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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 251 del 01/08/2009


PEDICA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze, del lavoro, della salute e delle politiche sociali e per la pubblica amministrazione e l'innovazione - Premesso che:

Italia lavoro è una società per azioni, ente strumentale del Ministero del lavoro, salute e politiche sociali, i cui compiti consistono, essenzialmente, nella promozione e gestione di azioni nel campo delle politiche del lavoro, dell'occupazione e dell'inclusione sociale;

il capitale azionario di Italia Lavoro è a totale partecipazione pubblica e il Ministro dell'economia e delle finanze esercita i diritti dell'azionista su direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri e d'intesa con il Ministro del lavoro;

la Corte costituzionale nella sentenza n. 363 del 10 dicembre 2003 ha stabilito che, in considerazione della totale partecipazione pubblica, dei poteri di indirizzo spettanti agli organi del Governo, "nonché della predeterminazione eteronoma dei compiti e delle funzioni pubbliche che la stessa società è chiamata a perseguire", Italia Lavoro fa parte dell'ordinamento ed organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali;

considerato che:

la composizione degli organi direttivi della società (il Consiglio di amministrazione composto dal Presidente e Amministratore delegato, Natale Forlani, e dai consiglieri Marilù Galdieri e Franco Chinetti, e il collegio sindacale formato da Pietro Schinigoi, Claudio Lenoci e Gianluca Orrù) sarebbe sostanzialmente stabile dal maggio 2000 nonostante i risultati a giudizio dell'interrogante non sempre apprezzabili nell'ambito di competenza della società stessa;

risulta all'interrogante che Italia Lavoro, pur contando a tutt'oggi un organico di circa 1.000 lavoratori tra dipendenti e lavoratori con incarichi a progetto, farebbe spesso ricorso a prestazioni di consulenza non sempre giustificabili nella quantità e nel costo unitario soprattutto nel settore legale a fronte di uno staff interno, che data l'anzianità di servizio e la competenza maturata dovrebbe garantire dalla necessità di ricorrere a prestazioni esterne;

in quanto ente pubblico è applicabile anche a Italia Lavoro la normativa stabilita dall'articolo 19 del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, recante "Provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini previsti e della partecipazione italiana a missioni internazionali",

si chiede di sapere:

se il Governo non ritenga che, conseguentemente a quanto disposto dalla normativa citata, Italia Lavoro non debba: a) redigere ed attuare una programmazione triennale del fabbisogno di personale; b) ricondurre tale programmazione ad un utilizzo delle risorse interne con l'abbandono delle consulenze esterne; c) sottoporre la pianta organica al giudizio dalla sezione controllo sugli enti della Corte dei conti; d) coordinare la struttura del contratto collettivo aziendale con le disposizioni del corrispondente contratto collettivo nazionale quadro certificato dall'Aran;

quali siano le motivazioni con le quali sono stati costantemente riconfermati i vertici della società Italia Lavoro e a quanto ammontino gli stipendi per gli incarichi direttivi della stessa società.

(4-01890)