Su argomenti specifici
(Trattamento collaboratori dei senatori - Sollecito risposta interrogazioni - Riconoscimento Dolomiti quale Patrimonio dell'umanità)
PARDI (IdV). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PARDI (IdV). Signor Presidente, intervengo per porre l'attenzione sul trattamento dei collaboratori parlamentari. Una misura presa dal Consiglio di Presidenza del Senato e ribadita con deliberazione del Comitato per la sicurezza, in data 27 maggio 2009, stabiliva il criterio secondo cui i senatori avrebbero dovuto depositare i contratti di lavoro dei loro collaboratori parlamentari entro la fine di giugno. La fine di giugno è arrivata, siamo al 1° luglio e, in realtà, questa procedura non si è realizzata, anzi, si sente dire che probabilmente il limite del 30 giugno sarà spostato al 30 settembre.
Presidenza del vice presidente CHITI (ore 19,20)
(Segue PARDI) Il senatore questore Adragna mi ha voluto dare una spiegazione in via amichevole, e di ciò lo ringrazio, ma pongo la questione in questa sede in modo che resti a verbale, perché non può essere chiusa nello spazio di una spiegazione amichevole.
Pare - le cifre non sono in nostro possesso - che un numero considerevole di senatori non abbia depositato i contratti relativi ai collaboratori. Come si può interpretare tale dato? Se il contratto c'è, dovrebbe essere possibile depositarlo, se non viene depositato è molto probabile che non vi sia, e questo può accadere perché i senatori non hanno pensato di redigere il contratto nei limiti loro accordati.
Siamo, quindi, in una grave situazione di inadempienza, per cui sarebbe necessario fornire una spiegazione chiara e dire pubblicamente, e in modo efficace, perché il limite del 30 giugno sia slittato - come pare - al 30 settembre. Conoscere i motivi e le modalità mi sembra fondamentale.
MALAN (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MALAN (PdL). Signor Presidente, più che spiegare la questione - non sta a me farlo - vorrei solo precisare e aggiungere qualche elemento a quanto detto dal senatore Pardi.
La delibera assunta dal Comitato per la sicurezza su indicazione del Consiglio di Presidenza è in vigore da oggi e gli adempimenti sono esattamente quelli in essa previsti. Poiché vi erano, però, alcune questioni da risolvere e alcuni casi dubbi - anche se la delibera originaria era già discretamente articolata, la realtà è sempre più complessa di quanto si possa prevedere in un dettagliato spettro di possibilità esaminate - alla luce di questo maggiore dettaglio portato all'attenzione degli uffici, il Consiglio di Presidenza si è nuovamente riunito e ha precisato tali situazioni.
Peraltro, non è certo questo il periodo più facile per affrontare la questione, dal momento che le elezioni europee e amministrative ci hanno tenuti tutti impegnati. Una cosa comunque è la regolarità del contratto, altro è adempiere, in modo puntuale, a quanto prescritto. Ripeto, la nuova norma è in vigore, come previsto, dal 1° luglio; per i nuovi collaboratori essa è, ad ogni effetto, valida da oggi, mentre per coloro che già c'erano è previsto invece un tempo maggiore per effettuare gli adempimenti, anche perché la delibera originaria prevedeva un servizio di consulenza per orientare i senatori negli adempimenti da compiere; servizio che non si è potuto attivare per le stesse ragioni per cui molti senatori non hanno potuto documentare gli adempimenti nei tempi stabiliti.
Questa è la ragione dell'ulteriore scadenza, ma ripeto che la delibera è in vigore. Sottolineo che, per la prima volta nella vita del Senato, si chiede un adempimento in proposito; credo si tratti di un fatto positivo, che rappresenta, sotto tutti gli aspetti, una decisione corretta e giusta. Le decisioni, però, devono essere assunte in modo oculato e prevedendo tempo adeguati.
Mi scuso, signor Presidente, se mi sto dilungando. Concludo immediatamente sottolineando che è meglio fare le cose bene piuttosto che farle in fretta o farne alcune velleitarie che rischiano di ottenere l'effetto opposto a quello desiderato. Noi vogliamo che tutti i collaboratori siano in regola e non vogliamo che siano costretti a lavorare in condizioni di disagio, non perché mancano gli adempimenti reali, ma perché manca la loro certificazione presso gli Uffici del Senato.
MASCITELLI (IdV). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MASCITELLI (IdV). Signor Presidente, intervengo per sollecitare il Governo, tramite la Presidenza del Senato, a rispondere ad alcune interrogazioni tra loro strettamente collegate, presentate negli scorsi mesi.
La richiesta, rivolta alla Presidenza, di sollecitare il rappresentante del Governo, e in particolare il ministro Sacconi, a rispondere a due interrogazioni non ha soltanto la valenza di richiedere il formale rispetto del Regolamento del Senato, con riferimento, in particolare, all'articolo 148 del Regolamento, laddove al comma 2 si prevede che le interrogazioni a risposta orale siano poste all'ordine del giorno non oltre il quindicesimo giorno dalla loro presentazione. In proposito, è già stato sottolineato dalla Presidenza che vi sono stati notevoli ritardi nella risposta da parte dei rappresentanti del Governo agli atti di sindacato ispettivo.
Faccio riferimento, signor Presidente, a due questioni che sono estremamente importanti per la Regione Abruzzo, dove vivo ed opero. La prima interrogazione, la 3-00538, presentata diversi mesi or sono, riguarda l'attività svolta dal Commissario ad acta, nominato con delibera del Consiglio dei ministri in data 11 settembre 2008, con ampi e pieni poteri sul sistema sanitario regionale abruzzese. Vi erano diversi provvedimenti importanti che dovevano essere assunti, come ad esempio la ricontrattazione dei budget sanitari per la sanità privata o il recupero dei crediti non esigibili da parte delle strutture sanitarie private. Si tratta, dunque, di provvedimenti che hanno un'enorme incidenza sul sistema economico, sociale e sanitario della Regione. Per tale motivo, attendiamo una risposta da parte del Governo. Peraltro, sul dispositivo di nomina del Commissario ad acta è scritto che il commissario ha l'obbligo, entro il 31 dicembre 2008, di relazionare per iscritto al Governo.
PRESIDENTE. Senatore Mascitelli, la invito a concludere perché è scaduto il tempo a sua disposizione. In ogni caso, ho compreso la questione.
MASCITELLI (IdV). La seconda interrogazione, strettamente connessa alla prima, la 3-00780, riguarda i 1.600 dipendenti di un gruppo della sanità privata abruzzese che, peraltro, è stato il gruppo imprenditoriale coinvolto nell'enorme scandalo della "Sanitopoli" abruzzese, che ha avuto anche una rilevanza nazionale. Ebbene, questi 1.600 dipendenti da sei mesi non vengono retribuiti da una struttura sanitaria privata convenzionata con la Regione.
Abbiamo chiesto che il Commissario ad acta riferisca al Governo sulle sue attività e iniziative, e che il Governo a sua volta riferisca al Parlamento. Credo che questo sia un problema di grave emergenza non solo economica, ma anche sociale per la nostra Regione.
SANTINI (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SANTINI (PdL). Signor Presidente, parlo all'Assemblea come vice presidente vicario del Gruppo "Amici della montagna" del Parlamento italiano, per ricordare un evento significativo che sta per iniziare proprio questa sera alla Camera dei deputati, esattamente nella sala Berlinguer di Via degli Uffici del Vicario. In quella sede celebreremo il riconoscimento da parte dell'UNESCO delle Dolomiti come Patrimonio dell'umanità. Subito dopo, i presidenti del Club alpino italiano, del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico e delle Guide alpine ci illustreranno, con filmati e diapositive, l'attività dei rispettivi sodalizi.
Non ultimo motivo per partecipare a questo evento è che alle ore 20,15 - quindi, tra poco - vi sarà, come anteprima, un buffet aperto a tutti, a base di prodotti tipici dell'Abruzzo. In tale occasione ci sarà anche l'opportunità di manifestare e di rinnovare solidarietà a quel popolo.
Ho fatto questo annuncio come promemoria per coloro che avessero dimenticato l'incontro. (Applausi dal Gruppo PdL e del senatore Peterlini).
LUMIA (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUMIA (PD). Signor Presidente, intervengo per sollecitare una risposta da parte del Presidente del Consiglio e del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca all'interrogazione 3-00663, pubblicata nell'Allegato B della seduta n. 185 del 1° aprile 2009. È importante che il Ministro venga in Aula a dare una risposta a questa interrogazione, perché riguarda il sistema e le procedure di reclutamento nelle università e negli enti di ricerca.
Le ricordo, signor Presidente, che c'è stato un intervento d'urgenza da parte del Governo. Proprio su questo tema è intervenuto il decreto-legge 10 novembre 2008, n. 180, poi convertito con modificazioni nella legge 9 gennaio 2009 n. 1. Ebbene, all'articolo 1 del suddetto decreto‑legge, signor Presidente, il Governo ha ritenuto di modificare anche le modalità di formazione delle Commissioni esaminatrici per le procedure di valutazione comparativa per il reclutamento di professori e ricercatori, già a quella data bandite dalle università, così nei fatti bloccandole.
Il Ministro ha più volte affermato che il suo intendimento non era di bloccare i concorsi per il reclutamento dei ricercatori e dei professori nell'università; anzi, ha sostenuto che il suo obiettivo era del tutto opposto. Ebbene, il decreto-legge - bloccando, ripeto, già i concorsi e le commissioni in atto - prevedeva 30 giorni di tempo dall'entrata in vigore della legge di conversione per definire le nuove modalità di svolgimento dell'elezione a sorteggio delle commissioni esaminatrici. I 30 giorni sono scaduti il 9 febbraio 2009, siamo giunti a luglio. Mi pare che con i fatti il Ministro dell'istruzione abbia violato la disposizione di legge; ciò rileva palesemente che il suo comportamento è contrario rispetto alla necessità di procedere nel nostro Paese al reclutamento e di dare linfa, vitalità al sistema universitario. Su questa palese violazione, su questa contraddizione tra le dichiarazioni e le intenzioni del Ministro è fondata l'interrogazione presentata e penso che sia anche fondata la richiesta di ottenere una risposta in tempi adeguati.
Le chiedo, quindi, di sollecitare il Ministro a venire in Aula a rispondere a tale interrogazione.
PRESIDENTE. Con riferimento al problema posto dal senatore Mascitelli e dal senatore Lumia, relativamente ad atti di sindacato ispettivo riferiti rispettivamente al Commissario ad acta per la sanità in Abruzzo e ai temi dell'istruzione, la Presidenza si farà carico nuovamente di attivarsi affinché il Governo, tramite i Ministri incaricati, possa rispondere.
Al termine della seduta antimeridiana, ho tracciato comunque il quadro complessivo - come richiesto dal senatore Ichino - della situazione relativa al sindacato ispettivo, rilevandone le ombre e sottolineando la necessità di un intervento, di cui la Presidenza si farà carico, data una certa tendenza, purtroppo non inedita, il che però non la giustifica, che ci dimostra che dobbiamo intervenire in modo più efficace.
Senatore Santini, prendiamo atto della celebrazione di questa ricorrenza importante per gli Amici della montagna: il fatto che l'UNESCO abbia dichiarato le Dolomiti Patrimonio dell'umanità fa certamente piacere a tutti noi, sia che facciamo parte del Gruppo "Amici della montagna" sia che siamo amici dell'Italia, dove le montagne sono importanti.
Rispetto al punto sollevato dal senatore Pardi e sul quale è già intervenuto il senatore Malan, vorrei ricordare alcuni aspetti, anche se ora il senatore Pardi è assente, ma potrà leggere il resoconto stenografico della seduta.
Come ha ricordato correttamente il senatore Malan - ed è bene essere chiari su questo punto - nessuno ha prorogato l'entrata in vigore di un regolamento che è stato approvato ed è in vigore. Si è intervenuti - e poi ne dirò i motivi - sul fatto di considerare ancora validi, fino al 30 settembre, i tesserini esistenti: non si tratta quindi dello slittamento dell'entrata in vigore del regolamento, perché è in vigore quello che è stato approvato, ma dell'uso dei tesserini esistenti per i collaboratori.
Perché è stato necessario dare questa possibilità, che poi in realtà, dato che nel mese di agosto e nei primi giorni di settembre normalmente il Senato non si riunisce, si riconduce anche a termini temporali diversi? Per una serie di motivi, il primo dei quali - com'è stato ricordato - è che sono state poste alcune questioni da diversi senatori con riferimento a specifiche forme di contratti, su cui è necessario avere chiarimenti.
Il secondo è per dare il tempo necessario non soltanto ai senatori per consegnare i contratti, e quindi chiarire alcuni aspetti ad essi connessi, ma anche agli Uffici per verificare che i contratti consegnati siano regolari e cambiare i tesserini. Abbiamo deciso, infatti, di cambiare integralmente i tesserini a disposizione dei collaboratori e tale cambio richiede un processo temporale, perché non c'è soltanto questo da realizzare: ecco il motivo per cui i vecchi tesserini sono da considerarsi validi fino al 30 settembre, non un minuto di più.
Infine, ci eravamo impegnati a mettere a disposizione dei senatori che devono procedere agli adempimenti - senatori che non sono tutti datori di lavoro, ma di collaborazioni - un consulente per aiutarli a chiarire alcuni aspetti e a definire, in alcuni casi, anche le forme dei contratti. Credo sia stata compiuta una scelta giusta nel decidere di non ricorrere ad un professionista esterno come consulente del lavoro, per un doppio problema. Da un lato, per un problema di scelta, perché non si può fare il sorteggio del senatore come quando si procede al voto di fiducia; dall'altro, perché vi è anche la necessità di fare un minimo di risparmio e di uso rigoroso delle risorse pubbliche, che si vede nelle grandi cose, ma anche in quelle piccole e piccolissime. Per questo motivo, abbiamo chiesto un consulente al Ministero del lavoro, che l'ha messo a nostra disposizione.
Dalla prossima settimana, quindi - credo a partire da martedì, ma comunque su questo gli Uffici addetti ed il segretario del Comitato per la sicurezza del Senato, l'ingegner Contardi, potranno dare tutti i chiarimenti specifici, anche se poi seguirà una lettera - in alcune mattine, qui al Senato, vi sarà un consulente del Ministero lavoro che sarà a disposizione dei senatori per aiutarli a determinare, sulla base del regolamento, i contratti. Tutto qui.
Queste sono le decisioni che sono state assunte, che mi paiono di assoluto buon senso, di rigoroso rispetto ed equilibrio nella gestione di un regolamento che non è revocabile.