PERDUCA (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PERDUCA (PD). Signor Presidente, avevo chiesto di parlare in apertura di seduta per fare - mio malgrado - i complimenti alla Presidenza del Senato. A questo punto, dopo quanto è stato annunciato poco fa, cioè che addirittura non terremo la nostra seduta per far parlare un dittatore in quest'Aula giovedì mattina alle ore 11, è chiaro che mi rimangio anche il pensiero di aver voluto in qualche modo congratularmi con la Presidenza.
Ci si è assunti la responsabilità, trovando l'escamotage di farlo intervenire come Presidente di turno dell'Unione Africana, di far parlare in questa sede chi manda a morte chi lo critica. Io spero che tutti i senatori presenti qui e che saranno presenti giovedì mattina alle 11 sappiano assumersi le loro responsabilità in virtù della mozione che abbiamo adottato poco fa. Credo infatti che ciò debba essere considerato il modo migliore per onorare la nostra vita di politici. In essa vi era un passaggio significativo secondo cui i diritti umani fondamentali della nostra Costituzione, della Dichiarazione universale e del Trattato per la costituzione dell'Unione europea "rappresentano l'orizzonte comune dei popoli di tutto il mondo e devono costituire un riferimento costante per la politica internazionale e, in particolare, per l'iniziativa dei governi democratici nei confronti dei Paesi in cui tali diritti sono disconosciuti e conculcati". Bene, il re dei re questo fa tutti i giorni. Avete adottato tutti quanti qui presenti - pochi, devo dire, del Gruppo del PdL - una mozione che questo prevede nella premessa; ricordatevelo giovedì mattina.
Per quanto riguarda la delegazione radicale nel Gruppo del PD, sicuramente praticheremo le nostre convinzioni. (Applausi delle senatrici Poretti e Carloni).