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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 235 del 08/07/2009


PORETTI (PD). Ad alimentare la contrarietà del Gruppo del Partito Democratico e della sua delegazione radicale al disegno di legge in esame non sono preconcetti sul nucleare, bensì una serie di motivate perplessità sull'effettiva convenienza di tale scelta e la contrarietà alla decisione di affidare una serie di deleghe in bianco al Governo per la predisposizione della normativa necessaria in materia di individuazione dei siti su cui sorgeranno le centrali e dei sistemi di stoccaggio e deposito dei rifiuti radioattivi, escludendo totalmente il Parlamento e gli enti locali dalle decisioni da assumere. Grave è anche l'assenza di garanzie di indipendenza dell'istituenda Agenzia per la sicurezza nucleare. È un falso ideologico peraltro la tesi secondo cui la reintroduzione del nucleare ridurrà la dipendenza in campo energetico dell'Italia dall'estero, dal momento che le tecnologie individuate sono francesi e che anche l'uranio è di importazione e scarsamente disponibile, quindi soggetto a speculazioni che potranno raggiungere livelli insostenibili. In realtà, il nucleare dovrebbe coprire una quota pari al 4,5 per cento dell'attuale produzione elettrica ed è quindi evidente che sarebbe più razionale, più economico e più ecocompatibile raggiungere lo stesso risultato perseguendo l'efficienza energetica, la riduzione degli sprechi ed uno sviluppo delle energie rinnovabili. Non è affatto trascurabile neppure il problema della sicurezza delle scorie radioattive e degli oneri connessi allo smaltimento che graverebbero sui contribuenti in un Paese che non si è ancora liberato delle scorie dei vecchi impianti nucleari. L'insieme di tali questioni appare ancora più grave alla luce della mancata definizione in Italia di un Piano energetico nazionale che delinei il quadro della situazione e delle scelte per il futuro. (Applausi dal Gruppo PD).