BOLDI (LNP). Da più di 40 anni la giunta militare condanna i cittadini birmani alla miseria e alla disperazione, come ulteriormente confermato in occasione del ciclone Nargis, allorquando il regime non ha accettato gli aiuti dei Paesi stranieri in nome dell'autosufficienza e dell'orgoglio nazionale. Nonostante gli innumerevoli appelli della comunità internazionale e la condanna forte e unanime dell'Unione europea e degli Stati Uniti, non sono stati ottenuti fino ad oggi risultati particolarmente incisivi, verosimilmente a causa del comportamento compiacente assunto da molti Paesi del Sud-Est asiatico nei confronti della giunta militare. È pertanto quanto mai opportuno che il Governo promuova azioni tese a sollecitare i Paesi asiatici - in particolare Cina, Indonesia, India e Thailandia - ad un atteggiamento di maggiore rigore nei confronti della giunta al potere in Birmania, sostenendo altresì tutte le iniziative volte a favorire la liberazione del premio Nobel Aung San Suu Kyi, costretta agli arresti domiciliari da più di 13 anni. (Applausi dai Gruppi LNP, PdL e PD).