in data 30 ottobre 2008, con sentenza depositata in cancelleria il 3 novembre 2008, il Tribunale di Firenze, sezione I, definitivamente pronunciandosi sulla domanda proposta dalla Fondazione Giacomo Puccini nei confronti della Presidenza del Consiglio e dell'Agenzia del demanio, con l'intervento di Simonetta Puccini e dell'Associazione "Gli amici delle case di Giacomo Puccini" ha così deciso:
1) dichiara il difetto di legittimazione passiva della Presidenza del Consiglio dei ministri;
2) dichiara l'inammissibilità degli interventi di Simonetta Puccini e dell'Associazione "Gli amici delle case di Giacomo Puccini";
3) dichiara che l'immobile sito in Viareggio, in angolo fra la piazza Puccini e la via Buonarroti, è gravato da legato in favore della Fondazione Giacomo Puccini;
4) dichiara tenuta e condanna l'Agenzia del demanio al rilascio del predetto immobile in favore della Fondazione legataria;
5) dichiara che la quota dei diritti d'autore relativi alle opere del maestro Giacomo Puccini, a carico della casa musicale Ricordi, è gravata da legato in favore della Fondazione Giacomo Puccini, in forza di testamento olografo di Livio Dell'Anna;
6) dichiara tenuta e condanna l'Agenzia del Demanio, in adempimento del predetto legato, alla restituzione delle somme dovute alla Fondazione legataria, pari a 2.163.674,83 euro alla data del 12 febbraio 2007;
rilevato che:
il predetto immobile, sotto il profilo storico e culturale, è un bene di fondamentale importanza perché fu l'abitazione dove visse Giacomo Puccini negli ultimi suoi anni e dove compose la sua ultima opera "Turandot";
tale immobile non può essere sottratto, per mancanza di idonee iniziative, al patrimonio dello Stato ed in particolare, alla comunità di Viareggio e di Torre del Lago (Lucca);
tale immobile, ove la sentenza del Tribunale di Firenze divenga definitiva, finirebbe nel possesso di una Fondazione lucchese del tutto estranea ai legittimi interessi, alla storia ed alla cultura della città di Viareggio e di Torre del Lago (Lucca);
fino ad oggi non risulta all'interrogante che sia stato interposto appello avverso la predetta sentenza;
la rinuncia ad impugnare la sentenza, ad avviso dell'interrogante, costituirebbe un gravissimo danno per lo Stato, per la città di Viareggio e per Torre del Lago,
l'interrogante chiede al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro in indirizzo, ciascuno per quanto di competenza, di sapere quali siano le reali intenzioni (della Presidenza del Consiglio e dell'Agenzia del Demanio) in ordine all'esigenza di impugnare immediatamente la sentenza di cui in premessa.
(3-00792)