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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 218 del 09/06/2009


Interpellanze

AGOSTINI, ZANDA, BARBOLINI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

è ancora vivo nella memoria degli investitori italiani e internazionali il ricordo degli scandali Cirio e Parmalat entrambi caratterizzati, oltre che dalle frodi contabili, dalla massiccia sottrazione di valori aziendali a favore dei soci di controllo, realizzati anche mediante operazioni tra le società quotate ed altre entità del gruppo controllate rispettivamente dal veicolo societario irlandese di Cragnotti al vertice della catena e dalla famiglia Tanzi. Secondo calcoli attendibili, con varie operazioni cori parti correlate Cragnotti riuscì in pochi anni a spostare dalle società quotate da lui controllate alle holding al vertice della catena poco meno di un miliardo di euro, mentre la famiglia Tanzi, nell'arco di 18 anni, incamerò in varie forme dalla Parmalat (e dunque sottrasse ai suoi azionisti e obbligazionisti) circa 2 miliardi di euro;

anche in risposta all'allarme sociale e ai gravi danni d'immagine per il mercato finanziario italiano conseguenti agli scandali Cirio e Parmalat. il secondo "Governo Berlusconi", traendo ispirazione da alcune proposte parlamentari avanzate nel corso dei lavori relativi alla cosiddetta "legge sul risparmio", in attuazione della delega per la riforma del diritto societario, con decreto legislativo 28 dicembre 2004, n. 310, introdusse nel Codice civile l'art. 2391-bis, ai sensi del quale "Gli organi di amministrazione della società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio adottano, secondo principi generali indicati dalla Consob, regole che assicurano la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni con parti correlate e li rendono noti nella relazione sulla gestione; a tali tini possono farsi assistere da esperti indipendenti, in ragione della natura, del valore o delle caratteristiche dell'operazione";

nell'aprile 2008 la Consob ha pubblicato un documento di consultazione e una bozza di articolato in materia di operazioni con parti correlate in attuazione del citato art. 2391-bis. La proposta della Consob prevedeva, tra l'altro, un regime di trasparenza immediata sulle operazioni con parti correlate più significative e attribuiva agli amministratori indipendenti un ruolo determinante nell'approvazione delle medesime;

le risposte alla consultazione, pubblicate nel sito della Consob, si dividono tra coloro (in particolare, gli investitori istituzionali internazionali) che ritengono non sufficientemente rigorose nel loro complesso le nonne individuate dalla Consob e coloro (soprattutto le associazioni rappresentative delle società quotate), che ritengono viceversa eccessivamente rigorose le proposte Consob, mostrando in particolare preoccupazione per i possibili intralci all'operatività corrente delle società, in particolare ove appartenenti a gruppi;

più di un anno è passato dalla pubblicazione del documento di consultazione e sono più di quattro anni che la nonna di cui all'art. 2391-bis non ha potuto trovare attuazione, in mancanza dei principi indicati dalla Consob;

la crisi economica e finanziaria fa ora sentire i propri effetti sui bilanci delle società quotate. A quanto risulta agli interroganti numerose sono le società in situazione critica sul piano finanziario e dunque a rischio d'insolvenza. In queste situazioni, come illustrano a sufficienza i casi Cirio e Parmalat, diventa ancora più forte la tentazione degli azionisti di controllo di mettere in salvo dalle pretese dei creditori i valori aziendali, facendoli confluire, eventualmente tramite operazioni con parti correlate, in altre società controllate o collegate;

la mancanza di regole per le operazioni con parti correlate pone dunque a rischio gli interessi degli azionisti di minoranza e degli investitori in genere in questa fase delicata di mercato. Gli effetti di nuovi casi Cirio e Parmalat in un contesto come l'attuale in cui la fiducia tra operatori economici e finanziari è assai scarsa sarebbero dirompenti per l'intero sistema-Paese,

si chiede di sapere:

se siano note al Governo le ragioni del ritardo della Consob nell'emanazione del regolamento sulle operazioni con parti correlate;

se al Governo risulti che la Consob intenda confermare nelle sue linee di fondo la proposta di regolamento a suo tempo posta in consultazione ovvero se siano previsti alleggerimenti che, con i pur necessari presidi, possano rimuovere le preoccupazioni delle società quotate di un intralcio eccessivo all'operatività corrente;

quali iniziative, in caso d'inerzia perdurante della Consob sulla materia, il Governo abbia intenzione di prendere a protezione degli investitori, di fronte all'accresciuto rischio di operazioni con parti correlate a danno degli investitori medesimi nell'attuale fase di mercato.

(2-00077)