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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 276 del 10/11/2009


BASSOLI (PD). Signor Presidente, intervengo sull'emendamento 2.358 che tratta il tema della non autosufficienza. Tra l'altro, su questo è già intervenuta la senatrice Serafini a proposito di politiche della famiglia. Vorrei sottolineare il fatto che noi siamo il Paese più vecchio in Europa, e nel mondo siamo superati solo dal Giappone; un Paese dove le attese di vita sono sempre più elevate: siamo a 73,2 anni di aspettativa di vita per gli uomini ed 83,2 anni di aspettativa di vita per le donne. I dati ci dicono addirittura che una bambina nata nel 2009 ha oltre 100 anni di aspettativa di vita, naturalmente alle condizioni attuali.

È evidente a tutti che con l'aumento dei soggetti ultrasessantacinquenni, che costituiscono una percentuale sempre più elevata della nostra popolazione, sono in aumento anche le probabilità di diventare non autosufficienti. C'è già stato, per quello che riguarda il settore della sanità, un allarme circa l'esplosione della spesa. Eppure non c'è un programma di prevenzione della non autosufficienza, manca un'attenzione ad elaborare linee di intervento che riducano il più possibile il numero delle persone non autosufficienti.

Tuttavia, questa mancanza non è solo nella prevenzione, ma anche nel sostegno a quando ormai una persona è non autosufficiente. Manca un finanziamento adeguato ad un fondo che, come veniva ricordato, nel 2010 sarà praticamente senza risorse.

Questa mancanza di risorse fa sì che già attualmente le famiglie si debbono far carico della cura dei propri cari non autosufficienti: le Regioni e i Comuni non sono in grado oggi di rispondere ad una richiesta sempre più ampia di servizi, siano questi di carattere residenziale che di carattere domiciliare. Non a caso, nel nostro Paese, molta parte di questa assistenza è svolta da quelli che volgarmente vengono definiti badanti, extracomunitari o anche persone che vengono dai Paesi comunitari ma con gravi situazioni economiche, che si accontentano di una retribuzione per questa loro attività estremamente bassa e molte volte in nero. È questo che consente alle nostre famiglie spesso di farsi carico di questa cura, alla cui qualità non viene data alcuna attenzione. Accolgo molto favorevolmente quindi il fatto che nel Patto della salute sia stato per la prima volta inserito l'impegno ad attivare dei flussi informativi per rilevare la qualità dell'assistenza domiciliare e residenziale agli anziani, appunto attraverso il sistema informativo sanitario.

Per concludere, vorrei richiamare l'attenzione dei colleghi della maggioranza sul fatto che nel Patto per la salute, sottoscritto recentemente, vi è l'impegno del Governo a finanziare con 400 milioni di euro il Fondo per la non autosufficienza. Credo ci debba essere coerenza con questo impegno che il Governo ha assunto, e ciò votando a favore del nostro emendamento, che richiede - ripeto - un finanziamento del Fondo per la non autosufficienza pari a 400 milioni di euro. (Applausi dal Gruppo PD).