PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G105 non verrà pertanto posto in votazione. Procede all'esame degli articoli, nel testo comprendente le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati. Passa all'esame dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti e ordine del giorno.
PARAVIA, relatore. Esprime parere contrario sugli emendamenti e sollecita l'accoglimento dell'ordine del giorno G1.100.
URSO, vice ministro dello sviluppo economico. Esprime parere conforme a quello espresso dal relatore. Accoglie l'ordine del giorno G1.100.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge l'emendamento 1.1. Viene respinto anche l'emendamento 1.2.
Il Senato approva l'articolo 1.
PRESIDENTE. L' articolo 2 non è stato modificato dalla Camera dei deputati. Passa all'esame dell'articolo 3 e dei relativi emendamenti.
LEGNINI (PD). Con l'emendamento 3.1 si intende estendere la qualifica di zona franca urbana e con essa tutti i benefici derivanti da tale misura incentivante a tutti i Comuni della provincia dell'Aquila oltre che ai pochi altri Comuni del cratere situati fuori della provincia, evitando così che i Comuni esclusi, già danneggiati economicamente dal sisma, subiscano l'ulteriore danno causato dall'effetto distorsivo esercitato dall'aiuto statale alle economie degli altri. Con l'emendamento 3.2 si intende garantire una copertura più ampia per tutti e quattro gli anni nei quali si esplicheranno tali aiuti. Poiché questa è l'unica misura a sostegno delle zone terremotate dell'Abruzzo presente nel disegno di legge in esame, è doveroso rafforzarla dando così rassicurazione, nei giorni in cui l'Aquila è illuminata dai riflettori del vertice del G8, alle preoccupazione dei cittadini abruzzesi di non veder mantenute le promesse fatte dal Governo all'indomani dell'evento sismico. (Applausi dal Gruppo PD).
PARAVIA, relatore. Esprime parere contrario su tutti gli emendamenti.
URSO, vice ministro dello sviluppo economico. Esprime parere conforme a quello del relatore.
LUSI (PD). Dichiara il voto favorevole a nome del Gruppo del Partito Democratico sull'emendamento 3.1 ed invita soprattutto i senatori abruzzesi, i quali non possono anteporre il vincolo politico di maggioranza alla sensibilità verso le esigenze del proprio territorio ferito, a votare favorevolmente questa misura, per la quale, nel corso dell'esame in Commissione, è stato dimostrato esservi adeguata copertura finanziaria. È evidente che le aree terremotate non hanno ricevuto attenzione sufficiente e che gli interventi promessi dal Governo non hanno trovato ad oggi attuazione: l'approvazione delle misure proposte dal Gruppo del Partito Democratico sarebbe l'occasione di compiere un gesto altamente simbolico proprio nel giorno in cui i Grandi della terra sono riuniti a L'Aquila. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Li Gotti).
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge l'emendamento 3.1.
PERDUCA (PD). Sollecita la Presidenza ed i senatori Segretari a prestare maggiore attenzione alla correttezza delle operazioni di voto.
PRESIDENTE. Rassicura il senatore Perduca in tal senso.
LUSI (PD). Nell'esprimere voto favorevole sull'emendamento 3.2, evidenzia come con esso si intenda rendere certi gli interventi per lo sviluppo socio-economico delle zone terremotate previsti dal decreto-legge. Nel disegno di legge, il tetto fissato per tali aiuti è definito infatti come eventuale e spalmato su quattro anni, mentre con l'emendamento presentato tale somma diverrebbe certa e sarebbe da riferirsi a ciascuno dei quattro anni di durata degli incentivi. (Applausi dal Gruppo PD).
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge l'emendamento 3.2. Il Senato approva quindi l'articolo 3.
PRESIDENTE. Gli emendamenti da 4 a 8 non sono stati modificati dalla Camera dei deputati.
Il Senato approva gli articoli 9 e 10.
PRESIDENTE. Gli emendamenti da 11 a 17 non sono stati modificati dalla Camera dei deputati.
Il Senato approva gli articoli 18 e 19.
PRESIDENTE. Gli emendamenti da 20 a 24 non sono stati modificati dalla Camera dei deputati. Passa all'esame dell'articolo 25 e dei relativi emendamenti e ordini del giorno, avvertendo che l'emendamento 25.3 è inammissibile a seguito del parere contrario espresso, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, dalla Commissione bilancio.
BUGNANO (IdV). Con l'emendamento 25.1 si propone di meglio finalizzare il fondo destinato al decommissioning, definendo inoltre i limiti della delega al Governo su questa materia.
DELLA SETA (PD). Con l'emendamento 25.2 si propone di ripristinare la formulazione licenziata dal Senato, con la quale si estendeva la possibilità di attingere al fondo per il decommissioning ai Comuni limitrofi a quelli sul cui territorio insisteranno gli impianti nucleari.
PARAVIA, relatore. Esprime parere contrario su tutti gli emendamenti e sugli ordini del giorno G25.100 e G25.101. Invita inoltre a trasformare in raccomandazione gli ordini del giorno G25.102 e G25.103, condiziona il parere favorevole all'ordine del giorno G25.104 alla soppressione dell'ultimo capoverso del dispositivo e si rimette al Governo in merito all'ordine del giorno G25.105.
URSO, vice ministro dello sviluppo economico. Esprime parere conforme a quello espresso dal relatore relativamente agli emendamenti e agli ordini del giorno. Condiziona infine l'accoglimento dell'ordine del giorno G25.105 ad una sua riformulazione.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore GIAMBRONE (IdV), il Senato respinge l'emendamento 25.1, prima parte (con conseguente preclusione della restante parte e dell'emendamento 25.2).
IZZO (PdL). Segnala di non aver partecipato, per errore, alla votazione precedente.
D'UBALDO (PD). Segnala che il suo voto precedente potrebbe non essere stato registrato.
PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto.
Con votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori INCOSTANTE (PD) e GIAMBRONE (IdV), il Senato respinge l'emendamento 25.4 e gli ordini del giorno G25.100 e G25.101.
BUGNANO (IdV). Accoglie l'invito del Governo a trasformare in raccomandazione l'ordine del giorno G25.102.
BUBBICO (PD). Accoglie l'invito del Governo a trasformare in raccomandazione l'ordine del giorno G25.103. Chiede al Governo di accogliere come raccomandazione anche il quarto capoverso del dispositivo dell'ordine del giorno G25.104, del quale aveva chiesto invece la soppressione.
PARAVIA, relatore. Si rimette al Governo su tale proposta.
URSO, vice ministro dello sviluppo economico. Accoglie l'ultimo capoverso dell'ordine del giorno G25.104 come raccomandazione.
Presidenza del presidente SCHIFANI
PRESIDENTE. Gli ordini del giorno G25.102 e G25.103, accolti dal Governo come raccomandazione, non vengono posti in votazione, così come l'ordine del giorno G25.104, del quale sono accolti come impegni i primi tre capoversi del dispositivo e come raccomandazione il quarto capoverso.
FOSSON (UDC-SVP-Aut). Sottoscrive l'ordine del giorno G25.105 ed accoglie le modifiche proposte dal Governo (v. testo 2 nell'Allegato A).
PRESIDENTE. L'ordine del giorno G25.105 (testo 2), accolto dal Governo, non viene posto in votazione.
SANGALLI (PD). Esprime il voto contrario, a nome del Gruppo, sull'articolo 25 del disegno di legge in esame. Il ritorno al nucleare, che di per sé non è condannabile, è però insensato, almeno nei termini nei quali viene proposto dal disegno di legge e in considerazione delle difficoltà economiche che il Paese sta attraversando. Considerando che l'Italia non utilizza il 50 per cento del proprio potenziale produttivo energetico, non si vede la necessità di un immediato passaggio al nucleare, che comporterebbe nel tempo un aggravio della bolletta energetica per i cittadini dovuto all'ammortamento delle centrali. Sarebbe auspicabile investire nella ricerca e nello sviluppo del nucleare di quarta generazione e nell'ottimizzazione dell'industria energetica italiana, piuttosto che ricorrere alle centrali nucleari di terza generazione francesi. Vi dovrebbe inoltre essere un maggior coinvolgimento dei governi territoriali nelle decisioni sulla dislocazione delle centrali ed un'informazione più trasparente sul loro impatto sul territorio, anche sfatando paure ingiustificate da parte della popolazione. L'enormità della spesa prevista, infine, pone seri dubbi circa la fattibilità del progetto. (Applausi dai Gruppi PD, IdV e del senatore Peterlini).
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva l'articolo 25.
PRESIDENTE. Si associa ai saluti e agli auguri nei confronti del senatore Collino, che lascerà il Senato a seguito della sua elezione presso il Parlamento europeo. (Generali applausi).
Passa all'esame dell'articolo 26 e dei relativi emendamenti e ordine del giorno.
BUBBICO (PD). Gli emendamenti presentati all'articolo 26 intendono rafforzare la partecipazione delle Regioni e degli enti locali alle decisioni relative alla realizzazione delle centrali nucleari sul territorio, rendendo vincolante il parere della Conferenza unificata circa le tecnologie da utilizzare per tali impianti e allungando i termini entro i quali tale parere può essere espresso.
PARAVIA, relatore. Esprime parere contrario su tutti gli emendamenti e sull'ordine del giorno.
URSO, vice ministro dello sviluppo economico. Esprime parere conforme a quello del relatore.
ADAMO (PD). Invita la Presidenza a vigilare sulla regolarità delle operazioni di voto.
PRESIDENTE. Invita i senatori Segretari ad un controllo scrupoloso.
Con votazioni nominali elettroniche, chieste dalla senatrice INCOSTANTE (PD), sono respinti gli emendamenti 26.1 (testo corretto) prima parte (con conseguente preclusione della seconda parte e dell'emendamento 26.2) e 26.3.
TOMASELLI (PD). Chiede al Governo di riconsiderare il parere sull'ordine del giorno G26.100, che impegna a garantire un più ampio coinvolgimento delle istituzioni e dei cittadini nel procedimento di definizione delle tipologie di impianti per la produzione di energia elettrica nucleare. Sollecita, infine, i senatori della Lega Nord ad assumere posizioni coerenti con il federalismo.
CURSI (PdL). Chiede al Governo di rettificare il parere sull'ordine del giorno G26.100, di contenuto pressoché identico al G25.105, che è stato accolto come raccomandazione.
URSO, vice ministro dello sviluppo economico. Accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno G26.100.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva l'articolo 26.
PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 27 e dei relativi emendamenti e ordini del giorno.
DELLA SETA (PD). La finalità degli emendamenti 27.4 e 27.5 è quella di garantire piena operatività alla Sogin, commissariata per motivi ancora non chiariti, fino a quando non sia stata perfezionata la procedura per rinnovare il consiglio di amministrazione. L'emendamento 27.6 mira a sopprimere un comma aggiunto dalla Camera che, in controtendenza con la politica europea di lotta ai mutamenti climatici e di promozione della green economy, depotenzia il ruolo del Comitato che vigila sulle emissioni. (Applausi dal Gruppo PD).
MERCATALI (PD). L'ordine del giorno G27.100 impegna il Governo a riavviare il processo di apertura del mercato degli idrocarburi e a prevedere misure finalizzate a favorire lo sfruttamento delle risorse interne attraverso un riallineamento delle royalties fra l'estrazione a terra e quella a mare. La differenziazione delle royalties, infatti, favorisce l'ENI e le grandi compagnie e penalizza i bilanci delle comunità locali. (Applausi dal Gruppo PD).
BUGNANO (IdV). L'ordine del giorno G27.102 impegna il Governo a non estendere ulteriormente le deroghe alle normative regionali vigenti in materia di localizzazione territoriale degli impianti di produzione di energia elettrica. Come rilevato dalla Corte costituzionale, tali deroghe (quella in oggetto è estesa all'intero territorio nazionale ed è riferita a tutti gli impianti a carbon fossile di nuova generazione) mal si conciliano con il rispetto del Titolo V della Costituzione.
BELISARIO (IdV). L'ordine del giorno G27.103 impegna il Governo a modificare il quadro normativo in materia di ricerca e concessione di coltivazione degli idrocarburi al fine di garantire l'autonomo ruolo degli enti locali e di assicurare la partecipazione delle Regioni interessate al procedimento di autorizzazione dell'attività di perforazione.
MAZZUCONI (PD). Illustra l'ordine del giorno G27.106, che impegna il Governo a rivedere l'autorizzazione per proseguire la ricerca di idrocarburi in un'area interna al parco di Montevecchia e valle del Curone, che è stata individuata come sito di interesse comunitario ed è sede di un'agricoltura di qualità, oltre che luogo di tutela naturalistica. Si tratta di tenere conto della volontà espressa dagli enti locali allo scopo di tutelare una piccola isola naturale al centro della Lombardia, che rappresenta un polmone in un territorio altamente antropizzato e urbanizzato. Sollecita un impegno in tal senso da parte dei senatori della Lega, in coerenza con le promesse fatte a livello locale. (Applausi dal Gruppo PD).
PARAVIA, relatore. Esprime parere contrario su tutti gli emendamenti e ordini del giorno, ad eccezione del G27.105, che invita però a riformulare.
URSO, vice ministro dello sviluppo economico. Condivide il parere del relatore.
Con votazioni nominali elettroniche, chieste dalla senatrice INCOSTANTE (PD), sono respinti gli emendamenti 27.1, 27.4, 27.5 e 27.6.
MERCATALI (PD). Nel dichiarare voto favorevole all'ordine del giorno G27.100, sottolinea la contraddittorietà di maggioranza e Governo, che alla Camera hanno accolto un atto di indirizzo di contenuto identico. (Applausi dal Gruppo PD).
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge l'ordine del giorno G27.100.
BUBBICO (PD). Dichiara voto favorevole all'ordine del giorno G27.101 che impegna il Governo a potenziare la politica di risparmio ed efficienza energetica, incentivando la produzione di energia elettrica di fonte solare. (Applausi dal Gruppo PD).
Con votazioni nominali elettroniche, chieste dai senatori BUBBICO (PD), BUGNANO (IdV) e BELISARIO (IdV), il Senato respinge gli ordini del giorno G27.101, G27.102, G27.103 e G27.104.
LI GOTTI (IdV). Accoglie l'invito a riformulare l'ordine del giorno G27.105 nel senso precedentemente indicato dal rappresentante del Governo (v. testo 2 nell'Allegato A).
PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G27.105 (testo 2), non viene posto in votazione.
MAZZUCONI (PD). L'ordine del giorno G27.106 impegna il Governo a ritirare l'autorizzazione che sarebbe stata rilasciata dal Ministero per lo sviluppo economico ad una società australiana per svolgere attività di ricerca di idrocarburi in un'area sita nel parco regionale di Montevecchia e valle del Curone. Dal momento che a tale attività hanno espresso contrarietà anche il ministro Castelli ed altri esponenti della Lega Nord e visto che l'ordine del giorno recepisce una delibera dei sindaci dei Comuni limitrofi, invita il rappresentante del Governo a riformulare il proprio parere. (Vivi applausi dal Gruppo PD. Applausi ironici dal Gruppo PdL).
BODEGA (LNP). Rivendica il ruolo svolto dalla Lega Nord nella difesa del territorio e nel rispetto delle leggi locali. Ad ulteriore smentita delle dichiarazioni della senatrice Mazzucconi, è stato accolto l'ordine del giorno G100 che impegna il Governo a coinvolgere le autorità locali nel rilascio delle autorizzazioni per le attività di escavazione, soprattutto nelle aree vincolate dal punto di vista paesaggistico. Preannuncia pertanto che voterà contro l'ordine del giorno G27.106. (Applausi dal Gruppo LNP. Vivaci commenti dal Gruppo PD).
Con votazioni nominali elettroniche, chieste dalle senatrici MAZZUCONI (PD) e INCOSTANTE (PD), il Senato respinge l'ordine del giorno G27.106 e approva l'articolo 27.
PROCACCI (PD). Chiede alla Presidenza di rinviare il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta.
PRESIDENTE. Ritiene utile proseguire con l'esame sino al termine prestabilito di chiusura dei lavori. (Applausi dal Gruppo PdL).
L'articolo 28 non è stato modificato dalla Camera dei deputati. Passa all'esame dell'articolo 29 e dei relativi emendamenti e ordine del giorno, avvertendo che l'emendamento 29.5 è inammissibile a seguito del parere contrario espresso dalla Commissione bilancio ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Presidenza della vice presidente BONINO
BUBBICO (PD). L'insieme degli emendamenti a sua firma ha lo scopo di correggere la modifica introdotta alla Camera dei deputati, al comma 3 dell'articolo 29, ovvero l'omissione, nella norma sulle modalità di funzionamento dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, del richiamo ai requisiti di autonomia di giudizio e di valutazione e alla garanzia di autonomia tecnico-scientifica e regolamentare, nonché della previsione che essa si avvalga di personale qualificato. (Applausi dal Gruppo PD).
PRESIDENTE. Apprezzate le circostanze, rinvia il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta.