FOSSON (UDC-SVP-Aut). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOSSON (UDC-SVP-Aut). Signor Presidente, signori esponenti del Governo, vorrei fare una breve dichiarazione, anche se molto è già stato detto, per esprimere il mio voto positivo e quello del mio Gruppo, nonché per esprimere solidarietà al popolo birmano e sostenere tutte e tre le mozioni presentate.
È inaccettabile, signor Presidente, onorevole rappresentante del Governo, che oggi esista ancora un Paese come la Birmania, un regime di questo tipo, in cui la persona sia così poco considerata e i diritti umani, come hanno già abbondantemente ricordato i colleghi che mi hanno preceduto, così calpestati. Ma è anche inammissibile, onorevole rappresentante del Governo, che le Nazioni e i popoli accettino una tale situazione, che vivano come se quasi non esistesse e che, comunque, i nostri interventi si limitino a delle dichiarazioni. Non credo si debba intervenire soltanto nel caso in cui venga incarcerato un premio Nobel. Certamente è giusto, poiché rappresenta un simbolo, ma si dovrebbe intervenire anche in difesa di un popolo che sta soffrendo, di malati cui non vengono prestate le cure, di minoranze etniche che vengono deportate e calpestate.
Penso che la sensibilizzazione debba venire dall'ONU attraverso uno strumento forte, ad esempio, con una risoluzione del Consiglio di sicurezza e coinvolgendo anche la Russia e la Cina. Non si possono da una parte muovere critiche, disporre embarghi e dall'altra consentire ad alcuni di continuare a fare affari con questo paese; penso che questa possa rappresentare un'opportunità per misurare la validità dell'organizzazione ONU. Ma anche l'Europa deve dimostrare se esiste e muoversi di fronte a queste situazioni. Quanto, invece, all'aspetto umanitario credo che a volte con una mano tesa si ottengano più risultati di quanti se ne possono conseguire con le sanzioni. Tuttavia, è importante intervenire, farsi sentire in questa come in altre situazioni in cui vengono calpestati i diritti umani.