la legge finanziaria per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296) perseguiva - in materia sanitaria - un duplice obiettivo: da una parte, riqualificare e rilanciare il Servizio sanitario nazionale attraverso una serie di norme strutturali; dall'altra, contenere la spesa sanitaria con un pacchetto di misure economiche riguardanti dall'introduzione di nuovi ticket all'aumento della tassazione a livello regionale;
la rete dei laboratori siciliani costituisce un patrimonio di risorse, capillare sul territorio, da salvaguardare e da incentivare anche perché in grado di fornire una risposta rapida e di qualità ai quesiti diagnostici che i cittadini richiedono senza che gli stessi, né men che meno i loro campioni biologici (sangue ed urine), debbano spostarsi presso altre sedi oltre lo stretto necessario;
in riferimento all'accreditamento delle strutture di laboratorio di analisi private risulta all'interrogante che la Regione Siciliana stia per approvare una riorganizzazione complessiva delle strutture tentando, di fatto, di azzerare la rete esistente sostituendola con una diversa, costituita da soggetti nuovi, derivanti dalla fusione societaria di enti e strutture già esistenti;
il piano di riorganizzazione presentato va a "mortificare" il comparto in quanto prevede per le piccole strutture rette da biologi, chimici e medici, dopo anni di onorata professione, la trasformazione in semplici punti di accesso senza poter continuare ad eseguire quelle analisi per le quali hanno speso la loro vita e tramite le quali hanno riscosso la fiducia dei cittadini. Le indagini analitiche verrebbero svolte presso un unico centro che dovrà essere autorizzato, che dovrà dotarsi di nuove attrezzature e di personale e che sicuramente non potrà consegnare i referti in tempi rapidi;
per quanto attiene al risparmio che il legislatore regionale prevedrebbe nella riorganizzazione della rete di laboratori, il provvedimento non ne comporta sicuramente alcuno in quanto le strutture accreditate vengono comunque remunerate "a prestazione" e sempre all'interno del comparto economico loro assegnato,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto esposto in premessa e se tale razionalizzazione indiscriminata sia ritenuta compatibile con i criteri di razionalità, efficienza ed efficacia complessiva;
se, pur nell'ambito delle competenze regionali in materia, ritengano che le iniziative poste in essere risultino compatibili con la legislazione di principio di competenza statale ed, in particolare, in riferimento alla compatibilità finanziaria del sistema sanitario regionale nell'ambito del Piano di rientro vigente tra il Governo e la Regione Siciliana.
(4-02308)