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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 235 del 08/07/2009


PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.

CASOLI (PdL). La grave congiuntura attraversata dall'economia mondiale ha messo in luce la solidità e l'importanza concreta dei presupposti su cui si fonda l'economia nazionale: il risparmio delle famiglie e l'articolazione del settore manifatturiero. Il provvedimento del Governo interviene con misure idonee a salvaguardare tali presupposti. In particolare, disciplina i distretti produttivi, semplifica e rende più convenienti i processi di aggregazione delle imprese; segna una svolta epocale in tema di nucleare ed investe su processi di innovazione di prodotto orientati al risparmio energetico e alla sicurezza; delega il Governo a razionalizzare e snellire gli adempimenti procedurali delle aziende e a rivedere i limiti all'importazione di gas naturale per favorire la formazione di un mercato concorrenziale; rende più sicura la distribuzione di Gpl ed estende il contributo statale per l'istallazione dei relativi impianti. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).

Presidenza del vice presidente NANIA

PARDI (IdV). Sebbene una nota del Ministero dell'economia e delle finanze abbia rilevato gravi profili di legittimità contabile del disegno di legge, il Governo ha ignorato la segnalazione dell'Amministrazione e ha ritenuto di non dover modificare alcuni articoli al fine di garantire la necessaria copertura finanziaria. Il Ministero ha chiesto la soppressione delle norme che estendono l'accesso agli incentivi a imprese che non hanno i requisiti per beneficiarne e che applicano le misure finanziarie ed in materia di ricerca e sviluppo anche alle reti di imprese. Per assenza di copertura, il Ministero chiede addirittura la soppressione della delega al Governo per il riassetto normativo delle prescrizioni e degli adempimenti procedurali applicabili alle imprese. Mancando le necessarie risorse, la maggioranza si appresta dunque a licenziare norme per uno sviluppo esclusivamente virtuale.

SPADONI URBANI (PdL). Consegna alla Presidenza il testo scritto dell'intervento affinché possa essere pubblicato in allegato ai Resoconti della seduta. (v. Allegato B).

FIORONI (PD). Il disegno di legge in esame, che ha subito numerose modifiche nella navette tra Camera e Senato, è complicato e di difficile applicazione, manca di un filo conduttore, conferisce troppe deleghe al Governo. Il provvedimento reintroduce, inoltre, il nucleare senza affrontare i temi dell'approvvigionamento energetico, delle infrastrutture, del miglioramento del mix delle fonti alternative; lede l'autonomia degli enti locali con riferimento ai criteri di localizzazione degli impianti di produzione dell'energia nucleare e di stoccaggio dei rifiuti radioattivi; aggrava i costi di autoproduzione dell'energia elettrica e disincentiva la cogenerazione. La mancanza di un piano industriale per potenziare la filiera nazionale della ricerca sul nucleare rivela la mancanza di visione strategica ed è fondato il timore che le uniche beneficiarie dell'operazione saranno le imprese francesi. Il Partito Democratico, che ha contribuito alla stesura delle norme per semplificare gli adempimenti delle aziende, per rendere più trasparenti i prezzi di beni e servizi e per valorizzare le reti di impresa, ribadisce la necessità di superarare il monopolio vigente nel mercato del gas naturale, esprime preoccupazione per la soppressione della norma che garantiva l'indipendenza dell'Agenzia per la sicurezza nucleare e ribadisce le perplessità già espresse sul commissariamento della Sogin. Auspica, infine, che sia perseguito l'obiettivo di rendere più omogenee le norme statali e regionali in materia di efficienza energetica. (Applausi dal Gruppo PD).

DELLA SETA (PD). Sottolinea che l'opzione nucleare è tecnologicamente datata, costosa e difficilmente sostenibile sotto il profilo sociale ed ambientale. Illustra quindi l'ordine del giorno G103, che invoca una migliore definizione delle reti interne di utenza e impegna il Governo a salvaguardare i piccoli autoproduttori di energia elettrica da rinnovabili o da cogenerazione, nonché ad esentare anche i collegamenti in media tensione dal pagamento di oneri e tariffe, che avrebbero pesanti ricadute su alcune categorie di aziende, ad esempio le cartiere. (Applausi dal Gruppo PD).

COSTA (PdL). Nelle diverse letture il provvedimento non ha subito modifiche rilevanti e ciò conferma la bontà dell'impianto originario. Meritano una sottolineatura particolare le disposizioni in materia di pesca e le norme sulle reti di impresa, che valorizzano la struttura produttiva del Paese migliorando la commercializzazione dei prodotti e consentendo l'internazionalizzazione di microeconomie locali. Molto positiva è anche la riscoperta dei consorzi agrari, un istituto che tutela la qualità e la tracciabilità dei prodotti. Ricorda, infine, che le norme sul nucleare sono affiancate da misure che favoriscono le fonti energetiche alternative. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).

POLI BORTONE (Misto-IS). In nome di un autentico federalismo, che ha natura istituzionale e non solo fiscale, non voterà a favore di un provvedimento che affida ai decreti del Governo l'individuazione dei siti di produzione dell'energia nucleare, violando le specifiche competenze regionali. Nella recente campagna elettorale svoltasi in Puglia il Governo aveva fornito assicurazioni in tal senso, che appaiono tuttavia contraddette dalla mancata modifica dell'articolo 26. (Applausi dei senatori Fosson e Sangalli. Congratulazioni).

POSSA (PdL). Le modifiche apportate al disegno di legge dalla Camera dei deputati con riguardo agli articoli 25, 26 e 29, che disciplinano il ritorno dell'Italia all'utilizzazione del nucleare, hanno portata marginale. Per esempio, l'affidamento della gestione del Fondo per il finanziamento del cosiddetto decommissioning (l'insieme di attività di smantellamento dell'impianto nucleare a seguito del suo spegnimento e di messa in sicurezza delle scorie radioattive) viene opportunamente rinviato alla regolamentazione governativa, mentre il testo originario ne attribuiva non solo la costituzione, ma anche l'amministrazione agli stessi produttori. Relativamente alla modifica introdotta all'articolo 26, è singolare che nella nuova versione la delibera del CIPE sulle tipologie degli impianti nucleari da realizzare, che ha caratteristiche prevalentemente tecniche, debba conseguire il parere preliminare della Conferenza unificata permanente Stato-Regioni. All'articolo 29, comma 3, desta perplessità la mancata esplicitazione dei requisiti di operatività dell'Agenzia per la sicurezza nucleare che constavano, nella precedente versione, nella piena indipendenza di giudizio e di valutazione e nella necessità di operare con personale tecnico-qualificato, caratteristiche essenziali per il buon funzionamento dell'organo di vigilanza. La definitiva approvazione del provvedimento è urgente ed assume un'importanza simbolica ed economica fondamentale per l'Italia ed è una scelta coraggiosa che il Governo Berlusconi ha saputo assumere. Tuttavia le norme sul nucleare andranno ulteriormente affinate in prossimi provvedimenti di legge, in primo luogo definendo procedure trasparenti per la scelta dell'ubicazione del deposito nazionale centralizzato dei rifiuti radioattivi e la definizione della sua struttura gestionale, dal momento che i tempi per la sua realizzazione appaiono sempre più ristretti. Infine, la norma sulla copertura assicurativa contro il possibile prolungamento dei tempi di costruzione degli impianti è di fatto impraticabile data l'imprevedibilità del rischio e dell'entità dei danni ricadenti sui produttori: negli Stati Uniti e in Francia è lo Stato a fornire copertura per simili rischi. (Applausi dal Gruppo PdL).

PORETTI (PD). Ad alimentare la contrarietà del Gruppo del Partito Democratico e della sua delegazione radicale al disegno di legge in esame non sono preconcetti sul nucleare, bensì una serie di motivate perplessità sull'effettiva convenienza di tale scelta e la contrarietà alla decisione di affidare una serie di deleghe in bianco al Governo per la predisposizione della normativa necessaria in materia di individuazione dei siti su cui sorgeranno le centrali e dei sistemi di stoccaggio e deposito dei rifiuti radioattivi, escludendo totalmente il Parlamento e gli enti locali dalle decisioni da assumere. Grave è anche l'assenza di garanzie di indipendenza dell'istituenda Agenzia per la sicurezza nucleare. È un falso ideologico peraltro la tesi secondo cui la reintroduzione del nucleare ridurrà la dipendenza in campo energetico dell'Italia dall'estero, dal momento che le tecnologie individuate sono francesi e che anche l'uranio è di importazione e scarsamente disponibile, quindi soggetto a speculazioni che potranno raggiungere livelli insostenibili. In realtà, il nucleare dovrebbe coprire una quota pari al 4,5 per cento dell'attuale produzione elettrica ed è quindi evidente che sarebbe più razionale, più economico e più ecocompatibile raggiungere lo stesso risultato perseguendo l'efficienza energetica, la riduzione degli sprechi ed uno sviluppo delle energie rinnovabili. Non è affatto trascurabile neppure il problema della sicurezza delle scorie radioattive e degli oneri connessi allo smaltimento che graverebbero sui contribuenti in un Paese che non si è ancora liberato delle scorie dei vecchi impianti nucleari. L'insieme di tali questioni appare ancora più grave alla luce della mancata definizione in Italia di un Piano energetico nazionale che delinei il quadro della situazione e delle scelte per il futuro. (Applausi dal Gruppo PD).

LI GOTTI (IdV). All'interno del provvedimento in esame sono contenute alcune norme particolarmente contraddittorie in materia di energia, come l' aumento dei diritti di estrazione gravanti sui petrolieri dal 7 al 10 per cento, percentuale ancora nettamente inferiore rispetto all'aliquota applicata da altri importanti Paesi estrattori, e la previsione che tali risorse non andranno a beneficio dello Stato o dei territori, bensì degli stessi concessionari delle attività estrattive. Il disegno di legge si qualifica inoltre per l'opzione netta del Governo a favore del nucleare, con la previsione della realizzazione delle centrali cosiddette di terza generazione in un tempo stimabile in circa quindici anni: non si considera, però, che tali impianti saranno allora già sorpassati e rischiosi e che saranno già in fase di realizzazione le centrali di quarta generazione. È inoltre paradossale che si pensi alla costruzione di nuovi impianti, senza aver ancora eliminato le scorie radioattive residue dallo smantellamento delle vecchie centrali, e che non si investa in fonti energetiche alternative in linea con altri Paesi che in ciò si avvalgono delle conoscenze e della collaborazione di industrie italiane. È paradossale che tali competenze non siano sfruttabili in Italia e che si continuino a perseguire scelte lobbistiche contrarie agli interessi nazionali. (Applausi dal Gruppo IdV).

GRANAIOLA (PD). Ringrazia i senatori per i sentimenti di vicinanza alla città di Viareggio manifestati in occasione del tragico evento di recente ivi avvenuto che ha causato molte vittime. (Generali applausi). Consegna il testo dell'intervento affinché sia allegato ai Resoconti (v. Allegato B).

VALLARDI (LNP). Il provvedimento reca importanti norme per lo sviluppo delle piccole imprese e della loro competitività, la tutela della proprietà industriale e la lotta alla contraffazione. Ma il nucleo portante del provvedimento è rappresentato dalle misure in tema di energia, in considerazione della stretta correlazione tra politiche energetiche e sviluppo economico. In particolare, stante la necessità di incrementare le fonti di produzione di energia rinnovabile si provvede ad incentivare la realizzazione di impianti a biomassa di contenute dimensioni nelle imprese agricole. Grazie all'accoglimento di una proposta della Lega si offre altresì la possibilità ai comuni con popolazione inferiore ai 20.000 abitanti di costruire impianti fotovoltaici con potenza fino a 200 kilowatt, assicurando loro in tal modo l'autosufficienza energetica con un basso impatto ambientale nonché una notevole riduzione delle emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera. Il provvedimento si qualifica altresì sul piano delle misure a favore dei consumatori per le norme inerenti la tracciabilità dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura. (Applausi dal Gruppo LNP. Congratulazioni).

Presidenza della vice presidente BONINO

TOMASELLI (PD). Le modifiche intervenute alla Camera non solo lasciano irrisolti i nodi critici evidenziati nel corso della prima lettura al Senato ma introducono ulteriori aspetti negativi. Ciò vale in particolare per la norma relativa all'operatività delle reti di impresa, laddove la modifica che assegna al Ministero dell'economia la titolarità del decreto relativo alle procedure per le pubbliche amministrazioni appare il frutto di una guerra di competenze tra quel Dicastero e quello dello sviluppo economico. Con riguardo ai principi e criteri direttivi della delega al Governo in materia di energia nucleare, si registra un grave arretramento in ordine al fondo per il decommissioning laddove sono stati soppressi il riferimento relativo alla sua costituzione con contributi a carico dei produttori nonché la possibilità di attribuire quelle risorse agli enti locali che ospitano gli impianti. In relazione all'Agenzia per la sicurezza nucleare, poi, si sopprime una norma di garanzia circa la terzietà, l'autonomia e la qualità del controllo dell'organismo. Su tali aspetti il Gruppo ha presentato pochi ma significativi emendamenti che auspica vengano accolti anche se permane un giudizio fortemente critico sul complesso del provvedimento, in particolare per la scelta operata a favore del nucleare che rappresenta in realtà, dopo l'accordo siglato tra i Governi italiano e francese, la cessione di parte del mercato energetico a tecnologie estere obsolete rinunciando alla competizione internazionale sul nucleare di nuova generazione. (Applausi dal Gruppo PD).

VETRELLA (PdL). Le misure contenute nel provvedimento volte a riconoscere alle reti di impresa vantaggi ed agevolazioni riservati fino ad oggi soltanto ai distretti industriali possono, favorendo l'aggregazione, rappresentare lo strumento per incrementare la ricerca e l'innovazione, l'apertura ai mercati internazionali nonché la partecipazione a progetti europei attraverso l'ampliamento della rete anche ad imprese estere. Significativa al riguardo è la definizione in via dettagliata del contratto di rete con il quale le imprese si obbligano ad esercitare le attività economiche rientranti nel loro oggetto sociale allo scopo di accrescere la reciproca capacità innovativa e la competitività sul mercato. Il provvedimento inoltre dedica attenzione ai problemi della reindustrializzazione prevedendo incentivi per i settori e le zone del Paese dove si è registrato uno stato di crisi industriale. A favore delle piccole e medie imprese sono anche le misure relative alla lotta alla contraffazione e alla tutela del diritto industriale, nonché quelle sulla semplificazione normativa, volte in particolare ad accelerare e rendere trasparenti le modalità di concessione ed erogazione delle agevolazioni. Complessivamente, quindi, gli interventi proposti appaiono in grado di assicurare una migliore integrazione della piccola e media impresa del Meridione nel tessuto imprenditoriale italiano. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale