SANGALLI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SANGALLI (PD). Signor Presidente, desidero dichiarare il nostro voto contrario sull'articolo 25 e in realtà sul complesso della proposta che formulano il Governo e la maggioranza in materia di energia nucleare.
Riteniamo che tornare al nucleare nel modo proposto rappresenti, in questa fase e prospettiva economica, un totale non senso. Abbiamo già avuto modo di argomentarlo: il non senso deriva dal fatto che siamo un Paese che in deficit di combustibili, ma non in difficoltà per la produzione energetica; anzi, il 50 per cento del potenziale produttivo energetico del nostro Paese non è utilizzato. Una sola volta, nel 2007, abbiamo raggiunto il 60 per cento di produzione energetica.
Per di più, la delega presuppone il fatto che si travalichi il rapporto tra Stato, enti locali e territori: l'individuazione di siti strategici nazionali, anche se con un passaggio alla Conferenza Stato-Regioni, toglie infatti totalmente la possibilità di concertare i luoghi di insediamento delle centrali. Faccio notare che nel nostro Paese non c'è un solo luogo, se non le coste, dove esiste una quantità di acqua sufficiente a raffreddare le centrali nucleari. Non siamo in condizione di farlo nella Pianura padana e dovremo quindi scegliere le coste. Tuttavia, tutte le volte che la maggioranza si è pronunciata in sede elettorale - si pensi al caso della Puglia, ricordato dalla senatrice Poli Bortone, e a quello della Sardegna in occasione delle recenti elezioni - i massimi esponenti del Governo, con il Presidente del Consiglio dei ministri in testa, hanno escluso l'insediamento di centrali nucleari in quei territori, quasi che tale esclusione dovesse essere assunta dalle popolazioni (al contrario di quanto questo disegno di legge presuppone), come un fatto favorevole. Se escludiamo la Puglia, la Sardegna e le coste ad alta sismicità, vediamo che la quota di territorio costiero italiano disponibile per l'insediamento del nucleare diventa molto limitata, a meno che non si stia pensando a Venezia o ai luoghi a più alta attrattività turistica del nostro Paese.
Devo ancora dire che una delega che rimette totalmente nelle mani dell'ENEL e dell'accordo tra l'ENEL e la Francia l'adozione di centrali nucleari francesi di terza generazione, è una delega che viene conferita in bianco a un'azienda italiana, sia pure importante, e ad un'altra che ha il monopolio tecnologico sul nucleare di terza generazione. Al contrario, avremmo dovuto lavorare per ricostituire il nucleare italiano partendo dalla ricerca, seguendo le traiettorie del nucleare di quarta generazione e cercando di patrimonializzare quel poco o molto che è rimasto all'industria energetica nazionale riguardo alla capacità di progettare e proporre innovazione in materia.
Con il referendum abbiamo distrutto l'industria nucleare italiana, ma sono rimaste parti dell' industria privata, penso ad Ansaldo energia, a Tecnoimpianti, a Finmeccanica, che possiedono ancora oggi le condizioni per essere dei progettatori di lungo periodo. Viene prevista una spesa tra 20 e 30 miliardi di euro (con risorse che francamente non so dove verranno trovate, in quale capitolo del bilancio), tanto da far ritenere che questi articoli siano di puro orientamento propagandistico, che non avranno mai alcun senso attuativo. Con una spesa di questo genere si potrebbe finanziare per 100 volte la ricerca nucleare di quarta generazione.
Inoltre, si punta su sistemi tecnologici che in moltissimi altri Paesi sono ormai considerati del tutto obsoleti: ricordo che negli Stati Uniti dal 1972 non si costruiscono centrali nucleari di questo tipo. Ci esprimeremo dunque in senso contrario, non con un voto condizionato dalla paura o ideologicamente contrario al nucleare, ma per dimostrare che vi è una totale inadeguatezza di progetto industriale sul nucleare italiano e una totale inadeguatezza di tipo economico di questo intervento. Spendere per centrali nucleari mentre abbiamo un surplus di produzione energetica vuol dire che l'investimento strutturale ricadrà come ammortamento sulla bolletta energetica nazionale dei contribuenti; non si ridurrà neppure in prospettiva, tra 15 o 20 anni, quando verrà utilizzato questo tipo di energia, il costo della bolletta energetica, perché pagheremo gli ammortamenti delle centrali. Inoltre, ciò non aumenta la nostra indipendenza dal punto di vista dei combustibili, perché l'uranio è un combustibile limitato, per cui siamo totalmente dipendenti dall'estero, mentre il nucleare di quarta generazione ci consente di utilizzare le scorie, di impiegare più ricerca e più industria italiana e di avere minori problemi di approvvigionamento.
Francamente, se molti dicono che non vi sono le ragioni di sicurezza, io sostengo, credo consapevolmente, che non vi sono né le ragioni scientifiche, né le ragioni industriali, né le ragioni economiche per essere favorevoli a una delega sul nucleare, in questo momento, nel nostro Paese. (Applausi dai Gruppi PD, IdV e del senatore Peterlini).
INCOSTANTE (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 25.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1195-B
PRESIDENTE. La Presidenza si associa ai saluti e agli auguri di buon lavoro rivolti al senatore Collino, che lascia quest'Aula per dedicarsi all'attività parlamentare di carattere europeo. (Generali applausi).
Passiamo all'esame dell'articolo 26, sul quale sono stati presentati emendamenti e un ordine del giorno che invito i presentatori ad illustrare.