DELLA SETA (PD). Signor Presidente, illustrerò brevemente l'emendamento 2.170 che, come un altro emendamento presentato dal mio Gruppo a firma del senatore Barbolini, affronta, anche se ipotizzando strade e strumenti diversi, l'identico tema del 5 per mille. Il 5 per mille è un'innovazione introdotta, come peraltro ricordato questo pomeriggio in Aula, dal ministro Tremonti nella finanziaria per il 2006. È uno strumento che ha dato risultati di grande e straordinaria importanza e rilevanza per il nostro Paese.
In base agli ultimi dati disponibili, quelli relativi alle dichiarazioni dei redditi del 2008, circa 15 milioni di italiani (cioè più della metà di tutti i contribuenti) hanno destinato il 5 per mille ad organizzazioni no profit, per un importo che, sempre in base agli ultimi dati disponibili, è stato superiore ai 350 milioni di euro, di cui sono state beneficiarie circa 30.000 associazioni di volontariato e utilità sociale. Gran parte di questo importo è andata al volontariato, ma una parte rilevante (63 milioni) è andata alla ricerca sanitaria e quasi 60 milioni alla ricerca scientifica.
Ad oggi, la finanziaria per il 2010 non prevede il rinnovo di questo strumento. Tale fatto, senza contare i cronici ritardi nel pagamento del 5 per mille per gli anni scorsi, riveste una gravità straordinaria, soprattutto per la sopravvivenza del sistema delle associazioni di volontariato e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, che svolgono una funzione squisitamente pubblica. Spesso in quest'Aula - come anche fuori di qui - ci si riempie la bocca con la parola sussidiarietà: ebbene, queste associazioni, che si occupano di tante cose diverse (di assistenza sociale, di ambiente, di ricerca, di assistenza alle persone), svolgono funzioni che, ove se ne occupasse direttamente la pubblica amministrazione, costerebbero ai contribuenti molto di più.
So che anche colleghi della maggioranza e del centrodestra - a cominciare dal senatore Gasparri, che si è occupato della questione - hanno chiesto la reintegrazione il più rapidamente possibile, anche per il prossimo anno, dello strumento del 5 per mille, togliendo il mondo del volontariato e del no profit da un'incertezza nella quale non può permettersi invece di vivere.
Mi auguro allora davvero che l'emendamento da me presentato, insieme a quello del senatore Barbolini, possano essere accolti dal Governo e dalla maggioranza e che nei prossimi mesi, il più rapidamente possibile, lo strumento del 5 per mille esca da quell'incertezza che chiede poi, alla fine di ogni anno, in occasione di ogni finanziaria, di rincorrere i tempi del rinnovo del rifinanziamento, e che esso venga invece stabilizzato, come chiesto anche in diversi disegni di legge presentati nel corso di questa legislatura.
Per il momento, anche a nome del mio Gruppo, chiedo caldamente a tutta l'Assemblea - trattandosi di un tema che non può prestarsi a logiche di schieramento - di fare uno sforzo straordinario, ottenendo dal Governo immediatamente il reintegro del 5 per mille per l'anno che sta per cominciare. (Applausi dal Gruppo PD).