RESOCONTO SOMMARIO
Presidenza del presidente SCHIFANI
La seduta inizia alle ore 17,08.
Il Senato approva il processo verbale della seduta del 14 luglio.
PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
PRESIDENTE. Avverte che dalle ore 17,10 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.
Sull'uccisione di un ufficiale dei Carabinieri in provincia di Vicenza
BENEDETTI VALENTINI (PdL). Esprime un profondo cordoglio per la tragica morte del tenente colonnello Valerio Gildoni, caduto nell'adempimento del dovere nel Vicentino. (Generali applausi).
PRESIDENTE. A nome dell'Assemblea, rivolge sentite condoglianze alla famiglia dell'ufficiale ed all'Arma dei carabinieri.
Calendario dei lavori dell'Assemblea.
Discussione e reiezione di proposta di modifica
ZANDA (PD). Propone di modificare il calendario dei lavori dell'Assemblea al fine di consentire la discussione immediata di due mozioni tese aventi per oggetto i comportamenti del Presidente del Consiglio, prima e dopo il G8 dell'Aquila, che hanno offuscato la credibilità del Paese. La maggioranza, forte dei suoi numeri, calpesta i diritti dell'opposizione e rinvia la discussione a settembre nella speranza di distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica da fatti che hanno ed hanno avuto grande eco all'estero. A tale riguardo, la mozione a prima firma della senatrice Soliani pone l'accento sulla necessità che il Governo italiano assuma un atteggiamento più rispettoso nei confronti della stampa estera e comunque del diritto di critica, principio fondante delle democrazie moderne. Va sottolineato che le due mozioni presentate dal PD non vertono sulla vita privata del Presidente del Consiglio, bensì sul rilievo pubblico del suo costante ricorso alla menzogna e di condotte che, superando i limiti della decenza, mettono a rischio il corretto funzionamento delle istituzioni e la stessa sicurezza nazionale. Le accuse di scorrettezza e le minacce di ritorsione da parte del centrodestra appaiono dunque inaccettabili, meri espedienti per rinviare una discussione che investe la credibilità delle istituzioni di fronte ai cittadini. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Non è condivisibile la scelta del PD di presentare mozioni generiche che delineano una sorta di codice deontologico parziale delle persone investite di funzioni pubbliche, quando invece i fatti enunciati pongono problemi di carattere generale, in primo luogo quelli attinenti alla sicurezza dello Stato, messa a rischio da una gestione discutibile degli accessi alle residenze del Presidente del Consiglio. E' tuttavia sbagliata, per motivi di metodo e di merito, la decisione della maggioranza di non ammettere alla discussione le due mozioni per estraneità al tema del G8. L'attinenza con il tema all'ordine del giorno è innegabile e la maggioranza, per paura di affrontare l'argomento, impedisce con un intervento di sapore censorio il confronto parlamentare. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut e IdV).
LI GOTTI (IdV). L'Italia dei Valori non condivide le modifiche apportate al calendario dei lavori dell'Aula dall'odierna Conferenza dei Capigruppo, in particolar modo la decisione di impedire la discussione di alcune mozioni concernenti questioni di enorme interesse e di assoluta rilevanza per la vita democratica del Paese, come il diritto all'informazione o i temi della sicurezza, della sobrietà e del decoro delle istituzioni. Ancora una volta il Parlamento viene espropriato della sua centralità e della sua sovranità e si vede privato del diritto di discutere di temi di sua innegabile competenza. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).
BRICOLO (LNP). In una delle ultime Conferenze dei Capigruppo era stata decisa all'unanimità la calendarizzazione di mozioni concernenti gli esiti del recente G8. Si è scoperto però successivamente che alcune delle mozioni presentate erano relative ad un argomento completamente diverso, cioè ad episodi della vita privata del Presidente del Consiglio; è stato dunque corretto, per ragioni di estraneità della materia, non prevedere la loro discussione nella giornata odierna. Va peraltro rilevato che il contenuto di tali mozioni non riveste alcun interesse per l'opinione pubblica; i cittadini si attendono al contrario che il Parlamento si occupi dei problemi reali del Paese. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL. Congratulazioni).
QUAGLIARIELLO (PdL). Sulla base di un accordo tra i Gruppi intercorso in una precedente Conferenza dei Capigruppo, era stata decisa la calendarizzazione di mozioni concernenti gli esiti del G8, prima ancora che tali mozioni venissero presentate. Successivamente, mentre i Gruppi di maggioranza hanno presentato documenti attinenti alla materia, il Partito Democratico ha presentato alcune mozioni concernenti argomenti del tutto diversi, come l'etica pubblica, i rapporti con la stampa internazionale e la sicurezza dello Stato. Pur essendo perfettamente legittimo il contenuto di tali mozioni, è evidente che la loro discussione deve essere rinviata ad altra occasione, in modo da consentire anche alla maggioranza, che avrebbe molto da dire su quei temi, di presentare analoghi documenti. Il Gruppo Il Popolo della Libertà chiede semplicemente che siano rispettati gli impegni assunti nelle varie Conferenze dei Capigruppo, non intende assolutamente mettere il bavaglio al Parlamento e non accetta da nessuno lezioni di responsabilità pubblica. (Applausi dal Gruppo PdL e della senatrice Boldi).
Il Senato respinge la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea avanzata dal senatore Zanda. Resta pertanto definitivo il calendario dei lavori adottato a maggioranza dalla Conferenza dei Capigruppo. (v. Resoconto stenografico).
Discussione delle mozioni nn. 153, 154, 158, 160 e 165 sulla sicurezza del trasporto ferroviario
Presidenza del vice presidente CHITI
FILIPPI Marco (PD). Nell'illustrare la mozione n. 153, osserva che il tema della sicurezza ferroviaria, riproposto con drammatica evidenza dal disastro di Viareggio, deve essere oggetto di riflessione e di impegno da parte del Parlamento. Il Partito Democratico denuncia da molto tempo la necessità di aumentare il livello di attenzione in materia di sicurezza ferroviaria e continuerà a farlo in futuro, ritenendo necessario agire affinché non si ripeta quanto è recentemente avvenuto. In materia di controlli sulla sicurezza del trasporto ferroviario si riscontrano tre elementi di debolezza. Il primo è rappresentato dalla lunghezza della catena dei controlli, spesso poco accurati, e dall'inefficacia del sistema delle certificazioni, che si rivelano un artificio amministrativo privo di adeguate sanzioni. Il secondo elemento è rappresentato dalla carenza del quadro normativo, in particolar modo per quanto riguarda la ricezione della normativa comunitaria. Paradossalmente, l'alto livello di attenzione previsto dalla normativa in relazione alla produzione e allo stoccaggio di materie pericolose si abbassa inspiegabilmente in relazione al loro trasporto, laddove il pericolo è maggiore. Il terzo elemento è dato dal fatto che non è ancora operativa l'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie, soggetto autonomo recentemente istituito e deputato a garantire adeguati standard di sicurezza. Nel valutare positivamente il fatto che i dispositivi delle mozioni presentate sono tutti condivisibili ed omogenei tra loro, pone l'accento sulla diminuzione delle risorse destinate dall'attuale Governo alle infrastrutture e alla sicurezza e sul clima aziendale teso all'interno del gruppo Ferrovie dello Stato, che non favorisce l'instaurarsi di una collaborazione tra lavoratori e dirigenti volta a migliorare i livelli di sicurezza. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Pardi).
Nel corso dell'intervento del senatore Marco Filippi, il Presidente sospende i lavori dalle ore 17,48 alle ore 17,53 in considerazione del forte e persistente brusìo in Aula. (Applausi dai Gruppi PD, IdV e UDC-SVP-Aut).
GRILLO (PdL). Con la mozione n. 154 si è inteso formulare alcune proposte volte a migliorare le condizioni di sicurezza del trasporto ferroviario in Italia e in Europa. Infatti, sebbene il treno risulti oggi il mezzo più sicuro per il trasporto di persone e di merci e sebbene i livelli di sicurezza italiani siano in linea con quelli dei principali Paesi comunitari, sono state riscontrate delle lacune e delle contraddizioni, che necessitano di essere superate e rimosse, nella normativa in materia e nelle relative procedure. A livello comunitario, è necessario che l'Unione europea definisca criteri aggiornati di revisione e di certificazione del materiale rotabile, comuni per tutti gli Stati membri, e che promuova una disciplina di accesso al mercato ferroviario analoga a quella esistente per il settore aereo. A livello nazionale, è invece indispensabile provvedere ad un sollecito recepimento della normativa comunitaria ed internazionale in materia e rendere al più presto operativa l'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie. Sarebbe inoltre opportuno provvedere alla realizzazione di un archivio centrale informatizzato per la tracciabilità del materiale pericoloso che percorre la rete ferroviaria italiana ed individuare misure in grado di assicurare un adeguato sostegno economico alle famiglie delle vittime del tragico incidente di Viareggio. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni). Annuncia la presentazione di un nuovo testo della mozione n. 154 (v. testo 2 nell'Allegato A).
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). L'incompiuto processo di liberalizzazione del sistema ferroviario ha indotto "Trenitalia spa", che pure è rimasta in una situazione di sostanziale monopolio, a porre particolare attenzione alla reddittività della propria gestione, tagliando i servizi non redditizi, privilegiando le tratte ad alta velocità, penalizzando l'adempimento del cosiddetto servizio universale, specie nel meridione, e i settori della manutenzione e della sicurezza. L'attuale situazione verrà oltremodo peggiorata dai tagli alle risorse per sviluppare e ammodernare le infrastrutture ferroviarie operati dal Governo. Al processo di liberalizzazione della mobilità ferroviaria in Europa, inoltre, non è seguito un analogo e necessario processo di integrazione europea dei controlli, cui si dovrà provvedere quanto prima. La mozione n. 158 chiede dunque al Governo di dare piena applicazione alla Convenzione sul trasporto ferroviario internazionale, per consentire la tracciabilità del materiale circolante e la conseguente individuazione delle eventuali responsabilità riguardo la sua manutenzione; di recepire rapidamente le direttive europee di settore e di stanziare fondi adeguati per la messa in sicurezza del sistema ferroviario, con particolare riferimento al trasporto di merci pericolose, soprattutto nei nodi urbani e nelle aree ad alta densità abitativa; infine, di mettere l'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie nelle condizioni di funzionare pienamente. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-Aut).
BUGNANO (IdV). Il mercato del trasporto ferroviario ha assunto una dimensione europea e l'avvenuta liberalizzazione ha aumentato notevolmente il numero dei soggetti che ne compongono la filiera: per tali motivi è indispensabile prevedere un sistema della sicurezza comunitario che tenga conto di tali cambiamenti e adeguare i parametri di sicurezza al maggiore sfruttamento del materiale derivante da un mercato aperto alla concorrenza. La mozione n. 160 impegna pertanto il Governo ad aumentare il livello di sicurezza del trasporto ferroviario su tutta la rete nazionale, a garantire la puntuale applicazione della normativa comunitaria, adottando contestualmente un sistema di controlli più incisivo ed indipendente, e ad adottare misure tecniche estremamente rigide per i trasporti pericolosi su rotaia, valutando anche l'opportunità di costruire nuove tangenziali ferroviarie destinate al trasporto merci. Essa impegna inoltre l'Esecutivo a garantire una chiara tracciabilità delle attività di manutenzione e ad agire in sede comunitaria per aggiornare le regole sulla revisione dei carri e delle carrozze ferroviarie, prevedendo criteri che tengano in considerazione i chilometri percorsi e il peso delle merci effettivamente trasportate. (Applausi dal Gruppo IdV).
MURA (LNP). La mozione n. 165 impegna il Governo ad intervenire quanto prima per accelerare il recepimento delle direttive comunitarie in materia di sicurezza e interoperabilità nel trasporto ferroviario ed attuare la normativa europea relativa al trasporto di merci pericolose su ferro, esercitando la delega prevista dalla legge comunitaria per il 2008. Essa impegna inoltre l'Esecutivo a promuovere in sede europea l'emanazione di regole armonizzate in materia di certificazione delle officine preposte alla manutenzione e alla revisione del materiale rotabile, a rafforzare linee ferroviarie alternative che consentano il transito di merci pericolose, a sfruttare anche il sistema delle cosiddette autostrade del mare e ad adoperasi affinché l'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie possa operare nel pieno delle sue funzioni, anche prevedendo un adeguamento dell'organico. (Applausi dal Gruppo LNP).
PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione sulle mozioni.
DONAGGIO (PD). L'opposizione ha ripetutamente sollecitato il Governo ad intraprendere con decisione un processo di modernizzazione del sistema ferroviario, attraverso adeguamenti legislativi, il recepimento della normativa europea, investimenti infrastrutturali e il potenziamento delle risorse umane. In particolare è stato chiesto di rendere pienamente operativa l'Agenzia italiana per la sicurezza delle ferrovie, dotandola di mezzi e personale adeguati allo svolgimento delle funzioni cui è preposta. È inoltre necessaria una riprogrammazione infrastrutturale della rete ferroviaria, che eviti il passaggio di merci pericolose vicino a stazioni e centri abitati, per evitare il ripetersi di tragedie come quella di Viareggio, e che riqualifichi il trasporto ferroviario delle merci, considerandolo come un importante tassello della strategia nazionale tesa a ridare competitività al tessuto produttivo italiano. (Applausi dal Gruppo PD). Allega ai Resoconti della seduta una integrazione scritta all'intervento (v. Allegato B).
COSTA (PdL). Esprime particolare apprezzamento per la mozione n. 154, presentata dal senatore Grillo e da altri senatori, che mira a rimuovere alcuni problemi strutturali che possono essere alla base di tragici incidenti come quello avvenuto a Viareggio. In particolare appare urgente provvedere all'armonizzazione comunitaria delle normative nazionali, resa ancor più stringente dal recente allargamento europeo. È infine fiducioso del fatto che si possa fare piena luce sul tragico incidente di Viareggio, determinandone e circoscrivendone rapidamente le responsabilità. (Applausi dal Gruppo PdL).
Presidenza del vice presidente NANIA
GRANAIOLA (PD). Come sottolineato da tutte le mozioni presentate, è urgente rendere pienamente operativa l'Agenzia italiana per la sicurezza delle ferrovie, dotandola di risorse umane, di adeguate competenze e dei mezzi tecnici e finanziari necessari alla sua funzionalità. Dal momento che la sicurezza delle infrastrutture dei trasporti non può essere più circoscritta all'ambito nazionale, occorre inoltre adeguare la legislazione nazionale agli accordi internazionali e agli standard europei. Particolarmente importante, poi, è affrontare la questione della sicurezza del trasporto delle merci pericolose, escludendo progressivamente il loro transito dai centri urbani, anche attraverso la costruzione di nuove cinture ferroviarie e di comunicazione. Va inoltre garantita la presenza nelle stazioni di personale capace e preparato, il cui pronto intervento, come è accaduto a Viareggio, può evitare che gravi incidenti si trasformino in immani catastrofi. Occorre infine prendere in considerazione il tema dell'assistenza e del risarcimento delle vittime degli incidenti, stanziando risorse adeguate, considerato che la pluralità di soggetti coinvolti nella filiera del trasporto ferroviario rende particolarmente complessa la ricostruzione delle singole responsabilità a fini risarcitori. (Applausi dal Gruppo PD).
CICOLANI (PdL). L'accertamento delle cause del disastro di Viareggio sarà il banco di prova per l'Agenzia per la sicurezza ferroviaria italiana, l'organismo recentemente costituito in ottemperanza a disposizioni comunitarie, al fine rafforzare la normativa in materia la sicurezza. E' auspicabile in ogni caso un coordinamento maggiore tra l'Agenzia ferroviaria europea e quelle nazionali, in analogia con quanto avviene nel trasporto aereo. Occorre favorire una regolazione del trasporto di merci pericolose, scegliendo itinerari meno rischiosi, eliminando i pericoli connessi agli incroci in galleria, impedendo il più possibile percorsi fortemente urbanizzati. E' giusto che il Governo proceda all'erogazione di un indennizzo a favore dei soggetti che hanno subito danni a prescindere dall'accertamento delle responsabilità, in considerazione della lunghezza dei tempi necessari ad espletare le necessarie procedure assicurative. Per tali motivi è favorevole alla mozione n. 154. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).
PRESIDENTE. Chiude la discussione. Rinvia il seguito dell'esame delle mozioni ad altra seduta che verrà individuata dalla Conferenza dei Capigruppo.
Discussione delle mozioni nn. 156, 157, 159, 163, 166, 167 e 171 (testo 2 ) sul G8
DINI (PdL). Il recente G8 dell'Aquila, il cui successo è ascrivibile al Governo e all'accurata attività preparatoria in cui si è distinta per professionalità la diplomazia italiana, ha rimarcato la necessità di costruire una nuova architettura della governance mondiale che coinvolga le economie emergenti. Al riguardo significativo è stato lo svolgimento delle sessioni in diversi formati, modalità che ha consentito la partecipazione di molti Paesi alla discussione di questioni che investono interessi globali. I risultati più significativi sono stati la decisione di chiudere entro il 2010 i negoziati di Doha sulla riduzione delle barriere agli scambi internazionale in modo da incentivare, attraverso una maggiore liberalizzazione dei commerci, uno sviluppo più equilibrato; gli impegni assunti per i Paesi poveri, in particolare l'adozione del programma di sicurezza alimentare che, in controtendenza rispetto al passato, mira ad accrescere le potenzialità di quelle economie; la convergenza sulla strategia delineata dalla Presidenza italiana nel cosiddetto Lecce framework per l'adozione di regole e principi comuni dell'economia e della finanza; il potenziamento della cooperazione internazionale contro la corruzione, il riciclaggio del denaro, il terrorismo finanziario e l'evasione fiscale mediante l'attuazione di regole comuni internazionali rafforzate. La discussione sul dossier relativo cambiamento climatico si è conclusa con una presa di posizione comune in ordine ad un programma di riduzione delle emissioni di anidride carbonica e pone le basi per un accordo globale alla prossima Conferenza di Copenaghen. I principali temi politici sono stati all'attenzione del vertice derivandone in particolare un impegno contro la minaccia nucleare da concretizzarsi nella prossima Conferenza del riesame del trattato di non proliferazione. I temi affrontati nel vertice dovranno tradursi in misure concrete da parte del Governo per garantire in particolare il rilancio dell'economia del Paese. E' anche su tale questione che pone l'accento la mozione n. 156 nell'auspicare un impegno del Governo nel riassetto del sistema di regolazione del mercato finanziario e sulle necessarie riforme strutturali da adottare. (Applausi dal Gruppo PdL).
D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Il merito della riuscita del G8 è ascrivibile non soltanto all'operato del Governo e al ruolo svolto dal Presidente della Repubblica ma, più in generale, al senso di responsabilità del Paese e delle forze politiche anche di opposizione dinanzi ad interessi che investono la comunità nazionale nel suo complesso. Pur apprezzando i risultati raggiunti, destano perplessità alcuni degli impegni sottoscritti dall'Italia soprattutto alla luce della reale possibilità che possano tradursi in interventi concreti. Oltre ad apparire poco significativo in termini monetari il contributo dell'Italia nell'ambito degli aiuti destinati all'Africa, le scelte adottate a livello nazionale per arginare la crisi non sono coerenti con le proposte in materia assunte al G8, di cui peraltro il Governo si è fatto promotore. Le misure governative a sostegno dello sviluppo appaiono infatti sbilanciate a favore delle imprese, con interventi che peraltro lasciano inalterato il problema della scarsità di risorse finanziarie per investimenti da parte delle piccole e medie aziende: pressoché inesistenti le iniziative a favore dell'attore principale dell'economia italiana, le famiglie, per le quali andrebbe introdotto nell'ordinamento tributario il quoziente familiare, promesso in campagna elettorale anche dal centrodestra. In materia di ambiente ed energia appaiono positivi gli impegni assunti al G8 per la riduzione delle emissioni inquinanti nell'atmosfera (pur senza la partecipazione della Cina e dell'India) ma occorre assicurare che vengano adottate a livello nazionale conseguenti misure a favore soprattutto dell'innovazione in campo energetico. Come sostenuto nella mozione n. 157, si ritiene quindi che la ripresa economica debba essere accompagnata da riforme strutturali, in particolare la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, la riforma del sistema previdenziale e quella del welfare e degli ammortizzatori sociali. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-Aut e del senatore Pardi).
DIVINA (LNP). Gli impegni assunti al recente G8 nei confronti dei Paesi poveri e in particolare dell'Africa debbono essere precisati in termini concreti al fine di risultare efficaci. Le politiche internazionali di aiuto si sono tradotte finora in uno sperpero di risorse senza che le economie dei Paesi interessati ne abbiano tratto alcun beneficio, con la conseguenza di costringere alla migrazione le popolazioni. In alternativa, si sono tradotte nell'erogazione di risorse a favore di associazioni o, peggio, di Governi corrotti. In sintonia con le parole del Papa che ha auspicato il progresso per tutti i popoli, la mozione n. 159 pone l'accento sulla necessità di cambiare le politiche di sostegno ai Paesi poveri incentrando l'attenzione sulla necessità che ad ogni uomo sia garantito di vivere dignitosamente nel proprio Paese di origine. Si auspica inoltre un nuovo tipo di rapporti tra Paesi ricchi e quelli in via di sviluppo, fondato non più sullo sfruttamento di risorse da parte dei primi ma in aiuti gestiti in modo trasparente e destinati al miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni, affinché queste possano compiere un cammino autonomo verso il benessere, i diritti e la libertà. Si chiede altresì che la cooperazione allo sviluppo sia elemento integrante della politica estera nazionale e pertanto destinata ai Paesi con i quali siano stati instaurati rapporti di reciproca intesa. (Applausi dal Gruppo LNP).
SCANU (PD). Illustrando la mozione n. 163, sottolinea l'importanza dei vertici internazionali per elaborare strategie che, all'insegna del bene comune, garantiscano maggiore sviluppo, riducano il divario tra Paesi ricchi e Paesi poveri, costruiscano una nuova cittadinanza mondiale. Il G8 dell'Aquila, che si è svolto nel clima di rinnovata solidarietà nazionale sollecitato dal Presidente della Repubblica, ha avuto una buona riuscita organizzativa, con ricadute positive sull'immagine dell'Italia. Un bilancio dei risultati raggiunti è, tuttavia, prematuro e restano ancora non chiariti i motivi del repentino spostamento della sede del vertice dalla Maddalena al capoluogo abruzzese. La mozione impegna, quindi, il Governo a produrre un resoconto dettagliato dei costi sostenuti per l'organizzazione; a garantire il completamento delle opere pubbliche avviate nell'isola della Maddalena in occasione del G8 e pagate dai sardi; a considerare l'isola il luogo deputato ad accogliere nel futuro importanti appuntamenti internazionali, garantendo nel frattempo una adeguata manutenzione operativa al nuovo polo turistico ed a tutte le strutture approntate in vista del G8. (Applausi dal Gruppo PD).
MARINARO (PD). Illustrando la mozione n. 166, sottolinea l'importanza dei temi della sicurezza alimentare, dell'approvvigionamento idrico, dei diritti umani e della cooperazione allo sviluppo affrontati nel G8. In un mondo caratterizzato dall'interdipendenza è impossibile uscire dalla crisi economica senza combattere la fame e i mutamenti climatici che sono all'origine dei flussi migratori dai Paesi poveri. Nella prospettiva di una crescita durevole e di una maggiore sicurezza mondiale, occorrono nuove regole globali e una politica economica che affianchi la solidarietà e la cooperazione internazionale agli obiettivi di sviluppo, risanamento ed equità. Mentre il Governo Prodi si era impegnato ad aumentare la percentuale di spesa destinata agli aiuti allo sviluppo, il Governo in carica segna un deciso regresso, anche sul piano dell'accoglienza dei profughi e dei rifugiati. La mozione impegna perciò l'Esecutivo a rideterminare l'ammontare delle risorse destinate alla cooperazione allo sviluppo e ad affiancare la politica degli aiuti con un piano organico di regolarizzazione degli immigrati. (Applausi dai Gruppi PD e IdV e del senatore Peterlini. Congratulazioni).
PEDICA (IdV). Nonostante la discussione degli atti di indirizzo avrebbe dovuto svolgersi prima e non dopo il G8, l'Italia dei Valori ha deciso di escludere dal testo della mozione n. 167 ogni riferimento alle polemiche sui costi dell'organizzazione e dello spostamento della sede dalla Maddalena all'Aquila, alle critiche per la spettacolarizzazione del dolore dei terremotati, alla condotta del Presidente del Consiglio che ha screditato il Paese nell'imminenza del vertice. I temi caldi dell'agenda politica internazionale - l'emergenza climatica, la situazione alimentare e sanitaria di gran parte dell'umanità, la lotta al terrorismo e la pace - avrebbero meritato di essere affrontati con maggiore decisione. I complimenti ricevuti per il successo organizzativo costituiscono, perciò, una magra consolazione rispetto alla scarsità di risultati raggiunti per contrastare il riscaldamento del pianeta, per superare il protezionismo e imporre regole più stringenti ai mercati finanziari, per rivedere la centralità del dollaro negli scambi mondiali. La mozione impegna il Governo a garantire la partecipazione dell'Italia a programmi internazionali finalizzati allo sviluppo dell'autosufficienza alimentare, alla riduzione delle emissioni di gas serra, alla liberalizzazione dei mercati delle materie prime, al soccorso delle popolazioni vittime di conflitti armati. (Applausi dal Gruppo IdV e del senatore Peterlini).
PETERLINI (UDC-SVP-Aut). La mozione n. 171 (testo 2) si appunta sul tema delle riforme necessarie per uscire dalla crisi finanziaria e del percorso di discussione inaugurato dal Governo italiano in vista della riunione di Lecce in cui dovranno essere elaborate nuove regole per l'economia mondiale. La crisi in atto affonda le sue radici nel processo di finanziarizzazione dell'economia e di deregolamentazione dei mercati nel quadro del liberismo sfrenato che dura ormai da quattro decenni. La risposta fin qui data dai Governi consiste nel tentativo di stabilizzare il settore bancario, ma le misure pur significative volte ad accrescere la trasparenza e la vigilanza e a contrastare i paradisi fiscali appaiono insufficienti. Occorre ipotizzare, infatti, una riorganizzazione del sistema monetario e finanziario internazionale, una nuova Bretton Woods, che promuova la crescita dell'economia reale estinguendo i debiti speculativi (derivati e titoli tossici), ripristinando la divisione tra banche ordinarie e commerciali, evitando oscillazioni speculative sui cambi valutari, garantendo investimenti a basso tasso d'interesse e a lungo termine in infrastrutture, attività industriali e tecnologia. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-Aut).
PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione sulle mozioni.
PARDI (IdV). Gli stessi protagonisti del G8 esprimono dubbi sulla validità di tale strumento, che dovrebbe essere allargato anche ai Paesi economicamente emergenti; la politica internazionale ha dimostrato peraltro di non avere le idee chiare su cosa si debba fare per assicurare un maggiore ordine ed un migliore funzionamento all'economia globale. Inizialmente prevista alla Maddalena in Sardegna, la sede del G8 è stata successivamente spostata all'Aquila, con evidenti fini propagandistici da parte del Governo; non ci si è interrogati peraltro sui costi dell'intera operazione, non si sa come finiranno i lavori iniziati in Sardegna né vi è alcuna garanzia sui tempi e sugli esiti della ricostruzione in Abruzzo, dove alla Protezione civile sono stati attribuiti poteri enormi non sottoposti al controllo della Corte dei conti, in assoluta mancanza di trasparenza. A livello politico, il G8 è stato scandito da promesse ecologiche probabilmente destinate a rimanere inattuate, in particolare per quanto riguarda il ricorso alle cosiddette fonti energetiche pulite, su cui l'Italia è in grave ritardo. Il presidente del Consiglio Berlusconi ha utilizzato il successo mediatico dell'evento per incrementare la polemica con l'opposizione e per distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dagli scandali concernenti la sua vita privata, i quali assumono una valenza pubblica a causa della ricattabilità a cui egli è palesemente esposto. (Applausi dal Gruppo IdV e dei senatori Peterlini e Sanna).
SANNA (PD). Solo nei prossimi anni si potrà verificare se veramente saranno stati realizzati gli impegni assunti nel G8 e se tali impegni saranno stati in grado di affrontare e risolvere le principali problematiche poste dal mondo globalizzato, in particolare la lotta alle disuguaglianze e alla povertà. Dal punto di vista organizzativo, la decisione di spostare la sede dell'incontro dalla Maddalena all'Aquila è apparsa poco convincente sin dall'inizio, in quanto non avrebbe apportato nessun vantaggio alla ricostruzione in Abruzzo, mentre avrebbe privato la Sardegna, dove già era iniziata la realizzazione delle opere, di risorse molto importanti per lo sviluppo dell'isola. Ancora una volta la politica del Governo si è dimostrata poco attenta alle necessità del Mezzogiorno. La mozione n. 163 del Partito Democratico impegna il Governo, tra le altre cose, a dimostrare che è stato effettivamente realizzato l'annunciato risparmio di 220 milioni di euro a seguito dello spostamento della sede e a garantire lo svolgimento di futuri incontri internazionali alla Maddalena, a titolo di parziale risarcimento.
AMATI (PD). Osserva con rammarico che numerosi atti di sindacato ispettivo concernenti il G8 e presentati prima dello svolgimento di tale evento non hanno ancora ricevuto risposta e non sono stati calendarizzati contestualmente alle mozioni in titolo, come sarebbe stato opportuno. Auspica che in futuro, in situazioni analoghe e su materie di simile complessità, si tenga conto anche degli atti di sindacato ispettivo. Chiede inoltre di poter aggiungere la firma alla mozione n. 163.
PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione e rinvia il seguito dell'esame delle mozioni in titolo alla seduta che sarà indicata dalla Conferenza dei Capigruppo.
Sulla designazione dei membri della Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali
ICHINO (PD). Comunica di aver presentato recentemente un'interrogazione rivolta al Ministro del lavoro e relativa alla designazione, da parte dei Presidenti delle Camere, dei membri della Commissione di garanzia per l'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali. Tale interrogazione non è stata ritenuta ammissibile dal Presidente del Senato per difetto di competenza del Governo. Prendendo atto di tale valutazione, chiede al Presidente del Senato di consentire che si svolga comunque in Aula un dibattito su tale materia, considerata la sua estrema delicatezza e rilevanza politica.
PRESIDENTE. Le proposte e le decisioni dei Presidenti delle Camere non possono costituire oggetto di dibattito parlamentare, in quanto non vi sono precedenti in tal senso. La richiesta del senatore Ichino può comunque rappresentare uno spunto di riflessione in merito.
Sull'assenza di un rappresentante del Gruppo dell'Italia dei Valori
in seno al Consiglio di Presidenza
PEDICA (IdV). Rinnova al Presidente del Senato la richiesta di garantire una rappresentanza al Gruppo Italia dei Valori in seno al Consiglio di Presidenza, nelle forme e nei modi previsti dal Regolamento. Ricorda in proposito l'importanza delle attribuzioni e delle materie di pertinenza del Consiglio di Presidenza e sottolinea che l'Italia dei Valori è, per numero di voti, il quarto partito in Italia e il secondo tra le forze di opposizione.
PRESIDENTE. Il presidente Schifani ha più volte suggerito ai Gruppi di avanzare una proposta condivisa da tutti al fine di risolvere la questione posta dal senatore Pedica, di cui è perfettamente comprensibile il significato politico.
Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno delle sedute del 22 luglio.
La seduta termina alle ore 20,38.