Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1167
SALTAMARTINI, relatore. Il disegno di legge si caratterizza per alcuni interventi normativi particolarmente incisivi in materia di pubblico impiego, a cominciare dalla nuova disciplina in materia di mobilità del personale e di conferimento di incarichi e di attribuzione di funzioni dirigenziali, nonché dalla previsione della totale trasparenza dei dati relativi ai dirigenti della pubblica amministrazione - con limitazioni per quanto riguarda lo stato di salute - quale ulteriore strumento a disposizione dei cittadini per partecipare al miglioramento dell'efficienza del comparto pubblico. Di particolare rilievo appaiono altresì gli interventi nel settore dell'università: dalle misure volte a garantire il pieno godimento a tutti i cittadini del diritto allo studio, alla nuova disciplina relativa ai ricercatori universitari e all'elezione degli organi statutari e collegiali, cui potranno candidarsi anche i professori di seconda fascia. Quanto al comparto delle Forze di polizia e delle Forze armate, il disegno di legge attribuisce al personale il potere di avviare politiche contrattuali e negoziali idonee a perseguire una sostanziale equiparazione con il personale pubblico delegificato. Nel ricordare le disposizioni in materia di riordino dei congedi, delle aspettative e dei permessi, nonché in ordine ai requisiti di accesso ai gruppi sportivi delle Forze armate, si sofferma infine sul riconoscimento al personale dei ruoli tecnici della Polizia di Stato della possibilità di concorrere anche a settori di non diretta e specifica specializzazione, così da rendere l'intero settore tecnico-scientifico più plasmabile alle esigenze di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).
GHEDINI, relatrice di minoranza. Integra la relazione scritta. Nel disegno di legge all'esame dell'Aula resta ben poco dell'ambizioso progetto di riforma ed innovazione del Paese annunciato dalla maggioranza un anno fa. Il provvedimento, infatti, non affronta in modo soddisfacente i temi della tutela del lavoro, dell'innovazione del mercato del lavoro, della lotta al lavoro nero e sommerso che sono invece cruciali per mettere il Paese nelle condizioni di affrontare adeguatamente il momento dell'uscita dalla crisi, considerato che, se gli osservatori economici prevedono per l'Italia una leggera ripresa, molto negativi sono i dati relativi all'occupazione, che soprattutto per i giovani cala in misura superiore alla media OCSE. Nel complesso delle misure contenute nel disegno di legge, l'attenzione e la tutela sono decisamente spostate sul versante datoriale, a svantaggio dei lavoratori, in materia di lavori usuranti, di variazione dell'orario di lavoro, di certificazione dei contratti, di conciliazione e di arbitrato. La disciplina delle deleghe attribuite al Governo è criticabile: quella per la riforma degli ammortizzatori sociali, del mercato del lavoro e l'introduzione di nuovi strumenti dell'occupazione viene ulteriormente dilazionata; quella sui lavori usuranti viene condizionata con limiti inaccettabili al diritto alla quiescenza anticipata; altre deleghe, prima tra tutte quella per il riordino degli enti vigilati, sono troppo ampie e generiche. Il momento di crisi che il Paese sta attraversando rende particolarmente cruciale la tematica occupazionale ed è auspicabile che le proposte emendative presentate dall'opposizione al provvedimento diventino occasione per un approfondito e serio dibattito di merito. (Applausi dal Gruppo PD).
INCOSTANTE, relatrice di minoranza. Integra la relazione scritta. Il disegno di legge in esame appare criticabile innanzitutto per la disomogeneità delle questioni poste, ciascuna delle quali, per la sua rilevanza, meriterebbe misure strutturali ed organiche. Se da un lato è da considerarsi positivamente la soppressione della discriminatoria norma sulla territorializzazione dei concorsi, meriterebbe una riflessione più approfondita la soppressione della norma sulla stabilizzazione dei precari nelle pubbliche amministrazioni. Andrebbe ulteriormente valutato anche l'articolo 13, non per limitare il diritto per i pubblici dipendenti ad un periodo di aspettativa per svolgere altre attività professionali, ma per salvaguardare l'amministrazione di appartenenza rispetto ad attività che potrebbero ledere i suoi interessi. Risulta poi particolarmente preoccupante il peggioramento introdotto alla disciplina del part-time: se appare condivisibile la discrezionalità della sua concessione da parte dell'amministrazione sulla base di valutazioni legate alla garanzia del servizio reso al cittadino, sembra invece illegittimo e vessatorio rendere possibile la sua revoca da parte dell'amministrazione qualora tale regime sia già stato concesso, per gli immaginabili, gravi sconvolgimenti che tale decisione potrebbe comportare per gli equilibri famigliari del dipendente interessato, in particolare delle madri. Appare infine inopportuna la previsione di accorpare i comitati per le pari opportunità all'interno di un unico comitato che si occuperebbe anche di mobbing, discriminazioni e benessere dei lavoratori, sia per la specificità della tematica femminile nel mondo del lavoro, sia per gli ottimi risultati che tale strumento finora ha permesso di conseguire. (Applausi dal Gruppo PD).
LI GOTTI (IdV). Ai sensi dell'articolo 93 del Regolamento, propone una questione pregiudiziale di costituzionalità affinché l'Assemblea non proceda alla discussione del disegno di legge in titolo. In primo luogo, è di tutta evidenza l'eterogeneità del provvedimento che interviene in materie disparate, dai lavori usuranti alla riorganizzazione degli enti vigilati dal Ministero del lavoro, dal diritto allo studio alla produzione di farmaci emoderivati, dai direttori scientifici degli istituti di ricovero e cura al controllo sul doping e la tutela della salute nelle attività sportive. Il disegno di legge configura, in secondo luogo, un eccesso di delega laddove, ad esempio, proroga i termini di esercizio di una già conferita, con il risultato che al Parlamento, che da oltre due anni non si può occupare in modo organico di ammortizzatori sociali, servizi per l'occupazione ed incentivi all'occupazione poiché sono materie delegate al Governo, continuerà ad essere impedito di agire. Nell'attuale legislatura il Parlamento è sistematicamente espropriato della sua primaria funzione legislativa: nel caso in esame, oltre all'abuso della delega, spesso non adeguatamente delimitata, è paradossale che siano stati fissati termini brevissimi per la presentazione di emendamenti in Aula e sia stata scavalcata interamente la competenza della Commissione giustizia per le norme che intervengono sulle controversie in materia di lavoro. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).