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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 218 del 09/06/2009


BIANCONI (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BIANCONI (PdL). Signor Presidente, signora Sottosegretario, colleghe e colleghi, il Popolo delle Libertà voterà convintamente la mozione di cui è prima firmataria la collega Boldi, perché essa rappresenta un piccolo, ma anche un grande passo verso un rinnovato impegno solidale.

Programmare aiuti internazionali per la salute riproduttiva materno-infantile nei Paesi in via di sviluppo, che è il tema della mozione in esame, e riportare anche i parti cesarei in Italia nella media europea, oggetto della mozione n. 116, che verrà successivamente discussa, rappresentano un impegno concreto che si sono assunte le parlamentari durante l'incontro a Ginevra con l'Organizzazione mondiale della sanità, promosso dall'Osservatorio nazionale sulla salute della donna.

Vorrei ricordare che tale delegazione era formata dalla senatrici Boldi, Bianchi, Baio, Bianconi, Bugnano, Rizzotti e dalle onorevoli De Camillis e Binetti. In quella occasione, l'Organizzazione mondiale della sanità ha conferito alle parlamentari presenti il ruolo di temporary advisor della stessa organizzazione, ossia il ruolo di consigliere temporaneo. Questo è certo un grande onore, ma accresce le nostre responsabilità: infatti l'approvazione di tale mozione ci consente un importante passo in avanti in Europa ed è un segnale politico importante due giorni dopo le elezioni europee.

Ogni anno, come ha spiegato molto bene la collega Boldi, circa 500.000 donne e 8 milioni di neonati muoiono a causa di complicazioni legate alla gravidanza e al parto; quasi tutti i decessi si verificano nei Paesi in via di sviluppo e nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di morti evitabili. Nei Paesi in via di sviluppo, ogni minuto una donna muore per cause legate alla gravidanza o al parto: sono 1.400 ogni giorno, oltre 500.000 ogni anno. In termini percentuali, una donna africana ogni sedici muore a causa di complicazioni legate alla gravidanza e al parto; una su 3.700 sono le donne nordamericane che muoiono per le stesse cause. Circa la metà dei neonati che muoiono ogni anno (3,4 milioni su un totale di 8 milioni) non ha avuto adeguata assistenza al parto. Si tratta di dati veramente sconfortanti, numeri che le Nazioni Unite e l'Organizzazione mondiale della sanità si sono impegnate a ridurre drasticamente entro il 2015.

Vorrei ringraziare la sottosegretario Roccella per avere dettagliato molto bene azioni che spesso e volentieri, anche in queste Aule, sono sconosciute; pensate quanto lo siano in giro per l'Italia! Eppure è un impegno che i Governi si assumono, e si tratta di azioni che hanno le braccia e le gambe dei volontari che le rendono possibili su tutto il territorio dei Paesi in via di sviluppo.

È assolutamente necessario che tutti i Paesi occidentali che ancora stanno mancando a quella promessa di aiuti internazionali risveglino le loro coscienze e sappiano fare il loro dovere. Vorrei altresì aggiungere che migliorare la salute materno-infantile nei Paesi in via di sviluppo è importantissimo per molti motivi. Il primo di essi è che aiutando i Paesi poveri contribuiamo a una maggiore stabilità mondiale sotto il profilo sanitario, sociale e politico.

Sta anche a noi muoverci nella giusta direzione e, dato che quest'anno l'Italia ospiterà il G8, con questo voto importante - è tale infatti, anche se l'Aula non è stracolma di senatori, i quali, comunque, certamente condividono l'impegno trasversale ricercato sulla mozione - avremo maggiore forza per promuovere la salute materno-infantile tra gli obiettivi chiave di questo vertice e richiedere impegni vincolanti da parte di tutti i Governi. Se manchiamo anche a questo appuntamento certamente non faremo del bene né a noi né al mondo. (Applausi dal Gruppo PdL e della senatrice Boldi).