la graduale implementazione su tutto il territorio nazionale del nuovo sistema di trasmissioni televisive "digitale terrestre" dovrebbe comportare in breve tempo la sostituzione di un gran numero di apparecchi televisivi obsoleti o quantomeno inadatti alla ricezione del nuovo tipo segnale;
a tutt'oggi non risulterebbe essere stata predisposta alcuna pianificazione circa lo smaltimento e il recupero di questi apparecchi, con il rischio che possano essere smaltiti in condizioni non sicure con rischio di seri danni per l'ambiente;
considerato che:
il decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 13, ha prorogato al 31 dicembre 2009 l'applicazione delle prescrizioni della direttiva 2002/96/CE del Parlamento europeo e del Consiglio circa la gestione e lo smaltimento in sicurezza dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE);
i RAEE sono rifiuti che necessiterebbero di particolari tipologie di trattamento e procedure di smaltimento in quanto in molti casi conterrebbero componenti pericolosi e altamente inquinanti;
la creazione di una corretta filiera di separazione, riutilizzo e riciclaggio dei RAEE, oltre a costituire un valido aiuto per i cittadini e soprattutto per le aziende, potrebbe costituire anche un'occasione per la creazione di nuovi posti di lavoro e al contempo sottrarre spazio alle attività di smaltimento illegali spesso gestite dalle organizzazioni criminali,
si chiede di sapere:
se il Governo sia a conoscenza del numero degli apparecchi televisivi che dovranno essere sostituiti a seguito dell'implementazione del "digitale terrestre" e quali iniziative concrete intenda porre in essere al fine di pianificarne lo smaltimento;
quali siano a tutt'oggi in concreto i controlli effettuati sulle procedure e le condizioni di smaltimento e recupero dei RAEE sul territorio nazionale;
quali misure legislative il Governo intenda porre in essere al fine di dare piena attuazione alle disposizioni della direttiva 2002/96/CE.
(4-01696)