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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 251 del 01/08/2009


D'ALIA (UDC-SVP-Aut). L'ennesimo decreto-legge all'esame del Senato, ricco di norme eterogenee e reso immodificabile per via del ricorso al voto di fiducia, conferma come il Governo tenti di ridurre al minimo le possibilità di controllo sui suoi atti da parte del Parlamento e dei cittadini. Il decreto-legge in esame non è efficace nel contrastare la crisi economica, al pari delle altre misure adottate a questo scopo dal Governo nel corso della legislatura, perché mancano le riforme di carattere strutturale che invece sarebbero necessarie. Ad esempio, la social card è inutile o inaccessibile per molti dei soggetti che ne hanno bisogno per via dei requisiti richiesti e per la scarsità delle risorse stanziate; ugualmente insufficienti sono le misure a favore dei lavoratori esclusi dagli ammortizzatori sociali. L'incentivo del ministro Tremonti non premia le imprese che rafforzano la loro patrimonializzazione, non contribuisce a rafforzare la loro posizione nei confronti delle banche e, soprattutto, non riguarda le piccole e medie imprese, né i lavoratori autonomi; inoltre, tale misura non è selettiva nei confronti delle imprese, ma lo è sul fronte dell'investimento da agevolare. Suscita preoccupazioni lo scudo fiscale, perché, per le modalità con cui è stato immaginato, vanifica lo scopo per cui è stato introdotto, rappresenta una sorta di condono e i capitali rientrati potrebbero alimentare il fenomeno dell'usura e della speculazione finanziaria. Vanno fortemente stigmatizzate le norme che riducono i poteri di controllo della Corte dei conti, soprattutto in considerazione dei risvolti che tali disposizioni potrebbero avere nel contesto del federalismo fiscale. La norma che dispone la sanatoria per colf e badanti è iniqua perché è accessibile solo per le famiglie benestanti, è incostituzionale perché discrimina tra soggetti che commettono lo stesso reato ma svolgono lavori diversi, è irrazionale perché alimenta il circuito dell'illegalità e della clandestinità. Positive, ma di portata troppo limitata, sono le misure sul patto di stabilità interno e quelle che introducono parziali modifiche della normativa pensionistica. Il tema dei finanziamenti al Mezzogiorno viene affrontato in modo scandaloso: dopo aver sottratto le risorse del FAS per utilizzarle in interventi di contrasto alla crisi, ora quella che viene definita come una iniziativa straordinaria a favore della sola Sicilia non è altro che lo sblocco di risorse già stanziate quattro mesi fa. Per tali ragioni e per il rifiuto di un confronto anche con le forze politiche disponibili a dare il proprio contributo sul decreto-legge, il Gruppo UDC-SVP-Autonomie negherà la fiducia al Governo. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut e PD).

Presidenza del presidente SCHIFANI