PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione sulla mozione.
CARLINO (IdV). L'associazione Save the Children ha recentemente presentato un rapporto sullo stato delle madri del mondo in cui è inserita una graduatoria, basata su diversi indicatori, dalla quale emerge uno spaventoso divario tra i Paesi ai primi posti di tale classifica, come Svezia e Norvegia, e gli ultimi, come Niger, Afghanistan e Sierra Leone, in cui a causa di complicazioni legate alla gravidanza e al parto continuano a morire migliaia di donne ogni anno: da questi dati appare chiaro che si è ben lontani dagli obiettivi fissati nel Millenium summit da raggiungersi entro il 2015. Secondo il rapporto dell'UNICEF del 2009 in materia di mortalità materna, oltre ad applicare un modello di assistenza sanitaria di base che includa tutte le fasi della maternità e del periodo neonatale, occorre sostenere il rafforzamento del potere decisionale delle donne e il loro processo di istruzione. Il Governo italiano aveva assunto nel 2005 impegni concreti in tema di aiuti allo sviluppo, ma le risorse sono state tagliate dall'attuale Esecutivo, tanto che l'Italia è stata accusata di essere il Paese che ha stanziato la cifra più bassa in Europa in rapporto al PIL. E' auspicabile che, in virtù della Presidenza del G8, l'Italia possa mantenere gli impegni assunti verso i Paesi meno avanzati, soprattutto a vantaggio delle fasce più deboli rappresentate dalle donne e dai bambini. (Applausi dal Gruppo IdV).
BAIO (PD). La mozione sulla salute riproduttiva costituisce una risposta alla sollecitazione dell'Organizzazione mondiale della sanità a perseguire il quinto obiettivo del Millennio, ovvero la riduzione entro il 2015 del tasso di mortalità materna nei Paesi in via di sviluppo, accorciando così l'abnorme divario esistente in quest'ambito rispetto ai Paesi industrializzati. I decessi materni ed infantili sono per lo più evitabili, essendo dovuti a cause anche banali, a carenze e trascuratezza nei servizi, nella nutrizione, nell'educazione alla salute, che non costituisce una priorità per le popolazioni impegnate nella mera sopravvivenza. Considerato peraltro l'impianto matriarcale delle società afflitte dal fenomeno, la morte della donna implica un danno, oltre che in termini emotivi, anche economico all'intera famiglia. L'Italia è in forte ritardo, per responsabilità politicamente trasversali, nell'espletare gli impegni assunti nelle sedi internazionali: è auspicabile quindi che rinnovi il proprio impegno per il futuro, recuperando così anche il divario con gli altri Paesi industrializzati nella elargizione di risorse per la cooperazione allo sviluppo. (Applausi dai Gruppi PD e PdL).
PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione sulla mozione.
ROCCELLA, sottosegretario di Stato per il lavoro, la salute e le politiche sociali. Il fenomeno delle morti legate alla gravidanza ed al parto nei Paesi in via di sviluppo è purtroppo ancora molto grave, nonostante gli sforzi internazionali profusi. L'Italia si è adeguata alla revisione delle politiche di cooperazione implicata dalla definizione degli obiettivi del Millennio, aumentando i finanziamenti e ridisegnando le priorità nella cooperazione. A livello internazionale sono numerose le iniziative ed i programmi volti al raggiungimento della salute globale, alla lotta a malattie che uccidono ancora milioni di persone, come AIDS, malaria e tubercolosi, alla diffusione dei vaccini. L'Italia è impegnata ed ha già ottenuto dei buoni risultati, insieme agli altri Paesi industrializzati, negli sforzi per creare le condizioni per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del Millennio: in particolare la cooperazione italiana ha attivato interventi di forte impatto sulla salute e sulla nutrizione, per la vaccinazione universale e l'igiene, per rafforzare i sistemi sanitari nei Paesi più poveri ed in particolare per garantire l'assistenza al parto di personale qualificato, per la sensibilizzazione alla salute sessuale e riproduttiva, per la prevenzione della trasmissione del virus HIV da madre a figlio, nella lotta alle mutilazioni genitali femminili e nella modernizzazione dei sistemi informatici dei sistemi sanitari. La tutela della salute materna ed infantile, che costituisce il fulcro della mozione presentata, è da considerarsi una priorità della politica di cooperazione italiana. Esprime pertanto sulla mozione un parere favorevole suggerendo una riformulazione del testo che sostituisca alla definizione di «salute riproduttiva» quella di «salute materno-infantile», che meglio descrive l'oggetto della mozione stessa. (Applausi dal Gruppo PdL).