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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 231 del 01/07/2009


LUMIA, BIANCO, PAPANIA, CECCANTI, CARLONI, DI GIOVAN PAOLO, NEROZZI, MICHELONI, MARITATI, MUSI, DEL VECCHIO, RANDAZZO, ADAMO, SOLIANI, CHITI - Il Senato,

premesso che:

la Fiat è un'importante realtà industriale che nel nostro Paese ha una funzione strategica sul piano produttivo e sociale di rilevante portata, cui la politica deve prestare la massima attenzione con interventi diretti sul piano finanziario e degli investimenti, come è avvenuto negli USA da parte del Governo Obama ed in Europa da parte di diversi Governi nazionali e regionali;

in Italia il progetto di realizzare una "grande" Fiat non deve andare a discapito degli stabilimenti italiani, di quelli collocati nel Sud-Italia e in particolare dell'unico stabilimento presente in Sicilia a Termini Imerese (Palermo);

lo stabilimento di Termini Imerese e la produzione industriale che ruota intorno al suo indotto rappresenta già una realtà economica di enorme rilievo occupazionale, che non può assolutamente essere trascurata o emarginata, ma semmai va rilanciata per svilupparne tutte le potenzialità industriali e occupazionali;

non si condivide la scelta della Fiat di riconvertire dal 2011 lo stabilimento di Termini Imerese da produzione automobilistica ad "altra produzione", come genericamente si è espresso il dottor Sergio Marchionne nell'incontro tenutosi il 18 giugno 2009 tra il Governo nazionale, i rappresentanti dei Governi regionali e delle organizzazioni sindacali con i rappresentanti della Fiat stessa;

esistono tutte le condizioni per mantenere una presenza produttiva di automobili a Termini Imerese, per la sua collocazione strategica nel contesto del Mediterraneo, alla luce delle enormi potenzialità di mercato che sempre più si aprono nell'area di libero scambio che coinvolgerà Paesi in cui la crescita della domanda di automobili incrementerà notevolmente nei prossimi anni;

a Termini Imerese esistono oggi tutte le condizioni per un reale rilancio dello stabilimento Fiat e del suo indotto per via della presenza di un porto oggi in crescita commerciale e già pronto a fungere da base logistica in grado, attraverso le "autostrade del mare", di abbattere i costi di trasporto e raggiungere rapidamente i mercati europei e del Mediterraneo. Inoltre, lo stesso interporto per la Sicilia occidentale nascerà proprio a Termini Imerese, un'opera, anche questa, di grande rilievo logistico-commerciale in grado di dare supporto allo stabilimento di Termini Imerese nella sua fase di rilancio;

rimane aperto il problema serio dell'indotto, già oggi un'importante realtà produttiva, ma del tutto insufficiente a trasformare lo stabilimento di Termini Imerese da realtà con una prevalente funzione di assemblaggio ad una struttura realmente produttiva, per cui è necessario ampliare il sistema dell'indotto e fare in modo che a Termini Imerese possano prodursi più modelli con vantaggi economici per la Fiat che derivano dalla realizzazione di un vero distretto produttivo di automobili;

la stessa Fiat appena un anno e mezzo fa aveva proposto un duplice piano di rilancio dello stabilimento di Termini Imerese. Il primo, denominato "Piano A", prevedeva proprio un forte rilancio dello stabilimento dove allocare la produzione di tre nuovi modelli, con un'ampia espansione dell'indotto, dove allocare anche il ciclo produttivo degli stampati e delle presse. Dopo il gravissimo rifiuto del precedente Governo regionale di sostenere il "Piano A", fu sottoscritto comunque un accordo ("Piano B"), che prevedeva una missione produttiva per lo stabilimento di Termini Imerese finalizzata sempre al settore delle automobili con una parte di investimenti e di nuova occupazione, per quanto non della stessa portata del "Piano A",

impegna il Governo:

ad aprire un tavolo diretto tra il Governo nazionale, il Governo regionale, il sindaco di Termini Imerese, le organizzazioni sindacali, la Confindustria e i vertici della Fiat SpA al fine di individuare uno specifico contratto di programma in grado di rilanciare lo stabilimento industriale di Termini Imerese ed il suo indotto;

ad utilizzare risorse finanziarie proprie per il rilancio dello stabilimento di Termini Imerese attraverso l'utilizzo delle risorse finanziarie derivanti dal FAS e ad attivarsi, nell'ambito delle proprie competenze, affinché la Regione Sicilia valuti la possibilità di utilizzare i fondi comunitari residui del Programma operativo regionale 2000-2007 e dei nuovi fondi della programmazione 2007-2013 verso strategie per l'innovazione tecnologica dei modelli da produrre a Termini Imerese e verso la completa ristrutturazione del porto e dell'interporto, necessari per assicurare alla Fiat una conveniente base logistica;

ad indirizzare il confronto con la Fiat, attraverso il ricorso ad ulteriori risorse finanziarie proprie, per fare dello stabilimento di Termini Imerese un reale polo produttivo per la costruzione dei modelli del marchio Lancia, in una prima fase per la produzione di automobili classiche - con l'introduzione dei nuovi modelli che, a partire dal 2011, potranno subentrare all'attuale produzione del modello Y10 - e, in una seconda fase, per caratterizzare lo stabilimento di Termini Imerese nel senso della produzione dei nuovi modelli "ad energia ibrida" e con l'obiettivo di costituire, attraverso il coinvolgimento delle università siciliane, un centro di ricerca per la produzione di automobili ad energia pulita;

a sollecitare il Governo regionale ad intervenire direttamente e con propri investimenti a sostegno dell'indotto per l'individuazione delle aree industriali dove allocare i siti in grado di rafforzare l'indotto, al fine di garantire un elevato livello di produzione dei modelli di automobili assegnati dalla Fiat allo stabilimento di Termini Imerese.

(1-00149)