secondo quanto riportato da notizie di stampa all'inizio dell'anno 2009, in seguito alla paventata destinazione d'uso dell'immobile ex polveriera "San Savino" di Tarquinia (Viterbo) come centro di identificazione ed espulsione (CIE), il Comune di Tarquinia (Viterbo) avrebbe chiesto informazioni al ministro Maroni;
il Ministro avrebbe assicurato ufficialmente che la realizzazione di un CIE sul territorio di Tarquinia non era prevista, motivando questa affermazione con il fatto che la legge stabilisce che ogni regione ospiti un CIE e che nella regione Lazio il citato centro sarebbe già presente a Roma, in località Ponte Galeria;
considerato che:
secondo quanto riportato da notizie di stampa, il 21 novembre 2009 si sarebbe tenuto un incontro tra il Sindaco di Tarquinia e il Capo Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'interno durante il quale il Prefetto avrebbe confermato di aver avuto l'incarico dal ministro Maroni e dal sottosegretario Mantovano di valutare l'ipotesi di realizzazione di un CIE di piccole dimensioni nell'area militare "San Savino";
a quanto risulta all'interrogante nei mesi scorsi il Ministero dell'interno - che ha preso in consegna i fabbricati del dicastero della difesa - avrebbe effettuato numerosi sopralluoghi nel sopraccitato fabbricato;
preso atto che, se tale ipotesi dovesse essere confermata, a giudizio dell'interrogante, l'economia e l'immagine della città di Tarquinia, città etrusca che ospita importanti siti archeologici patrimonio dell'Unesco, sede del Museo archeologico nazionale e di turismo balneare, subirebbe un grave contraccolpo,
si chiede di sapere se corrisponda al vero tutto quanto sopra riportato e, in caso affermativo, se e quali provvedimenti urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di evitare che possa sorgere un ulteriore CIE nella regione Lazio e, in particolare, a Tarquinia.
(3-01060)