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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 231 del 01/07/2009


Informativa del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sul tragico incidente di Viareggio e conseguente discussione (ore 16,05)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca: «Informativa del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sul tragico incidente di Viareggio».

Dopo l'intervento del rappresentante del Governo, ciascun Gruppo avrà a disposizione cinque minuti.

Ha facoltà di parlare il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, senatore Matteoli.

MATTEOLI, ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signora Presidente, onorevoli colleghi senatori, appena appresa la notizia mi sono recato, come era giusto, a Viareggio, dove ho potuto prendere visione della gravità del disastro. Ho verificato che nelle prime 10 ore erano state perseguite tre distinte finalità.

La prima è stata di assistere e mettere in salvo i feriti e di recuperare le salme. Posso assicurare che ciò è avvenuto in modo encomiabile da parte della Protezione civile. A tal proposito, vi do solo un dato: alle 2 della notte erano già giunti sul posto 13 vigili del fuoco e, dopo solo cinque ore, tale numero aveva raggiunto le 600 unità. I feriti gravi sono stati trasportati negli ospedali specializzati in grandi ustionati di Torino, Milano, Firenze, Cesena, Parma e Roma.

La seconda finalità è stata quella di garantire il territorio da possibili rischi da inquinamento del prodotto fuoriuscito, evacuando un'ampia area ubicata intorno alla zona del disastro.

La terza finalità è stata quella di ripristinare la linea ferroviaria, trasbordando il GPL presente nei carri. Questa attività, mentre vi parlo, sta avvenendo con le massime precauzioni. Oggi, dopo appena 36-37 ore, siamo in possesso del primo rapporto informativo relativo allo svio del treno 50325 avvenuto a Viareggio il giorno 29 giugno 2009 prodotto dall'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e di una serie di informazioni fornite dalle Ferrovie dello Stato, che vi comunico così come le ho ricevute.

Il giorno 29 giugno, alle 23,49, il treno 50325 di Trenitalia Spa-Divisione cargo - composto da 14 carri cisterna trasportanti butano (codice di pericolo 23/1965) e con una massa totale di 80 tonnellate massime, trainato da locomotiva elettrica E655 proveniente dalla stazione di Trecate e diretto alla stazione di Grigignano, sviava sul binario dispari all'ingresso della stazione di Viareggio. In tale punto sono state riscontrate tracce di scavalco della rotaia destra senso di marcia treno e dopo 15 traverse (circa 9 metri) la ruota sinistra senso di marcia treno è caduta all'interno del binario.

A seguito dello svio del primo carro in composizione al treno, di proprietà della società GATX Rail Austria GmbH ed immatricolato presso la rete stradale tedesca, lo stesso ha urtato il marciapiede del binario dispari, il treno ha poi proseguito per tutta la stazione di Viareggio fino a fermarsi a circa 200 metri dopo il marciapiede con le prime cinque cisterne in composizione ribaltate verso sinistra senso marcia treno. In totale, il treno ha percorso, dopo essere sviato, circa 500 metri. L'incendio è stato causato dalla fuoriuscita del gas dalla cisterna del primo carro e dalla sua successiva deflagrazione. Sono in corso accertamenti sulla integrità della struttura delle cisterne ribaltate.

Il treno, come detto prima, era trainato da una locomotiva Trenitalia; il primo carro, quello sviato, così come gli altri 12 successivi, è immatricolato presso le ferrovie tedesche, mentre il quattordicesimo presso le ferrovie polacche PKP. I primi cinque carri cisterna della composizione sono ribaltati, il sesto e il settimo sono sviati ma ancora in asse ed i restanti ultimi sette carri verso coda sono rimasti sul binario. Tutti i carri cisterna sono muniti di ruote monoblocco. È stata rilevata una sala montata che è stata attribuita essere del primo carrello senso marcia treno del primo carro in composizione (numero di servizio 338078182106), avente l'assile tranciato poco prima della sezione di calettamento della boccola. La sezione di rottura ha evidenziato una cricca estesa che ha portato la sezione resistente a ridursi notevolmente fino al totale cedimento. La superficie di rottura presenta un aspetto liscio con tracce di ruggine.

Signor Presidente, alla fine del mio intervento mi permetto di depositare agli atti del Senato le fotografie di ciò che è accaduto affinché siano a disposizione dei colleghi senatori. In presenza dell'autorità giudiziaria è stato aperto il coperchio della boccola distaccatasi per rilevare la sigla, presente sulla testata del fusello, relativa agli ultimi ultrasuoni eseguiti all'assile. Di seguito è riportata la lista veicoli che depositerò agli atti del Senato affinché sia a disposizione dei colleghi; ai fini della lettura si fa presente che l'ordine dei veicoli è invertito, pertanto il primo carro di sinistra marcia treno risulta essere il quattordicesimo della lista.

Il controllo effettuato sui carri dai tecnici della verifica in partenza da Trecate, secondo quanto riferito da Trenitalia, non aveva evidenziato alcuna anomalia. Il carro, come detto prima, non era del Gruppo Ferrovie dello Stato, ma appartiene alla GATX, una società privata americana con sede europea a Vienna, cui spettano, secondo le direttive comunitarie, anche le attività di revisione e di manutenzione ed è stato ammesso a circolare dall'Agenzia per la sicurezza ferroviaria tedesca.

Il carro in questione è stato sottoposto alla prevista revisione il 2 marzo 2009. Le attività di revisione vengono disposte dal proprietario del carro e sono state eseguite presso la società Cima di Bozzolo, in provincia di Mantova. Come i colleghi credo sappiano, c'è l'obbligo di revisionare ogni sei anni. Questo carro era stato revisionato il 2 marzo 2009.

Da segnalare, infine, che anche il peso del carro era in regola con le prescrizioni recentemente emesse con una lettera dell'Agenzia per la sicurezza ferroviaria tedesca, inviata lo scorso 28 maggio alle imprese proprietarie dei carri e alle aziende ferroviarie: il documento prescriveva un peso complessivo massimo di 80 tonnellate, limite rispettato per il carro in questione, secondo quanto certificato dalla documentazione di accompagnamento.

Sono in corso ulteriori approfondimenti per accertare la regolarità delle operazioni di manutenzione effettuate sul carro.

Inoltre, si stanno svolgendo ulteriori accertamenti per verificare l'opportunità di intervenire su carri cisterna per trasporto gas compressi, liquefatti o disciolti della Serie Zags e Zagkks immatricolati presso le reti estere.

Il Regolamento per il trasporto di merci pericolose (RID) viene a livello comunitario aggiornato ogni due anni. L'ultimo, approvato nel 2007, scadeva il 30 giugno 2009 e se non approvato dai singoli Paesi con decreto legislativo diventa automaticamente operativo. Si precisa che l'ultimo testo aggiornato non comporta variazioni per la merce pericolosa GPL. Sono in contatto, sin da ieri, con il commissario europeo onorevole Antonio Tajani affinché al prossimo Consiglio dei ministri europeo venga posto all'ordine del giorno l'approfondimento degli strumenti che garantiscono la circolazione delle merci pericolose.

A causa dell'incidente di Viareggio la circolazione ferroviaria sulla direttrice tirrenica Genova-Roma è interrotta tra le stazioni di Pisa e Forte dei Marmi. Il Gruppo FS ha subito adottato provvedimenti di circolazione alternativi per i treni interessati. I convogli della direttrice Torino-Genova-Roma potranno subire ritardi, deviazioni di percorso e possibili cancellazioni.

I convogli del trasporto regionale provenienti da Sud verranno attestati nella stazione di Pisa, quelli da Nord, invece, a Forte dei Marmi e i treni regionali da Est sosteranno a Lucca. Un servizio di bus sostitutivi garantirà i collegamenti tra queste tre località e le stazioni intermedie.

I convogli della media e lunga percorrenza, poi, subiranno alcune modifiche di percorso. Alcuni treni diretti da Sud a Torino, arrivati a Pisa, verranno deviati a Firenze per poi proseguire verso Bologna, Piacenza, Alessandria e Torino.

Altri convogli della direttrice tirrenica verranno attestati a La Spezia (quelli provenienti da Torino) e a Pisa (quelli da Roma) e in questo tratto di linea saranno garantiti i collegamenti con bus sostitutivi.

In sintesi, per quanto riguarda i treni a media e lunga percorrenza, al momento sono 12 quelli deviati, 17 i convogli che hanno subito limitazioni di percorso e sostituiti parzialmente con bus, 7 quelli cancellati.

I ritardi per i convogli diretti da Sud verso Torino sono compresi tra i 60 e i 240 minuti. Questo perché i treni, una volta giunti a Pisa, vengono deviati in direzione Firenze per poi continuare verso Bologna, Piacenza, Alessandria e Torino.

I treni della direttrice tirennica che servono la Liguria e il Piemonte meridionale subiscono ritardi medi di 60 minuti in quanto i convogli della lunga percorrenza provenienti da Torino vengono attestati a La Spezia e quelli in arrivo da Roma a Pisa. Tra Pisa e La Spezia sono i bus sostitutivi a garantire la mobilità.

È stato attivato, inoltre, il numero verde gratuito 800 892021 per tutte le informazioni sulle modifiche del percorso dei treni. Ulteriori informazioni, costantemente aggiornate, saranno disponibili sui new media del Gruppo Ferrovie dello Stato, FSNews Radio e FSNews, che daranno ampio spazio ai provvedimenti di circolazione alternativa.

Fin dal primo momento il Gruppo Ferrovie dello Stato ha istituito l'unità di crisi nazionale che coordina costantemente i centri operativi dislocati sul territorio in sintonia con i provvedimenti adottati dalla Protezione civile.

Dopo questa relazione, che spero sia considerata dettagliata, intendo aggiungere alcune ulteriori informazioni e considerazioni.

Nella nottata di ieri ho nominato subito una Commissione di inchiesta formata dagli ingegneri Branciamore, Loreto e Lucani.

Il presidente Berlusconi, arrivato sul posto nelle prime ore del pomeriggio di ieri, ha assicurato l'impegno del Governo nel garantire tutto ciò che è necessario per superare l'emergenza ed ha assicurato che il Governo ricostruirà a spese dello Stato gli edifici e le strutture che sono andate distrutte.

Ho letto le dichiarazioni rese da alcuni parlamentari in merito alle responsabilità dell'attuale management delle Ferrovie dello Stato. Voglio ricordare che i vertici delle Ferrovie dello Stato sono stati nominati dal passato Governo e godono oggi della stima dell'attuale Esecutivo.

In merito poi alle azioni che il Governo ha assunto a livello precauzionale per evitare il ripetersi di inconvenienti nel comparto ferroviario relativo al trasporto delle merci, posso assicurarvi che l'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie è sempre intervenuta tempestivamente con azioni mirate, come ultimamente in occasione dell'incidente avvenuto nella stazione di Prato dove ha disposto, in data 23 giugno, una serie di controlli straordinari su circa 100 carri cisterna analoghi a quello oggetto dello svio, allo scopo di verificare la presenza di eventuali anomalie.

Altri parlamentari ed altri politici hanno ribadito che quanto accaduto è da addebitare alla limitatezza delle risorse destinate dalle Ferrovie e dal Governo per la manutenzione e per la sicurezza della rete; una scelta, secondo quanto dichiarato, tesa a garantire investimenti solo nella rete ad alta velocità.

Posso assicurare che tali asserzioni non rispondono al vero. Chi vi parla ha sempre, dico sempre, privilegiato essenzialmente la sicurezza della rete e degli impianti e ciò è ampiamente testimoniato dalle risorse destinate a tali finalità nei piani delle Ferrovie dello Stato.

Questa serie di informazioni e di precisazioni è legata a quanto ho potuto conoscere in queste prime trenta ore. Sarà mia cura, una volta acquisiti ulteriori dati, tornare - se il Presidente lo richiederà - in questa sede per trasferire loro in modo più compiuto e dettagliato i risultati degli ulteriori accertamenti in corso.

Voglio, inoltre, dare atto in questa sede che ieri a Viareggio le istituzioni, a livello nazionale, regionale, provinciale e comunale sono state presenti tutte insieme, a prescindere dal colore politico delle amministrazioni, per cercare di portare un contributo e risolvere il problema il più presto possibile.

Quanto al numero delle vittime accertate, circa un'ora fa è uscita un'agenzia in cui si parlava di 17 morti. Prima di entrare in quest'Aula ho cercato di informarmi: allo stato, il numero di vittime accertate ammonta a 16, anche se si è diffusa la notizia che potrebbe salire a 17. Devo comunque aggiungere che alcuni dei 27 feriti dislocati in vari ospedali sono purtroppo molto gravi.

Colgo l'occasione per esprimere ai familiari delle vittime, ai feriti e a tutti coloro che in questo momento stanno vivendo momenti difficili un sentimento di forte solidarietà e cordoglio: il Governo è a loro vicino.

Credo, inoltre, di dovere un ringraziamento ai Vigili del fuoco che, ancora una volta, hanno dimostrato efficienza ed abnegazione. Ieri abbiamo visto i Vigili del fuoco lavorare in una situazione delicata e di grande pericolo con efficienza e con spirito di sacrificio. Credo che tutti dobbiamo a questi uomini un ringraziamento e, molto probabilmente, tutti insieme dovremo fare qualcosa di più di un semplice ringraziamento. (Applausi dal Gruppo PdL e dei senatori D'Alia e Astore. Commenti dei senatori Ciarrapico e Adamo).

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull'informativa del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

È iscritto a parlare il senatore D'Alia. Ne ha facoltà.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut). Signora Presidente, signor Ministro, esprimo innanzitutto un apprezzamento sincero per la sua pronta disponibilità ad essere qui a riferire al Parlamento su questa vicenda tragica che, per la verità, non ha tanto il sapore della tragica fatalità.

Il tema che è stato sollevato nell'ambito di questo incidente e il primo interrogativo che tutti, credo, ci siamo posti e continuiamo a porci è come sia possibile nel 2009 che per un sinistro si blocchi un'intera rete ferroviaria. Questa è la seconda volta che accade in pochi giorni, dopo l'incidente di Prato di qualche settimana fa. Ci si chiede quindi come un incidente che si verifica nell'ambito di una rete di trasporto ferroviario che si considera locale, essendo avvenuto all'interno della stazione centrale di Viareggio, possa determinare un corto circuito generale nel sistema di trasporto su rotaia dell'intero Paese.

Questo è il primo interrogativo di cui, ovviamente, non facciamo carico a lei o al Governo, ma che certamente dovrebbe farci riflettere sullo stato di modernità della nostra rete ferroviaria, sull'efficienza del trasporto su rotaia e, se mi consente, anche sulla circostanza che il fatto che il management delle Ferrovie dello Stato, al quale nessuna critica da parte nostra è pervenuta, sia stato nominato dal precedente Governo e confermato dall'attuale per il Parlamento poco o nulla significa, anzi, forse dovrebbe indurre con maggior forza i Gruppi parlamentari di maggioranza e di opposizione a promuovere una vera e propria inchiesta parlamentare sull'efficienza e sullo stato delle ferrovie italiane e sull'attualità di un modello di gestione finto privatizzato che è quello che accompagna da decenni Ferrovie dello Stato in questa sua grande, importante e possente holding che si occupa di tutto e di più, fuori dal controllo parlamentare, non dell'Esecutivo.

Credo, con serenità, che questo sia un tema che dovrebbe essere oggetto di riflessione e al quale penso che dovremmo tutti, senza polemiche e senza divisioni, appassionarci di più, proprio perché oggi il problema non è il controllo dell'Esecutivo sul sistema Ferrovie dello Stato ma è cosa i cittadini, attraverso il Parlamento, sanno delle modalità di funzionamento del sistema ferroviario e di come sia possibile che ancora oggi capitino simili tragedie e che la sicurezza, da un lato, della rete ferroviaria e, dall'altro, dei carri merci, sia affidata a norme che possono anche non essere le migliori, ma che esistono e che, soprattutto - lo dico in maniera atecnica - si basano su una sorta di autocertificazione da parte della società responsabile del trasporto. Poiché, peraltro, tali carri non trasportano caramelle ma materiale pericoloso, che se fosse movimentato su strada andrebbe incontro ad altro tipo di controlli e di verifiche, credo che anche questo aspetto dovrebbe essere oggetto da parte nostra di un supplemento di attenzione e di sensibilità. Parlo in questi termini perché su questo tema non dobbiamo risparmiarci.

Apprezziamo molto l'iniziativa da lei annunciata in quest'Aula di costituire una commissione d'inchiesta con il compito di verificare ed accertare le responsabilità, se ve ne sono, anche perché nessuno ha gli elementi per poterlo fare in questa fase preliminare al reale accertamento dei fatti nel loro complesso. È quindi corretto da parte sua, signor Ministro, non affidarsi solo a ciò che Ferrovie dello Stato può dirle - e può dire a noi - essendo ovviamente tale soggetto parte in causa della vicenda.

Forse, a seguito dell'inchiesta amministrativa da lei disposta, anche il Parlamento dovrebbe occuparsi, fuori dalla costrizione della tragicità di determinati eventi, di questo problema in particolare e delle modalità di funzionamento del nostro sistema di trasporto ferroviario, che comprende l'alta velocità, l'alta capacità, il trasporto delle merci e il trasporto pubblico locale: quindi, tutto ciò che oggi il Parlamento conosce solo in parte e, purtroppo, soltanto quando si verificano simili tragedie.

In questa fase non possiamo che prendere atto della sua informativa e ringraziarla per averci fornito questi ulteriori elementi, ma rinviamo il nostro giudizio all'esito delle ulteriori evenienze che certamente ci saranno a seguito delle indagini della magistratura, e mi auguro più tempestivamente dell'indagine amministrativa del Ministero. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Astore).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore De Toni. Ne ha facoltà.

DE TONI (IdV). Signor Presidente, colleghi senatori, signor Ministro, signor Sottosegretario, a nome del Gruppo dell'Italia dei Valori ringrazio innanzitutto il Governo per aver informato il Parlamento sugli sviluppi della gravissima tragedia ferroviaria che ha colpito la notte scorsa la città di Viareggio.

Pur tuttavia, ci sono troppi aspetti di questa vicenda che ancora non risultano chiari; troppi aspetti che ripropongono l'annoso problema delle responsabilità per la grave situazione in cui versa lo stato complessivo della sicurezza del trasporto ferroviario nel nostro Paese.

Attualmente non esiste chiarezza sulla concreta entità dei fondi pubblici, caro Ministro, che vengono destinati ala sicurezza del trasporto ferroviario. Non è dato sapere quali e quante risorse il Governo presieduto dall'onorevole Silvio Berlusconi abbia finalizzao in tal senso e, soprattutto, non è dato conoscere quali interventi urgenti siano stati adottati dall'inizio di questa legislatura ad oggi per garantire l'effettiva rispondenza del servizio di trasporto ferroviario agli standard moderni di sicurezza e qualità raccomandati dall'Unione stessa.

Una cosa è certa, ed in Aula lo dobbiamo denunciare: i fondi che il Governo Prodi aveva destinato alle Ferrovie dello Stato hanno purtroppo subito con la legge finanziaria 2009 una riduzione del 32,5 per cento - questi sono dati concreti, e in questi momenti dobbiamo davvero cogliere l'intensità di un tema di questa portata - e gli incidenti ferroviari sono in continuo aumento. Solo in questo ultimo mese, prima del disastro di Viareggio, se ne sono verificati altri tre, ma gli investimenti economici per aumentare il livello di sicurezza del trasporto ferroviario non sono mai stati incrementati.

Proprio ieri ho presentato una interpellanza urgente a lei, signor Ministro, per chiedere conto di questo, perché la sicurezza dei mezzi ferroviari e delle infrastrutture, nonché dei lavoratori e dei cittadini, deve ricevere la massima attenzione dalle nostre istituzioni.

Concludo questo mio intervento auspicando che l'apertura dell'inchiesta ministeriale annunciata da lei, signor ministro Matteoli, sia fatta il prima possibile e che, nel rispetto delle competenze della magistratura, sia finalizzata ad accertare eventuali responsabilità in capo all'attuale dirigenza del gruppo delle Ferrovie dello Stato. Non è possibile che in questo Paese si continuino a dare i soldi per realizzare l'alta velocità e che nella realtà delle ferrovie regionali e locali - lei lo ha già detto prima, ma ho il dovere di ribadirlo come componente della 8a Commissione, perché è vero - si continui a morire perché non si controllano i carri ferroviari che circolano nel nostro Paese.

Caro Ministro, su questo vogliamo chiarezza. È il Gruppo dell'Italia dei Valori a chiederglielo. (Applausi dai Gruppo IdV).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mura. Ne ha facoltà.

MURA (LNP). Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor ministro Matteoli e vice ministro Castelli, oggi siamo qui per parlare di questa tragedia avvenuta nella notte tra lunedì e martedì a Viareggio. Non voglio soffermarmi sui numeri, sui morti e sui feriti più gravi o sulle palazzine distrutte o su quelle evacuate. Attendiamo tutti la conclusione delle varie inchieste, quelle in corso e quelle che saranno aperte nei prossimi giorni per verificare se effettivamente ci sia stata una lacuna tecnica nelle norme di sicurezza, oppure se si sia trattato di cattiva manutenzione dei mezzi.

Riguardo alle norme, queste, come ho sentito da più parti, sono soprattutto europee, non italiane e, come ho letto dalle dichiarazioni di ieri del ministro Maroni, se le norme per le sicurezza non sono adeguate occorre sicuramente una modifica delle stesse da parte di tutti. Quindi, dovrà essere compito delle commissioni d'inchiesta verificare le cause che hanno scatenato l'inferno dell'altra notte e, se la causa fosse realmente l'inadeguatezza delle norme, il nostro impegno sarà quello di lavorare tutti per cambiarle.

Ritengo importante sottolineare in questa sede come il treno sia, ad oggi, il mezzo più sicuro per far viaggiare le merci pericolose. Mi sono documentato ed ho visto che il tasso medio incidentale rasenta 0,5 incidenti per milioni di chilometri. Si tratta di un tasso molto interessante e questo rapporto è in continua diminuzione. Ci si pone come obiettivo quello di arrivare alla piena sicurezza del trasporto su ferro, trasporto quindi sicuro anche per chi vive, come purtroppo abbiamo visto, nelle zone adiacenti a linee ferroviarie. Inoltre, la liberalizzazione e l'allargamento dei confini dell'Europa hanno fatto sì che in alcuni Paesi il recepimento delle norme sulla sicurezza promulgate da Bruxelles sia avvenuto magari in ritardo. Ma non è il caso di questo incidente: il carro ferroviario che si è staccato provocando la tragedia di Viareggio non proviene da uno degli ultimi Paesi della Comunità europea, ma dalla Germania, Paese progredito e competitivo di cui tutti conosciamo le qualità, soprattutto in tema di trasporto.

Dalle prime indagini, sembra non vi siano anomalie da imputarsi alla ditta che ha commissionato ed affittato il vagone merci. Il carro era stato revisionato nei tempi previsti; abbiamo saputo che la revisione viene effettuata ogni 6 anni ed il carro era stato revisionato lo scorso marzo. Sembra non ci siano responsabilità da parte dei macchinisti (il treno viaggiava a 90 chilometri orari), quindi anche in questo caso non ci sono problemi riguardo al rispetto delle norme. Anche il peso massimo del carro era ampiamente nei limiti.

Secondo le Ferrovie dello Stato, stando alle prime indicazioni, ha ceduto un asse del primo vagone cisterna ed il carro sarebbe deragliato trascinando fuori dai binari anche gli altri quattro. Erano stati effettuati dei controlli alla stazione di partenza e quindi ci si domanda se la rottura di un asse di un carrello sia un incidente tipico. Come è stato evidenziato anche prima, ne era accaduto uno analogo a Prato nelle scorse settimane.

Noi oggi, e questo è l'aspetto importante che ci tengo a sottolineare, come parlamentari e come legislatori abbiamo il dovere di intervenire. Il trasporto su ferro per le merci pericolose, come dicevo, è certamente il più sicuro, più di quello su gomma, ma dobbiamo invitare le Ferrovie dello Stato e le altre società ferroviarie ad investire per incrementare i margini di sicurezza del trasporto delle merci e magari (è una proposta che voglio fare in questa sede) lavorare nella direzione della riattivazione delle cosiddette autostrade del mare, le tratte Genova-Napoli e Genova-Palermo, che potrebbero dare un contributo forte alla sicurezza del trasporto delle merci nel nostro Paese. (Applausi dal Gruppo LNP).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Filippi Marco. Ne ha facoltà.

*FILIPPI Marco (PD). Signora Presidente, signor ministro Matteoli, signor vice ministro Castelli, onorevoli colleghi, vogliamo anzitutto unirci a coloro che hanno già espresso cordoglio, solidarietà ed autentica vicinanza ai congiunti, ai familiari, ai parenti delle vittime e di coloro che stanno ancora lottando tra la vita e la morte in condizioni disperate. Dico subito che il nostro Gruppo non si accomuna invece a coloro che in queste ore non hanno perso l'occasione per speculare, talvolta anche a sproposito, sull'immane tragedia che ha coinvolto e sconvolto la città di Viareggio.

Le immagini che ieri si sono palesate sono state davvero quelle di un day after. Ciò nonostante, con altrettanta fermezza e determinazione affermo che non permetteremo che il livello della sicurezza - concetto in sé assai complesso, prepotentemente chiamato in causa dalla vicenda in questione e che ha avuto in tempi anche recenti eventi analoghi che noi non rimuoviamo, né dimentichiamo e che solo per più fortuite circostanze non hanno determinato analoghe tragedie - nel nostro Paese possa venir meno, che la verità possa non essere appurata o che i responsabili siano tolti dal banco degli imputati.

Ciò che più sorprende, semmai, della fatalità nella concatenazione degli eventi che hanno portato alla tragedia è che l'incidente poteva anche risolversi in un niente se l'evento della rottura del carrello si fosse verificato in aperta campagna (infatti, probabilmente il gas si sarebbe disperso nell'aria e noi oggi non staremmo qui a parlarne e soprattutto non vi sarebbero stati quei tanti morti), come, per converso, avrebbe potuto anche assumere dimensioni ancora più drammatiche se, anziché fuoriuscire, il gas fosse esploso insieme alla cisterna e se avesse coinvolto anche le altre cisterne.

Ogni giorno, come lei sa, signor Ministro, il nostro Paese è attraversato da almeno 35 convogli di pari pericolosità. Ciò che ci interessa allora, com'è ben evidente e facilmente comprensibile, colleghi, non è soltanto la dinamica dell'evento, ma anche capire una volta per tutte i rischi potenziali a cui il nostro Paese spesso è esposto inconsapevolmente ogni giorno nelle città e nei principali centri abitati, ignaro di quali siano gli effettivi standard di sicurezza e controlli applicati.

Mi domando, per esempio, forse anche un po' ingenuamente, signor Ministro, se non sia il caso di prevedere da subito qualche forma di estensione della normativa «Seveso 2» per le aree a rischio di incidente rilevante anche ai depositi temporanei e al trasporto delle merci pericolose. Ciò ovviamente non per prefigurare soluzioni, ma nemmeno si può consentire, una volta spenti i riflettori della commozione, che tutto torni come prima. L'unica cosa che deve tornare come prima, per noi, sono le condizioni di vita di quei disgraziati innocenti che nella notte hanno visto portati via i propri beni. Per gli affetti dei loro cari purtroppo non ci può che essere la solidarietà e la vicinanza, come abbiamo visto all'opera in queste ore e che da toscani siamo certi non si attenuerà neppure dopo. Per i danni materiali, invece, il Governo intervenga presto e bene, in maniera integrale, come ha assicurato, mantenendo la promessa; noi vigileremo come sentinelle perché ciò avvenga.

Infine, vorrei fare due ultime considerazioni sul complesso concetto di sicurezza. La sicurezza è una condizione che nei sistemi complessi, quali anche la rete ferroviaria, non si raggiunge una volta per tutte, né si esaurisce con statistiche confortanti, ma è costituita da continui e sistematici investimenti nella rete, negli impianti e nelle infrastrutture tutte, non solo quelle che rendono. Si ottiene con la formazione continua degli operatori, con la manutenzione e i controlli delle apparecchiature e con un quadro normativo e prescrittivo rigoroso, con procedure certe e definite (oggi purtroppo verifichiamo che così non è). Ma soprattutto, signor Ministro, con organismi deputati a garantire il rispetto che tutto questo avvenga e non sia ricordato solo per vicende luttuose come queste. Occorrono, quindi, organismi autonomi e indipendenti, in grado di accertare sempre e sistematicamente le responsabilità soggettive nei processi e negli eventi.

Siamo stufi, glielo dico molto sinceramente, del balletto dello scarico delle responsabilità, come abbiamo avvertito anche su questa vicenda, in maniera più o meno esplicita, ma che non siamo più disposti a tollerare. Vogliamo un Governo che si assuma per intero le responsabilità di quanto accade e, in questo caso, perché ciò non avvenga più. Abbiamo apprezzato, glielo dico sinceramente, Ministro, tempestività e prontezza nella presenza del Governo sul luogo dell'accaduto come la corretta prassi delle relazioni istituzionali, con il Ministro venuto subito a riferire al Parlamento; aspetti che a noi non sfuggono e che apprezziamo come nulla di straordinario ma di dovuto.

A noi non sfugge però che si è troppo indugiato a rendere operativa l'Agenzia per la sicurezza ferroviaria, da noi varata sul finire della scorsa legislatura ed ancora appesa alle sorti di decreti attuativi e sottotraccia - me lo si lasci dire - osteggiata e boicottata. È nostra intenzione, viste le comuni volontà manifestate in proposito, presentare una mozione per la completa operatività dell'Agenzia, per la quale chiederemo il concerto anche dei colleghi della maggioranza.

Concludo rivolgendomi a lei, signora Presidente, e tramite lei al Presidente del Senato perché, come credo sia ben chiaro, a noi non basta l'audizione del Ministro, che come ho detto apprezziamo, né quella che avverrà domani in 8a Commissione del direttore dell'Agenzia per la sicurezza ferroviaria e dell'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, ingegner Moretti. In questo senso le chiediamo di dedicare una sessione di lavoro interamente allo stato della sicurezza del complesso sistema della mobilità delle merci e dei passeggeri nel nostro Paese, per una disamina attenta dei rischi reali e potenziali delle nostre infrastrutture e delle nostre città. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Baldini. Ne ha facoltà.

BALDINI (PdL). Signora Presidente, signor Ministro, anch'io voglio esprimere il mio particolare ringraziamento e apprezzamento per la sua presenza tempestiva nelle Aule parlamentari per informare il Parlamento sulle cause, le dinamiche e le modalità del sinistro e anche per il modo in cui si è messo immediatamente a disposizione di coloro che stavano operando in questa situazione drammatica. Come anche lei ricordava, 16 morti e 27 feriti, tra l'altro gravi, costituiscono un bilancio pesantissimo e una tragedia di dimensioni enormi.

Voglio pertanto esprimere la commossa partecipazione del mio Gruppo, il Popolo della Libertà, alle famiglie delle vittime, così duramente colpite, nonché l'auspicio che i feriti possano ottenere una rapida guarigione. La città di Viareggio ha subito una ferita enorme sul piano della distruzione materiale, ma soprattutto sotto il profilo della tragedia umana. Molte case sono andate distrutte, centinaia di persone sono sfollate, i danni materiali sono consistenti, ma gravissime sono state le conseguenze subite da chi ha perduto le persone più care. Insieme al Governo, presente con il Presidente del Consiglio, con lei, ministro Matteoli, e con i ministri Maroni e Sacconi, abbiamo dato la nostra piena collaborazione ed il nostro impegno per una ricostruzione rapida e totale delle case distrutte e per un sostegno anche morale alle famiglie colpite dal dramma.

Una bomba si è sostanzialmente abbattuta sulla città di Viareggio. Un treno, che trasportava un carico estremamente pericoloso, ha lasciato purtroppo una scia di morti e di feriti. Vi è urgente necessità di capire e di conoscere le cause, le condizioni che hanno provocato questa immensa tragedia ed anche le eventuali responsabilità. Lo richiede il dramma vissuto da tante famiglie, e purtroppo non ancora concluso, lo chiediamo anche noi per coloro che purtroppo non possono più parlare.

Bene quindi ha fatto lei, ministro Matteoli, ad istituire una commissione d'inchiesta e bene sta facendo la magistratura ad indagare seriamente per conoscere tutte le circostanze che hanno determinato questo gravissimo incidente. Non possiamo né dobbiamo permettere che un velo di silenzio cada inesorabilmente su questa tragedia, che richiede invece risposte chiare, serie e definitive. Quando il trasferimento di merci riguarda carichi di forte pericolosità per la vita delle persone, il rigore, il rispetto delle norme di sicurezza, le verifiche costanti, sistematiche e puntuali debbono costituire sempre un elemento irrinunciabile ed una condizione di normalità. Ad esempio, quando nel nostro Paese si trasferisce un'opera d'arte di una qualche importanza si adottano misure di sicurezza eccezionali in considerazione dell'importanza dell'opera d'arte. Purtroppo, non si avvertono e non si vedono analoghe misure così eccezionali quando si tratta della vita e della sicurezza dei cittadini; invece la vita delle persone - com'è stato evidenziato da tutti coloro che sono intervenuti - viene prima di tutto ed innanzi tutto. Questo è un valore irrinunciabile!

Concordo con il ministro Maroni quando dichiara che le norme esistenti, se non hanno garantito la sicurezza, sono inadeguate e quindi sono da modificare per renderle più efficaci, oppure non sono state rispettate e allora dovrà risponderne chi ha provocato il disastro. Invitiamo anche il commissario europeo Antonio Tajani a porre con forza la necessità che vengano varate dall'Unione europea norme più efficaci e più idonee a garantire livelli di sicurezza sempre e comunque altissimi.

Per concludere, voglio esprimere un sentito ringraziamento alla Protezione civile, ai Vigili del fuoco, a tutte le forze di polizia e alle associazioni di volontariato, che con tempestività, professionalità e grande solidarietà hanno prestato i loro soccorsi, salvando vite umane e portando conforto alle persone tanto duramente colpite. (Applausi dal Gruppo PdL e della senatrice Boldi).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ciarrapico. Ne ha facoltà.

CIARRAPICO (PdL). Signora Presidente, è mancato un solo tassello alla puntuale ed ottima relazione svolta dal ministro Matteoli: quale contestazione è stata fatta all'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, il quale questa notte, scendendo dalla luna, ha spiegato che si tratta di carri esteri; ha dimenticato, però, il principio giuridico secondo cui è l'ultimo utilizzatore il responsabile del funzionamento e della sicurezza dei carri esteri. Quindi, il dottor Moretti, come minimo, deve essere contestato o, meglio ancora, sospeso.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione sull'informativa resa dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, senatore Matteoli, che ringrazio per la sua disponibilità.

Sospendo la seduta fino alle ore 17,15.

(La seduta, sospesa alle ore 16,49, è ripresa alle ore 17,15).

Presidenza del presidente SCHIFANI