LI GOTTI (IdV). Signor Presidente, proprio al fine di rammentare ciò che ad alcuni continua a sfuggire, volontariamente o colposamente, vale richiamare alla memoria il fatto che negli ultimi otto anni l'attuale maggioranza, escluso un partito, ha governato per oltre sei anni e l'attuale opposizione ha governato per meno di due anni. Dunque, quando si affrontano temi impegnativi come la sicurezza e la regolamentazione di alcuni fenomeni particolarmente complessi, che vanno gestiti con interventi distribuiti nel tempo e che vedono una ricaduta anche a distanza temporale notevole, o comunque complessa, non si può dimenticare che dal 2001, salvo un'interruzione di circa due anni, voi avete governato il Paese. E della vostra gestione voi dovete poi rendere conto.
Che cosa avete fatto dal 2001 al 2006? Solo ora avete improvvisamente scoperto questi problemi, quello dell'immigrazione, quello della sicurezza, quello della giustizia? Tutti questi problemi non nascono oggi. C'erano; si sono aggravati, si sono appesantiti. Poi in materia di giustizia avete depenalizzato il falso in bilancio, atto che dobbiamo ascrivere tra le vostre iniziative. Avete dimezzato i termini di prescrizione, nel mentre aumenta il tempo di celebrazione dei processi. Avete tentato di paralizzare le rogatorie internazionali.
Avete varato la norma salva-Berlusconi, prima con il lodo Schifani e ora con il lodo Alfano. Avete drasticamente ridotto le risorse destinate al comparto giustizia e al comparto sicurezza, sino al 40,5 per cento nel 2011, abbattendo anche le assunzioni. Avete gestito e continuate a gestire un problema carcerario insoluto. Oggi in carcere ci sono oltre 62.000 detenuti, esattamente come nel 2006, che ora pensate di custodire noleggiando delle navi in alcuni porti, un'altra trovata ridicola che volete inventarvi, così come, allo stesso modo, avete annunciato mesi fa il braccialetto elettronico, strombazzandone l'introduzione con interviste sui giornali. Non ne sappiamo più nulla. Sono tutti annunci, "faremo", "abbiamo fatto", poi però ve ne dimenticate; la stampa non ne parla più e non ne parlate più nemmeno voi. In questi anni avete gestito in maniera pessima le risorse, e voglio ribadirlo.
Avete sprecato il denaro. Basta pensare alla disastrosa gestione Castelli al Ministero della giustizia, con un aumento vertiginoso delle spese per le intercettazioni telefoniche, frutto di una mala gestio sanzionata dalla magistratura, sia pure con un provvedimento di archiviazione che però grida vendetta per il mal governo dei soldi degli italiani da parte del Ministero della giustizia. Si è trattato di un provvedimento che purtroppo ancora adesso, a distanza di anni, noi conosciamo soltanto con otto pagine di omissis, perché la magistratura non lo consegna nel testo integrale e lo stesso Ministro ha dovuto riconoscere di non averne una copia integrale perché - ripeto - ci sono otto pagine di omissis in cui non sappiamo cosa c'è scritto e quali responsabilità vi si annidano.
Abbiamo denunciato e continuiamo a denunciare le macchine che si rompono e che non possono essere aggiustate, le autovetture fornite alle forze di polizia che non possono essere utilizzate perché manca la benzina, o la riduzione dei turni, che vi invito a verificare per rendervi conto di quali sono dopo le ore 21 nelle città che dovrebbero essere controllate.
Questa è la gestione della sicurezza e della giustizia che voi avete amministrato nell'arco di questi ultimi otto anni, con la parentesi di un anno e otto mesi in cui si è cercato di porre rimedio, cominciando a pagare i debiti, enormi, lasciati dal ministro Castelli nei confronti dei fornitori delle apparecchiature di ascolto delle intercettazioni e che oggi sono saliti di nuovo vertiginosamente a 460 milioni. Staremo a vedere, e speriamo che con il tempo questi problemi potranno essere risolti, ma voi intanto li appesantite e li aggravate, peraltro in un provvedimento che sbandierate perché contiene alcune norme positive frutto anche del lavoro dell'opposizione, fatto anche nella scorsa legislatura con disegni di legge, studi, proposte che non sono arrivate a conclusione per lo scioglimento anticipato delle Camere.
Quindi, pur in presenza di proposte e interventi sicuramente positivi, ripresi in questo provvedimento, non riusciamo ancora a capire e a spiegarci la ragione in base alla quale avete d'un colpo depennato da questo disegno di legge la disposizione sull'autoriciclaggio, la norma più importante di contrasto alla criminalità mafiosa. L'autoriciclaggio è sparito, è stato stralciato ed è stato avviato su un percorso ignorato e del quale si è persa traccia. Sono trascorsi mesi.
Avete parlato della bandiera elettorale rappresentata dalla norma che introduce il reato di soggiorno e di ingresso illegale nel nostro Paese, che dobbiamo inserire nel lungo elenco delle nefandezze fatte in questi anni. Ho un dubbio veramente se voi siete veramente convinti che la vostra sia una bandiera perché in tal caso sarebbe molto grave. Dite agli elettori di cosa si tratta, cos'è il reato introdotto? La pena prevista è quella dell'ammenda da 5.000 a 10.000 euro per colui che sbarca (gli sbarchi rappresentano il 10 per cento degli ingressi irregolari nel nostro Paese, mentre il 90 per cento avvengono per via terra), che dovrebbe essere sottoposto a processo e pagare, appunto, 5.000 euro. Ma voi pensate veramente che l'immigrato clandestino lo faccia? No. Allora voi sapete cosa comporta la legge? Perché non lo dite agli elettori? Se il condannato lo richiede e se è insolvibile, cioè non paga, la pena viene convertita in lavoro sostitutivo. Per fare ciò ci vuole posizione assicurativa e previdenziale ed un irregolare non lo può fare.
Allora, in cosa si converte la pena? Vediamo l'approdo di questa legge che voi dovreste illustrare ai cittadini come bandiera. Se il condannato non richiede di svolgere il lavoro sostitutivo - ed in questo caso non può neanche svolgerlo - le pene pecuniarie, cioè l'ammenda di 5.000 euro, non eseguita per insolvibilità, si convertono nell'obbligo di permanenza domiciliare con le forme e nei modi previsti dall'articolo 53. Vediamolo: la pena della permanenza domiciliare comporta l'obbligo di rimanere presso la propria abitazione o in altro luogo di privata dimora nei giorni di sabato e domenica". Ma glielo dite ai cittadini che questa è la vostra bandiera? Noi dobbiamo fare tutto questo, processare alcune centinaia di migliaia di persone per obbligarle a rimanere nella propria residenza nei giorni di sabato e domenica. La norma prosegue dicendo che «il condannato non è considerato in stato di detenzione». Quindi, può anche uscire. Vi pare che questa sia una bandiera? È una clamorosa presa in giro: ci troviamo di fronte a un provvedimento che di serio non ha nulla, ha soltanto un contenuto pesantemente ridicolo. Quando diciamo in giro queste cose la gente si mette a ridere credendo che non sia possibile, che sia una barzelletta! Invece non è una barzelletta, è la legge. Questa è la legge. Questa sarebbe la bandiera che voi avete sventolato ma dovreste rilevarne i contenuti ai cittadini. È vero che ci sono zone e settori di insofferenza e di opinione pubblica sul problema dell'immigrazione, che deve essere regolata e affrontata, ma non con queste norme ridicole, che hanno un aspetto drammatico.
Per giustificare l'aspetto drammatico siete stati costretti a ricorrere ad un falso! Il Ministero dell'interno ha dovuto dire, pur di trovare una copertura finanziaria, che gli irregolari presenti nel nostro Paese processabili sono 3.660! Il sottosegretario Mantovano non ha il coraggio di rispondere sui dati falsi che ha fornito! Abbia il coraggio almeno di alzare la testa e di guardare mentre si dicono queste cose! Nei vostri documenti è scritto che gli irregolari sono 760.000 e lei ha fatto scrivere che sono 3.660! Si vergogni, sottosegretario Mantovano, di non rispondere e neanche di alzare la testa alle nostre contestazioni.
Con un falso voi avete individuato un'apparente copertura finanziaria. Vergognatevi di fare queste cose! Lei doveva rispondermi in Commissione; lei non doveva scrivere dei falsi nei documenti. È inutile che chieda ora la parola, lei doveva avere il coraggio in Commissione, quando glielo ho chiesto, di affrontare il problema. Mi spieghi da dove trae il dato di 3.660 persone irregolari processabili nel nostro Paese, visto che secondo i dati del Ministero si tratta di 760.000 persone. La copertura finanziaria, che voi prevedete in 30 milioni di euro, copre 3.660; non 760.000 persone, che è l'ammontare della platea dei processabili, mentre le leggi devono prevedere l'impatto sulla platea dei destinatari di una norma, secondo l'articolo 81 della Costituzione.
Per questo e per altri motivi riteniamo che questa nefandezza sulla quale voi ponete la fiducia, e che attraverso il giudizio di nefandezza qualifica la parola fiducia che voi richiedete, non la meriti assolutamente. Dovrete prima o dopo renderne conto ai cittadini italiani; democraticamente, ma ne renderete conto. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Bonfrisco. Ne ha facoltà.