BIANCHI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BIANCHI (PD). Signor Presidente, signor Sottosegretario, onorevoli colleghi, il Gruppo del Partito Democratico voterà a favore di questa mozione, che, come hanno detto precedentemente le colleghe, nasce da un impegno trasversale di molte senatrici e deputate.
Gli impegni che chiediamo al Governo con questa mozione abbracciano una serie di argomentazioni relative alla salute della donna e alla salute materno-riproduttiva che troppo spesso sono state sottovalutate o poco considerate.
Partiamo dal presupposto che la crescita, anche economica, di un Paese è indissolubilmente legata alla presenza di un articolato sistema che sia in grado di assicurare assistenza alla popolazione in qualunque condizione, in ogni luogo, per ogni patologia e, soprattutto, a tutti coloro che ne hanno bisogno.
Vorrei ricordare a tutti noi che ogni 30 secondi una donna muore per cause legate alla gravidanza o al parto; che ogni anno 340 milioni di persone contraggono infezioni a trasmissione sessuale (HIV, incluso); che 350 milioni di coppie non hanno accesso a contraccettivi e alle informazioni utili alla pianificazione familiare, con il risultato che ogni anno si contano tra i 18 e i 20 milioni di aborti clandestini.
Direi che si tratta di una vera epidemia, un'epidemia in rosa che colpisce principalmente il Sud del mondo e che ogni anno uccide fino ad un milione di future madri.
Questa è una situazione preoccupante a cui possiamo porre rimedio soltanto attraverso il miglioramento dei sistemi sanitari in quei Paesi, la formazione di personale medico e paramedico, preferibilmente femminile, ed una efficace informazione alle donne, avendo ben presente come troppo spesso la morte per gravidanza è il risultato di carenze strutturali, di politiche sbagliate, nonché di mancanza di formazione e informazione delle donne.
Come sempre, accanto alle donne ci sono i bambini. Ed è un'amara constatazione scoprire che 200 milioni di bambini sotto i cinque anni di età non ricevono le cure sanitarie di base, che quasi 10 milioni di loro muoiono in un anno, più di 26.000 al giorno, a causa di patologie prevedibili e trattabili come, per esempio, la diarrea o la polmonite. Due milioni di questi bambini muoiono il giorno stesso in cui nascono.
Ed allora, in relazione ai dati che ho appena riportato, il nostro voto favorevole non può prescindere da una considerazione di fondo, cioè quella di non sottovalutare l'impegno economico che un tema di così grande rilevanza richiede.
Quello che noi chiediamo in questa mozione è un impegno vero a collaborare e a sostenere sempre più le organizzazioni non governative nazionali e internazionali sui temi relativi alla salute riproduttiva incrementando anche la partecipazione di professionisti e di istituzioni italiane nella definizione delle priorità e delle politiche di salute a livello globale, anche nel campo della ricerca, per sviluppare quegli interventi di prevenzione e trattamento delle complicanze della gravidanza che possano trovare applicazione anche in contesti in cui le risorse siano limitate, come quelli dei Paesi in via di sviluppo.
Tali impegni, assunti nello scorso G8 tenutosi in Giappone, devono diventare un punto cardine del G8 italiano che si terrà a L'Aquila. L'Italia deve sottolineare l'importanza della salute riproduttiva come uno strumento chiave in materia di salute globale ed inserire l'area della salute riproduttiva, materno e infantile fra le priorità della cooperazione internazionale, come punto rilevante soprattutto sul piano economico.
Non dobbiamo dimenticare che il nostro Paese, come prima ha sottolineato anche la sottosegretario Roccella, ha approvato la Dichiarazione del Millennio, che ha registrato il consenso unanime di 191 Capi di Stato e di Governo che hanno sottoscritto un patto globale di impegno congiunto tra Paesi ricchi e Paesi poveri. Dalla Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite sono nati otto obiettivi che costituiscono un patto a livello planetario tra Paesi ricchi e Paesi poveri fondato sul reciproco impegno a fare ciò che è necessario per costruire un mondo più sicuro, più prospero e più equo per tutti.
Si tratta di otto obiettivi cruciali da raggiungere entro il 2015. Vorrei focalizzare l'attenzione su due di essi, rispetto ai quali risultiamo in grave ritardo perché il nostro Paese non ha investito in modo adeguato, rischiando di rimanere indietro e di non onorare l'accordo. Si tratta degli obiettivi 4 e 5, che richiedono rispettivamente di ridurre di due terzi, fra il 1990 e il 2015, il tasso di mortalità infantile sotto i cinque anni e di tre quarti il tasso di mortalità materna, per raggiungere l'accesso universale ai sistemi di salute riproduttiva.
Nella mozione chiediamo al Governo di assumere impegni al riguardo senza ulteriori deroghe. La nostra adesione deve essere supportata dalla certezza - e sottolineo tale termine ‑ che non si rimandi più, che si rispettino gli impegni assunti in ambito internazionale e, soprattutto, che si attribuiscano adeguate risorse (è necessario che le risorse vengano reperite), nonché che si dia centralità al sostegno della salute sessuale e riproduttiva di tutte le donne, non solo italiane, per realizzare una reale uguaglianza di diritti e di opportunità. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Peterlini).