PORETTI (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PORETTI (PD). Signor Presidente, mi unisco all'appello del senatore Divina. Questa decisione è piombata in Aula, anzi l'abbiamo appresa un attimo prima dalle agenzie stampa, e davvero non si capisce come sia possibile sconvocare l'Aula di giovedì mattina, come sottolineato dalla senatrice Carloni, ed interrompere i lavori parlamentari per invitare, non si sa come e a che titolo, un dittatore. L'escamotage del Presidente dell'Unione Africana ovviamente non voglio che venga utilizzato come risposta. Ripeto, si invita qui un dittatore verso il quale neanche noi vogliamo impedire che vi siano rapporti diplomatici che, anzi, in questo senso, vanno rafforzati affinché la Libia finalmente adotti e sottoscriva quelle convenzioni internazionali sui diritti dei rifugiati, sulla tratta delle donne, e su tanti altri temi ancora.
Quindi, ben vengano i rapporti diplomatici per costringere un Paese a uscire dal regime dittatoriale e affidarsi alla democrazia. Tuttavia, invitare Gheddafi in quest'Aula, dove ci sono stati soltanto altri due precedenti, di ben altro spessore - è evidente a tutti - come re Juan Carlos e Kofi Annan, ed avere come terzo ospite d'eccezione un dittatore della statura di Gheddafi, a capo di un Paese dove si pratica la pena di morte, davvero fa venire i brividi.
Per questo mi unisco all'appello del senatore Divina affinché, per lo meno, l'Aula possa discutere della decisione dei Capigruppo: che sia l'Aula ad assumere una decisione di tale gravità, che sia motivata, e che qualcuno ci venga a spiegare l'utilità di interrompere i lavori parlamentari per dare la parola al dittatore Gheddafi.
Poi, ciascuno si assumerà la responsabilità individuale di votare in una direzione o in un'altra: meglio consentire all'Aula del Senato di fare il suo lavoro o meglio stare qui ad ascoltare un dittatore. (Applausi del senatore Perduca).