PRESIDENTE. Ricorda che nella seduta pomeridiana di ieri si è concluso l'esame degli articoli di entrambi i disegni di legge. Passa alle dichiarazioni di voto finale, che verranno svolte congiuntamente.
FOSSON (UDC-SVP-Aut). Il Gruppo voterà contro l'assestamento e si asterrà nella votazione finale del rendiconto. I documenti in esame evidenziano un preoccupante peggioramento dei saldi della finanza pubblica e sollevano problemi di metodo e di merito che fanno dubitare della capacità dell'Esecutivo di governare la crisi. In primo luogo, l'assestamento opera variazioni discrezionali che hanno effetto sul fabbisogno e sull'indebitamento netto, mentre dovrebbe limitarsi a registrare gli scostamenti dalle previsioni che sono imputabili all'andamento macroeconomico. In secondo luogo, la manovra espansiva realizzata impropriamente in sede di assestamento, che ammonta ad un punto percentuale di prodotto interno lordo, non si articola in interventi selettivi, ma aumenta la spesa in modo indiscriminato. Infine, è fondato il sospetto che il Fondo per le aree sottoutilizzate sia rimasto privo di risorse e sia questa la ragione per cui nel bilancio non compare il Fondo strategico per l'economia reale, che il decreto-legge per l'Abruzzo ha istituito a valere sul FAS. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-Aut. Congratulazioni).
MASCITELLI (IdV). L'Italia dei Valori voterà contro il disegno di legge di assestamento, che acquista il carattere di manovra espansiva tramite interventi sulla cassa ed evidenzia un peggioramento del saldo netto da finanziare, una diminuzione delle entrate e un aumento della spesa corrente a scapito della spesa in conto capitale. Al di là dei problemi tecnico-giuridici, che appaiono incomprensibili per la popolazione che patisce gli effetti della crisi economica, la politica economica del Governo è criticabile per motivi di merito. In primo luogo, infatti, le misure anticicliche, tra cui l'esigibilità dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della pubblica amministrazione, sono varate con colpevole ritardo, dopo mesi di immobilismo durante i quali l'Esecutivo ha negato la gravità della crisi, accusando di allarmismo ingiustificato gli organismi economici internazionali, e si è preoccupato del giudizio dei mercati finanziari piuttosto che dell'andamento dell'economia reale. Il risultato dell'inerzia è un deterioramento del quadro della finanza pubblica, imputabile soprattutto alla contrazione delle entrate e ad una politica fiscale che ha smantellato le norme antielusive approvate dal precedente Governo. La stabilizzazione della finanza pubblica, dunque, non può costituire un alibi per una politica che ha segmentato e reso più discrezionale il ricorso agli ammortizzatori sociali, rinunciando a misure incisive a sostegno dell'occupazione e a tutela dei lavoratori precari. (Applausi dai Gruppi IdV e PD. Congratulazioni).
GARAVAGLIA Massimo (LNP). Il principale scostamento rispetto alle previsioni della manovra finanziaria riguarda il dato delle entrate, che registra una riduzione di 80 miliardi. Di fronte alle difficoltà della finanza pubblica, l'opposizione ha dato prova ulteriore della propria distanza dal Paese reale, attardandosi in sterili polemiche di natura formale o in supposizioni infondate sull'evasione fiscale. Anche il Governatore della Banca d'Italia ha spiegato che l'andamento negativo dell'IVA non deve essere rapportato con l'aumento dell'evasione fiscale, ma può dipendere dalla circostanza che, in tempi di crisi economica, i consumi si indirizzano verso beni di prima necessità. Nonostante la difficile situazione dei conti pubblici, il Governo cerca di eliminare alcune distorsioni fiscali imputabili al centrosinistra: la pressione tributaria, infatti, non cresce, ma è stabile nel 2009 e diminuisce nell'anno successivo. A differenza del PD, che ha presentato emendamenti che fanno lievitare la spesa pubblica, come la proposta di ripristinare le comunità montane, la Lega Nord persegue responsabilmente una politica di riduzione della spesa pubblica e si è limitata a presentare due ordini del giorno che impegnano a garantire finanziamenti certi alla scuola paritaria e a ridurre i tagli indiscriminati alla navigazione sui laghi. (Applausi dal Gruppo LNP e della senatrice Colli. Congratulazioni).
MERCATALI (PD). La politica economica del Governo difetta del coraggio necessario per aiutare il tessuto industriale del Paese, sostenere il reddito e i consumi delle famiglie e governare la crisi. Nel corso degli ultimi mesi, l'Esecutivo non ha infatti accolto le numerose proposte dell'opposizione volte a riformare gli ammortizzatori sociali, la politica salariale, la scuola, l'università e la previdenza sociale, limitandosi a varare la pur condivisibile riforma del federalismo fiscale. Occorrerebbe invece stanziare risorse ingenti, pari almeno all'1 per cento del PIL, per sostenere le famiglie e lo sviluppo, incentivando la ricerca, l'innovazione di processo e di prodotto delle imprese e il passaggio alla cosiddetta green economy. L'annunciata politica di rigore non è nemmeno riuscita a tenere i conti pubblici sotto controllo, stante l'elevato livello del debito, l'aumento del disavanzo primario, l'alta pressione fiscale e il crollo del gettito. Sono più convincenti, anche se insufficienti e tardive, le misure volte ad accelerare i pagamenti delle obbligazioni delle pubbliche amministrazione e la prevista deroga al patto di stabilità interno per sostenere le politiche di investimento degli enti locali virtuosi. Il disegno di legge di assestamento, inoltre, è criticabile anche dal punto di vista formale, dal momento che non viene segnalato l'utilizzo delle risorse del Fondo per aree sottoutilizzate per il finanziamento della ricostruzione abruzzese ed appare incoerente con le regole di contabilità pubblica. Per tali motivi il Partito Democratico si asterrà sul rendiconto generale dell'amministrazione dello Stato e voterà convintamente contro il disegno di legge di assestamento. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).
AZZOLLINI (PdL). Il disegno di legge di assestamento, che con l'entrata in vigore della riforma della contabilità pubblica recentemente approvata dal Senato diventerà un atto meramente eventuale, va considerato un tassello della complessiva manovra di politica economica con cui il Governo sta efficacemente fronteggiando la crisi globale. Sono infatti stati predisposti interventi attenti e calibrati, volti a garantire la liquidità necessaria al sistema bancario e a sostenere le imprese, anche garantendo la rapidità dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni. Il peggioramento dei saldi di finanza pubblica deriva dal minor gettito fiscale connesso al rallentamento dell'economia e dalle maggiori spese sostenute per contrastare la crisi. È infine molto importante il fatto che il Governo stia agendo per consentire deroghe al patto di stabilità interno, dando così la possibilità agli enti locali virtuosi di effettuare politiche di investimento. I provvedimenti in esame, dunque, non devono essere oggetto di polemiche pretestuose, ma vanno sostenuti con convinzione. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).
PRESIDENTE. Procede alle votazioni finali dei disegni di legge nn. 1645 e 1646. (Brusìo).
Sospende brevemente la seduta a causa del persistente brusìo.
La seduta, sospesa alle ore 9,51, è ripresa alle ore 9,56.
Con votazioni nominali elettroniche ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento, il Senato approva il disegno di legge n. 1645, nel suo complesso, e il disegno di legge n. 1646, nel suo complesso.
PRESIDENTE.Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e toglie la seduta.
La seduta termina alle ore 9,57.