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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 231 del 01/07/2009


MALAN (PdL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MALAN (PdL). Signor Presidente, più che spiegare la questione - non sta a me farlo - vorrei solo precisare e aggiungere qualche elemento a quanto detto dal senatore Pardi.

La delibera assunta dal Comitato per la sicurezza su indicazione del Consiglio di Presidenza è in vigore da oggi e gli adempimenti sono esattamente quelli in essa previsti. Poiché vi erano, però, alcune questioni da risolvere e alcuni casi dubbi - anche se la delibera originaria era già discretamente articolata, la realtà è sempre più complessa di quanto si possa prevedere in un dettagliato spettro di possibilità esaminate - alla luce di questo maggiore dettaglio portato all'attenzione degli uffici, il Consiglio di Presidenza si è nuovamente riunito e ha precisato tali situazioni.

Peraltro, non è certo questo il periodo più facile per affrontare la questione, dal momento che le elezioni europee e amministrative ci hanno tenuti tutti impegnati. Una cosa comunque è la regolarità del contratto, altro è adempiere, in modo puntuale, a quanto prescritto. Ripeto, la nuova norma è in vigore, come previsto, dal 1° luglio; per i nuovi collaboratori essa è, ad ogni effetto, valida da oggi, mentre per coloro che già c'erano è previsto invece un tempo maggiore per effettuare gli adempimenti, anche perché la delibera originaria prevedeva un servizio di consulenza per orientare i senatori negli adempimenti da compiere; servizio che non si è potuto attivare per le stesse ragioni per cui molti senatori non hanno potuto documentare gli adempimenti nei tempi stabiliti.

Questa è la ragione dell'ulteriore scadenza, ma ripeto che la delibera è in vigore. Sottolineo che, per la prima volta nella vita del Senato, si chiede un adempimento in proposito; credo si tratti di un fatto positivo, che rappresenta, sotto tutti gli aspetti, una decisione corretta e giusta. Le decisioni, però, devono essere assunte in modo oculato e prevedendo tempo adeguati.

Mi scuso, signor Presidente, se mi sto dilungando. Concludo immediatamente sottolineando che è meglio fare le cose bene piuttosto che farle in fretta o farne alcune velleitarie che rischiano di ottenere l'effetto opposto a quello desiderato. Noi vogliamo che tutti i collaboratori siano in regola e non vogliamo che siano costretti a lavorare in condizioni di disagio, non perché mancano gli adempimenti reali, ma perché manca la loro certificazione presso gli Uffici del Senato.