l'11 maggio 2009 ha avuto luogo a Firenze una manifestazione non preavvisata di una cinquantina di studenti delle scuole medie superiori appartenenti alla Rete dei collettivi studenteschi i quali hanno organizzato un corteo per protestare contro la soppressione degli spazi autogestiti nelle scuole;
nel corso della manifestazione sono avvenuti degli scontri tra le forze dell'ordine e alcuni degli studenti partecipanti, con un bilancio di 10 studenti fermati, 19 denunciati, un agente di Polizia contuso a seguito di una sassaiola ingaggiata dai manifestanti che ha procurato lo sfondamento del parabrezza del mezzo su cui prestava servizio, uno studente di 16 anni soccorso dal 118 e accompagnato all'ospedale di Firenze Santa Maria Nuova con contusioni al naso e allo zigomo, denuncia di essere stato raggiunto da un colpo di manganello al volto e di altri alla schiena usati da un agente di Polizia impegnato nelle operazioni di contrasto;
sebbene la manifestazione non fosse autorizzata, occorre tenere in debito conto l'assoluta necessità di garantire la corretta impostazione nel rapporto tra forza pubblica e interessi dei cittadini, il cui diritto all'incolumità personale è universalmente riconosciuto come diritto inviolabile,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di come si siano svolti i fatti e come è stato ricostruito il comportamento degli agenti di Polizia nelle circostanze descritte in premessa;
se siano state avviate indagini interne per accertare i fatti che hanno determinato il ferimento di uno studente minorenne coinvolto nelle operazioni di contenimento della manifestazione da parte delle forze di Polizia;
se esistano delle riprese video operate dalle forze di Polizia impegnate che ritraggano nello specifico o che siano comunque utili a ricostruire lo svolgimento dei fatti che hanno determinato il ferimento del manifestante.
se il Ministro non intenda valutare l'opportunità di dotare le uniformi delle forze di polizia di un numero identificativo, sia sulla giacca che sul casco, in modo da isolare comportamenti scorretti di singoli agenti anche a tutela delle forze dell'ordine stesse, in modo da non essere sottoposte a facili generalizzazioni su eventuali comportamenti non leciti dei singoli agenti.
(4-01580)