premesso che:
anche ai fini di un'efficace razionalizzazione del modello di difesa, la funzione svolta nell'attività di manutenzione dei mezzi e dei sistemi d'arma da parte degli stabilimenti dell'area industriale della difesa deve considerarsi insostituibile;
il Polo industriale militare piacentino, presso il quale è già stata realizzata un'integrazione organizzativa tra il Polo mantenimento pesante Nord e il laboratorio Pontieri e uno stretto coordinamento funzionale con l'ente di rifornimento nazionale Macra, rappresenta di fatto la realizzazione del modello funzionale di un polo industriale integrato che può essere considerato un esempio da seguire nell'ambito di un progetto di razionalizzazione delle risorse umane e materiali esistenti;
tali realtà, che si possono considerare a pieno titolo industriali, sono messe in crisi sia dalla mancata integrazione già prevista dalle attuali dotazioni organiche del personale civile della difesa, sia dal mancato ripianamento organico di personale civile che lascia il servizio per raggiunti limiti di età a causa del persistere, oltre ogni ragionevole motivo, di un blocco del turn-over;
l'amministrazione della difesa è stata interessata da una ristrutturazione in chiave fortemente riduttiva (legge n. 549 del 1995 e decreto legislativo n. 265 del 1997) che ha fissato la nuova dotazione organica del personale civile inquadrato nelle qualifiche funzionali in 43.000 unità con una conseguente riduzione di 7.250 unità (14,4 per cento) rispetto all'organico vigente nel 1997 (pari a 50.250 unità);
parallelamente a causa delle notevoli uscite per pensionamento (più di 1.200 unità all'anno), non compensate da corrispondenti assunzioni, risulta una carenza di addirittura 8.384 unità rispetto alle dotazioni organiche a regime;
tali carenze stanno progressivamente determinando gravi e diffuse inefficienze nei più importanti enti dell'amministrazione della difesa, e soprattutto in quelli dell'area industriale, con gravi ed evidenti ripercussioni sulla funzionalità di tali enti, ammesse anche dal Governo in sede parlamentare;
per far fronte alle suddette gravi carenze, che comunque continuano ad incrementarsi con ritmo sostenuto a causa di ulteriori pensionamenti, sono stati autorizzati ed espletati nuovi concorsi pubblici, senza che, al termine della fase concorsuale, a causa delle limitazioni alle assunzioni previste dalla normativa vigente, sia seguito però il relativo procedimento di assunzione;
si è quindi determinata di fatto una situazione che vede oltre 500 vincitori di concorso non assunti di cui la difesa ha invece bisogno;
nei prossimi cinque anni cesserà dal servizio, per raggiunti limiti di età, un numero di dipendenti civili impiegati nell'area industriale della difesa determinante per quantità e qualità professionali e nel garantire la continuità dei processi produttivi industriali;
vi è l'assoluta necessità di affiancare, da subito, nuove e qualificate risorse umane alle figure professionali già presenti negli enti dell'area industriale della difesa in tempo utile prima che parte del personale attuale lasci il servizio per raggiunti limiti di età;
senza un'immissione di nuove risorse umane qualunque progetto di razionalizzazione degli stabilimenti dell'area industriale della difesa diventa impraticabile,
impegna il Governo:
a presentare un piano per l'area industriale della difesa, con particolare riferimento all'esercito, che ridefinisca gli obiettivi da raggiungere e le risorse umane e materiali necessarie;
ad autorizzare l'immediata assunzione dei vincitori dei concorsi citati in premessa, in possesso di profili professionali utili ad un loro efficace impiego negli enti dell'area industriale della difesa e ad avviare, senza soluzione di continuità, il necessario ripianamento degli organici di tali enti;
a reperire le risorse necessarie e a adottare i correlati provvedimenti normativi, utili a garantire agli stabilimenti ed agli arsenali, che costituiscono la struttura fondamentale dell'area industriale della difesa, il necessario rinnovamento infrastrutturale e una piena capacità operativa, considerandoli fattore indispensabile per la funzionalità dello strumento militare.
(1-00181)