PERDUCA, PORETTI - Al Ministro per i beni e le attività culturali - Premesso che:
la XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione della Repubblica italiana, come risultante dopo le modifiche di cui alla legge costituzione 23 ottobre 2002, n. 1 (Gazzetta Ufficiale 26 ottobre 2002, n. 252) così recita: "I beni, esistenti nel territorio nazionale, degli ex re di Casa Savoia, delle loro consorti e dei loro discendenti maschi, sono avocati allo Stato. I trasferimenti e le costituzioni di diritti reali sui beni stessi, che siano avvenuti dopo il 2 giugno 1946, sono nulli.";
nei giorni scorsi, il professor Francesco Margiotta Broglio, uno dei massimi studiosi dei rapporti fra Stato e Chiesa in Italia, a cui si deve la revisione del Concordato del 1984, ha espresso un parere motivato, ribadendo che, ai sensi della suddetta XIII disposizione, la Sindone è di proprietà dello Stato italiano, poiché deve essere considerato giuridicamente nullo l'atto di donazione della reliquia al Papa, compiuto dai Savoia, a seguito di un lascito testamentario, alla morte dell'ultimo re d'Italia, Umberto II, nel 1983;
la riaffermazione della proprietà dello Stato sulla Sindone, a giudizio degli interroganti, può e deve significare soprattutto la possibilità di nuovi studi scientifici indipendenti, non condizionati, sulle origini del lenzuolo,
si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda prendere, alla luce del parere autorevolmente espresso dal professor Margiotta Broglio, per riaffermare e ribadire la proprietà dello Stato italiano sulla Sindone, senza per questo negare in alcun modo sia a credenti e fedeli la possibilità di accesso e di venerazione, sia all'Episcopato torinese la possibilità di conservazione e di ostensione della reliquia.
(4-01563)
BIANCONI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:
il 3 giugno 2009 si apprende dalla stampa del sit-in di protesta, organizzato dal sindacato dei Cobas e da alcuni partiti di centro-sinistra, davanti al liceo scientifico "A. Righi" di Cesena a sostegno del professore Alberto Marani, docente di matematica nel suddetto liceo e attualmente sospeso dall'insegnamento;
da quanto riferiscono gli organi di stampa locali e nazionali, il professor Marani sarebbe stato sospeso dall'incarico dall'Ufficio scolastico provinciale per aver distribuito ai suoi alunni un questionario sull'ora di religione, questionario in cui si invitavano gli studenti ad esprime la loro preferenza a frequentare materie sostitutive alla religione, nel caso l'Istituto prevedesse offerte formative alternative e dei cui risultati il professor Marani ha dato ampia informazione al collegio dei docenti;
da quanto riferiscono altre fonti, nel mese di gennaio 2009 vi sarebbe stata un'ispezione ministeriale riguardante il professor Marani, per esaminare fatti e comportamenti a lui imputati inerenti l'attività didattica e quindi non riferibili al sopracitato questionario la cui diffusione, cronologicamente, è avvenuta dopo l'ipotizzata ispezione,
si chiede di sapere:
quali siano le motivazioni assunte dall'Ufficio scolastico che hanno determinato la sospensione del professor Alberto Marani;
se, in considerazione del risalto dato al provvedimento di sospensione, al fine di fare chiarezza e mettere a tacere ogni strumentalizzazione di tipo politico-ideologico, il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno che l'Ufficio scolastico regionale e l'Ufficio scolastico provinciale rendano note agli alunni, ai loro genitori e a tutto il corpo docente dell'Istituto le motivazioni che il Consiglio di disciplina del Ministero già da tempo ha inviato ai suddetti uffici, a seguito dell'ispezione effettuata nel mese di gennaio 2009.
(4-01564)
CAFORIO, BELISARIO - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
il 23 maggio 2009, l'avvocato Tommaso Scigliuzzo, candidato al Consiglio provinciale di Lecce per la lista Italia dei valori, teneva un comizio elettorale in piazza Tellini a Gallipoli (Lecce) (zona rientrante nel collegio elettorale di riferimento) affrontando vari temi tra cui quello riferito al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani del comune di Gallipoli;
al termine del comizio l'avvocato Scigliuzzo veniva avvicinato da due giovani i quali, prima in privato e successivamente a voce alta e in presenza di molti testimoni, rivolgevano al candidato pesanti minacce, ripetendo più volte: "non ti devi mai più permettere di fare nomi, di offendere e di parlare di certe cose, altrimenti la prossima volta saliamo sul palco per spezzarti le gambe e gettarti di sotto";
considerato che:
a seguito del descritto deprecabile episodio, non v'è stato alcun intervento da parte delle autorità, e non risulta agli interroganti che alcun organo di stampa o altro mezzo mediatico abbiano riportato il benché minimo accenno a quanto accaduto a Gallipoli all'avvocato Scigliuzzo;
tale episodio è assai simile a quanto già avvenuto ai danni di un altro esponente dell'Italia dei valori, Peppino Basile, membro del consiglio provinciale di Lecce e del consiglio comunale di Ugento (Lecce), più volte minacciato e successivamente assassinato nella notte tra il 14 e il 15 giugno 2008; i sicari sono tuttora ignoti e sulla vicenda è stata presentata in data 13 novembre 2008 l'interrogazione n. 3-00399,
si chiede di sapere quali misure il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di assicurare un'adeguata protezione a quanti sono coinvolti nell'attività politica del Paese, che dovrebbe sempre essere svolta, al pari di ogni altra attività, nel pieno rispetto della legalità e della democrazia.
(4-01565)
POSSA - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:
l'articolo 2, comma 344, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria per il 2008) dispone quanto segue: «È istituito, presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Fondo denominato "un centesimo per il clima" nel quale affluiscono le entrate derivanti dalla contribuzione volontaria di un centesimo di euro per ogni litro di carburante acquistato alla pompa per l'autotrazione, nonché per ogni 6 kW/h di energia elettrica consumata»,
si chiede di sapere quale sia l'effettivo ammontare della contribuzione volontaria che è affluita nel suddetto Fondo nel primo semestre 2009.
(4-01566)
CORONELLA - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:
per ottenere il riconoscimento dell'invalidità civile di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale i diritti delle persone handicappate) un cittadino italiano deve sottoporsi alla visita specialistica presso la commissione medica della competente Azienda sanitaria locale (ASL);
detta commissione redige un verbale, il quale, successivamente, viene sottoposto all'approvazione della Commissione medica di verifica;
con l'entrata in vigore dell'articolo 10, comma 2, del decreto-legge n. 203 del 30 settembre 2005 (convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248) la competenza per la verifica dei verbali di accertamento e la diagnosi funzionale - legge 12 marzo 1999, n. 68 - è passata dal Ministero dell'economia e delle finanze all'Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS);
considerato che:
ai fini di dette verifiche le specifiche commissioni mediche dell'INPS devono essere obbligatoriamente integrate da un medico specialista e da un operatore sociale;
a quanto risulta all'interrogante le commissioni mediche istituite presso la sede provinciale dell'INPS di Caserta sembrerebbero essere sprovviste di entrambe le citate figure professionali,
l'interrogante chiede di sapere se risulti al Ministro in indirizzo che le commissioni mediche dell'INPS della sede provinciale di Caserta siano sprovviste del medico specialista e dell'operatore sociale e, in caso affermativo, se e quali provvedimenti intenda porre in essere al fine di garantire il rispetto di quanto previsto dalla legge.
(4-01567)
DELLA SETA - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:
la nuova Commissione tecnica per la verifica dell'impatto ambientale istituita il 12 luglio 2008, dal 1° giugno dovrebbe smettere di funzionare a causa del mancato trasferimento dei fondi derivanti dallo 0,5 per mille che i proponenti, cioè le imprese aggiudicatrici degli appalti, versano al Ministero dell'economia e delle finanze all'atto dell'inizio delle istruttorie;
sembrerebbe che entro fine giugno 2009 i commissari della Commissione tecnica per la verifica dell'impatto ambientale non avranno più a disposizione gli attuali locali in cui svolgono la loro attività per scadenza del contratto di affitto e si dovrebbero pertanto trasferire nella sede centrale del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare; ma i locali messi a loro disposizione non sarebbero, a poco meno di 40 giorni dal trasferimento, ancora attrezzati e sicuramente in numero sufficiente;
agli interroganti risulta che il Tar del Lazio avrebbe accolto il ricorso avanzato da alcuni componenti della precedente commissione, scaduta nel maggio 2008, e non più rinominati nella attuale commissione;
l'Italia ha bisogno di opere e reti infrastrutturali e di energie rinnovabili. Tutto ciò ha un valore per l'ambiente perché consente di ammodernare il Paese e realizzare opere che vanno nella direzione dello sviluppo, dell'efficienza energetica e del risparmio energetico. L'espressione di compatibilità ambientale, espressa dalla Commissione, rappresenta un passaggio fondamentale di questo processo perché consente di intervenire sul tessuto produttivo e sulla rete delle infrastrutture del Paese con opere che rispettano il territorio e abbassano i livelli di inquinamento. Ad opinione dell'interrogante negare o ritardare immotivatamente le risposte ai soggetti pubblici e privati che intendono investire rappresenta un danno non solo all'economia, ma anche all'ambiente,
alla luce di quanto sopra esposto si chiede al Ministro in indirizzo di conoscere:
se intenda intervenire presso il Ministero dell'economia e delle finanze in modo che i fondi destinati alla funzionalità della Commissione tecnica per la verifica dell'impatto ambientale si rendano immediatamente disponibili in modo da scongiurare un gravissimo danno al Paese;
se corrisponda al vero che da luglio 2009 i commissari della Commissione tecnica per la verifica dell'impatto ambientale vengano trasferiti in locali non ancora attrezzati ed in numero insufficiente e, in caso affermativo, quali iniziative intenda promuovere per evitare che ciò accada;
se corrisponda al vero che il Tar del Lazio abbia accolto il ricorso di alcuni componenti della precedente commissione e nel caso in cui tali indiscrezioni corrispondano a vero cosa si intenda fare per garantire la continuità del lavoro della Commissione che altrimenti potrebbe essere azzerata da questo provvedimento amministrativo.
(4-01568)
POLI BORTONE - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:
le Regioni ammesse a beneficiare degli interventi dell'obiettivo Convergenza usufruiscono per il periodo 2007-2013 di una notevole quantità di fondi comunitari;
ad oggi risulterebbe che le risorse impegnate siano poco più dell'1 per cento del totale, addebitabile, a giudizio dell'interrogante, evidentemente all'incapacità degli amministratori regionali di procedere all'emissione di bandi per l'accesso ai fondi stessi;
di fronte a tali incapacità il Governo continua a dirottare, ad opinione dell'interrogante, impropriamente su altre Regioni i fondi specificatamente assegnati dall'Europa alle Regioni dell'ex "obiettivo 1" violando, come rileva la Corte dei Conti, il rispetto del principio di addizionalità delle risorse comunitarie finalizzate alle politiche di sviluppo regionale;
l'articolo 120 della Costituzione prevede che il Governo possa sostituirsi ad organi delle Regioni a tutela dei livelli essenziali delle prestazioni e nel caso di mancato rispetto di norme comunitarie;
considerato che, a giudizio dell'interrogante, il Meridione non può essere doppiamente penalizzato per le incapacità dei suoi governatori regionali e per la sottrazione sistematica di risorse pur di esclusiva competenza del Mezzogiorno stesso,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda promuovere la nomina di Commissari per il corretto e rapido utilizzo dei fondi comunitari nelle Regioni ammesse a fruire dei fondi dell'obiettivo Convergenza al fine di consentire alle popolazioni del Sud di raggiungere quelle condizioni di "parità" infrastrutturale che consentano loro di guardare con maggiore serenità all'attuazione del federalismo fiscale che rischia altrimenti di far divenire i territori meridionali sempre più poveri perché privati degli strumenti finanziari atti a creare occasioni di sviluppo e quindi lavoro.
(4-01569)
VILLARI - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:
da un monitoraggio ambientale commissionato dalla United States Navy, risulterebbe che nell'acqua campana, destinata al consumo umano, sarebbero presenti tetracloroetilene, nitrati e coliformi fecali, sostanze dannose per la salute;
nella prima fase sono state sottoposte a monitoraggio 130 abitazioni private, di personale della Marina militare americana e 10 siti in locazione al Governo statunitense, sottoposti al campionamento del suolo, dei gas presenti nel suolo, dell'acqua di rubinetto e di quella d'irrigazione;
su un campione di 130 abitazioni esaminate, 48 presentano "rischi non accettabili" se l'acqua del rubinetto fosse destinata al consumo umano, mentre 41 presentavano i medesimi rischi anche se l'acqua del rubinetto non fosse usata per bere, di conseguenza il suggerimento della US Navy ai militari americani e alle loro famiglie è di non utilizzare acqua di rubinetto e sostituirla con acqua minerale anche per lavarsi i denti, cucinare e produrre ghiaccio,
si chiede di sapere nel caso in cui questa notizia corrisponda al vero, se siano state predisposte dai Ministri in indirizzo, le opportune indagini per approfondire e monitorare la situazione, se esistano rischi per l'intera popolazione campana e quali misure si intendano adottare al fine di scongiurare danni ai cittadini.
(4-01570)
ANTEZZA, BUBBICO, CHIURAZZI - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
il comando provinciale dei Vigili del fuoco di Matera dispone dal 1991 di un distaccamento a carattere temporaneo e di natura stagionale a Metaponto, frazione del comune di Bernalda, in provincia di Matera;
il 21 luglio 2004, il Governo - in sede di esame dell'Atto Senato n. 2756 - accoglieva come raccomandazione l'ordine del giorno G 102 con cui veniva richiesta l'istituzione di un distaccamento permanente dei Vigili del fuoco presso il suddetto comune, precisando inoltre che l'apertura del suddetto distaccamento permanente era stata già prevista nell'ambito del cosiddetto piano nazionale "Soccorso Italia in 20 minuti";
il territorio di Bernalda e di Metaponto si trova oggi in una situazione di grande vulnerabilità come è emerso dai decreti di calamità naturali recentemente emanati in occasione dell'alluvione e delle mareggiate (novembre 2004 e marzo 2006). Nell'area è altresì presente il pericolo di incendi;
in seguito a tali eventi risulta agli interroganti che il Prefetto di Matera ha più volte segnalato al Governo l'assoluta necessità di una presenza nel territorio in questione di un contingente fisso dei Vigili del fuoco, e che, in sede di aumenti di organico del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, si potesse procedere alla trasformazione del distaccamento stagionale, di stanza a Metaponto Borgo, in distaccamento permanente;
le ultime ripetute esondazioni del fiume Bradano, tra il novembre 2008 e gennaio 2009, hanno prodotto gravi allagamenti nei centri urbani del lido e del Borgo di Metaponto e hanno richiesto l'intervento dei Vigili del fuoco a salvaguardia della pubblica incolumità: anche per tali eventi eccezionali è stato proclamato dal Governo lo stato di emergenza con l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3734 del 16 gennaio 2009;
la vulnerabilità del territorio metapontino è accentuata dalla presenza di importanti nodi di viabilità stradale, tra cui la strada statale 106 Jonica - dichiarata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ad "alta pericolosità" - e di collegamenti ferroviari altamente trafficati, dall'aumento degli insediamenti produttivi e dall'intenso sviluppo turistico che negli ultimi anni ha interessato la costa del metapontino;
considerato che, a quanto risulta agli interroganti:
il Comune di Bernalda e il Comando dei Vigili del fuoco di Matera, in data 22 giugno 2006, hanno stipulato un protocollo d'intesa che prevede, tra le altre cose, la concessione gratuita e a tempo indeterminato ai Vigili del fuoco, da parte dell'ente locale, di alcuni locali idonei siti a Metaponto Borgo, in grado di ospitare il distaccamento permanente;
inoltre, il Consiglio comunale di Bernalda ha già approvato la variante urbanistica necessaria alla individuazione dell'area su cui realizzare la nuova sede operativa per il distaccamento dei Vigili del fuoco, su progetto preliminare dell'Ufficio operativo del provveditorato alle opere pubbliche di Matera, che ha inserito il finanziamento della caserma dei Vigili del fuoco nel programma delle opere pubbliche del 2009-2010,
si chiede di sapere:
in quali tempi il Ministro in indirizzo intenda dare attuazione agli impegni assunti nel 2004 a seguito dell'accoglimento dell'ordine del giorno G 102 richiamato in premessa, considerato che è necessario agire con tempestività, anche in considerazione dell'approssimarsi della stagione estiva;
quando intenda procedere all'assegnazione delle unità di personale nonché delle risorse necessarie all'apertura del distaccamento permanente dei Vigili del fuoco a Metaponto Borgo.
(4-01571)
GASPARRI - Al Ministro della giustizia - Premesso che alcuni quotidiani e settimanali oggi in edicola riportano notizie relative a inchieste condotte dal magistrato Paolo Mancuso;
considerato che:
al magistrato Paolo Mancuso, anni addietro, vennero contestate ed accertate "frequentazioni e conoscenze" con esponenti della criminalità organizzata, pur sottoposti ad indagini dalla Procura di cui lui stesso faceva parte;
al magistrato Paolo Mancuso, amante della caccia, venne contestata, in particolare, la partecipazione ad una battuta di caccia di frodo con indagati per mafia;
preso atto che tali addebiti, se imputati e accertati a carico di qualunque altro cittadino, avrebbero comportato severe condanne;
l'interrogante chiede di sapere:
se al Ministro in indirizzo risulti, tutto quanto sopra riportato;
se il magistrato Paolo Mancuso, accusato di frequentazioni mafiose, e il magistrato Paolo Mancuso, "inquisitore" in procedimenti contro il Presidente del Consiglio dei ministri, siano la stessa persona;
se nei confronti del magistrato Paolo Mancuso, amante della caccia, a suo tempo sia stata avviata qualche azione, disciplinare o di altro tipo, e, in caso affermativo, con quali eventuali condanne e/o addebiti: ciò soprattutto al fine di salvaguardare e tutelare il lavoro svolto al servizio della nazione dalla stragrande maggioranza dei magistrati.
(4-01572)
BAIO, ADAMO, BASSOLI, BOSONE, CERUTI, D'AMBROSIO, FONTANA, MAZZUCONI, ROILO, TREU, VIMERCATI - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:
il 2 giugno 2009, anniversario della Festa della Repubblica, in occasione di una manifestazione nell'ambito della campagna elettorale del Popolo della libertà, il Ministro dell'istruzione, università e ricerca, avvocato Mariastella Gelmini, si è recata a Besana Brianza;
il volantino distribuito al fine di promuovere l'incontro, denominato "Festa...in famiglia", si riferiva direttamente ai minori esortandoli alla partecipazione con lo slogan, così come testualmente riportato, "Bambini vi aspettiamo!", in quanto sarebbero stati presenti intrattenimenti ludici, quali gonfiabili, palloncini e maghetti e sarebbero stati distribuiti "ghiaccioli, bibite e pizzette a go-go";
alla manifestazione erano presenti circa 350 persone, tra cui autorità civili e religiose, ma soprattutto famiglie con bambini ed educatori scolastici, vista la presenza del Ministro;
alcuni genitori ed educatori hanno esposto uno striscione che testualmente riportava lo slogan "Se la scuola è costosa oggi, chissà quanto ci costerà l'ignoranza domani";
alla vista di detto cartello, il Ministro ha iniziato il suo intervento apostrofando come "pirla" coloro che lo esponevano, in modo pacifico, e asserendo anche che questi ultimi "non sanno cos'è la democrazia";
lo stesso Ministro dell'istruzione, con proprio decreto, ha ritenuto essenziale la valutazione del comportamento degli studenti, in quanto ritenuto "elemento significativo per formare la personalità dei ragazzi";
il Presidente della Repubblica, lo stesso 2 giugno 2009, ha asserito che questa campagna elettorale è "fuori tono", esprimendo la necessità di "coesione" ed esprimendo la speranza che tale esigenza "venga raccolta anche da chi ha funzioni di rappresentanza politica e istituzionale",
si chiede di sapere:
se il Presidente del Consiglio dei ministri ritenga compatibile con il mantenimento del mandato di Ministro dell'istruzione, università e ricerca il comportamento posto in essere e la terminologia utilizzata dal titolare di tale dicastero nel corso del richiamato pubblico evento - proprio nel giorno dell'anniversario della Festa della Repubblica - in quanto offensivi verso i presenti e tali da costituire un pessimo esempio per tutta la popolazione scolastica;
se il Presidente del Consiglio non intenda esprimere pubbliche scuse a nome del ministro Gelmini, visto che la stessa non si è espressa a riguardo, pur non avendo negato l'accaduto.
(4-01573)
GHIGO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:
a causa delle frequenti alluvioni verificatesi, in particolare, negli ultimi anni, al fine di scongiurare lo straripamento dei torrenti Pellice e Chisone, in Provincia di Torino, sono stati effettuati numerosi interventi di manutenzione lungo l'asta dei torrenti stessi;
su richiesta delle amministrazioni locali, che hanno raccolto le segnalazioni degli abitanti delle aree adiacenti ai citati torrenti, a maggio del 2008 è stato effettuato l'ultimo lavoro di manutenzione;
tenuto conto che la regione Piemonte, la provincia di Torino e l'Agenzia interregionale per il fiume Po (AIPO) hanno individuato una serie di priorità per la messa in sicurezza dei territori che comprendono l'asta del torrente Pellice nei comuni di Bricherasio, Campiglione, Garzigliana, Cavour, Villafranca Piemonte e Vigone, del torrente Chisone nei comuni di San Secondo di Pinerolo, Pinerolo, Osasco, Macello e Garzigliana;
considerato che, ad opinione dell'interrogante:
per ridurre il rischio di esondazioni, gli interventi di manutenzione in alveo e il ripristino delle arginature danneggiate dovrebbero essere effettuati in maniera tempestiva, con opere di difesa più puntuali e consistenti, con risorse adeguate, oltre che con il concerto di tutte le parti coinvolte,
l'interrogante chiede di sapere:
se risulti al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro in indirizzo, ciascuno per quanto di competenza, l'esistenza di un piano di inerenti finalizzato alla realizzazione delle opere di messa in sicurezza dei territori attraversati dai torrenti Pellice e Chisone e, in caso affermativo, chi ha redatto detto piano e quale sia il suo contenuto;
se e quale sia l'entità dei fondi eventualmente stanziati per la realizzazione dei lavori di manutenzione citati e, in caso affermativo, se risulti una programmazione distinta in interventi urgenti e in interventi strutturali.
(4-01574)
FLERES - Al Ministro della giustizia - Premesso che la situazione negli istituti penitenziari nel Paese è al collasso. Diverse volte l'interrogante, in qualità di Garante per i diritti dei detenuti della Regione siciliana e in qualità di parlamentare, ha sollevato il problema del mancato rispetto del terzo comma dell'articolo 27 della Costituzione all'interno degli istituti di pena;
considerato che recentemente, il segretario generale della Unione italiana del lavoro pubblica amministrazione (UILPA) ha effettuato delle visite presso le strutture penitenziarie di Agrigento e Trapani ed ha redatto dettagliate relazioni, di cui si riportano i punti più significativi: "circa la casa circondariale 'Petrusa' di Agrigento vengono rilevate problematiche di fumi e polveri sottili all'ingresso della struttura, sarebbe utile separare con del plexiglass il camminamento pedonale dall'area di transito dei veicoli. Varcando l'ingresso sono presenti diversi scavi, non segnalati e non protetti, risalenti a parecchi anni or sono, a causa dei lavori per adeguamento e riparazione dell'impianto termico. L'impianto di riscaldamento non funziona dal 1997 perché le tubature furono sepolte nell'argilla, tutt'ora il riscaldamento è assicurato da stufette elettriche, utilizzate compatibilmente con il piano di risparmio energetico predisposto dal dirigente. All'interno del corpo detentivo sono stati valutati come inidonei i box destinati ad ospitare il personale addetto alla vigilanza, così come alcuni bagni, posti all'interno di tali box (passeggi 3 e 4) sono inutilizzabili. Le otto sezioni detentive maschili sono prive di finestre e non sono presenti impianti di areazione o estrazione. Inoltre, le celle sono edificate a "L" e questo non permette al personale addetto alla vigilanza una visione completa. Il reparto "Sole" è quello che merita una citazione particolare. Questa è una sezione, composta da ventidue celle e cinque cortili passeggi. Dovrebbe ospitare detenuti appartenenti al circuito dell'alta sicurezza cui si applica il regime di isolamento, nella realtà è stato riscontrato che i detenuti provenienti da altre strutture penitenziarie, in genere per motivi di giustizia la cui permanenza è breve, trovano sistemazione in questa sezione fatto questo che potrebbe determinare pericolosi problemi di convivenza le cui conseguenze possono essere molto gravi. Infine, la sezione presenta gravissime infiltrazioni di acqua; la sezione femminile è carente di personale addetto alla vigilanza. Relativamente al problema mamme - detenute, l'amministrazione penitenziaria ha acquistato un villino da destinare alla sorveglianza delle detenute con prole, ma non è operativo proprio per mancanza di personale, con notevoli costi per l'amministrazione; inoltre, la relazione consiglia la messa in posa di grate a maglie strette per evitare il formarsi di discariche a cielo aperto a causa della quantità di rifiuti che vengono gettati dalle finestre delle celle. Fatto questo che genera il proliferare di ratti ed uccelli di ogni genere. I detenuti presenti all'atto della visita erano 425 a fronte di una capienza massima prevista pari a 220; il nucleo traduzioni e piantonamenti è composto da 46 unità; nel primo trimestre del presente anno sono state effettuate 637 traduzioni, per un numero complessivo di detenuti pari a 1248 con l'impiego di 2138 unità di polizia penitenziaria; i mezzi a disposizione per le traduzioni dei protetti sono tre di cui due fuori uso, mentre per i comuni sono sette di cui tre fuori uso. Sembrerebbe che il 30 per cento degli ingressi in istituto riguardi soggetti arrestati in flagranza di reato laddove è previsto il rito per direttissima, dunque, non è necessaria la traduzione in carcere ma l'allocazione presso le camere di sicurezza della diverse Forze dell'ordine, la procura agrigentina pare operi contra legem disponendo, invece, il trasferimento presso il carcere; la situazione è allarmante anche a Trapani: già all'ingresso si notano quantità impressionanti di materiale di risulta da smaltire, l'accesso avviene attraverso una porta carraia ricavata in spazi insufficienti, non è presente nessun sistema di estrazione dei fumi e ciò determina un fattore di rischio per il personale che opera nell'area portineria. La sala IBM non è dotata di sistemi di areazione/estrazione/climatizzazione, ciò determina altissime temperature, analogo ragionamento va effettuato per l'inquinamento acustico dovuto ai diversi macchinari presenti. Anche i locali adibiti a rilascio colloqui e buca pranzi sono ricavati in spazi insufficienti ed insalubri. L'intera struttura è igienicamente carente e gli arredi sono datati. L'accesso all'ufficio matricola avviene attraverso una scala a chiocciola in ferro battuto, contraria a tutte le norme di sicurezza, nella sala è presente un archivio cartaceo ma non vi sono sistemi di rilevamento antincendio; i locali destinati al sopravitto sono igienicamente carenti ed è possibile notare al soffitto infiltrazioni di acque piovane; alla data della visita erano presenti 501 detenuti, di cui 113 appartenenti al circuito dell'alta sicurezza, a fronte di una capienza massima di 284; la sezione femminile presenta carenze nell'organico di polizia penitenziaria; per quanto riguarda la sezione Tirreno, tutte le celle possono ospitare al massimo tre detenuti, invece ne ospitano sei ciò a discapito della vivibilità e della sicurezza; gli infissi di legno sono corrosi dalla salsedine e le grate sono arrugginite, tant'è che il personale deve effettuare con molta cautela le operazioni di battitura; le docce sono insufficienti a soddisfare i bisogni della sezione; il perimetro esterno è pervaso dai rifiuti. La relazione, su questa sezione, si conclude sottolineando l'urgenza di procedere a lavori di riadattamento e ristrutturazione e, nell'attesa, consiglia l'immediata chiusura; la sezione Mediterraneo è notevolmente sovraffollata e le caratteristiche strutturali della stessa determinano problemi di sorveglianza e sicurezza. Si ricorda che in questa sezione sono stati feriti ben cinque agenti di polizia penitenziaria; il sistema sanitario interno è carente, sono stati soppressi i laboratori di ortopedia, otorino e oculistica sono inoltre presenti difficoltà circa l'approvvigionamento dei farmaci; sul muro di cinta sono presenti quattro garitte di cui tre inadeguate, queste non presentano i requisiti previsti in relazione alla sicurezza ed alla salubrità ciò determina anche una inefficienza dei sistemi di controllo; viene segnalata la necessità di implementare il personale da destinare al nucleo traduzioni e piantonamenti, che assume caratteri di nucleo provinciale. Infine, il personale lamenta anche l'inosservanza dell'Accordo nazionale quadro con riferimento alle pari opportunità allo sviluppo professionale, alla fruizione dei riposi festivi, alle rotazioni sui posti di servizio, all'espletamento di molti servizi articolati su tre quadranti;
preso atto che il contenuto delle predette relazioni, relativamente al sovraffollamento, all'inadeguatezza delle strutture, alla carenza di personale, alla scarsa assistenza sanitaria ed alle precarie condizioni igieniche sono già state oggetto di separati atti ispettivi poiché già rilevati nel corso delle numerose visite, effettuate dall'interrogante, presso le strutture penitenziarie dell'Isola,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di tutto quanto sopra esposto e, in caso affermativo:
se ritenga opportuno effettuare delle ispezioni all'interno degli istituti penitenziari evidenziati e degli altri aventi sede in Sicilia;
quali iniziative intenda intraprendere al fine di garantire il rispetto del terzo comma dell'articolo 27 della Costituzione.
(4-01575)
VICARI - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'economia e delle finanze - Premesso che:
la Sicilia oggi vanta il triste primato europeo della disoccupazione giovanile e quello complessivo (giovani e meno giovani) tra le regioni italiane;
a giudizio dell'interrogante la grave crisi economica generale, in Sicilia si avverte in maniera più pesante rispetto al resto d'Italia per una serie di carenze strutturali e per la mancanza di idonee infrastrutture;
le linee ferroviarie siciliane sono da molti decenni abbandonate a se stesse: ciò ne ha determinato la scarsa funzionalità e fruibilità e, pertanto, le ha rese improduttive, quasi a volerle forzatamente ridurre a "rami secchi";
in Sicilia, per realizzare dei piccoli segmenti di doppio binario occorrono decenni di programmazione, progettazioni, varianti e promesse di finanziamenti che sistematicamente vengono dirottati in altre direzioni, comunque quasi sempre verso le regioni settentrionali;
per realizzare 32 chilometri di doppio binario prima da Fiumetorto a Cefalù prima e, successivamente, fino a Castelbuono, non è stato sufficiente oltre un ventennio, nonostante le reiterate promesse di finanziamento e di imminente appalto dei lavori;
con il citato raddoppio ferroviario, nella stazione di Castelbuono si attesteranno i treni metropolitani per migliorare gli inadeguati collegamenti metropolitani dei comuni dell'Ente parco delle Madonie e di Cefalù con Palermo e l'aeroporto di Punta Raisi, agevolando considerevolmente i pendolari locali e i numerosi ospiti internazionali che gravitano nel vasto comprensorio turistico della cittadina normanna, secondo polo dell'industria delle vacanze della Sicilia;
nel comprensorio naturalistico e turistico-residenziale madonita vi sono circa 10.000 posti letto distribuiti in strutture ricettive rurali e nei centri storici, in pensioni, alberghi di tutte le categorie e in due rinomati villaggi turistici internazionali quali il Valtur e il Club Med, quest'ultimo prossimo a diventare - con l'imminente ristrutturazione - il primo villaggio europeo a cinque stelle dell'Organizzazione francese;
il previsto ammodernamento della tratta Fiumetorto-Cefalù-Castelbuono ridurrà a circa 80 chilometri - da Castelbuono a Patti - la linea ferrata a binario singolo, riducendo tra Palermo e Messina i tempi di percorrenza e di realizzazione del doppio binario lungo il Corridoio transeuropeo Berlino-Palermo, progetto n. 1 del Trans European Network Transports (TEN-T);
la realizzazione della Cefalù-Castelbuono e l'entrata in esercizio della Fiumetorto-Cefalù Ogliastrillo comporteranno un incremento dei collegamenti ferroviari metropolitani con Palermo e l'aeroporto di Punta Raisi, con una cadenza - nei due sensi di marcia - del passaggio di un treno ogni 10 minuti circa;
il previsto incremento del numero di treni in transito da Ogliastrillo alla stazione di Cefalù comporterà - di fatto - la pressoché permanente chiusura dei quattro passaggi a livello, due dei quali ricadono nel centro abitato (Gallizza e Salvatorello) e due nelle zone turistico-residenziali (Ogliatrillo e Santa Lucia-Club Med);
allo scopo di prevenire i disagi dell'intreccio della circolazione viaria con quella ferroviaria Ferrovie dello Stato e l'Amministrazione comunale di Cefalù hanno stipulato una convenzione, approvata dal Consiglio comunale con delibera n. 124 del 3 settembre 1998, per la soppressione di ben sette passaggi a livello ricadenti nel territorio cefaludese;
la sopra citata convenzione è stata revocata con la delibera consiliare n. 103 del 19 settembre 2001 in quanto con delibera n. 101 del 17 settembre 2001 il Consiglio comunale di Cefalù ha approvato, all'unanimità, lo studio di fattibilità del raddoppio della linea ferroviaria Fiumetorto-Castelbuono, che prevede il quasi totale interramento della tratta da Lascari a Castelbuono, ivi compresa la nuova "fermata" in sotterranea di Cefalù e, quindi, la dismissione dell'attuale linea, con la conseguente soppressione dei passaggi a livello;
in tale prospettiva, nella relazione, redatta dai progettisti dell'Italferr, che accompagna il citato "studio di fattibilità" e il "progetto definitivo" del più volte richiamato raddoppio ferroviario si stabilisce che: "Risulta evidente che il vantaggio sostanziale comune a tutte le soluzioni è quello che, a raddoppio ultimato, la Città di Cefalù verrà liberata dalla linea ferroviaria in superficie che attualmente costituisce una cesura tra la zona a valle e quella a monte e che risulterà possibile destinare gli spazi recuperati dalle dismissioni dei binari e della SSE ad usi pubblici";
nella menzionata relazione progettuale dell'Italferr viene infine asserito che: "La realizzazione dell'intero raddoppio Lascari-Cefalù-Castelbuono, permetterà inoltre di eliminare i 10 passaggi a livello esistenti nella tratta; in tale maniera potrebbe non essere più necessario realizzare le opere sostitutive oggetto della convenzione stipulata tra le F.S. ed il Comune di Cefalù con il conseguente risparmio dei 5 miliardi previsti";
il 15 luglio 2003, con la delibera n. 98 il Consiglio comunale di Cefalù, all'unanimità ha approvato il "progetto definitivo" del raddoppio dell'intera tratta Fiumetorto-Cefalù-Castelbuono;
il 3 ottobre 2003, nella Conferenza dei servizi (Atto di assenso n. 10), il Comune di Cefalù esprime un parere "favorevole-interlocutorio" e - si legge testualmente - "in particolare si reitera la condizione e prescrizione, che tra l'altro dà efficacia e legittimità al parere espresso dal Consiglio Comunale, che i lavori abbiano inizio prioritariamente da Castelbuono verso Cefalù, come concordato con RFI in sede di approvazione del progetto (la cosiddetta soluzione 6) e non da Fiumetorto verso Ogliastrillo-Cefalù. Diversa articolazione temporale delle suddette fasi esecutive - si legge ancora nell'Atto di assenso n. 10 - costituisce automaticamente, sin da ora, l'espressione di parere contrario sul progetto in esame e dunque l'inefficacia del presente assenso";
il 26 luglio 2005, con la delibera n. 130, il Consiglio comunale di Cefalù ha approvato la variante al progetto definitivo, riproponendo peraltro, in maniera sempre più inequivocabile, tutti i vincoli e le prescrizioni riportate nelle precedenti delibere consiliari, ivi compreso il rispetto delle prescrizioni inserite nel citato Atto di assenso n. 10, sottoscritto a conclusione della Conferenza dei servizi del 3 ottobre 2003;
"alla fine del 2004" viene acquisita la "completa disponibilità economica" per realizzare la Fiumetorto-Cefalù-Castelbuono (960 milioni di euro), e viene avviata l'attività negoziale del solo 1° lotto Fiumetorto-Cefalù Ogliastrillo, mentre, "il 2° lotto, Ogliastrillo-Castelbuono" - precisa (Rete ferroviaria italiana) nella nota del 17 giugno 2005 inviata al sindaco di Cefalù, onorevole Simona Vicari - "potrà andare in gara dal prossimo mese di luglio";
l'11 ottobre 2005 viene affidato l'appalto della Fiumetorto-Cefalù Ogliastrillo (20 chilometri, 420 milioni di euro) al contraente generale, i cui lavori sono iniziati nel mese di settembre 2008;
dal 18 novembre 2005, per 30 giorni, Italferr e RFI - con un avviso pubblico - mettono a disposizione dei proprietari dei terreni attraversati dal programmato doppio binario da Cefalù Ogliastrillo a Castelbuono il progetto definitivo dell'infrastruttura, per ottemperare alle procedure di "espropriazione per pubblica utilità";
il 28 settembre 2006, i senatori Ferrante e Fazio presentano un'interrogazione parlamentare al Ministro delle infrastrutture sulle incerte vicende del citato segmento ferroviario. Nella risposta alla citata interrogazione resa dal ministro Di Pietro (del 28 novembre 2006) viene ancora una volta assicurato: "che il costo del raddoppio dell'intera tratta Fiumetorto-Cefalù-Castelbuono, ammontante a 960 milioni di euro", è "interamente finanziato" e che, "per quanto riguarda la tratta Cefalù Ogliastrillo-Castelbuono l'avvio dell'attività negoziale è stato programmato entro gennaio 2007", come anche asserito da RFI a vari organismi interessati;
il 16 novembre 2006 il Ministero delle infrastrutture pubblica l'elenco delle "Infrastrutture prioritarie", nel quale - a pag. 103 - sono inseriti la Fiumetorto- Cefalù Ogliastrillo e il 2° lotto, Cefalù Ogliastrillo-Castelbuono, lavori, questi ultimi, "in appalto tramite Contraente Generale";
l'entrata in esercizio della Fiumetorto-Cefalù Ogliastrillo e la mancata realizzazione del 2° lotto Ogliastrillo-Castelbuono determineranno - per l'intero centro abitato di Cefalù - pessime e dannose condizioni di vivibilità per residenti e turisti con grave inquinamento acustico e atmosferico e pericoli per la pubblica incolumità. Problemi, questi ultimi, che potranno derivare dalle pochissime ed inadeguate vie d'uscita della circolazione veicolare dal centro abitato, anche a causa dei passaggi a livello che, in casi di emergenza, diverrebbero delle pericolose trappole;
con tali prospettive, l'immagine della cittadina balneare, del comprensorio dell'Ente Parco delle Madonie e della stessa Sicilia sarà seriamente compromessa, con irreparabili ripercussioni sull'economia turistica non solo locale ma anche regionale, oltre che sull'indotto e sul terziario;
per quanto sopra esposto, alla crisi in atto e alla preoccupante disoccupazione che si registra in Sicilia si potrebbe aggiungere la prevedibile ulteriore chiusura di esercizi commerciali, di attività artigianali e di alcune strutture ricettive. Problemi questi che potrebbero diventare un incentivo al proliferare della mafia per il prevedibile espandersi del fenomeno dell'usura e per il facile reclutamento di giovani disoccupati da affiliare ad organizzazioni delinquenziali e criminali;
le cospicue risorse finanziarie comunitarie assegnate o da destinare alla Sicilia (Fas, fondi di Agenda 2000/2007 non interamente utilizzati e fondi di Agenda 2007/2013, ancora da assegnare) ammontano complessivamente a poco meno di 20 miliardi di euro;
sono da prendere in seria considerazione le reiterate sollecitazioni del Capo dello Stato e del Presidente del Senato per l'immediato e corretto impiego delle sopra indicate risorse comunitarie, da destinare prioritariamente ad interventi infrastrutturali;
constatato che:
sono ingiustificabili i ritardi nell'espletamento delle procedure di appalto dei lavori del raddoppio della tratta ferroviaria Cefalù-Castelbuono, infrastruttura - tra le pochissime in Sicilia - "cantierabile" dal 2005;
è inspiegabile quanto inaccettabile la diversa destinazione data ai fondi necessari (540 milioni di euro) destinati - dalla fine del 2004 - alla realizzazione della Cefalù Ogliastrillo-Castelbuono, lotto che solo se realizzato in continuità con il primo, da Fiumetorto a Ogliastrillo, renderebbe effettivamente "funzionale" la tratta Fiumetorto-Cefalù-Ogliastrillo,
si chiede di sapere dai Ministri in indirizzo, ciascuno per quanto di competenza, se e in che modo intendano intervenire per rimuovere tutti gli ostacoli che si frappongono all'urgente realizzazione del raddoppio ferroviario della Cefalù-Castelbuono e, quindi, per rifinanziarie e appaltare urgentemente l'opera, anche attraverso un'efficace e proficua collaborazione con la Regione siciliana.
(4-01576)
BUTTI - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
con il decreto legislativo n. 446 del 1997 sono stati attribuiti alle Province i gettiti dei tributi dell'imposta provinciale di trascrizione e dell'imposta sulle assicurazioni contro la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, disponendo contestualmente una riduzione dei trasferimenti erariali assegnati annualmente, in misura corrispondente ai gettiti prodotti, in ambito provinciale, nell'anno 1998 dai due tributi;
la Provincia di Como - come altre quattro Province lombarde: Milano, Brescia, Bergamo e Varese - è quindi tenuta, in applicazione del decreto del Ministero dell'interno 17 novembre 2003, attuativo dell'art. 31, commi 12 e 13, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, ad impegnare e liquidare annualmente al Ministero le somme dovute in base alle normative sopra citate e non portate in detrazione, dal Ministero medesimo, ai trasferimenti erariali assegnati annualmente, per incapienza degli stessi;
con riferimento all'anno 2009, l'importo che la Provincia di Como è tenuta a versare all'erario per le causali descritte è pari a 9.663.782,48 di euro;
detto importo è rilevante ai fini della gestione del patto di stabilità interno, in quanto, nella disciplina dell'obiettivo definito di competenza mista, determina, nello sviluppo gestionale, un impegno di spesa corrente, allocata al titolo I del bilancio di previsione;
considerato tuttavia che la spesa di cui trattasi, ancorché formalmente classificata finanziariamente come trasferimento di spesa corrente, non si configura quale spesa finale, in quanto costituisce, in buona sostanza, la riconduzione al bilancio dello Stato di risorse di pertinenza; ed infatti, laddove non si configurasse una condizione di incapienza dei trasferimenti assegnati annualmente, come nel caso della Provincia di Como, l'impegno di spesa e il conseguente flusso di cassa non si determinerebbero,
si chiede di sapere quali misure il Ministro in indirizzo intenda adottare, perché l'impegno di spesa relativo alle somme che la Provincia di Como deve riversare al Ministero dell'interno, per quanto in premessa illustrato, sia neutralizzabile al fine dell'obiettivo di competenza mista del patto di stabilità.
(4-01577)
LICASTRO SCARDINO - Ai Ministri del lavoro, della salute e delle politiche sociali e per le pari opportunità - Premesso che:
in Italia è in commercio il Cytotec, un farmaco nato per la cura dell'ulcera ma che, come effetto collaterale, induce nelle donne fortissime contrazioni dell'utero e spesso un aborto quasi sicuro entro le prime 9 settimane di gravidanza, spesso anche nel secondo trimestre;
il Cytotec andrebbe venduto solo su prescrizione medica non ripetibile, ma, come dimostrato dal reportage pubblicato sul sito webRepubblica.it, in farmacia viene concesso anche e soprattutto sulla fiducia;
in Italia l'aborto, secondo la legislazione vigente, deve essere praticato esclusivamente in strutture ospedaliere al fine di consentire un adeguato controllo post-operatorio ed assicurare assistenza medica in caso di complicazioni;
sono stati rilevati presso i pronto soccorso di tutto il Paese numerosi casi di donne, soprattutto africane e sudamericane, con forti crampi addominali ed emorragie in corso anche da 12 giorni per aborti spontanei più che sospetti;
il suddetto farmaco consente quindi di eludere le norme vigenti in tema di aborto a discapito della salute delle donne che ne fanno uso;
è stata addirittura aperta un'indagine dal procuratore della Repubblica di Torino, Raffaele Guariniello, su circa 2000 ricette sospette negli ultimi due anni sequestrate dagli agenti del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dell'Arma di Torino, le cui destinatarie sono soprattutto straniere,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto sopra detto;
se non sia un rischio per la salute di tutte le donne la commercializzazione del suddetto farmaco;
se siano a conoscenza di eventuali comportamenti scorretti, sotto il profilo deontologico e professionale, da parte di medici e farmacisti consenzienti;
se non ritengano necessario ed opportuno togliere dal commercio il Cytotec al fine di tutelare la salute delle donne italiane e immigrate.
(4-01578)
SBARBATI - Al Presidente del Consiglio dei ministri -
(4-01579)
(Già 3-00233)
PORETTI, PERDUCA - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
l'11 maggio 2009 ha avuto luogo a Firenze una manifestazione non preavvisata di una cinquantina di studenti delle scuole medie superiori appartenenti alla Rete dei collettivi studenteschi i quali hanno organizzato un corteo per protestare contro la soppressione degli spazi autogestiti nelle scuole;
nel corso della manifestazione sono avvenuti degli scontri tra le forze dell'ordine e alcuni degli studenti partecipanti, con un bilancio di 10 studenti fermati, 19 denunciati, un agente di Polizia contuso a seguito di una sassaiola ingaggiata dai manifestanti che ha procurato lo sfondamento del parabrezza del mezzo su cui prestava servizio, uno studente di 16 anni soccorso dal 118 e accompagnato all'ospedale di Firenze Santa Maria Nuova con contusioni al naso e allo zigomo, denuncia di essere stato raggiunto da un colpo di manganello al volto e di altri alla schiena usati da un agente di Polizia impegnato nelle operazioni di contrasto;
sebbene la manifestazione non fosse autorizzata, occorre tenere in debito conto l'assoluta necessità di garantire la corretta impostazione nel rapporto tra forza pubblica e interessi dei cittadini, il cui diritto all'incolumità personale è universalmente riconosciuto come diritto inviolabile,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di come si siano svolti i fatti e come è stato ricostruito il comportamento degli agenti di Polizia nelle circostanze descritte in premessa;
se siano state avviate indagini interne per accertare i fatti che hanno determinato il ferimento di uno studente minorenne coinvolto nelle operazioni di contenimento della manifestazione da parte delle forze di Polizia;
se esistano delle riprese video operate dalle forze di Polizia impegnate che ritraggano nello specifico o che siano comunque utili a ricostruire lo svolgimento dei fatti che hanno determinato il ferimento del manifestante.
se il Ministro non intenda valutare l'opportunità di dotare le uniformi delle forze di polizia di un numero identificativo, sia sulla giacca che sul casco, in modo da isolare comportamenti scorretti di singoli agenti anche a tutela delle forze dell'ordine stesse, in modo da non essere sottoposte a facili generalizzazioni su eventuali comportamenti non leciti dei singoli agenti.
(4-01580)
PETERLINI - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:
da un articolo di stampa si apprende che alcuni prodotti dimagranti, venduti on-line, conterrebbero sostanze altamente pericolose per la salute umana. Infatti, le analisi condotte su taluni campioni avrebbero evidenziato che si tratta di veri e propri farmaci, del tutto privi di controindicazioni o, comunque, di indicazioni terapeutiche anziché di innocui integratori alimentari o semplici preparati vegetali, quindi sconsigliati per la perdita del peso corporeo;
tali prodotti dimagranti, se così è, eludono le più elementari regole sulla sicurezza dei prodotti alimentari e dei farmaci, con gravi conseguenze per la salute dei cittadini;
la Fondazione Warentest informa che aveva accertato quanto sopra detto già da due anni or sono e poco tempo fa, anche l'istituto svizzero per gli agenti terapeutici, Swissmedic, ha verificato la composizione di alcuni dimagranti vegetali d'importazione posti sotto sequestro, allo scopo di accertare l'eventuale presenza di sostanze sintetiche e metalli pesanti; ha quindi analizzato 13 campioni di 10 diversi prodotti ed è risultato che più della metà di essi contiene componenti sintetici non dichiarati, tra i quali è stata individuata la sibutramina, che è un pericoloso anoressizzante. A ciò si aggiungono una contaminazione da metalli pesanti (piombo e mercurio) superiore ai valori consentiti, nonché condizioni inadeguate di produzione e confezionamento. Inoltre, poiché l'indicazione dei componenti è incompleta o assente, il consumatore di fatto ignora di stare assumendo un cocktail di sostanze pericolose;
secondo Swissmedic si tratta dunque di contraffazioni di medicamenti potenzialmente pericolosi e il fatto di commercializzarli come dimagranti naturali rappresenta, inoltre, una truffa ai danni dei consumatori;
il Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU) (che esplica la propria attività prevalentemente sul territorio della Provincia di Bolzano) ha acquistato on-line per prova alcuni dimagranti ed ha dimostrato che questi prodotti, sequestrati da Swissmedic ed altri enti esteri preposti al controllo di farmaci, varcano tranquillamente le frontiere doganali,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda prendere urgenti misure volte a:
verificare il reale contenuto delle cosiddette pillole dimagranti che vengono vendute tramite la rete internet;
estendere il sistema comunitario di allerta rapida (denominato RAPEX, che consente uno scambio rapido di informazioni tra gli Stati membri e la Commissione europea riguardo alle misure adottate per impedire o limitare la commercializzazione e l'impiego di prodotti che comportano gravi rischi per la salute e la sicurezza dei consumatori) ai prodotti alimentari, ai farmaci e agli apparecchi medicali;
informare al più presto, se ciò corrisponde al vero, le autorità doganali affinché diano corso a tali misure.
(4-01581)
INCOSTANTE, ARMATO - Al Ministro dell'interno - Considerato che:
secondo dichiarazioni di esponenti del Sindacato italiano lavoratori di polizia (Silp) di Napoli rese anche a mezzo stampa, il Popolo delle Libertà (PdL) ha ottenuto la disponibilità di spazi all'interno di uffici di proprietà della Polizia dello Stato per svolgere, durante l'orario di servizio, riunioni con il personale di polizia, alla presenza dello staff dirigenziale, in occasione della campagna elettorale per le elezioni europee che si sono svolte nei giorni 6 e 7 giugno 2009;
il candidato del Pdl Franco Malvano - ex questore di Napoli - ha svolto gli incontri suddetti in almeno cinque uffici, in particolare presso il 6° Reparto volo della polizia di Stato a Capodichino e presso i Commissariati di Giugliano, San Giovanni, Ponticelli e Afragola, secondo i dati resi noti dalla segreteria provinciale di Napoli del Sindacato italiano dei lavoratori di Polizia per la CGIL;
gli incontri di cui sopra non si sono svolti sotto un regime di pubblicità e, al contempo, non è stata data analoga possibilità ad altre forze politiche con il rischio in tal modo di scalfire l'immagine di imparzialità delle forze di polizia agli occhi della popolazione nonché di influenzare il risultato delle elezioni appena svoltesi in ragione della posizione lavorativa precedentemente ricoperta da Malvano;
il Silp ha richiesto un incontro con il Capo della Polizia per esporre i fatti di cui sopra, che è stato successivamente fissato per lunedì 15 giugno 2009 presso il Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia al corrente di tale situazione e se intenda verificare la responsabilità eventuale dei dirigenti locali dei commissariati di polizia che hanno permesso lo svolgimento di tali riunioni;
se intenda predisporre adeguate misure al fine di evitare che, in occasione delle prossime tornate elettorali, possa essere messa in discussione l'imparzialità delle forze dell'ordine.
(4-01582)