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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 240 del 21/07/2009


PARDI (IdV). Signor Presidente, onorevoli colleghi, senso ed utilità del G8: hanno dubbi persino i suoi protagonisti. C'è chi dice che ci vuole un G14 e chi un G20, perché dal G8 vengono a mancare i significativi protagonisti delle economie affluenti.

La stampa internazionale accorre al circo: tutti la vedono come una scena di prova per il Presidente americano, di recente elezione. Pochi si interessano alle stranezze della politica italiana e anche alle figure che farà il Presidente del Consiglio italiano.

Il collega Peterlini ricordava un secondo fa che i mercati non si autogovernano, ma bisogna osservare che anche la politica internazionale non ha le idee chiarissime su che cosa si può fare e viene anche da chiedersi che, se per caso lo sapesse, questo potrebbe non essere garanzia di una efficacia effettiva.

Questo il quadro di insieme in cui si muove il nostro G8 italiano, prima progettato a La Maddalena.

Il senatore Scanu qui ha ricordato che la cosa nasceva da una necessità di risarcimento dei danni militari in Sardegna: si spendono 320 milioni di euro per la solita urbanistica d'occasione, malattia tipica della gestione territoriale italiana (le cose si fanno soltanto quando ci sono eventi eccezionali), e poi per un motivo altrettanto eccezionale il tutto viene spostato a L'Aquila.

Rispondo io alla domanda del senatore Scanu del perché è stato spostato il G8 a L'Aquila. Unicamente per una banale, enorme, colossale operazione pubblicitaria; non c'è nessun'altra motivazione. Le motivazioni della spesa cadono completamente, come finiranno i lavori in Sardegna ed a L'Aquila non si sa. Però fondamentale era fare un gigantesco spot pubblicitario, anche per fare - lo voglio insinuare perché ne sono convinto - «chiodo scaccia chiodo» nei confronti di quello che è un errore chiamare uno scandalo privato.

Abbiamo assistito in onore di questa operazione pubblicitaria allo spostamento tramite ruspa delle macerie per far venir meglio le fotografie, visto la piattaforma sismica per far provare il terremoto alle signore, un piccolo autoscontro assolutamente irridente verso la reale entità del fenomeno sia fisica che sociale.

Vi è il problema più grave: la questione del lato aquilano e del lato internazionale. Vado per le vie brevi. Circa il lato aquilano, vi è l'emergenza abitazioni: la si affronta con il solito finto decisionismo, ma non ci si chiede se la risoluzione è affidata ad analisi geologiche o ad opportunità fondiarie. Il centro storico è distrutto e si parla di new town, senza affrontare il problema della dispersione demografica. C'è un punto fermo: di sicuro si può continuare a fare affari. E questi affari si fanno in nome del fatto che ormai la Protezione civile, arbitra totale di tutto quel che succede in Italia negli eventi straordinari, è sottratta alla Corte dei conti. Bertolaso è plenipotenziario delegato, onnipotente ed in totale opacità ed assoluta mancanza di trasparenza. Berlusconi, con la sincerità che ogni tanto gli scappa via, dice che deve essere presente a L'Aquila perché dove l'occhio del padrone arriva i lavori vengono fatti meglio e la citazione, diciamo, è espressiva: l'occhio del padrone e il suo braccio. Come reagiscano i cittadini è abbastanza chiaro: si arrabbiano ed il sindaco vuole restituire la fascia tricolore. I cittadini de L'Aquila saranno costretti a pagare le tasse in modo anticipato. Insomma, stendiamo un velo pietoso su questa pena.

Circa il lato politico internazionale, è un set televisivo, questo lo abbiamo già detto, ma va rimarcato, che il set televisivo è ancora una volta nelle mani della Protezione civile, che è veramente una sorta di moloch complessivo che sembra destinato a gestire tutto. Le promesse ecologiche saranno quasi sicuramente vane. Il ruolo di anfitrione del Presidente del Consiglio produce spessore politico reale solo per chi vuole vederlo a tutti costi. C'è un aspetto grottesco nelle risoluzioni del G8 che ne costituisce la fantasia più sfacciata: l'etica nell'economia. Che un Governo di tal fatta, in un'atmosfera di quella fatta lì, si permetta di inserire in un documento conclusivo, con grande pompa, l'etica nell'economia è una cosa che farebbe sorridere se non facesse quasi piangere.

Senza alcun ritegno, di fronte all'invito alla concordia proposto dal presidente Napolitano, Berlusconi ha utilizzato il suo cosiddetto successo per incrementare la polemica nei confronti dell'opposizione. Quanto varrà questo successo si vedrà. Quali e quanti fondi il Governo dedicherà alla fame lo si vedrà. Resta aperto il problema, sollevato da un grande intenditore internazionale, cioè se dedicare fondi alla fame abbia veramente un senso quando spesso significa dare fondi agli affamatori, ai Governi corrotti, alle agenzie di intermediazione, eccetera. Insomma, diciamo che anche questo resta un problema aperto.

Resta anche un problema aperto, quello di quali e quante case e in quanto tempo saranno ricostruite a L'Aquila.

Ha svettato sull'atmosfera televisiva - e non solo televisiva - da L'Aquila la questione Obama-solare-nuove energie-rifiuto dei combustibili fossili. Con coerenza ammirabile, il Governo italiano propone invece una rinuncia al solare, naturalmente realizzandola nella forma del grande elogio alla grande politica di Obama; però quando poi la grande politica di Obama pensa al solare loro al solare non pensano per niente.

L'unico vero successo effettivo di questo G8 è il semplice, forse un po' intorpidito, annebbiamento dello scandalo, che è errore chiamare privato: infatti, se un Capo del Governo può essere ricattato da donne a pagamento e da chi gliele procura, e perfino da soggetti terzi, che forse a proprio vantaggio possono tacere ciò che sanno, in tutto ciò non c'è l'ombra di qualche cosa di privato. In ogni caso, comportamenti privati di questa natura invalidano nel profondo l'intera retorica del Family Day e la legge sulla prostituzione, voluta per l'appunto dall'utilizzatore finale.

Il tema insomma, signor Presidente, è così triviale che rinuncio di proposito ad accenti drammatici ed abbasso i toni. Il Presidente del Consiglio, così inadatto al suo compito, si accontenti di essere l'utilizzatore finale di palazzo Grazioli; il ruolo di utilizzatore finale della Repubblica non gli si addice. (Applausi dal Gruppo IdV e dei senatori Peterlini e Sanna).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Sanna. Ne ha facoltà.