Caricamento in corso...
 
 
Versione ePub Versione PDF (468 KB)

Versione standard



Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 243 del 23/07/2009


BELISARIO - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

in Italia risulta completamente insoddisfatta una domanda abitativa sempre più crescente, formata dalle oltre 600.000 famiglie che hanno fatto domanda ai Comuni per ottenere un alloggio popolare, alle migliaia di giovani costretti a rimanere nel nucleo originale, ai lavoratori immigrati che spesso vivono in condizioni abitative disumane;

un piano casa straordinario, già predisposto dai ministri Di Pietro e Ferrero, varato durante il Governo Prodi, era derivato dalla legge n. 9 del 2007. La legge prevedeva che attraverso un tavolo di concertazione nazionale, presenti tutte le realtà interessate, si definisse un documento con le proposte per attivare finalmente politiche abitative degne di tale nome. Le proposte inserite nel documento conclusivo, firmato da tutti i partecipanti, prevedevano tra l'altro un piano straordinario indirizzato prioritariamente al passaggio da casa a casa per gli sfrattati e successivamente la predisposizione di un piano strutturale triennale;


il piano straordinario fu finanziato con 550 milioni di euro derivanti dal famoso «tesoretto» creato dalla lotta all'evasione e doveva servire a finanziare interventi di Comuni i diversi istituti per le case popolari (Iacp/Ater/Aler) per recuperare o acquistare o costruire alloggi di edilizia sovvenzionata (case popolari pubbliche a canone sociale);


i Comuni e gli Iacp/Ater/Aler, di concerto con le Regioni, definirono un piano che prevedeva la realizzazione di 12.000 alloggi, di questi il 75 per cento sarebbero derivati dal recupero di alloggi di proprietà di Iacp/Ater/Aler e di Comuni inutilizzati e in degrado;


con il piano casa straordinario del Governo Prodi non si avviava nessuna cementificazione dei territorio bensì l'utilizzo pieno dell'esistente ma lasciato sfitto nonostante si trattasse di case popolari;


la bontà del piano casa straordinario, di fatto bloccato con l'avvento del Governo Berlusconi, partiva dal dare nuova centralità al pubblico nel settore abitativo, recuperando e non costruendo né cementificando il territorio;


il Governo Berlusconi, avendo bloccato il piano straordinario dei ministri Di Pietro e Ferrero, non ha avuto a disposizione alloggi per garantire il passaggio da casa a casa per gli sfrattati ed è stato costretto ad una nuova proroga degli sfratti;


oggi, mentre continuano ad esserci in Italia oltre 20.000 case popolari chiuse e in degrado 630.000 famiglie in graduatoria, e un aumento considerevole delle richieste di esecuzioni di sfratto, 65.000 nei primi sei mesi del 2008, e degli sfratti eseguiti, oltre 12.000 sempre nel primo semestre 2008 (fonte Ministero dell'interno), si ritiene che con l'allargamento delle ville e con 5/6.000 alloggi di privati si rilanci l'economia e si dia una risposta alla domanda di case;

una strategia organica destinata alla politica per la casa rappresenta una vera e propria priorità nazionale, anche in considerazione dell'aumento sproporzionato dei valori immobiliari del mercato residenziale privato registrato negli ultimi anni, dell'esaurimento di un'adeguata offerta di edilizia residenziale pubblica, nonché della progressiva ripresa demografica e dei nuovi apporti migratori;

considerato, in particolare, che:

in data 21 luglio 2009 l'amministrazione comunale di Potenza ha consegnato, nel quartiere di Bucaletto, alcuni alloggi adibiti ad edilizia residenziale pubblica;

tale realizzazione si inserisce, peraltro, all'interno di un'apprezzabile strategia il cui obiettivo è quello di procedere al definitivo smantellamento dei prefabbricati allestiti all'indomani del sisma del 1980 e presenti ancora in un numero di circa 600 unità;

per la città di Potenza è assolutamente prioritaria un'adeguata offerta di edilizia residenziale pubblica, soprattutto a vantaggio di talune fasce di cittadini che trovano enormi difficoltà a mantenere e a trovare un'abitazione nella quale vivere, ed in particolare per coloro che - a vario titolo - non dispongono di un'abitazione di proprietà;

il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sen. Altero Matteoli, nel corso della campagna elettorale per le ultime elezioni amministrative ed europee, nell'ambito di una visita nel capoluogo lucano, ha annunciato lo stanziamento di ingenti somme proprio al fine di integrare e supportare il programma comunale di sviluppo di edilizia pubblica;

il Sindaco di Potenza, in data 9 luglio 2009, ha inviato una lettera al ministro Matteoli per chiedere conto di tale impegno, nonché la possibilità di ottenere un incontro al fine di definire una soluzione a sostegno del programma di sviluppo di edilizia pubblica nel quartiere di Bucaletto,

si chiede di sapere quali siano gli intendimenti del Ministro in indirizzo in riferimento allo stanziamento del Piano di edilizia pubblica insistente sul Comune di Potenza, con particolare riguardo al quartiere di Bucaletto.

(3-00878)