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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 231 del 01/07/2009


BONFRISCO (PdL). Signora Presidente, onorevoli colleghi, oggi ci accingiamo a varare un provvedimento al quale da tempo il Parlamento sta lavorando. Ci è voluto un anno per completare questo importante e ricco pacchetto sicurezza, fatto di diversi provvedimenti; importante, perché rientra in una politica più ampia di questo Governo a favore della sicurezza. La sicurezza è un bisogno primario di ciascuno, pubblico e allo stesso tempo condiviso dalla comunità. Esprimo piena soddisfazione per un provvedimento articolato e ricco di contenuti, che certamente avrà effetti positivi rispetto alla preoccupante crescita di fenomeni di violenza cui abbiamo assistito negli ultimi tempi.

Come lei, signora Presidente, come senatrice e come donna, sono stata anch'io colpita dagli episodi di aggressione che hanno avuto come vittime, spesso inermi, tante donne. A tal proposito, vorrei ricordare le altre misure che sono state volute, sostenute e approvate da questa maggioranza, come quella in materia di contrasto alla violenza sessuale e di atti persecutori, meglio conosciuto come stalking. Ed è per me motivo di orgoglio aver contribuito, seppure in piccola parte, a far sì che da oggi le donne italiane abbiano a disposizione un efficace strumento per la propria difesa personale ed abbiano la certezza di non essere sempre considerate talmente deboli al punto di non potersi nemmeno difendere.

Mi riferisco al fatto che il Parlamento ha accolto l'emendamento da me proposto sull'utilizzo del cosiddetto nebulizzatore al peperoncino che, come dissi all'epoca della sua approvazione, consentirà a ciascuno di noi, in particolare alle donne, di girare per la strada sapendo di essere al sicuro da un'emergenza, poiché si avrà il tempo di attirare l'attenzione e di riuscire a denunciare l'aggressore. Ad onor del vero, il Parlamento, anche attraverso altri emendamenti e numerosi ordini del giorno, ha avuto modo di approfondire il tema, ma si deve a questo Governo, signora Presidente, al ministro Maroni ed al sottosegretario Mantovano, l'aver compreso l'urgenza di adeguare la nostra normativa a quella dei principali Paesi europei e di dare alle donne italiane, ma non solo a loro, un piccolo aiuto che può rilevarsi determinante per salvare la propria vita, il proprio equilibrio psicologico e quello delle proprie famiglie.

Mi consenta di concludere, Presidente (non ruberò altro tempo oltre quello che lei mi ha concesso), per rispondere al senatore Li Gotti. Senatore Li Gotti, non ho il tempo per rispondere e per difendere dalle sue ridicole accuse il già ministro della giustizia Castelli, ma lei si dovrebbe vergognare, non solo dei contenuti che ha sproloquiato in questa Aula, ma soprattutto di essere stato il Sottosegretario alla giustizia del Governo Prodi, quello che noi tutti ricordiamo, ma che si ricordano soprattutto gli italiani per la sua massima inefficienza, soprattutto in tema di giustizia e di sicurezza. Io, e insieme con me tutti i senatori di questa coalizione, andiamo orgogliosi del ricordo che il senatore Castelli ha lasciato nella sua funzione di Ministro della giustizia. Un ingegnere al Ministero della giustizia ha tentato di fare la riforma dell'ordinamento giudiziario nel modo più equilibrato possibile; un ingegnere al Ministero della giustizia ha tentato disperatamente di riformare quell'orrendo strumento delle intercettazioni telefoniche, che voi avete sempre usato come una clava soprattutto nei confronti dei vostri nemici politici; quell'ingegnere al Ministero della giustizia ha preparato un lavoro che questo Governo concluderà nei prossimi giorni, nei prossimi mesi e nei prossimi anni di questa legislatura. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Valli. Ne ha facoltà.