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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 218 del 09/06/2009


Discussione della mozione n. 89 sugli aiuti internazionali alla salute riproduttiva

Approvazione della mozione n. 89 (testo 2)

BOLDI (LNP). La mozione all'esame dell'Aula riveste un'importanza strategica alla luce dei dati sulle complicazioni legate alla gravidanza e al parto, posti in evidenza dall'Organizzazione mondiale della sanità con particolare riferimento ai Paesi in via di sviluppo e soprattutto dell'Africa sub-sahariana, e sull'alto tasso di mortalità materna, le cui cause sono spesso da far risalire alla tragica assenza di personale qualificato nelle strutture sanitarie locali. L'OMS ha quindi annoverato tra gli obiettivi di sviluppo del millennio da raggiungersi entro il 2015 il miglioramento della qualità della vita della madre e del bambino e la riduzione della mortalità materna di tre quarti rispetto al 1990. Nonostante gli incoraggianti risultati raggiunti in termini di riduzione della mortalità infantile neonatale, bisogna fare di più, anche sul versante delle malattie sessualmente trasmissibili. Il Governo italiano nel 2005 ha investito fondi cospicui sulla salute materno-infantile e sulla salute della riproduzione per i Paesi in via di sviluppo, ma può promuovere altre azioni concrete quest'anno profittando della Presidenza del G8. Tra gli impegni più cogenti che la mozione n. 89 pone in capo al Governo vi è il supporto tecnico ai programmi di scambio di professionisti del settore sanitario tra l'Italia, l'Unione europea e i Paesi africani; la collaborazione con organizzazioni non governative su questi temi; lo sviluppo di interventi di prevenzione e trattamento delle complicazioni della gravidanza in situazioni di limitate risorse; infine, il mantenimento dei finanziamenti a livello globale per garantire il raggiungimento degli obiettivi del Millennio. (Applausi della senatrice Bianconi).

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione sulla mozione.

CARLINO (IdV). L'associazione Save the Children ha recentemente presentato un rapporto sullo stato delle madri del mondo in cui è inserita una graduatoria, basata su diversi indicatori, dalla quale emerge uno spaventoso divario tra i Paesi ai primi posti di tale classifica, come Svezia e Norvegia, e gli ultimi, come Niger, Afghanistan e Sierra Leone, in cui a causa di complicazioni legate alla gravidanza e al parto continuano a morire migliaia di donne ogni anno: da questi dati appare chiaro che si è ben lontani dagli obiettivi fissati nel Millenium summit da raggiungersi entro il 2015. Secondo il rapporto dell'UNICEF del 2009 in materia di mortalità materna, oltre ad applicare un modello di assistenza sanitaria di base che includa tutte le fasi della maternità e del periodo neonatale, occorre sostenere il rafforzamento del potere decisionale delle donne e il loro processo di istruzione. Il Governo italiano aveva assunto nel 2005 impegni concreti in tema di aiuti allo sviluppo, ma le risorse sono state tagliate dall'attuale Esecutivo, tanto che l'Italia è stata accusata di essere il Paese che ha stanziato la cifra più bassa in Europa in rapporto al PIL. E' auspicabile che, in virtù della Presidenza del G8, l'Italia possa mantenere gli impegni assunti verso i Paesi meno avanzati, soprattutto a vantaggio delle fasce più deboli rappresentate dalle donne e dai bambini. (Applausi dal Gruppo IdV).

BAIO (PD). La mozione sulla salute riproduttiva costituisce una risposta alla sollecitazione dell'Organizzazione mondiale della sanità a perseguire il quinto obiettivo del Millennio, ovvero la riduzione entro il 2015 del tasso di mortalità materna nei Paesi in via di sviluppo, accorciando così l'abnorme divario esistente in quest'ambito rispetto ai Paesi industrializzati. I decessi materni ed infantili sono per lo più evitabili, essendo dovuti a cause anche banali, a carenze e trascuratezza nei servizi, nella nutrizione, nell'educazione alla salute, che non costituisce una priorità per le popolazioni impegnate nella mera sopravvivenza. Considerato peraltro l'impianto matriarcale delle società afflitte dal fenomeno, la morte della donna implica un danno, oltre che in termini emotivi, anche economico all'intera famiglia. L'Italia è in forte ritardo, per responsabilità politicamente trasversali, nell'espletare gli impegni assunti nelle sedi internazionali: è auspicabile quindi che rinnovi il proprio impegno per il futuro, recuperando così anche il divario con gli altri Paesi industrializzati nella elargizione di risorse per la cooperazione allo sviluppo. (Applausi dai Gruppi PD e PdL).

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione sulla mozione.

ROCCELLA, sottosegretario di Stato per il lavoro, la salute e le politiche sociali. Il fenomeno delle morti legate alla gravidanza ed al parto nei Paesi in via di sviluppo è purtroppo ancora molto grave, nonostante gli sforzi internazionali profusi. L'Italia si è adeguata alla revisione delle politiche di cooperazione implicata dalla definizione degli obiettivi del Millennio, aumentando i finanziamenti e ridisegnando le priorità nella cooperazione. A livello internazionale sono numerose le iniziative ed i programmi volti al raggiungimento della salute globale, alla lotta a malattie che uccidono ancora milioni di persone, come AIDS, malaria e tubercolosi, alla diffusione dei vaccini. L'Italia è impegnata ed ha già ottenuto dei buoni risultati, insieme agli altri Paesi industrializzati, negli sforzi per creare le condizioni per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del Millennio: in particolare la cooperazione italiana ha attivato interventi di forte impatto sulla salute e sulla nutrizione, per la vaccinazione universale e l'igiene, per rafforzare i sistemi sanitari nei Paesi più poveri ed in particolare per garantire l'assistenza al parto di personale qualificato, per la sensibilizzazione alla salute sessuale e riproduttiva, per la prevenzione della trasmissione del virus HIV da madre a figlio, nella lotta alle mutilazioni genitali femminili e nella modernizzazione dei sistemi informatici dei sistemi sanitari. La tutela della salute materna ed infantile, che costituisce il fulcro della mozione presentata, è da considerarsi una priorità della politica di cooperazione italiana. Esprime pertanto sulla mozione un parere favorevole suggerendo una riformulazione del testo che sostituisca alla definizione di «salute riproduttiva» quella di «salute materno-infantile», che meglio descrive l'oggetto della mozione stessa. (Applausi dal Gruppo PdL).

PRESIDENTE. Passa alla votazione della mozione.

FOSSON (UDC-SVP-Aut). Posta la matrice culturale dell'approccio al parto, nei Paesi in via di sviluppo occorrerebbe agire proprio creando nelle popolazioni una maggiore consapevolezza sui rischi connessi al mancato rispetto delle basilari norme igienico-sanitarie e sulla necessità di un'assistenza professionale al parto. Benché la mozione presenti alcuni profili di imprecisione ed indefinitezza, è nel complesso condivisibile: esprime pertanto voto favorevole a nome del Gruppo. (Applausi delle senatrici Bianconi e Boldi).

BUGNANO (IdV). Nel redigere la mozione in esame le presentatrici si sono avvalse del bagaglio informativo acquisito nell'ambito dell'incontro presso la Organizzazione mondiale della sanità che ha coinvolto parlamentari di tutti gli schieramenti politici sul tema della salute materno-infantile. La tutela della maternità e dell'infanzia nei Paesi in via di sviluppo è un obiettivo da perseguire nell'interesse complessivo di quelle società. Gli aiuti internazionali verso quei Paesi devono esplicarsi, più che nell'esportazione di tecnologie, nella formazione costante di professionalità che possano agire in loco sulla mentalità e sulla cultura di operatori e famiglie. Si esprime favorevolmente sulla mozione in esame. (Applausi dal Gruppo IdV e delle senatrici Bianconi e Boldi).

BOLDI (LNP). L'approvazione della mozione in esame può favorire il raggiungimento di positivi risultati, ad esempio indirizzando con maggiore decisione gli sforzi verso la formazione di operatori locali nelle pratiche sanitarie connesse al parto: gli accorgimenti più elementari potranno salvare le vite di madri e neonati, la cui tutela è al centro di questa mozione così sentita e trasversalmente condivisa. Su di essa, annuncia il voto favorevole accogliendo la proposta di riformulazione avanzata dal Governo. (Applausi dei senatori Astore e Bianconi).

BIANCHI (PD). I dati allarmanti relativi ai decessi connessi al parto nei Paesi in via di sviluppo, causati da patologie ormai debellate nei Paesi avanzati, richiamano ad un impegno immediato a tutela della maternità e dell'infanzia. Occorre formare personale medico e paramedico locale, meglio se femminile, che sappia far fronte alle patologie ed informare le donne. Bisogna garantire un maggior accesso alla prevenzione delle malattie infettive e debellare il fenomeno degli aborti clandestini. L'Italia deve porre queste tematiche al centro della propria politica di cooperazione, attraverso un impegno economico concreto e mettendo a disposizione le proprie migliori professionalità. Finora, infatti, l'Italia non ha investito in modo adeguato e quindi ha sostanzialmente disatteso gli impegni assunti nell'ambito degli obiettivi del Millennio, sottoscritti nel 2000 in sede ONU, che richiedono di ridurre di due terzi, fra il 1990 e il 2015, il tasso di mortalità infantile sotto i cinque anni e di tre quarti il tasso di mortalità materna. Esprime, a nome del Gruppo del Partito Democratico, voto favorevole sulla mozione in esame. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Peterlini).

BIANCONI (PdL). Preannuncia il voto favorevole del Gruppo del Partito della Libertà sulla mozione sulla salute materno-infantile, che costituisce un rinnovato impegno alla solidarietà, in ossequio anche agli impegni assunti nel corso primo incontro internazionale sulla salute riproduttiva, promosso dall'Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda) in collaborazione con l'Organizzazione mondiale della sanità che si è svolto in gennaio a Ginevra, al quale le presentatrici della mozione hanno partecipato insieme ad altre parlamentari. Si compie così un passo avanti nella prevenzione delle morti legate alla gravidanza ed al parto, con l'obiettivo di colmare il divario fra i Paesi in via di sviluppo e quelli più avanzati, richiamando questi ultimi ad un impegno cosciente nei confronti dei primi, anche nella consapevolezza che un miglioramento della situazione socio-sanitaria nel Sud del mondo contribuirebbe sensibilmente ad una maggiore stabilità del contesto internazionale. (Applausi dal Gruppo PdL e della senatrice Boldi).

PORETTI (PD). Preannuncia la propria astensione dal voto sulla mozione in esame, in quanto in essa è assente ogni riferimento ai decessi causati dalla pratica degli aborti clandestini ed all'importanza di una procreazione cosciente e responsabile, che includa il diritto per la donna anche ad interrompere la gravidanza, qualora essa non sia desiderata. (Applausi dei senatori Perduca e Marinaro).

PERDUCA (PD). Nonostante l'intento dichiarato di promuovere il perseguimento degli obiettivi del Millennio, nella mozione pare assente il filo conduttore degli stessi, che è l'emancipazione femminile. Maggiori risorse dovrebbero essere destinate all'informazione ed all'educazione per il controllo delle nascite nei Paesi in via di sviluppo, nell'ottica di contenere la sovrappopolazione mondiale. Per questi motivi si asterrà dal votare la mozione. (Applausi dal Gruppo PD).

Il Senato approva la mozione n. 89 (testo 2).