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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 240 del 21/07/2009


QUAGLIARIELLO (PdL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

QUAGLIARIELLO (PdL). Signor Presidente, anch'io, senza mettere in discussione la democrazia parlamentare e senza scomodarla, in quanto non credo ne valga la pena, vorrei tornare su un punto che è molto semplice.

Alla Conferenza dei Capigruppo era stata decisa la calendarizzazione di mozioni sul G8 e sulle sue conclusioni. Come lei sa e c'insegna, signor Presidente, non è possibile, secondo il nostro Regolamento, calendarizzare documenti che non siano stati presentati, ma c'era una ragione di buon senso che per un gentlemen's agreement tra maggioranza ed opposizione è stata fatta valere, per cui quella decisione è stata assunta prima che le conclusioni del vertice de L'Aquila fossero note, e questo anche a riprova della buona volontà da parte della maggioranza, dal momento che nessuno sapeva quello che le mozioni dell'opposizione riconoscono e cioè che quel G8 sarebbe stato un successo. Si è ritenuto, tuttavia, che fosse un dritto dell'opposizione chiedere quella discussione e un diritto di quest'Assemblea avere un momento di dibattito su un avvenimento di quella importanza.

Il problema, collega D'Alia, è che, evidentemente, la maggioranza a quel punto ha presentato una mozione sulle conclusioni del G8, di cui ora sentiremo l'illustrazione, ma quando si è trovata di fronte ad altri documenti che trattano (come abbiamo sentito dall'esposizione del collega Zanda, che in realtà è andata oltre quella che sarebbe stata la semplice richiesta di un voto diverso sul calendario, ma è entrata pesantemente nel merito: e forse è stato un bene, perché così tutta l'Aula se ne può rendere conto) questioni sicuramente legittime che l'opposizione può senz'altro suscitare, ma che hanno una portata diversa da quella concordata e cioè il problema della stampa internazionale, il problema del rapporto tra moralità privata ed etica pubblica ed il problema della sicurezza dello Stato, la maggioranza, dicevo, si è trovata a non aver presentato alcun documento su queste materie.

Ora, collega D'Alia, c'è una prerogativa dell'opposizione che è quella di poter far discutere i documenti che vuole, ma fino a prova contraria in democrazia c'è anche la prerogativa della maggioranza di poter intervenire sugli stessi temi; e le assicuro, signor Presidente, che noi ne abbiamo, di argomentazioni: argomentazioni di fondo, e anche argomentazioni polemiche, perché, collega Zanda, il presidente Gasparri non ha fatto altro che riprendere alcune considerazioni avanzate da un senatore del suo Gruppo all'interno di un dibattito in vista del congresso del suo partito. Questo è l'atto di irresponsabilità che lei ora gli rimprovera. Si rivolga a colui il quale queste argomentazioni ha proposto.

Per quel che ci riguarda, abbiamo chiesto responsabilmente che il dibattito su tali questioni, sicuramente importante, venisse istruito in modo tale che alla maggioranza e a tutti i Gruppi venisse concesso il tempo necessario per poter intervenire in maniera documentata. A questo proposito nessuno sta pensando di attentare alla centralità del Parlamento, né tanto meno di mettergli il bavaglio. Io non parlerò di inganno, ma i margini su cui si gioca il confronto tra maggioranza e opposizione, in questo caso, sono stati utilizzati un po' troppo liberamente. La maggioranza se ne è accorta e per questo chiede, come credo sia suo diritto per quanto non scritto nel Regolamento, che il calendario rispetti gli accordi assunti nella Conferenza dei Capigruppo: niente di più, niente di meno.

Nessuno, da questa parte, accetta lezioni sulla responsabilità, perché è troppo facile dichiararsi responsabili sulle agenzie quando il Presidente della Repubblica chiede maggiore sobrietà e poi non agire di conseguenza assumendosi le proprie responsabilità in Aula. (Applausi dal Gruppo PdL e della senatrice Boldi).