la Sicilia oggi vanta il triste primato europeo della disoccupazione giovanile e quello complessivo (giovani e meno giovani) tra le regioni italiane;
a giudizio dell'interrogante la grave crisi economica generale, in Sicilia si avverte in maniera più pesante rispetto al resto d'Italia per una serie di carenze strutturali e per la mancanza di idonee infrastrutture;
le linee ferroviarie siciliane sono da molti decenni abbandonate a se stesse: ciò ne ha determinato la scarsa funzionalità e fruibilità e, pertanto, le ha rese improduttive, quasi a volerle forzatamente ridurre a "rami secchi";
in Sicilia, per realizzare dei piccoli segmenti di doppio binario occorrono decenni di programmazione, progettazioni, varianti e promesse di finanziamenti che sistematicamente vengono dirottati in altre direzioni, comunque quasi sempre verso le regioni settentrionali;
per realizzare 32 chilometri di doppio binario prima da Fiumetorto a Cefalù prima e, successivamente, fino a Castelbuono, non è stato sufficiente oltre un ventennio, nonostante le reiterate promesse di finanziamento e di imminente appalto dei lavori;
con il citato raddoppio ferroviario, nella stazione di Castelbuono si attesteranno i treni metropolitani per migliorare gli inadeguati collegamenti metropolitani dei comuni dell'Ente parco delle Madonie e di Cefalù con Palermo e l'aeroporto di Punta Raisi, agevolando considerevolmente i pendolari locali e i numerosi ospiti internazionali che gravitano nel vasto comprensorio turistico della cittadina normanna, secondo polo dell'industria delle vacanze della Sicilia;
nel comprensorio naturalistico e turistico-residenziale madonita vi sono circa 10.000 posti letto distribuiti in strutture ricettive rurali e nei centri storici, in pensioni, alberghi di tutte le categorie e in due rinomati villaggi turistici internazionali quali il Valtur e il Club Med, quest'ultimo prossimo a diventare - con l'imminente ristrutturazione - il primo villaggio europeo a cinque stelle dell'Organizzazione francese;
il previsto ammodernamento della tratta Fiumetorto-Cefalù-Castelbuono ridurrà a circa 80 chilometri - da Castelbuono a Patti - la linea ferrata a binario singolo, riducendo tra Palermo e Messina i tempi di percorrenza e di realizzazione del doppio binario lungo il Corridoio transeuropeo Berlino-Palermo, progetto n. 1 del Trans European Network Transports (TEN-T);
la realizzazione della Cefalù-Castelbuono e l'entrata in esercizio della Fiumetorto-Cefalù Ogliastrillo comporteranno un incremento dei collegamenti ferroviari metropolitani con Palermo e l'aeroporto di Punta Raisi, con una cadenza - nei due sensi di marcia - del passaggio di un treno ogni 10 minuti circa;
il previsto incremento del numero di treni in transito da Ogliastrillo alla stazione di Cefalù comporterà - di fatto - la pressoché permanente chiusura dei quattro passaggi a livello, due dei quali ricadono nel centro abitato (Gallizza e Salvatorello) e due nelle zone turistico-residenziali (Ogliatrillo e Santa Lucia-Club Med);
allo scopo di prevenire i disagi dell'intreccio della circolazione viaria con quella ferroviaria Ferrovie dello Stato e l'Amministrazione comunale di Cefalù hanno stipulato una convenzione, approvata dal Consiglio comunale con delibera n. 124 del 3 settembre 1998, per la soppressione di ben sette passaggi a livello ricadenti nel territorio cefaludese;
la sopra citata convenzione è stata revocata con la delibera consiliare n. 103 del 19 settembre 2001 in quanto con delibera n. 101 del 17 settembre 2001 il Consiglio comunale di Cefalù ha approvato, all'unanimità, lo studio di fattibilità del raddoppio della linea ferroviaria Fiumetorto-Castelbuono, che prevede il quasi totale interramento della tratta da Lascari a Castelbuono, ivi compresa la nuova "fermata" in sotterranea di Cefalù e, quindi, la dismissione dell'attuale linea, con la conseguente soppressione dei passaggi a livello;
in tale prospettiva, nella relazione, redatta dai progettisti dell'Italferr, che accompagna il citato "studio di fattibilità" e il "progetto definitivo" del più volte richiamato raddoppio ferroviario si stabilisce che: "Risulta evidente che il vantaggio sostanziale comune a tutte le soluzioni è quello che, a raddoppio ultimato, la Città di Cefalù verrà liberata dalla linea ferroviaria in superficie che attualmente costituisce una cesura tra la zona a valle e quella a monte e che risulterà possibile destinare gli spazi recuperati dalle dismissioni dei binari e della SSE ad usi pubblici";
nella menzionata relazione progettuale dell'Italferr viene infine asserito che: "La realizzazione dell'intero raddoppio Lascari-Cefalù-Castelbuono, permetterà inoltre di eliminare i 10 passaggi a livello esistenti nella tratta; in tale maniera potrebbe non essere più necessario realizzare le opere sostitutive oggetto della convenzione stipulata tra le F.S. ed il Comune di Cefalù con il conseguente risparmio dei 5 miliardi previsti";
il 15 luglio 2003, con la delibera n. 98 il Consiglio comunale di Cefalù, all'unanimità ha approvato il "progetto definitivo" del raddoppio dell'intera tratta Fiumetorto-Cefalù-Castelbuono;
il 3 ottobre 2003, nella Conferenza dei servizi (Atto di assenso n. 10), il Comune di Cefalù esprime un parere "favorevole-interlocutorio" e - si legge testualmente - "in particolare si reitera la condizione e prescrizione, che tra l'altro dà efficacia e legittimità al parere espresso dal Consiglio Comunale, che i lavori abbiano inizio prioritariamente da Castelbuono verso Cefalù, come concordato con RFI in sede di approvazione del progetto (la cosiddetta soluzione 6) e non da Fiumetorto verso Ogliastrillo-Cefalù. Diversa articolazione temporale delle suddette fasi esecutive - si legge ancora nell'Atto di assenso n. 10 - costituisce automaticamente, sin da ora, l'espressione di parere contrario sul progetto in esame e dunque l'inefficacia del presente assenso";
il 26 luglio 2005, con la delibera n. 130, il Consiglio comunale di Cefalù ha approvato la variante al progetto definitivo, riproponendo peraltro, in maniera sempre più inequivocabile, tutti i vincoli e le prescrizioni riportate nelle precedenti delibere consiliari, ivi compreso il rispetto delle prescrizioni inserite nel citato Atto di assenso n. 10, sottoscritto a conclusione della Conferenza dei servizi del 3 ottobre 2003;
"alla fine del 2004" viene acquisita la "completa disponibilità economica" per realizzare la Fiumetorto-Cefalù-Castelbuono (960 milioni di euro), e viene avviata l'attività negoziale del solo 1° lotto Fiumetorto-Cefalù Ogliastrillo, mentre, "il 2° lotto, Ogliastrillo-Castelbuono" - precisa (Rete ferroviaria italiana) nella nota del 17 giugno 2005 inviata al sindaco di Cefalù, onorevole Simona Vicari - "potrà andare in gara dal prossimo mese di luglio";
l'11 ottobre 2005 viene affidato l'appalto della Fiumetorto-Cefalù Ogliastrillo (20 chilometri, 420 milioni di euro) al contraente generale, i cui lavori sono iniziati nel mese di settembre 2008;
dal 18 novembre 2005, per 30 giorni, Italferr e RFI - con un avviso pubblico - mettono a disposizione dei proprietari dei terreni attraversati dal programmato doppio binario da Cefalù Ogliastrillo a Castelbuono il progetto definitivo dell'infrastruttura, per ottemperare alle procedure di "espropriazione per pubblica utilità";
il 28 settembre 2006, i senatori Ferrante e Fazio presentano un'interrogazione parlamentare al Ministro delle infrastrutture sulle incerte vicende del citato segmento ferroviario. Nella risposta alla citata interrogazione resa dal ministro Di Pietro (del 28 novembre 2006) viene ancora una volta assicurato: "che il costo del raddoppio dell'intera tratta Fiumetorto-Cefalù-Castelbuono, ammontante a 960 milioni di euro", è "interamente finanziato" e che, "per quanto riguarda la tratta Cefalù Ogliastrillo-Castelbuono l'avvio dell'attività negoziale è stato programmato entro gennaio 2007", come anche asserito da RFI a vari organismi interessati;
il 16 novembre 2006 il Ministero delle infrastrutture pubblica l'elenco delle "Infrastrutture prioritarie", nel quale - a pag. 103 - sono inseriti la Fiumetorto- Cefalù Ogliastrillo e il 2° lotto, Cefalù Ogliastrillo-Castelbuono, lavori, questi ultimi, "in appalto tramite Contraente Generale";
l'entrata in esercizio della Fiumetorto-Cefalù Ogliastrillo e la mancata realizzazione del 2° lotto Ogliastrillo-Castelbuono determineranno - per l'intero centro abitato di Cefalù - pessime e dannose condizioni di vivibilità per residenti e turisti con grave inquinamento acustico e atmosferico e pericoli per la pubblica incolumità. Problemi, questi ultimi, che potranno derivare dalle pochissime ed inadeguate vie d'uscita della circolazione veicolare dal centro abitato, anche a causa dei passaggi a livello che, in casi di emergenza, diverrebbero delle pericolose trappole;
con tali prospettive, l'immagine della cittadina balneare, del comprensorio dell'Ente Parco delle Madonie e della stessa Sicilia sarà seriamente compromessa, con irreparabili ripercussioni sull'economia turistica non solo locale ma anche regionale, oltre che sull'indotto e sul terziario;
per quanto sopra esposto, alla crisi in atto e alla preoccupante disoccupazione che si registra in Sicilia si potrebbe aggiungere la prevedibile ulteriore chiusura di esercizi commerciali, di attività artigianali e di alcune strutture ricettive. Problemi questi che potrebbero diventare un incentivo al proliferare della mafia per il prevedibile espandersi del fenomeno dell'usura e per il facile reclutamento di giovani disoccupati da affiliare ad organizzazioni delinquenziali e criminali;
le cospicue risorse finanziarie comunitarie assegnate o da destinare alla Sicilia (Fas, fondi di Agenda 2000/2007 non interamente utilizzati e fondi di Agenda 2007/2013, ancora da assegnare) ammontano complessivamente a poco meno di 20 miliardi di euro;
sono da prendere in seria considerazione le reiterate sollecitazioni del Capo dello Stato e del Presidente del Senato per l'immediato e corretto impiego delle sopra indicate risorse comunitarie, da destinare prioritariamente ad interventi infrastrutturali;
constatato che:
sono ingiustificabili i ritardi nell'espletamento delle procedure di appalto dei lavori del raddoppio della tratta ferroviaria Cefalù-Castelbuono, infrastruttura - tra le pochissime in Sicilia - "cantierabile" dal 2005;
è inspiegabile quanto inaccettabile la diversa destinazione data ai fondi necessari (540 milioni di euro) destinati - dalla fine del 2004 - alla realizzazione della Cefalù Ogliastrillo-Castelbuono, lotto che solo se realizzato in continuità con il primo, da Fiumetorto a Ogliastrillo, renderebbe effettivamente "funzionale" la tratta Fiumetorto-Cefalù-Ogliastrillo,
si chiede di sapere dai Ministri in indirizzo, ciascuno per quanto di competenza, se e in che modo intendano intervenire per rimuovere tutti gli ostacoli che si frappongono all'urgente realizzazione del raddoppio ferroviario della Cefalù-Castelbuono e, quindi, per rifinanziarie e appaltare urgentemente l'opera, anche attraverso un'efficace e proficua collaborazione con la Regione siciliana.
(4-01576)