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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 218 del 09/06/2009


Discussione delle mozioni nn. 73 (testo 2), 136 (Procedimento abbreviato, ai sensi dell'articolo 157, comma 3, del Regolamento) e 138 sulla situazione in Birmania

Approvazione delle mozioni nn. 73 (testo 2), 136 e 138 (testo 2)

SOLIANI (PD). Illustrando la mozione n. 73 (testo 2), sottolinea le sofferenze del popolo birmano, privato dei fondamentali diritti politici e civili da una giunta militare responsabile anche di deportazioni, di impiego di lavoro forzato, di reclutamento dei bambini soldato e di utilizzo di mine antiuomo. Richiamando gli appelli dell'Alto commissario e del Segretario generale delle Nazioni Unite, nonché le iniziative assunte dall'inviato speciale dell'Unione europea, Piero Fassino, la mozione del PD auspica l'immediata liberazione dei detenuti politici e di Aung San Suu Kyi, la leader della Lega nazionale per la democrazia che, dopo tredici anni di arresti domiciliari, è oggi sottoposta ad un processo arbitrario, intentato al solo scopo di impedirle la partecipazione alle prossime elezioni. Nella speranza che i Governi di Cina, India e Russia utilizzino strumenti di pressione perché si apra una nuova stagione politica, la mozione impegna il Governo italiano a considerare la possibilità di rafforzare l'attuale regime sanzionatorio, ad affiancare progetti di cooperazione e di aiuto umanitario con programmi di sostegno e rafforzamento delle organizzazioni birmane in esilio, a promuovere il dialogo per innescare un processo di transizione verso la democrazia. (Applausi dai Gruppi PD, IdV e UDC-SVP-Aut).

BETTAMIO (PdL). Illustrando la mozione n. 136, sottolinea l'apprensione con cui le istituzioni internazionali seguono le vicende politiche e umanitarie interne alla Birmania, un Paese impoverito economicamente e offeso dalla sistematica violazione dei diritti fondamentali dell'uomo. Nonostante le diverse iniziative assunte dall'ONU e dall'Unione europea, alle quali l'Italia ha partecipato attivamente, si registra purtroppo una situazione di stallo e mancano segnali di distensione e di collaborazione. La mozione impegna quindi il Governo a promuovere il dialogo tra le diverse componenti della società birmana, ad aiutare la popolazione attraverso gli strumenti della cooperazione allo sviluppo, a sostenere le organizzazioni democratiche birmane in esilio, ad adoperarsi presso i Governi cinese e russo affinché sollecitino un maggior rispetto dei diritti e una politica di pacificazione interna al Myanmar. (Applausi dai Gruppi PdL e PD).

PEDICA (IdV). Illustrando la mozione n. 138, sottolinea la volontà unanime del Parlamento italiano di condannare le brutalità della giunta militare birmana che, per confermare il potere dittatoriale conquistato con un colpo di Stato, ha intentato un processo contro la leader dell'opposizione alla quale è di fatto precluso l'esercizio del diritto di difesa. Poiché le autorità militari hanno bloccato l'accesso via Internet ai mezzi di comunicazione, vietato la diffusione delle fonti di informazione indipendenti e arrestato i cosiddetti cyberdissidenti, è auspicabile che il processo contro Aung San Suu Kyi abbia un'ampia risonanza attraverso i media. Con l'obiettivo duplice di ottenere la liberazione del premio Nobel per la pace e l'annullamento della Costituzione iniqua e truffaldina approvata con brogli e violenze, la mozione dell'Italia dei Valori impegna il Governo italiano a verificare l'efficacia del sistema sanzionatorio e il suo rispetto da parte delle imprese italiane, ad esercitare pressioni su Cina, India e Russia affinché interrompano i rapporti commerciali con la Birmania, a sostenere economicamente e a pubblicizzare le iniziative delle associazioni birmane in esilio che lottano per la democrazia. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione sulle mozioni.

MARINARO (PD). Nonostante gli innumerevoli appelli della comunità internazionale, la situazione in Birmania peggiora sempre di più, permanendo l'uso della violenza e dei lavori forzati e continuando ad essere quotidianamente calpestati i diritti umani. E' auspicabile che il Governo italiano assuma un ruolo di maggiore fermezza e condanna dell'operato della giunta militare, adoperandosi al contempo per sostenere in tutte le sedi politiche e diplomatiche la richiesta di far processare il regime dal tribunale internazionale per crimini contro l'umanità. Allo stesso modo, anche al fine di scongiurare il rischio che la tragedia birmana assuma dimensioni ancor più preoccupanti, occorre un rinnovato impegno della comunità internazionale e dell'Unione europea per adottare misure adeguate alla gravità della situazione e per far giungere gli aiuti internazionali alla popolazione, chiedendo a tal fine un impegno particolare ai Governi di Cina e Russia. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni).

MUSSO (PdL). Il regime militare birmano calpesta i diritti umani, civili e politici dei cittadini ed è causa della rovina economica e sociale del Paese, che ha un debito di circa sette miliardi di dollari e dove il 33 per cento della popolazione vive sotto la soglia di povertà. A ciò occorre aggiungere che le elezioni indette per il 2010 rischiano di risolversi in un'ennesima farsa ai danni della democrazia e che le sanzioni fino ad oggi irrogate sono state inutili in quanto non accompagnate da adeguate misure di monitoraggio. La mozione presentata si muove pertanto nell'ottica di promuovere, di intesa con gli altri Paesi dell'Unione europea, il rafforzamento e l'effettiva applicazione delle sanzioni, la liberazione di Aung San Suu Kyi e di tutti i detenuti politici, nonché la difesa dei diritti umani del popolo birmano attraverso tutte le iniziative possibili, ivi compresa l'azione internazionale penale contro il dittatore Than Shwe per crimini contro l'umanità. (Applausi dai Gruppi PdL e PD. Congratulazioni).

PERDUCA (PD). Nell'esprimere compiacimento per lo svolgimento del dibattito odierno sulla grave situazione dei diritti umani e civili in Birmania, stigmatizza la mancata promozione da parte del Governo italiano di un analogo approfondimento con riguardo alla Libia, con la quale ha anzi recentemente sottoscritto un trattato di cooperazione e sviluppo che prevede l'erogazione di 5 miliardi di euro per i prossimi 20 anni. Richiama quindi l'attenzione dell'Aula sulle gravi violazioni dei diritti delle donne birmane e sull'assoluta inattendibilità della certificazione annuale dell'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine, da cui risulterebbe che la Birmania è un Paese in cui non viene prodotto oppio. E' auspicabile infine che l'onorevole Fassino, inviato speciale dell'Unione europea per la Birmania, sia finalmente messo nelle condizioni di entrare nel Paese e di presenziare alle udienze del processo promosso nei confronti di Aung San Suu Kyi. (Applausi dal Gruppo PD).

BOLDI (LNP). Da più di 40 anni la giunta militare condanna i cittadini birmani alla miseria e alla disperazione, come ulteriormente confermato in occasione del ciclone Nargis, allorquando il regime non ha accettato gli aiuti dei Paesi stranieri in nome dell'autosufficienza e dell'orgoglio nazionale. Nonostante gli innumerevoli appelli della comunità internazionale e la condanna forte e unanime dell'Unione europea e degli Stati Uniti, non sono stati ottenuti fino ad oggi risultati particolarmente incisivi, verosimilmente a causa del comportamento compiacente assunto da molti Paesi del Sud-Est asiatico nei confronti della giunta militare. È pertanto quanto mai opportuno che il Governo promuova azioni tese a sollecitare i Paesi asiatici - in particolare Cina, Indonesia, India e Thailandia - ad un atteggiamento di maggiore rigore nei confronti della giunta al potere in Birmania, sostenendo altresì tutte le iniziative volte a favorire la liberazione del premio Nobel Aung San Suu Kyi, costretta agli arresti domiciliari da più di 13 anni. (Applausi dai Gruppi LNP, PdL e PD).

DI GIOVAN PAOLO (PD). La drammatica situazione in cui versa il popolo birmano impone un intervento incisivo da parte delle Nazioni Unite, che devono tuttavia essere messe nelle condizioni di operare con efficacia e tempestività non soltanto nelle situazioni di emergenza, ma anche esercitando costanti pressioni economiche e politiche sugli Stati: a tal fine, oltre ad una riforma interna delle sue strutture, occorre garantire all'ONU una maggiore disponibilità economica e un più elevato livello di riconoscimento internazionale. Nel sollecitare il Ministero degli affari esteri e l'Unione europea ad un maggiore impegno sul piano della tutela e della promozione dei diritti umani nel mondo, ritiene che dibattiti come quello odierno siano assai proficui al fine di mantenere alto il livello di attenzione sul tema del rispetto dei diritti umani e civili e della tutela della democrazia. (Applausi dal Gruppo PD).

MALAN (PdL). Nell'esprimere compiacimento per l'unanime condanna espressa in Aula nei confronti del regime birmano, occorre tuttavia prendere atto dei parziali e scoraggianti risultati ottenuti fino ad oggi dalle azioni promosse a livello internazionale a tutela dei diritti umani in Myanmar. Anche tenuto conto dell'avvio in Birmania di un pericoloso e preoccupante piano nucleare, appare quanto mai necessario promuovere azioni tese a ripristinare adeguati standard di sopravvivenza e di rispetto dei diritti umani nel Paese, eventualmente sollecitando i Governi di India, Cina e Russia ad esercitare appieno la forte capacità di influenza che hanno nei confronti della giunta militare birmana. Conclude quindi auspicando l'approvazione unanime delle mozioni e richiamando il Governo ad agire con sempre maggiore impegno ed incisività a difesa dei diritti umani e delle libertà democratiche. (Applausi dai Gruppi PdL e PD).

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione sulle mozioni.

SCOTTI, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Nonostante alcune piccole aperture registrate negli ultimi mesi sul fronte dei rapporti con le organizzazioni internazionali, i segnali provenienti dal Myanmar non sono affatto incoraggianti: alla grave crisi economica e politica, si aggiungono infatti le incertezze sulle elezioni previste per il 2010, le pesanti condanne inflitte a numerosi esponenti delle opposizioni e l'introduzione di più stringenti meccanismi di controllo per la concessione di visti e permessi di viaggio per gli operatori umanitari. Quanto alla vicenda di Aung San Suu Kyi, secondo le ultime notizie disponibili il procedimento giudiziario a suo carico avrebbe avuto inizio il 18 maggio scorso e non tutte le udienze si sarebbero svolte alla presenza del corpo diplomatico e di giornalisti: il Governo italiano ha pertanto espresso viva preoccupazione ed auspicato la liberazione in tempi brevi del premio Nobel per la pace. L'Unione europea ha ribadito la propria posizione comune sulla questione birmana e sulle misure sanzionatorie già adottate, rinnovando la richiesta alla giunta militare di liberare tutti i prigionieri politici. Esprime infine parere favorevole sulle mozioni 1-00073 (testo 2) e 1-00136, nonché sulla mozione 1-00138, a condizione che venga riformulato il contenuto del secondo e del terzo punto del dispositivo. (Applausi dai Gruppi PdL, LNP, PD e IdV).

PEDICA (IdV). Accetta di riformulare la mozione n. 138 nel senso indicato dal sottosegretario Scotti (v. testo 2 nell'Allegato A).