ROCCELLA, sottosegretario di Stato per il lavoro, la salute e le politiche sociali. Signor Presidente, per prima cosa ringrazio i firmatari della mozione perché la tutela della salute materna e infantile, e in particolare il problema dell'alta percentuale di mortalità materna e infantile in alcuni Paesi, soprattutto africani, è un problema irrisolto che si trascina da molti anni, nonostante gli impegni presi a livello internazionale, non solo da noi naturalmente. Voglio sottolineare, però, che su questo tema i finanziamenti italiani sono aumentati, in linea con l'aumento progressivo registrato dai Paesi OCSE, così come si chiede nel dispositivo della mozione.
La proclamazione degli Obiettivi del Millennio ha indotto ad una profonda revisione delle politiche di aiuto pubblico allo sviluppo a livello internazionale, favorendo un aumento della centralità del ruolo delle politiche sanitarie e, conseguentemente, un incremento delle risorse ad esse destinate da parte sia dei donatori sia dei Paesi beneficiari.
La cooperazione italiana si è adeguata a questo processo, ridisegnando le priorità geografiche e tematiche di intervento e ricercando nuove modalità di finanziamento.
In questa prospettiva, negli ultimi anni l'Italia ha incrementato il suo impegno per la soluzione dei problemi della Global Health, utilizzando a tale scopo sia quote crescenti delle risorse destinate dalle leggi finanziarie alla cooperazione allo sviluppo, sia consistenti risorse addizionali che hanno incrementato il contributo e la partecipazione del nostro Paese all'attività di importanti fondi fiduciari: il Fondo globale per la lotta all'AIDS, la tubercolosi e la malaria e l'Alleanza globale per i vaccini e l'immunizzazione (GAVI).
L'Italia ha inoltre finanziato i principali organismi multilaterali impegnati nella promozione della Salute Globale, Unicef, OMS (tramite i programmi «Maternal and Child Health» e «Making Pregnancy Safer») e il Fondo Nazioni Unite per la popolazione, fra l'altro versando anticipatamente nel 2007 parte delle risorse finanziarie programmate per il 2008.
Per quanto riguarda, in particolare, la mortalità infantile e avendo riguardo all'obiettivo del Millennio che prevede la riduzione entro il 2015 di due terzi della mortalità sotto i cinque anni di età registrata nel 1990, la cooperazione italiana sta realizzando interventi a forte impatto sullo stato di salute e di nutrizione, per ridurre il numero di decessi della prima infanzia imputabili a cause che si possono facilmente prevenire e curare.
Vengono inoltre sostenute e promosse iniziative per favorire l'utilizzo esclusivo del latte materno, la vaccinazione universale, l'igiene e il trattamento delle malattie più frequenti nell'infanzia.
A partire dal 2005 l'Italia fa parte - come ho detto - della GAVI, istituzione che promuove e sostiene il rafforzamento dei sistemi sanitari e le vaccinazioni contro le malattie dell'infanzia in 72 Paesi in via di sviluppo. L'accordo con la «International Finance Facility for Immunization» prevede un impegno italiano di 473 milioni di euro, destinato a finanziare i programmi di vaccinazione in tali Paesi dal 2006 al 2025.
Molte delle iniziative sanitarie svolte in Africa realizzano, nell'ambito dei servizi materno-infantili, attività di prevenzione della trasmissione del virus HIV dalla madre al neonato attraverso il test volontario HIV e la somministrazione di farmaci antiretrovirali alla paziente sieropositiva e al neonato.
Per quanto attiene la mortalità materna, per la quale l'obiettivo è la riduzione entro il 2015 di tre quarti della mortalità registrata nel 1990, il Ministero degli affari esteri collabora con l'UNICEF, il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, l'OMS e altri partner nei Paesi che registrano forti tassi di mortalità materna, svolgendo un ruolo di sostegno e di partenariato a favore della salute delle madri e dei neonati. Attraverso programmi di sensibilizzazione e di riqualificazione dei servizi di base, la Cooperazione italiana promuove la salute sessuale e riproduttiva e, in particolare, la maternità senza rischi, tentando di incentivare l'assistenza al parto con l'impiego di personale qualificato coadiuvato dalle volontarie di comunità.
Inoltre, l'Italia sta portando avanti l'attività di lotta alle mutilazioni genitali femminili, grazie alla cooperazione decentrata e alla molteplicità di soggetti pubblici e privati, in particolare le ONG e l'associazionismo femminile.
Non citiamo i molti progetti in cui l'Italia è impegnata. Basterà solo ricordare che si sono ottenuti risultati importanti in molti Paesi beneficiari di interventi ed in particolare in Africa, dove la Cooperazione italiana ha destinato diversi contributi per i bilanci del settore sanitario in Etiopia, Uganda, Mozambico, Niger e Burkina Faso, fornendo inoltre assistenza tecnica di alta qualità nei settori della formazione e dei sistemi informativi sanitari.
Il nostro Paese, inoltre, quale firmatario della «International Health Partnership» ha incrementato nel 2008 i contributi ad alcuni Paesi (come Etiopia e Kenya), partecipando alle iniziative di armonizzazione correlate. Tale organismo si configura come un innovativo modello di partenariato fra donatori e Paesi in via di sviluppo, per un uso più organico ed efficace degli aiuti internazionali nel settore della salute pubblica.
Per questi motivi, il Governo dà parere favorevole alla mozione, chiedendo una riformulazione del primo capoverso del dispositivo in cui si impegna il Governo a «promuovere una maggiore consapevolezza e sottolineare l'importanza della salute riproduttiva, come uno strumento chiave in materia di salute globale e sviluppo». Chiediamo che le parole: «salute riproduttiva» siano sostituite dalle altre: «salute materno-infantile» sia per una maggiore coerenza del documento, visto che si cita la salute materno-infantile in altri punti, sia per chiarezza, visto che tutta la mozione è imperniata appunto sulla salvaguardia della salute materno-infantile. (Applausi dal Gruppo PdL).
PRESIDENTE. Passiamo dunque alla votazione della mozione.