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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 288 del 24/11/2009


INCOSTANTE, relatrice di minoranza. Signora Presidente, mi rivolgo in particolare ai relatori, alle loro repliche ed al Governo. Nonostante le argomentazioni molto forbite e convincenti del senatore Castro, almeno per quanto mi riguarda credo fatte in perfetta buona fede e non soltanto perché è relatore di maggioranza, mi sembra davvero un po' troppo azzardato chiamare in causa la crisi e riconoscere la capacità di dare una risposta multiforme ad una crisi plurale per giustificare un provvedimento in cui infiliamo materie del tutto improprie dagli emoderivati alla Croce Rossa ad altro. Ho molta stima della sua intelligenza per ritenere che questa sia la versione più adatta; peraltro, oltre che la questione di merito sollevata anche da altri, ho posto nella mia relazione alcune questioni molto puntuali, che rivolgo ai due relatori ed al Governo, affinché vi sia ancora attenzione e possibilità di recuperare.

Una è la questione del part-time, l'altra è quella dei comitati pari opportunità. La questione del part-time, oltre alle altre già sottolineate, mi sembra quella su cui fare maggiore attenzione, perché si interviene su un diritto-quesito, visto che stiamo mettendo nelle mani delle pubbliche amministrazioni la possibilità di tornare su decisioni già prese, su richiesta di part-time già accettate. Questo significa per le famiglie e anche per le persone un completo stravolgimento dei propri progetti di vita, o di alcuni progetti ed investimenti che si sono fatti su se stessi o sul proprio nucleo familiare. Davvero non ne vedo la ragione; davvero non mi sembra sia questa una risposta alla crisi. Sono d'accordo - e l'abbiamo detto, quindi è inutile dire che noi non siamo d'accordo - sulla semplificazione, su alcune norme, sull'aspettativa, dove abbiamo pure espresso alcuni pareri. Ma non capisco in che modo influisca sulla crisi e sulla semplificazione ed efficienza dell'amministrazione il ritornare su decisioni in materia di part-time. Abbiamo detto, e siamo d'accordo, che d'ora in poi i part-time si chiedono e si ottengono anche con una valutazione dell'amministrazione; questo mi sembra giusto. Ma voler ritornare su un part-time già ottenuto mi sembra penalizzante, inutile e dannoso.

Ritorno sull'altra questione, che riguarda i comitati pari opportunità, in merito alla quale non ho ricevuto una risposta. Tali comitati non costano ed hanno costituito un luogo di elaborazione, di lavoro e di comunicazione con l'esterno. Non capisco ora per quale motivo e per quale strana razionalizzazione noi dobbiamo annacquare questi comitati pari opportunità, metterli dentro al comitato del mobbing (che è paritetico, perché previsto dal contratto), stravolgere per questa via anche il mobbing, che aveva una sua specificità (perché il contratto lo prevedeva) e mettere tutto insieme in uno zibaldone, in una sorta di minestrone vario in cui si tratterà del mobbing, delle molestie, delle questioni delle donne, della formazione per le carriere e quant'altro.

Tutti coloro che conoscono queste materie sanno di cosa sto parlando, perché si è lavorato per tanti anni su questi temi dentro le aziende. Non ne vedo l'utilità né dal punto di vista economico, né da quello della semplificazione. Forse qualcuno si è innamorato di questa proposta e pensa che vada bene per tutta Italia. Io vorrei invitare a riflettere. Rispetto molto le opinioni di tutti, ma siamo comunque tutti vaccinati e consapevoli. Stiamo parlando di un provvedimento che non incide sulla stabilità dell'azione di governo e non va al cuore dei temi della finanza. Riflettiamoci un attimo, prima di fare una cosa che davvero non avrebbe senso. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.