaglianza di diritti per tutti i lavoratori?

Il complesso di queste norme temo abbia un solo scopo: continuare a smantellare l'attuale diritto del lavoro e rendere più solo e indifeso il lavoratore. Penso soprattutto a quelli giovani e a quelli che non hanno diritti; al lavoratore che è sempre più privo di tutele e con sempre meno garanzie. Si mette in discussione alla base il principio stesso di diritto individuale in tema di diritto del lavoro, mentre si attenuano le misure contro il lavoro nero e sommerso. Questo non è grave solo perché attiene aspetti di giustizia e di regolarità: lasciare aumentare il lavoro nero e il lavoro sommerso è un colpo pesante anche per i nostri conti pubblici e un colpo pesante sulle entrate, che, quindi, si riflette anche sulla capacità di investire in servizi sociali e innovazione. Ma appunto, del lavoro nero e del lavoro precario non se ne occupa il Governo, mentre si occupa di chi ha un figlio con l'handicap al 95 per cento.

Vi sono poi le norme destinate a reprimere le violazioni delle disposizioni riguardanti le discipline sull'orario di lavoro. Mi sono accorto del perché. Su questo tema è intervenuto in maniera illuminata ieri il ministro Rotondi proponendo l'abolizione della pausa pranzo. Pensate all'effetto che una simile disposizione potrebbe avere sulle produzioni a ciclo continuo in chimica e in meccanica e sul lavoro a turno. Ma queste esternazioni, come in realtà anche molte norme di questo disegno di legge, dimostrano l'assoluta non conoscenza da parte di questo Governo del lavoro manuale, così come si esercita e si sviluppa nel Paese.

Per ultimo, volevo sottolineare le norme che sono apparse, scomparse e poi, a volte, riapparse. Le prime riguardano la lotta a chi usufruisce in maniera irregolare dei permessi o non fa il proprio dovere. Vorrei chiedere per l'ennesima volta al ministro Brunetta: quali sono i dati validi? Quelli che pubblica lui o quelli che pubblica la Ragioneria generale dello Stato? Forse l'irrequietezza e la perdita di bon ton che caratterizza le uscite di questi ultimi giorni del Ministro derivano dal fatto che dietro tutte le sue affermazioni, le sue grida, le sue continue interviste, nulla è cambiato. Semmai si sono accentuate la frustrazione e il distacco, sia dei lavoratori pubblici dal proprio lavoro, sia dei cittadini nei confronti dello Stato.

Rispetto poi alle norme sulla stabilizzazione dei lavoratori precari, l'unica richiesta è questa: almeno non prendiamoli in giro. Così come non dovremmo prendere in giro il personale delle forze di polizia e delle Forze armate, cui continuiamo a togliere mezzi e risorse e non gli facciamo nemmeno i contratti! (Applausi dal Gruppo PD). Ma questo è il tempo in cui il Governo vede il paese felice e tranquillo, come negli spot del "Mulino Bianco", mentre le condizioni delle persone sono sempre più drammatiche e si confrontano con la disoccupazione, la precarietà e i redditi bassi: centinaia di migliaia di lavoratori in cassa integrazione, che vivono con l'angoscia di non vederla rinnovata nei prossimi mesi e di non rientrare in azienda; centinaia di migliaia di lavoratori precari, che per primi sono stati esclusi dai cicli produttivi e che non hanno alcuna protezione sociale; i tanti precari della pubblica amministrazione e della scuola, che vivono con crescente angoscia il loro futuro occupazionale; milioni di nostri connazionali che vivono, o sopravvivono, sotto la soglia della povertà; le migliaia di piccole e medie imprese che rischiano di chiudere i battenti a causa della stretta creditizia in Italia e di una pubblica amministrazione che non funziona.

Queste ultime affermazioni possono essere considerate non pertinenti all'argomento del disegno di legge, ma visto che i vari articoli intervengono su tutto lo scibile umano, ricordare le sofferenze di tante persone non solo è utile, ma è necessario. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pichetto Fratin. Ne ha facoltà.