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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 240 del 21/07/2009


Discussione delle mozioni nn. 156, 157, 159, 163, 166, 167 e 171 (testo 2 ) sul G8

DINI (PdL). Il recente G8 dell'Aquila, il cui successo è ascrivibile al Governo e all'accurata attività preparatoria in cui si è distinta per professionalità la diplomazia italiana, ha rimarcato la necessità di costruire una nuova architettura della governance mondiale che coinvolga le economie emergenti. Al riguardo significativo è stato lo svolgimento delle sessioni in diversi formati, modalità che ha consentito la partecipazione di molti Paesi alla discussione di questioni che investono interessi globali. I risultati più significativi sono stati la decisione di chiudere entro il 2010 i negoziati di Doha sulla riduzione delle barriere agli scambi internazionale in modo da incentivare, attraverso una maggiore liberalizzazione dei commerci, uno sviluppo più equilibrato; gli impegni assunti per i Paesi poveri, in particolare l'adozione del programma di sicurezza alimentare che, in controtendenza rispetto al passato, mira ad accrescere le potenzialità di quelle economie; la convergenza sulla strategia delineata dalla Presidenza italiana nel cosiddetto Lecce framework per l'adozione di regole e principi comuni dell'economia e della finanza; il potenziamento della cooperazione internazionale contro la corruzione, il riciclaggio del denaro, il terrorismo finanziario e l'evasione fiscale mediante l'attuazione di regole comuni internazionali rafforzate. La discussione sul dossier relativo cambiamento climatico si è conclusa con una presa di posizione comune in ordine ad un programma di riduzione delle emissioni di anidride carbonica e pone le basi per un accordo globale alla prossima Conferenza di Copenaghen. I principali temi politici sono stati all'attenzione del vertice derivandone in particolare un impegno contro la minaccia nucleare da concretizzarsi nella prossima Conferenza del riesame del trattato di non proliferazione. I temi affrontati nel vertice dovranno tradursi in misure concrete da parte del Governo per garantire in particolare il rilancio dell'economia del Paese. E' anche su tale questione che pone l'accento la mozione n. 156 nell'auspicare un impegno del Governo nel riassetto del sistema di regolazione del mercato finanziario e sulle necessarie riforme strutturali da adottare. (Applausi dal Gruppo PdL).

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Il merito della riuscita del G8 è ascrivibile non soltanto all'operato del Governo e al ruolo svolto dal Presidente della Repubblica ma, più in generale, al senso di responsabilità del Paese e delle forze politiche anche di opposizione dinanzi ad interessi che investono la comunità nazionale nel suo complesso. Pur apprezzando i risultati raggiunti, destano perplessità alcuni degli impegni sottoscritti dall'Italia soprattutto alla luce della reale possibilità che possano tradursi in interventi concreti. Oltre ad apparire poco significativo in termini monetari il contributo dell'Italia nell'ambito degli aiuti destinati all'Africa, le scelte adottate a livello nazionale per arginare la crisi non sono coerenti con le proposte in materia assunte al G8, di cui peraltro il Governo si è fatto promotore. Le misure governative a sostegno dello sviluppo appaiono infatti sbilanciate a favore delle imprese, con interventi che peraltro lasciano inalterato il problema della scarsità di risorse finanziarie per investimenti da parte delle piccole e medie aziende: pressoché inesistenti le iniziative a favore dell'attore principale dell'economia italiana, le famiglie, per le quali andrebbe introdotto nell'ordinamento tributario il quoziente familiare, promesso in campagna elettorale anche dal centrodestra. In materia di ambiente ed energia appaiono positivi gli impegni assunti al G8 per la riduzione delle emissioni inquinanti nell'atmosfera (pur senza la partecipazione della Cina e dell'India) ma occorre assicurare che vengano adottate a livello nazionale conseguenti misure a favore soprattutto dell'innovazione in campo energetico. Come sostenuto nella mozione n. 157, si ritiene quindi che la ripresa economica debba essere accompagnata da riforme strutturali, in particolare la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, la riforma del sistema previdenziale e quella del welfare e degli ammortizzatori sociali. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-Aut e del senatore Pardi).

DIVINA (LNP). Gli impegni assunti al recente G8 nei confronti dei Paesi poveri e in particolare dell'Africa debbono essere precisati in termini concreti al fine di risultare efficaci. Le politiche internazionali di aiuto si sono tradotte finora in uno sperpero di risorse senza che le economie dei Paesi interessati ne abbiano tratto alcun beneficio, con la conseguenza di costringere alla migrazione le popolazioni. In alternativa, si sono tradotte nell'erogazione di risorse a favore di associazioni o, peggio, di Governi corrotti. In sintonia con le parole del Papa che ha auspicato il progresso per tutti i popoli, la mozione n. 159 pone l'accento sulla necessità di cambiare le politiche di sostegno ai Paesi poveri incentrando l'attenzione sulla necessità che ad ogni uomo sia garantito di vivere dignitosamente nel proprio Paese di origine. Si auspica inoltre un nuovo tipo di rapporti tra Paesi ricchi e quelli in via di sviluppo, fondato non più sullo sfruttamento di risorse da parte dei primi ma in aiuti gestiti in modo trasparente e destinati al miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni, affinché queste possano compiere un cammino autonomo verso il benessere, i diritti e la libertà. Si chiede altresì che la cooperazione allo sviluppo sia elemento integrante della politica estera nazionale e pertanto destinata ai Paesi con i quali siano stati instaurati rapporti di reciproca intesa. (Applausi dal Gruppo LNP).

SCANU (PD). Illustrando la mozione n. 163, sottolinea l'importanza dei vertici internazionali per elaborare strategie che, all'insegna del bene comune, garantiscano maggiore sviluppo, riducano il divario tra Paesi ricchi e Paesi poveri, costruiscano una nuova cittadinanza mondiale. Il G8 dell'Aquila, che si è svolto nel clima di rinnovata solidarietà nazionale sollecitato dal Presidente della Repubblica, ha avuto una buona riuscita organizzativa, con ricadute positive sull'immagine dell'Italia. Un bilancio dei risultati raggiunti è, tuttavia, prematuro e restano ancora non chiariti i motivi del repentino spostamento della sede del vertice dalla Maddalena al capoluogo abruzzese. La mozione impegna, quindi, il Governo a produrre un resoconto dettagliato dei costi sostenuti per l'organizzazione; a garantire il completamento delle opere pubbliche avviate nell'isola della Maddalena in occasione del G8 e pagate dai sardi; a considerare l'isola il luogo deputato ad accogliere nel futuro importanti appuntamenti internazionali, garantendo nel frattempo una adeguata manutenzione operativa al nuovo polo turistico ed a tutte le strutture approntate in vista del G8. (Applausi dal Gruppo PD).

MARINARO (PD). Illustrando la mozione n. 166, sottolinea l'importanza dei temi della sicurezza alimentare, dell'approvvigionamento idrico, dei diritti umani e della cooperazione allo sviluppo affrontati nel G8. In un mondo caratterizzato dall'interdipendenza è impossibile uscire dalla crisi economica senza combattere la fame e i mutamenti climatici che sono all'origine dei flussi migratori dai Paesi poveri. Nella prospettiva di una crescita durevole e di una maggiore sicurezza mondiale, occorrono nuove regole globali e una politica economica che affianchi la solidarietà e la cooperazione internazionale agli obiettivi di sviluppo, risanamento ed equità. Mentre il Governo Prodi si era impegnato ad aumentare la percentuale di spesa destinata agli aiuti allo sviluppo, il Governo in carica segna un deciso regresso, anche sul piano dell'accoglienza dei profughi e dei rifugiati. La mozione impegna perciò l'Esecutivo a rideterminare l'ammontare delle risorse destinate alla cooperazione allo sviluppo e ad affiancare la politica degli aiuti con un piano organico di regolarizzazione degli immigrati. (Applausi dai Gruppi PD e IdV e del senatore Peterlini. Congratulazioni).

PEDICA (IdV). Nonostante la discussione degli atti di indirizzo avrebbe dovuto svolgersi prima e non dopo il G8, l'Italia dei Valori ha deciso di escludere dal testo della mozione n. 167 ogni riferimento alle polemiche sui costi dell'organizzazione e dello spostamento della sede dalla Maddalena all'Aquila, alle critiche per la spettacolarizzazione del dolore dei terremotati, alla condotta del Presidente del Consiglio che ha screditato il Paese nell'imminenza del vertice. I temi caldi dell'agenda politica internazionale - l'emergenza climatica, la situazione alimentare e sanitaria di gran parte dell'umanità, la lotta al terrorismo e la pace - avrebbero meritato di essere affrontati con maggiore decisione. I complimenti ricevuti per il successo organizzativo costituiscono, perciò, una magra consolazione rispetto alla scarsità di risultati raggiunti per contrastare il riscaldamento del pianeta, per superare il protezionismo e imporre regole più stringenti ai mercati finanziari, per rivedere la centralità del dollaro negli scambi mondiali. La mozione impegna il Governo a garantire la partecipazione dell'Italia a programmi internazionali finalizzati allo sviluppo dell'autosufficienza alimentare, alla riduzione delle emissioni di gas serra, alla liberalizzazione dei mercati delle materie prime, al soccorso delle popolazioni vittime di conflitti armati. (Applausi dal Gruppo IdV e del senatore Peterlini).

PETERLINI (UDC-SVP-Aut). La mozione n. 171 (testo 2) si appunta sul tema delle riforme necessarie per uscire dalla crisi finanziaria e del percorso di discussione inaugurato dal Governo italiano in vista della riunione di Lecce in cui dovranno essere elaborate nuove regole per l'economia mondiale. La crisi in atto affonda le sue radici nel processo di finanziarizzazione dell'economia e di deregolamentazione dei mercati nel quadro del liberismo sfrenato che dura ormai da quattro decenni. La risposta fin qui data dai Governi consiste nel tentativo di stabilizzare il settore bancario, ma le misure pur significative volte ad accrescere la trasparenza e la vigilanza e a contrastare i paradisi fiscali appaiono insufficienti. Occorre ipotizzare, infatti, una riorganizzazione del sistema monetario e finanziario internazionale, una nuova Bretton Woods, che promuova la crescita dell'economia reale estinguendo i debiti speculativi (derivati e titoli tossici), ripristinando la divisione tra banche ordinarie e commerciali, evitando oscillazioni speculative sui cambi valutari, garantendo investimenti a basso tasso d'interesse e a lungo termine in infrastrutture, attività industriali e tecnologia. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-Aut).

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione sulle mozioni.

PARDI (IdV). Gli stessi protagonisti del G8 esprimono dubbi sulla validità di tale strumento, che dovrebbe essere allargato anche ai Paesi economicamente emergenti; la politica internazionale ha dimostrato peraltro di non avere le idee chiare su cosa si debba fare per assicurare un maggiore ordine ed un migliore funzionamento all'economia globale. Inizialmente prevista alla Maddalena in Sardegna, la sede del G8 è stata successivamente spostata all'Aquila, con evidenti fini propagandistici da parte del Governo; non ci si è interrogati peraltro sui costi dell'intera operazione, non si sa come finiranno i lavori iniziati in Sardegna né vi è alcuna garanzia sui tempi e sugli esiti della ricostruzione in Abruzzo, dove alla Protezione civile sono stati attribuiti poteri enormi non sottoposti al controllo della Corte dei conti, in assoluta mancanza di trasparenza. A livello politico, il G8 è stato scandito da promesse ecologiche probabilmente destinate a rimanere inattuate, in particolare per quanto riguarda il ricorso alle cosiddette fonti energetiche pulite, su cui l'Italia è in grave ritardo. Il presidente del Consiglio Berlusconi ha utilizzato il successo mediatico dell'evento per incrementare la polemica con l'opposizione e per distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dagli scandali concernenti la sua vita privata, i quali assumono una valenza pubblica a causa della ricattabilità a cui egli è palesemente esposto. (Applausi dal Gruppo IdV e dei senatori Peterlini e Sanna).

SANNA (PD). Solo nei prossimi anni si potrà verificare se veramente saranno stati realizzati gli impegni assunti nel G8 e se tali impegni saranno stati in grado di affrontare e risolvere le principali problematiche poste dal mondo globalizzato, in particolare la lotta alle disuguaglianze e alla povertà. Dal punto di vista organizzativo, la decisione di spostare la sede dell'incontro dalla Maddalena all'Aquila è apparsa poco convincente sin dall'inizio, in quanto non avrebbe apportato nessun vantaggio alla ricostruzione in Abruzzo, mentre avrebbe privato la Sardegna, dove già era iniziata la realizzazione delle opere, di risorse molto importanti per lo sviluppo dell'isola. Ancora una volta la politica del Governo si è dimostrata poco attenta alle necessità del Mezzogiorno. La mozione n. 163 del Partito Democratico impegna il Governo, tra le altre cose, a dimostrare che è stato effettivamente realizzato l'annunciato risparmio di 220 milioni di euro a seguito dello spostamento della sede e a garantire lo svolgimento di futuri incontri internazionali alla Maddalena, a titolo di parziale risarcimento.

AMATI (PD). Osserva con rammarico che numerosi atti di sindacato ispettivo concernenti il G8 e presentati prima dello svolgimento di tale evento non hanno ancora ricevuto risposta e non sono stati calendarizzati contestualmente alle mozioni in titolo, come sarebbe stato opportuno. Auspica che in futuro, in situazioni analoghe e su materie di simile complessità, si tenga conto anche degli atti di sindacato ispettivo. Chiede inoltre di poter aggiungere la firma alla mozione n. 163.

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione e rinvia il seguito dell'esame delle mozioni in titolo alla seduta che sarà indicata dalla Conferenza dei Capigruppo.