Grandi Stazioni SpA è una società controllata al 60 per cento dal capitale pubblico, tramite il gruppo Ferrovie dello Stato, e al 40 per cento dal capitale privato, tramite Eurostazioni SpA, di cui fanno parte Edizione srl (gruppo Benetton), Vianini Lavori SpA (gruppo Caltagirone), Pirelli & C. SpA (gruppo Pirelli) e Sncf Partecipations S.A. (Société nationale des chemins de fer);
Grandi Stazioni SpA ha il compito di riqualificare, gestire e valorizzare le 13 principali stazioni ferroviarie italiane: Milano Centrale, Torino Porta Nuova, Genova Brignole e Genova piazza Principe, Venezia Mestre e Venezia Santa Lucia, Verona Porta Nuova, Bologna Centrale, Firenze Santa Maria Novella, Roma Termini, Napoli Centrale, Bari Centrale e Palermo Centrale;
tali interventi ammontano a 260 milioni di euro e risultano finanziati per il 90 per cento dallo Stato e per il restante 10 per cento a carico di Grandi Stazioni. Lo Stato, dunque, finanzia i suddetti interventi per un ammontare di 234 milioni di euro, mentre Grandi Stazioni SpA ne finanzia solo 26 milioni, di cui ulteriori 15,6 milioni di euro sono sempre a carico dello Stato, in virtù della partecipazione societaria che detiene in Grandi Stazioni;
a giudizio degli interroganti appare lapalissiana la forte sperequazione tra l'indebitamento a carico dello Stato e quello a carico dei privati: mentre lo Stato accresce esponenzialmente il suo debito, schiacciato da un sistema "usurocratico", i privati generano utili da dirigere a proprio esclusivo vantaggio e con forte detrimento per la collettività, alla quale non garantiscono la riqualificazione delle grandi stazioni ferroviarie mediante efficaci sistemi di sicurezza, miglioramento dell'accessibilità delle stazioni ferroviarie e nuovi sistemi informativi a vantaggio degli utenti;
tali interventi rientrano nel 1° Programma delle infrastrutture strategiche - Sistemi urbani, oggetto della delibera CIPE n. 121/2001, e successivamente aggiornata con la delibera CIPE n. 130/2006;
Grandi Stazioni SpA è stata autorizzata a contrarre un mutuo a pari a 260,810 milioni di euro da imputarsi per 9,939 milioni di euro all'anno 2002 e per 250,871 milioni di euro all'anno 2004, con delibera CIPE n. 63 del 25 luglio 2003 ed ai sensi dell'art. 2 del decreto interministeriale n. 5279/2003;
risulta, ad oggi, che i suddetti interventi, anche se affidati a specifici appaltatori, sono per la maggior parte ancora in fase progettuale;
risulta che Grandi Stazioni ha in corso un contenzioso con le imprese appaltatrici per circa 300 milioni di euro e pre-contenzioso per ulteriori 300 milioni di euro,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non intenda porre immediatamente fine all'uso del denaro pubblico, a giudizio degli interroganti così maldestro, la cui spesa è stata autorizzata dal CIPE da oltre 5 anni, e che, ad oggi, non risulta proficuamente impegnata, giacché i lavori di riqualificazione delle stazioni ferroviari sono praticamente fermi e hanno generato solo un contenzioso per circa 600 milioni di euro con gli appaltatori;
quali iniziative di competenza intenda assumere nei confronti degli amministratori di Grandi Stazioni SpA.
(4-02300)