Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (1906 KB)

Versione HTML base



Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 276 del 10/11/2009


SERAFINI Anna Maria (PD). Signora Presidente, nei giorni scorsi il sottosegretario Giovanardi ha lamentato il fatto che in questa finanziaria avremmo avuto meno attenzione dell'anno scorso alle politiche per la famiglia. Sempre nelle settimane scorse anche il ministro Sacconi e altri esponenti del Governo hanno ammesso che il bonus per le famiglie e la social card non sono riusciti a raggiungere i destinatari: solo il 40 di essi per cento sono stati raggiunti e soprattutto non si è riusciti a raggiungere quei destinatari, come le famiglie con figli, che sono maggiormente toccati dalla crisi. In effetti, nel Sud le famiglie con figli sono impoverite ulteriormente e abbiamo il tasso di povertà minorile più alto d'Europa.

Allora, durante questa discussione sarebbe stato opportuno fare un bilancio delle politiche del Governo sulla social card e il bonus per le famiglie, come è stato ammesso dai Ministri, e forse cercare di rettificare questa politica perché, se non abbiamo più dei fondi, abbiamo dei fondi che non sono stati spesi perché i destinatari non sono stati raggiunti o lo sono stati malamente, i problemi si aggravano. Quindi decidiamo oggi se vogliamo ripristinare un sostegno alle famiglie oppure no: si tratta di cinque emendamenti che cercano di ripristinare il sostegno alle famiglie.

L'emendamento 2.360 riguarda il Fondo per l'autosufficienza e, quindi, gli anziani non autosufficienti e i disabili. Faccio rilevare che questo Fondo non avrà più finanziamento dal 2010 e che con questo emendamento lo ripristiniamo. Partiamo dal presupposto che, per esempio, in Europa si spende una media di 2,5 del PIL per l'autosufficienza e in Italia solo lo 0,12.

Un secondo emendamento riguarda l'aumento degli assegni familiari, che dovrebbero cercare di aiutare le famiglie maggiormente impoverite in termini assoluti e di impoverimento delle opportunità.

Un terzo emendamento riguarda un Fondo per l'infanzia e l'adolescenza. La prossima settimana è in programma la Conferenza nazionale per l'infanzia e l'adolescenza organizzata dal Governo. È un momento importante, a distanza di 20 anni dalla Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, adottata dall'ONU il 20 novembre 1989 e da noi ratificata con la legge n. 176 del 1991. Ebbene, noi andiamo a questa Conferenza con una riduzione dei fondi per l'infanzia e l'adolescenza.

Infine, vi è un emendamento riguardante le case famiglia. Ho visitato, come molti di voi, molte case alloggio; soltanto a Palermo ne ho visitate una decina e due di queste hanno chiuso perché il Comune di Palermo non sostiene le case famiglia. Io stessa sono stata relatrice della legge sull'adozione e l'affidamento. Quella legge ha chiuso gli orfanotrofi, ma presuppone che i Comuni intervengano a sostenere le case famiglia dove vivono bambini abbandonati o bambini che versano in condizioni molto delicate (perché abbandonati dalle proprie famiglie oppure orfani). Ora, come può un bambino, che vive anche da sei mesi in una casa famiglia, vedersi cacciato da questa casa famiglia perché il Comune non la finanzia? Faccio rilevare che a Palermo è avvenuto solo un affidamento familiare. Quindi, noi abbiamo chiuso gli orfanotrofi perché questi bambini trovassero una famiglia, ma non c'è alcun affidamento e, addirittura, vengono messe in discussione le case famiglia.

Chiedo pertanto alla Commissione e al Governo che, almeno su alcune questioni, si possa intervenire positivamente.