BOLDI (LNP). La mozione all'esame dell'Aula riveste un'importanza strategica alla luce dei dati sulle complicazioni legate alla gravidanza e al parto, posti in evidenza dall'Organizzazione mondiale della sanità con particolare riferimento ai Paesi in via di sviluppo e soprattutto dell'Africa sub-sahariana, e sull'alto tasso di mortalità materna, le cui cause sono spesso da far risalire alla tragica assenza di personale qualificato nelle strutture sanitarie locali. L'OMS ha quindi annoverato tra gli obiettivi di sviluppo del millennio da raggiungersi entro il 2015 il miglioramento della qualità della vita della madre e del bambino e la riduzione della mortalità materna di tre quarti rispetto al 1990. Nonostante gli incoraggianti risultati raggiunti in termini di riduzione della mortalità infantile neonatale, bisogna fare di più, anche sul versante delle malattie sessualmente trasmissibili. Il Governo italiano nel 2005 ha investito fondi cospicui sulla salute materno-infantile e sulla salute della riproduzione per i Paesi in via di sviluppo, ma può promuovere altre azioni concrete quest'anno profittando della Presidenza del G8. Tra gli impegni più cogenti che la mozione n. 89 pone in capo al Governo vi è il supporto tecnico ai programmi di scambio di professionisti del settore sanitario tra l'Italia, l'Unione europea e i Paesi africani; la collaborazione con organizzazioni non governative su questi temi; lo sviluppo di interventi di prevenzione e trattamento delle complicazioni della gravidanza in situazioni di limitate risorse; infine, il mantenimento dei finanziamenti a livello globale per garantire il raggiungimento degli obiettivi del Millennio. (Applausi della senatrice Bianconi).