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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 218 del 09/06/2009


Allegato B

Testo integrale della dichiarazione di voto del senatore Pedica sulle mozioni 1-00073 (testo 2), 1-00136 e 1-00138

Signor Presidente, cari colleghi, la convergenza di tutti gruppi parlamentari sull'impegno per dare giustizia e democrazia alla Birmania è ammirevole. Non capita spesso che le nostre forze politiche siano concordi all'unisono sulla linea che il Governo deve tenere, che sia in politica interna o in politica estera. Questo è uno di quei miracoli e certamente se si è potuto compiere è anche grazie al lavoro, incessante da vent'anni, che un personaggio eccezionale come Aung San Suu Kyi ha condotto. Un lavoro di denuncia, di impegno politico, di strenua resistenza civile e culturale alle spire della dittatura, che ha portato ad assegnare a San Suu Kyi il premio Nobel per la pace nel 1991 e che ha portato alla presa di posizione comune di tutta l'Assemblea.

Non mi stanco di ripeterlo: la Birmania è retta da un governo dittatoriale che soggioga la popolazione tramite una strategia di violenza e brutalità. Una lista dolorosa ne include:

- stupri come arma di guerra interna, con la diffusione dell'HIV a livello epidemico;

- deportazione per lavoro forzato, come nell'ultimo progetto di costruzione del muro che divide la Birmania dal Bangladesh, nel quale sono attualmente impiegati 250 diversi lavoratori ogni 3 giorni, sotto costrizione e senza paga né cibo;

- utilizzo dei soldati bambino nelle guerre contro i gruppi in rivolta;

- pulizia etnica contro le minoranze etniche come quella dei Karen, che ha causato la fuga dei cittadini dentro il paese e qualcosa come 100.000 rifugiati solo in Thailandia;

- divieto di costituire ogni forma democratica di gestione della sovranità popolare, come i partiti e i sindacati;

- bando della testate giornalistiche e dei mezzi informatici di comunicazione;

- connivenza con l'economia criminale, tanto che la Birmania si colloca come il secondo produttore di oppio al mondo, e come primo produttore di anfetamine in tutta l'Asia.

Fra tutti gli aspetti raccapriccianti di questo sistema di terrore, quello che mi ha colpito di più è stato l'utilizzo che viene fatto dalla giunta militare delle mine antiuomo. Soltanto due governi - il birmano e il russo - e una manciata di gruppi armati non governativi, hanno fatto uso di queste armi in anni recenti. Ma nel caso birmano è l'incomprensibilità della violenza che rende ancora peggiore quello che è un crimine contro l'umanità.

Si legge nel rapporto dell'associazione per la promozione dei diritti umani, Human Rights Watch (HRW), redatto sulla base delle denunce raccolte fra i superstiti delle popolazioni birmane che continuano a vivere in villaggi situati nelle zone remote del Paese (come i villaggi Mon o Karen), che la situazione è precipitata nel novembre scorso, stagione del raccolto del riso, principale fonte di sostentamento della popolazione locale. I militari hanno voluto impedire agli abitanti dei villaggi di raccogliere il riso, al fine di indebolire ancora di più la popolazione, e per raggiungere lo scopo non solo hanno minano strade e viali che portano ai campi, ma hanno anche piazzato mine antiuomo intorno ai campi e di fronte alle abitazioni private.

La giustificazione che il Governo dà a questa terribile campagna è quella di separare i gruppi armati dalla popolazione civile, ma le mine e gli altri esplosivi uccidono solo persone innocenti.

I militari, per evitare "inutili" perdite, si avvalgono poi della pratica di utilizzare civili per accertare la presenza di mine nelle strade: profughi o persone strappate con la forza dai propri villaggi vengono costrette ad anticipare il passaggio dei militari in una operazione definita "filtraggio del cammino". Ma la barbarie non finisce qua. La giunta militare ha infatti previsto una sorta di "multa" nel caso un civile in avanscoperta faccia scoppiare una mina: in caso di morte, le famiglie sono costrette a pagare una imposta che corrisponde a circa 10 dollari, una somma molto rilevante in Birmania, considerato che un operaio guadagna al mese 3,5 dollari. Il livello di perversione che risiede nel far pagare alle famiglie le ingiustizie che subiscono è la peggiore delle atrocità, ricorda i crimini nazisti e la propaganda del terrore di Goebbels.

E l'ipocrisia dei militari lascia poche speranze: soltanto lo scorso 26 ottobre 2006 all'Assemblea generale delle Nazioni Unite il delegato birmano aveva dichiarato: "Ci opponiamo all'uso indiscriminato di mine antiuomo che causano la morte e il ferimento di persone innocenti in tutto il mondo". Per poi aggiungere che è legittimo l'uso per la difesa personale. Difesa personale? Difesa dei militari dai contadini disarmati? Si capisce allora che i governanti hanno bisogno di difendersi dai loro governati, perché tanta e tale sono la loro rabbia e le loro sofferenze che un cedimento del governo potrebbe portare a scontri sanguinosi.

Questo è il meccanismo, in sintesi, su cui si costruisce una dittatura: la guerra civile fra il potere e la popolazione. Non possiamo quindi che condannare il sistema ed adoprarci per una transizione democratica dello stesso, a partire dalla totale sospensione di ogni rapporto economico e politico con il governo, fino al sostegno, anche finanziario, alle associazioni che lottano per la libertà del paese asiatico.

Per tutti questi motivi, cari colleghi, vi chiedo di votare positivamente alla mozione, superando in modo ammirevole le divisioni partitiche, così come l'Italia dei Valori si è impegnata a fare considerando positivamente le altre mozioni all'ordine del giorno. Su temi internazionali così delicati come questo non debbono esistere frammentazioni, in quanto il nostro Paese ha l'obbligo morale di proporre al resto del mondo una azione compatta, che possa avere, proprio per il sostegno totale, una possibilità di credito e di riuscita.

Con questo auspicio chiudo, cari colleghi, e mi auguro che la Birmania possa essere governata non più da un partito che si chiama ufficialmente Consiglio per la Pace e la Democrazia, ma che poi, neanche troppo ufficiosamente, mette in pratica la guerra e il sottosviluppo. La Birmania e la sua popolazione coraggiosa si meritano un partito che viene da un ventennio di lotte per l'affermazione della democrazia: Lega nazionale per la democrazia in Birmania, alla cui leader, pacifista, premio Nobel ed icona della resistenza non violenta, Aung San Suu Kyi, esprimo ancora una volta tutta la mia solidarietà e il mio invito a non arrendersi a lottare ancora.

La nostra mozione, doverosa, insieme alle altre spero contribuisca ad un cambiamento troppo a lungo negato in Birmania.

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Alberti Casellati, Caliendo, Castelli, Ciampi, Davico, Alberto Filippi, Massimo Garavaglia, Giovanardi, Leoni, Mantica, Mantovani, Maraventano, Montani, Palma, Pera e Viespoli.

Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Menardi e Musi, per partecipare a un incontro internazionale.

Commissione parlamentare di vigilanza sulla Cassa depositi e prestiti, costituzione e Ufficio di Presidenza

La Commissione parlamentare di vigilanza sulla Cassa depositi e prestiti, in data 19 maggio 2009, ha proceduto alla propria costituzione con l'elezione delle cariche di Presidente e Vice Presidente.

Sono risultati eletti:

Presidente: onorevole Tommaso FOTI

Vice Presidente: onorevole Massimo BITONCI

Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati

Ministro affari esteri

Ministro difesa

(Governo Berlusconi-IV)

Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Regno dell'Arabia Saudita nel campo della difesa, firmato a Roma il 6 novembre 2007 (1591)

(presentato in data 27/5/2009 );

C.2384 approvato dalla Camera dei Deputati

Ministro affari esteri

Ministro difesa

(Governo Berlusconi-IV)

Ratifica ed esecuzione dell'Accordo sulla Forza multinazionale di pace per l'Europa Sud-orientale, con cinque annessi, firmato a Skopje il 26 settembre 1998, del Protocollo aggiuntivo firmato ad Atene il 12 gennaio 1999, del secondo Protocollo aggiuntivo, con annessi, firmato a Bucarest il 30 novembre 1999, del terzo Protocollo aggiuntivo firmato ad Atene il 21 giugno 2000, del quarto Protocollo aggiuntivo, con allegati, firmato a Roma l'11 dicembre 2002 (1592)

(presentato in data 27/5/2009 );

C.2259 approvato dalla Camera dei Deputati.

Disegni di legge, annunzio di presentazione

Senatrice Bonfrisco Anna Cinzia

Interventi per la tutela del consumatore in campo finanziario (1593)

(presentato in data 27/5/2009 );

Ministro affari esteri

Ministro giustizia

Ministro pubbl. amm. e innov.

(Governo Berlusconi-IV)

Ratifica ed esecuzione della Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione, adottata dall'Assemblea generale con la risoluzione n. 58/4 del 31 ottobre 2003 ed aperta alla firma a Merida dal 9 all'11 dicembre 2003, nonché norme di adeguamento dell'ordinamento interno (1594)

(presentato in data 28/5/2009 );

senatore Amato Paolo

Disposizioni per la salvaguardia e lo sviluppo di Firenze (1595)

(presentato in data 28/5/2009 );

senatore Di Giovan Paolo Roberto

Introduzione degli articoli 613 - bis e 613 - ter del codice penale in materia di tortura (1596)

(presentato in data 29/5/2009 );

DDL Costituzionale

senatori Gasparri Maurizio, Quagliariello Gaetano, Vizzini Carlo

Modifiche all'articolo 10 dello Statuto della Regione Siciliana (1597)

(presentato in data 29/5/2009 );

senatori Gramazio Domenico, Tomassini Antonio, Rizzotti Maria, Calabro' Raffaele, Saccomanno Michele, Bianchi Dorina

Disposizioni in materia di produzione di sostanze ad elevata concentrazione tossica, nonchè in materia di custodia e di utilizzo delle medesime sostanze negli esercizi commerciali con licenza di somministrazione di bevande e di generi alimentari (1598)

(presentato in data 01/6/2009 );

senatore Casson Felice

Disciplina del contenzioso elettorale e redazione di un testo unico (1599)

(presentato in data 04/6/2009 );

senatore De Lillo Stefano

Disciplina del "Sistema Turismo Culturale Italiano" (1600)

(presentato in data 04/6/2009 );

senatore Zanetta Valter

Modifica all'articolo 162 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, in materia di dispositivi di sicurezza contro gli incendi automobilistici (1601)

(presentato in data 28/5/2009 );

senatori Gallone Maria Alessandra, Carrara Valerio, Piscitelli Salvatore, Messina Alfredo, Longo Piero, Cantoni Gianpiero Carlo, Alicata Bruno, Allegrini Laura, Saltamartini Filippo, Camber Giulio, Calabro' Raffaele, Augello Andrea, De Angelis Candido, Fluttero Andrea, Vicari Simona

Disposizioni per il sostegno di nuove visite d'istruzione civica-ambientale nella scuola dell'obbligo (1602)

(presentato in data 09/6/2009 ).

Disegni di legge, assegnazione

In sede referente

3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione

Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Regno Hascemita di Giordania per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo aggiuntivo, fatta ad Amman il 16 marzo 2004 (1554)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 10° (Industria, commercio, turismo), 11° (Lavoro, previdenza sociale)

(assegnato in data 27/05/2009 );

Commissioni 2° e 3° riunite

Ratifica ed esecuzione della Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione, adottata dall'Assemblea generale con la Risoluzione 58/4 del 31 ottobre 2003 ed aperta alla firma a Merida dal 9 all'11 dicembre 2003, nonchè norme di adeguamento dell'ordinamento interno (1594)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 14° (Politiche dell'Unione europea)

(assegnato in data 28/05/2009 );

1ª Commissione permanente Affari Costituzionali

Sen. Gasparri Maurizio ed altri

Modifiche all'articolo 10 dello Statuto della Regione Siciliana (1597)

previ pareri delle Commissioni Commissione parlamentare questioni regionali

(assegnato in data 01/06/2009 );

3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione

Ratifica ed esecuzione dei seguenti Accordi: a) Accordo tra gli Stati membri dell'Unione europea relativo allo statuto dei militari e del personale civile distaccati presso le Istituzioni dell'Unione europea, dei Quartieri generali, e delle Forze che potrebbero essere messi a disposizione dell'Unione europea nell'ambito della preparazione e dell'esecuzione dei compiti di cui all'articolo 17, paragrafo 2 del Trattato sull'Unione europea, comprese le esercitazioni, nonché dei militari e del personale civile degli Stati membri messi a disposizione dell'Unione europea per essere impiegati in tale ambito (SOFA UE), fatto a Bruxelles il 17 novembre 2003; b) Accordo tra gli Stati membri della Unione europea relativo alle richieste di indennizzo presentate da uno Stato membro nei confronti di un altro Stato membro per danni causati ai beni di sua proprietà o da esso utilizzati o gestiti o nel caso in cui un militare o un membro del personale civile dei suoi servizi abbia subito ferite o sia deceduto nell'ambito di un'operazione dell'UE di gestione delle crisi, firmato a Bruxelles il 28 aprile 2004 (1555)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 4° (Difesa), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 12° (Igiene e sanita'), 14° (Politiche dell'Unione europea)

(assegnato in data 04/06/2009 );

3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione

Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione in materia di lotta alla criminalità tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo del Regno dell'Arabia Saudita, fatto a Roma il 6 novembre 2007 (1559)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio)

(assegnato in data 04/06/2009 );

3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione

Ratifica ed esecuzione dell'Accordo di cooperazione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Regno dell'Arabia Saudita nel campo della difesa, firmato a Roma il 6 novembre 2007 (1591)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 4° (Difesa), 5° (Bilancio), 10° (Industria, commercio, turismo)

C.2384 approvato dalla Camera dei Deputati

(assegnato in data 04/06/2009 );

3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione

Ratifica ed esecuzione dell'Accordo sulla Forza multinazionale di pace per l'Europa Sud-orientale, con cinque annessi, firmato a Skopje il 26 settembre 1998, del Protocollo aggiuntivo firmato ad Atene il 12 gennaio 1999, del secondo Protocollo aggiuntivo, con annessi, firmato a Bucarest il 30 novembre 1999, del terzo Protocollo aggiuntivo firmato ad Atene il 21 giugno 2000, del quarto Protocollo aggiuntivo, con allegati, firmato a Roma l'11 dicembre 2002 (1592)

previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 4° (Difesa), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro)

C.2259 approvato dalla Camera dei Deputati

(assegnato in data 04/06/2009 ).

Disegni di legge, presentazione di relazioni

A nome della 5ª Commissione permanente Bilancio in data 04/06/2009 il senatore Azzollini Antonio ha presentato la relazione 1397-A sul disegno di legge:

Sen. Azzollini Antonio ed altri

"Legge quadro in materia di contabilità e finanza pubblica nonché delega al Governo in materia di adeguamento dei sistemi contabili, perequazione delle risorse, efficacia della spesa e potenziamento del sistema dei controlli" (1397).

Disegni di legge, ritiro

Il senatore Domenico Gramazio, in data 28 maggio 2009, ha dichiarato di ritirare il disegno di legge: Gramazio. - "Disposizioni in materia di custodia e utilizzo dei prodotti contenenti sostanze caustiche, tossiche o altrimenti nocive negli esercizi commerciali adibiti alla produzione e vendita di generi alimentari" (1588).

Affari assegnati

È stato deferito alla 7a Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport), ai sensi dell'articolo 34, comma 1, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento, l'affare concernente il partenariato europeo per i ricercatori (Atto n. 192).

Governo, richieste di parere per nomine in enti pubblici

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 28 maggio 2009, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1 della legge 24 gennaio 1978, n. 14 nonché dell'articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204 - la proposta di nomina del professor Enrico Saggese a Presidente dell'Agenzia spaziale italiana - ASI (n. 38).

Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento, la proposta di nomina è deferita alla 10a Commissione permanente, che esprimerà il parere entro il 29 giugno 2009.

Governo, trasmissione di atti e documenti

Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 25 maggio 2009, ha dato comunicazione, ai sensi dell'articolo 1 della legge 8 agosto 1985, n. 440, in merito alla deliberazione - su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri - del Consiglio stesso relativamente alla concessione dell'assegno straordinario vitalizio a favore del signor Rosario Vieni.

Tale documentazione è depositata presso il Servizio dell'Assemblea a disposizione degli onorevoli senatori.

Il Ministro dello sviluppo economico, con lettera in data 30 aprile 2009, ha trasmesso - ai sensi dell'articolo 9 della legge 24 gennaio 1978, n. 14 - la comunicazione concernente la nomina di un membro del Consiglio di amministrazione della Stazione sperimentale per l'industria della seta in Milano (n. 36).

Tale comunicazione è stata trasmessa, per competenza, alla 10a Commissione permanente.

Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con lettera in data 22 maggio 2009, ha trasmesso - ai sensi dell'articolo 9 della legge 24 gennaio 1978, n. 14 - la comunicazione concernente la nomina del dottor Arturo Diaconale a Commissario straordinario dell'Ente parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga (n. 37).

Tale comunicazione è stata trasmessa, per competenza, alla 13a Commissione permanente.

Il Ministro della giustizia ha inviato, ai sensi dell'articolo 5, comma 3, della legge 22 giugno 2000, n. 193, la relazione sullo svolgimento da parte dei detenuti di attività lavorative o di corsi di formazione professionale per qualifiche richieste da esigenze territoriali, relativa all'anno 2008.

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 2a e alla 11a Commissione permanente (Doc. CXCIV, n. 1).

Il Ministro della giustizia, con lettera in data 26 maggio 2009, ha inviato, ai sensi dell'articolo 20, ultimo comma, della legge 26 luglio 1975, n. 354, modificato dall'articolo 2, comma 1, del decreto-legge 14 giugno 1993, n. 187, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 agosto 1993, n. 296, la relazione sull'attuazione delle disposizioni di legge relative al lavoro dei detenuti per l'anno 2008.

Il predetto documento sarà trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, primo comma, secondo periodo, del Regolamento, alla 2a Commissione permanente (Doc. CXVIII, n. 1).

Il Ministro dello sviluppo economico, con lettera in data 26 maggio 2009, ha inviato, ai sensi dell'articolo 23, del decreto legislativo 3 settembre 2003, n. 257, la relazione sull'attività svolta dall'ENEA e dalle società e consorzi partecipati, riferita all'anno 2007.

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 10a Commissione permanente (Doc. CCIV, n. 1).

Il Ministro dello sviluppo economico, con lettera in data 29 maggio 2009, ha inviato, ai sensi dell'articolo 8, comma 11, del decreto-legge 1° aprile 1989, n. 120, convertito dalla legge 15 maggio 1989, n. 181, la relazione tecnica sullo stato di attuazione del programma di promozione industriale, aggiornata al 30 giugno 2008.

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 10a Commissione permanente (Doc. XLIX, n. 2).

Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 1° giugno 2009, ha inviato, ai sensi dell'articolo 60, comma 7, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, nella legge 6 agosto 2008, n. 133, la relazione sulle metodologie per la valutazione degli effetti sul fabbisogno e sull'indebitamento netto del conto consolidato delle pubbliche amministrazioni.

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5a Commissione permanente (Doc. XXVII, n. 9).

Il Ministro per le politiche europee, con lettera in data 21 maggio 2009, ha inviato, ai sensi dell'articolo 15 della legge 4 febbraio 2005, n. 11, la relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea per l'anno 2008 (Doc. LXXXVII, n. 2).

La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 30 marzo, 1°, 9, 14, 17, 22, 23 e 27 aprile nonché 5, 8 e 11 maggio 2009, ha inviato - ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni - la comunicazione concernente il conferimento o la revoca di incarichi di livello dirigenziale generale:

ai dottori Fabio De Santis, Francesco Errichiello, Mario Laurenti, Bernadette Veca, Cosimo caliendo, Enzo Celli, Pasquale Cialdini, Ciriaco D'Alessio, Ciro Esposito, Roberto Garrisi, Eugenio Gaudenzi, Walter Lupi, Luciano Novella, Massimo Provinciali, Claudio Rinaldi, Giancarlo Storto, Carmelo Trotta, Sergio Dondolini, Aldo Sansone, Maurizio Vitelli, Luciano Napolitano, Gerardo Pelosi, Stefano Tomasini, Lorenzo Ceraulo, Francesco Iadevaia, Celestino Lops, Barbara Marinali, Costanza Pera, Enrico Maria Pujia e Massimo Sessa, nell'ambito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;

ai dottori Silvana Caudai, Carmela Mignacca Mieli, Gianfranco Tanzi, Gabriella Palocci e Francesco Paolo Schiavo, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze;

alla dottoressa Serenella Pesarin, nell'ambito del Ministero della Giustizia;

alla dottoressa Maria Contento, nell'ambito della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l'attuazione del programma di Governo;

ai dottori Maria Ludovica Agrò (revoca), Piero Antonio Cinti, Sabina De Luca, Gilberto Dialuce, Tullio Di Pietro (revoca), Vincenzo Donato, Gianluca Esposito, Mirella Ferlazzo (revoca), Loredana Gulino, Rosanna Lanzara, Francesco Saverio Leone, Antonio Lirosi, Roberto Massi, Simonetta Moleti (revoca), Daniela Primicerio (revoca), Letizia Ravoni, Rosaria Fausta Romano, Carlo Sappino, Camillo Tarchini, Franco Terlizzese, Gianfrancesco Vecchio, Alberto Versace, Franco Vitale, Andrea Bianchi, Giuseppe Virgillito (revoca), Rita Forsi, Pietro Celi, Mario Fiorentino, Francesco Troisi e Amedeo Teti, nell'ambito del Ministero dello sviluppo economico;

ai dottori Massimiliano Vittiglio e Maria D'Introno, nell'ambito della Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della gioventù;

alla dottoressa Paola Paduano, nell'ambito della Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per le pari opportunità.

Tali comunicazioni sono depositate presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.

Con lettere in data 22 maggio 2009, il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi dei decreti del Presidente della Repubblica concernenti lo scioglimento dei consigli comunali di Peschiera Borromeo, (MI); Pettorazza Grimani (RO); Rizziconi (RC); Arienzo (CS); Terno d'Isola (BG); Cerignola (FG) e Roppolo (BL).

Conferimento di incarichi dirigenziali e di consulenza

Con lettere in data 4 marzo, 10, 14, 23 e 24 aprile 2009, sono pervenute - ai sensi dell'articolo 3, comma 44, della legge 27 dicembre 2007, n. 244 - le comunicazioni concernenti il conferimento di incarichi di consulenza per prestazione di servizi nonché l'importo dei rispettivi compensi, relative alle seguenti società ed istituti:

Cinecittà Holding S.p.A.;

Istituti di servizi per il mercato agricolo alimentare - Ismea;

Sicilia regionale marittima SpA - Siremar;

Tirrenia navigazione.

Tali comunicazioni sono depositate presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.

Autorità garante della concorrenza e del mercato, trasmissione di atti

Il Presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, con lettera in data 22 maggio 2009, ha inviato, ai sensi dell'articolo 21 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, una segnalazione in merito al comma 7-bis dell'articolo 32 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, recante "Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale", convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.

La predetta segnalazione è stata trasmessa, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 10a Commissione permanente (Atto n. 191).

Il Presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, con lettera in data 1° giugno 2009, ha inviato, ai sensi degli articoli 21 e 22 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, una segnalazione in relazione alla definizione del servizio universale nel trasporto ferroviario, all'affidamento dei conseguenti oneri di servizio, all'articolo 61 del disegno di legge n. 1195, come approvato dal Senato in data 14 maggio 2009, all'articolo 25, comma 2, della legge 28 gennaio 2009, n. 2, e all'articolo 7, comma 3-ter, della legge 9 aprile 2009, n. 33. La predetta segnalazione è stata trasmessa, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 8a e alla 10a Commissione permanente (Atto n. 193).

Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, trasmissione di atti

Il Presidente della Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, con lettera in data 26 maggio 2009, ha inviato, in applicazione dell'articolo 13, comma 1, lettera n), della legge 12 giugno 1990, n. 146, copia dei seguenti verbali:

n. 812, relativo alla seduta tenutasi il 2 aprile 2009 (n. 75);

n. 813, relativo alla seduta tenutasi il 16 aprile 2009 (n. 76);

n. 814, relativo alla seduta tenutasi il 23 aprile 2009 (n. 77);

n. 815, relativo alla seduta tenutasi il 30 aprile 2009 (n. 78).

I predetti verbali sono stati trasmessi, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 11a Commissione permanente.

Corte costituzionale, ordinanze relative a conflitti di attribuzione

La Corte costituzionale, con ordinanza n. 163 del 18 maggio 2009, depositata il successivo 22 maggio, ha dichiarato improcedibile il giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promosso con ricorso del 24 dicembre 2004 dal Tribunale di Ancona - II Sezione civile nei confronti del Senato della Repubblica, in relazione alla deliberazione con la quale l'Assemblea, nella seduta del 26 novembre 2003, ha dichiarato che il fatto oggetto di un procedimento civile a carico di Augusto Cortelloni, senatore all'epoca dei fatti, concerne opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni e, in quanto tali, insindacabili ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione (Doc. IV-quater, n. 18/XIV Leg.).

La decisione di costituirsi in giudizio per resistere nel conflitto dinanzi la Corte costituzionale era stata adottata dall'Assemblea con deliberazione del 29 gennaio 2009.

Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti

Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettere in data 26 maggio e 3 giugno 2009, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha inviato le determinazioni e le relative relazioni sulla gestione finanziaria:

dell'Istituto italiano di studi germanici (IISG), per l'esercizio 2007. Il predetto documento è stato deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 7a Commissione permanente (Doc. XV, n. 98);

dell'Ente di previdenza dei periti industriali e dei periti industriali laureati (EPPI), per l'esercizio 2007. Il predetto documento è stato deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 11a Commissione permanente (Doc. XV, n. 99).

Alle determinazioni sono allegati i documenti fatti pervenire dagli enti suddetti ai sensi dell'articolo 4, primo comma, della legge stessa.

Corte dei conti, trasmissione di documentazione

Il Presidente della Corte dei conti, con lettera in data 11 maggio 2009, ha inviato, ai sensi dell'articolo 60, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, la relazione della Corte dei conti sul costo del lavoro pubblico, aggiornata al maggio 2009.

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 1a, alla 5a e alla 11a Commissione permanente (Doc. XC, n. 1).

Il Presidente della Corte dei conti, con lettera in data 26 maggio 2009, ha inviato, ai sensi dell'articolo 7, comma 6, della legge 23 agosto 1988,n. 362, la relazione - resa dalla Corte stessa a Sezioni riunite con deliberazione del 25 maggio 2009 - sulla tipologia delle coperture adottate e sulle tecniche di quantificazione degli oneri relativamente alle leggi approvate dal Parlamento nel periodo gennaio-aprile 2009.

Il predetto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5a Commissione permanente (Doc. XLVIII, n. 5).

Petizioni, annunzio

Sono state presentate le seguenti petizioni:

la signora Belina Sinani, di Tirana (Albania), e numerosi altri cittadini chiedono la reiezione ovvero la modifica del cosiddetto "pacchetto sicurezza" (Petizione n. 660);

il signor Raffaele Mancuso, di Agrigento, chiede l'abolizione ovvero l'esenzione per i non abbienti della tassa per la partecipazione ai pubblici concorsi (Petizione n. 661);

il signor Luca Marco Comellini, di Roma, chiede modifiche alle leggi n. 78 del 2000 e n. 121 del 1981, in materia di Forze di polizia, con particolare riguardo all'Arma dei carabinieri e alla Guardia finanza (Petizione n. 662);

il signor Carmine Gonnella, di Calabritto (Avellino), chiede il riordino delle istituzioni italiane operanti all'estero (Petizione n. 663);

il signor Salvatore Germinara, di Verzino (Crotone), chiede l'adozione di iniziative concernenti l'amministrazione della giustizia (Petizione n. 664);

il signor Luigi Giorgio, di Minervino Murge (Bari), ed altri cittadini chiedono l'adozione di iniziative in merito ai casi di abusivismo edilizio sull'istmo di Lesina-Mileto-Schiapparo, in provincia di Foggia (Petizione n. 665).

Tali petizioni, ai sensi dell'articolo 140 del Regolamento, sono state trasmesse alle Commissioni competenti.

Mozioni, apposizione di nuove firme

Il senatore Mascitelli ha aggiunto la propria firma alla mozione 1-00137 dei senatori Carlino ed altri.

Interrogazioni, apposizione di nuove firme

La senatrice Mazzuconi ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-00775 dei senatori Di Giovan Paolo ed altri;

il senatore Fasano ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-00783 del senatore Paravia.

Interpellanze

AGOSTINI, ZANDA, BARBOLINI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

è ancora vivo nella memoria degli investitori italiani e internazionali il ricordo degli scandali Cirio e Parmalat entrambi caratterizzati, oltre che dalle frodi contabili, dalla massiccia sottrazione di valori aziendali a favore dei soci di controllo, realizzati anche mediante operazioni tra le società quotate ed altre entità del gruppo controllate rispettivamente dal veicolo societario irlandese di Cragnotti al vertice della catena e dalla famiglia Tanzi. Secondo calcoli attendibili, con varie operazioni cori parti correlate Cragnotti riuscì in pochi anni a spostare dalle società quotate da lui controllate alle holding al vertice della catena poco meno di un miliardo di euro, mentre la famiglia Tanzi, nell'arco di 18 anni, incamerò in varie forme dalla Parmalat (e dunque sottrasse ai suoi azionisti e obbligazionisti) circa 2 miliardi di euro;

anche in risposta all'allarme sociale e ai gravi danni d'immagine per il mercato finanziario italiano conseguenti agli scandali Cirio e Parmalat. il secondo "Governo Berlusconi", traendo ispirazione da alcune proposte parlamentari avanzate nel corso dei lavori relativi alla cosiddetta "legge sul risparmio", in attuazione della delega per la riforma del diritto societario, con decreto legislativo 28 dicembre 2004, n. 310, introdusse nel Codice civile l'art. 2391-bis, ai sensi del quale "Gli organi di amministrazione della società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio adottano, secondo principi generali indicati dalla Consob, regole che assicurano la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni con parti correlate e li rendono noti nella relazione sulla gestione; a tali tini possono farsi assistere da esperti indipendenti, in ragione della natura, del valore o delle caratteristiche dell'operazione";

nell'aprile 2008 la Consob ha pubblicato un documento di consultazione e una bozza di articolato in materia di operazioni con parti correlate in attuazione del citato art. 2391-bis. La proposta della Consob prevedeva, tra l'altro, un regime di trasparenza immediata sulle operazioni con parti correlate più significative e attribuiva agli amministratori indipendenti un ruolo determinante nell'approvazione delle medesime;

le risposte alla consultazione, pubblicate nel sito della Consob, si dividono tra coloro (in particolare, gli investitori istituzionali internazionali) che ritengono non sufficientemente rigorose nel loro complesso le nonne individuate dalla Consob e coloro (soprattutto le associazioni rappresentative delle società quotate), che ritengono viceversa eccessivamente rigorose le proposte Consob, mostrando in particolare preoccupazione per i possibili intralci all'operatività corrente delle società, in particolare ove appartenenti a gruppi;

più di un anno è passato dalla pubblicazione del documento di consultazione e sono più di quattro anni che la nonna di cui all'art. 2391-bis non ha potuto trovare attuazione, in mancanza dei principi indicati dalla Consob;

la crisi economica e finanziaria fa ora sentire i propri effetti sui bilanci delle società quotate. A quanto risulta agli interroganti numerose sono le società in situazione critica sul piano finanziario e dunque a rischio d'insolvenza. In queste situazioni, come illustrano a sufficienza i casi Cirio e Parmalat, diventa ancora più forte la tentazione degli azionisti di controllo di mettere in salvo dalle pretese dei creditori i valori aziendali, facendoli confluire, eventualmente tramite operazioni con parti correlate, in altre società controllate o collegate;

la mancanza di regole per le operazioni con parti correlate pone dunque a rischio gli interessi degli azionisti di minoranza e degli investitori in genere in questa fase delicata di mercato. Gli effetti di nuovi casi Cirio e Parmalat in un contesto come l'attuale in cui la fiducia tra operatori economici e finanziari è assai scarsa sarebbero dirompenti per l'intero sistema-Paese,

si chiede di sapere:

se siano note al Governo le ragioni del ritardo della Consob nell'emanazione del regolamento sulle operazioni con parti correlate;

se al Governo risulti che la Consob intenda confermare nelle sue linee di fondo la proposta di regolamento a suo tempo posta in consultazione ovvero se siano previsti alleggerimenti che, con i pur necessari presidi, possano rimuovere le preoccupazioni delle società quotate di un intralcio eccessivo all'operatività corrente;

quali iniziative, in caso d'inerzia perdurante della Consob sulla materia, il Governo abbia intenzione di prendere a protezione degli investitori, di fronte all'accresciuto rischio di operazioni con parti correlate a danno degli investitori medesimi nell'attuale fase di mercato.

(2-00077)

Interrogazioni

DONAGGIO - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

nei giorni scorsi si è verificato l'ennesimo tragico incidente in località Conche di Codevigo, in Provincia di Venezia, che ha confermato il fatto che la strada statale 309 cosiddetta "Romea", nel tratto ricadente nel territorio veneto, sia anche identificata con il nome di strada "killer";

con atto ispettivo 3-00207 del 17 settembre 2008, l'interrogante aveva già chiesto al Governo di attivarsi per far fronte alla situazione di grave pericolo che da anni si registra sul suddetto tratto statale;

in risposta a tale richiesta, il Governo, rappresentato dal Sottosegretario Roberto Castelli, precisava che per l'anno 2009 erano state previste le risorse necessarie per la messa in sicurezza della "Romea" solo nel tratto ricadente nel territorio della Regione Emilia-Romagna, escludendo, in tal modo, l'assegnazione di risorse per quello ricadente nella Regione Veneto;

inoltre, nella medesima risposta, non sono stati indicati neanche i tempi con i quali si intende mettere mano alla sicurezza del tratto veneto della "Romea";

considerato che;

con l'approssimarsi della stagione estiva, la situazione tenderà a peggiorare ulteriormente a causa del sovraffollamento dovuto al traffico turistico e al concentrarsi del traffico pesante comportando un ulteriore appesantimento della circolazione viaria con potenziale aggravamento delle già precarie condizioni di sicurezza;

inoltre, la situazione sul tratto di strada Chioggia-Venezia è tale da non lasciare spazio all'ipotesi di attendere il completamento della "Romea commerciale", di cui, tra l'altro, non si conoscono ancora i tempi certi di realizzazione, per vedere risolti i gravi problemi che affliggono da anni tale tratto di strada;

appare quindi all'interrogante prioritario e urgente intervenire nel tratto stradale di cui sopra al fine di dotarlo degli accorgimenti tecnici e strutturali in grado di ridurre l'impressionante numero di incidenti, spesso mortali, che quotidianamente si registrano su tale tratto di strada nonché per eliminare le situazioni di pericolosità connesse ai numerosi incroci a raso e l'insostenibile traffico che quotidianamente percorre tale arteria stradale,

si chiede di conoscere:

se il Ministro in indirizzo, alla luce dei fatti esposti, non ritenga di dover disporre con la massima urgenza le risorse utili a garantire gli interventi necessari per la messa in sicurezza della strada statale 309 cosiddetta "Romea" nel tratto Chioggia-Mestre;

anche in considerazione dell'ormai imminente avvio della stagione estiva, quali misure urgenti intenda adottare per scongiurare il ripetersi di eventi luttuosi nel suddetto tratto di strada.

(3-00786)

DONAGGIO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

il 22 gennaio 2009, la Società sistemi territoriali SpA (SITE), su delega della Giunta regionale del Veneto, emanava un bando di gara per la fornitura "chiavi in mano", in un unico lotto, di convogli ferroviari di nuova costruzione, a trazione elettrica e termica diesel per trasporto regionale di persone, fissando il termine per la presentazione delle offerte al 3 aprile 2009;

detto termine veniva poi prorogato, prima al 4 maggio, quindi al 1° giugno 2009;

in particolare si prevedeva la fornitura delle seguenti tipologie di treni: 4 elettrotreni da 750 passeggeri totali, 6 elettrotreni da 450 passeggeri totali 2 treni diesel da 450 passeggeri totali, 12 elettrotreni da 550 passeggeri totali;

inoltre, si prevedeva il servizio di manutenzione totale per tutti i treni forniti per la durata di 9 anni;

il prezzo stimato della fornitura veniva fissato in 337,5 milioni di euro, con valore base di 200 milioni di euro e parte opzionale di 137,5 milioni di euro;

considerato che:

a giudizio dell'interrogante, le regole della gara, come contenute nel bando, appaiono gravemente restrittive della concorrenza ed illegittime nella misura in cui, combinando una serie di specifiche condizioni - quali le caratteristiche dei treni, i tempi della fornitura, l'unicità e la non frazionabilità del lotto - con i criteri in forza dei quali vengono attribuiti i punteggi, restringono la platea dei possibili partecipanti alla gara ad un unico operatore (sulle caratteristiche del quale sembra essere stato ritagliato il bando in oggetto), escludendo, ad esempio, qualsivoglia produttore del mercato italiano;

dinnanzi a tale evidenza e prima ancora della pubblicazione del bando, già sulla base della delibera regionale del Veneto, tutti i principali costruttori italiani hanno sollecitato l'intervento delle associazioni di categoria, le quali, con nota del 13 ottobre 2008, indirizzata al Presidente della regione Veneto, avevano richiesto di apportare al bando le necessarie modifiche, evidenziando che i costruttori regionali sarebbero stati nell'impossibilità di partecipare alla gara, con grave nocumento per l'economia nazionale e per l'interesse dell'amministrazione al maggior numero possibile di partecipanti;

con nota del 5 novembre 2008, a firma dell'assessore per la mobilità e le infrastrutture, la Regione ha risposto che non ravvisava profili di restrizione della concorrenza e che, comunque, avrebbe esercitato "attenta vigilanza" sull'attività di SITE;

tale vigilanza non è avvenuta giacché, come rilevato, il bando ripropone pedissequamente le condizioni di gara che, ad opinione dell'interrogante, lo rendono illegittimo e gravemente lesivo del principio concorrenziale, principio fondamentale della disciplina europea delle procedure di gara,

si chiede di sapere:

quali attività il Governo intenda porre in essere per far sì che l'amministrazione competente proceda - sul presupposto della illegittimità del bando in oggetto, in quanto in palese contrasto con i principi espressi, tra l'altro, dall'articolo 69 del decreto legislativo n. 163 del 2006, cosiddetto Codice dei contratti pubblici (la quale norma discorre di parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità) - anche in via di autotutela, all'annullamento del bando in oggetto;

se, inoltre, non ritenga che sia opportuno, in considerazione dell'imminente avvio da parte di Trenitalia di una procedura di gara per la fornitura di materiale rotabile su base nazionale, affidare la selezione del fornitore dei treni per la regione Veneto alla stessa procedura, con ciò unendo all'ovvio vantaggio economico connesso alle dimensioni della fornitura, il vantaggio della omogeneizzazione del parco rotabile nazionale;

infine, se non si ritenga opportuna una riformulazione delle regole di gara in modo da renderla accessibile alle industrie nazionali operanti nel settore ferroviario, anche nel territorio della regione Veneto, tutte altamente qualificate e competitive dal punto di vista tecnologico e dei costi, strategiche per il Paese, al fine di non aggravare ulteriormente la loro situazione economica già duramente provata dalla crisi in atto nonché a salvaguardia dei livelli occupazionali.

(3-00787)

BARBOLINI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e degli affari esteri - Premesso che:

la Cassa di risparmio di San Marino è al centro di indagini giudiziarie presso la Procura della Repubblica di Forlì per una serie di operazioni bancarie e finanziarie svolte con importanti gruppi bancari nazionali che si configurano come illeciti e che alla luce dei primi fatti emersi destano, ad opinione dell'interrogante, particolare preoccupazione in relazione alla solidità e alla tenuta dell'impianto normativo vigente sul funzionamento del sistema bancario italiano e ai meccanismi di controllo e di contrasto delle operazioni bancarie e finanziarie illecite;

l'indagine della procura di Forlì è stata avviata in data 3 maggio 2009 con l'arresto dei vertici della Cassa di risparmio di San Marino, del direttore della Carifin e dell'amministratore delegato del gruppo bancario Delta, raggiunti da un provvedimento di custodia cautelare;

le accuse nei confronti dei dirigenti della Cassa di risparmio di San Marino sono di abusiva attività finanziaria e bancaria nel territorio italiano, di ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità di pubblica vigilanza e di riciclaggio;

ai vertici del gruppo Delta la procura di Forlì ha contestato il fatto che, tramite un supposto controllo dominante della Cassa di risparmio di San Marino sulla capogruppo Delta, avrebbe consentito alla Cassa di risparmio di esercitare attività bancaria e finanziaria in Italia senza avere la prescritta autorizzazione;

nel corso delle indagini la Procura della Repubblica ha successivamente accertato ulteriori gravi fatti a carico della Cassa di risparmio di San Marino e di altri gruppi bancari italiani, a seguito dei quali è emersa la facilità con cui, da ormai diversi anni, si effettuano ingenti trasferimenti di denaro liquido dall'Italia verso le banche di San Marino senza una precisa motivazione di natura economica e finanziaria;

la Cassa di risparmio di San Marino avrebbe drenato, nel corso degli ultimi 20 anni, quantitativi imbarazzanti di banconote di grosso taglio, ordinandole alle filiali della Banca d'Italia di Forlì, Bologna e Reggio Emilia e alla discrezione di società portavalori;

da un'ispezione della Banca d'Italia è emerso che la dimensione e la frequenza dei prelevamenti della Cassa di risparmio di San Marino di banconote del taglio di 500 euro è un fenomeno di tutto rilievo. A quanto risulta all'interrogante, negli ultimi tre anni, dalle filiali di Forlì, Bologna e Reggio Emilia sarebbero usciti verso la Cassa di risparmio di San Marino 7,1 milioni di banconote da 500 euro, pari al 17 per cento del totale nazionale, che sale al 24 per cento nel periodo gennaio-maggio 2008. Nello stesso periodo, le tre filiali della Banca d'Italia hanno fornito 4,6 milioni di pezzi da 500 in più di quelli che ritirati, formando così il 38 per cento dell'intero sbilancio nazionale di quel tipo di banconote, che ammonta a 12,3 milioni di pezzi;

l'allarme antiriciclaggio, pur a fronte dei suddetti dati, non è mai scattato, consentendo ai soggetti coinvolti di attuare operazioni palesemente contrastanti con la normativa vigente in materia di attività finanziaria e bancaria nel territorio italiano;

da ultimo, la Procura della Repubblica di Forlì avrebbe constatato che numerose operazioni finanziarie e bancarie tra operatori finanziari con sede in San Marino e istituti bancari, prevalentemente dislocati nell'area del forlivese, di Rimini e di Cesena, sono finora sfuggite ai controlli antiriciclaggio a causa della registrazione delle istituzioni sammarinesi nel sistema Gianos predisposto sul territorio nazionale allo scopo di vigilare sulle operazioni finanziarie e bancarie di natura illecita o sospetta;

considerato che:

fra la Repubblica italiana e la Repubblica di San Marino è stata stipulata una Convenzione bilaterale in materia di rapporti finanziari e valutari in vigore dal 1991;

tale convenzione, fra le altre cose, disciplina le modalità operative fra istituti di credito della Repubblica di San Marino ed omologhi della Repubblica italiana;

alla luce delle numerose variazioni intervenute nel frattempo nella disciplina nazionale in materia finanziaria e bancaria, a giudizio dell'interrogante, tale convenzione necessita di opportuni aggiornamenti allo scopo di rendere il rapporto operativo fra gli istituti dei due Paesi più efficiente e di ridurre gli spazi per l'attuazione di operazioni illecite,


si chiede di sapere:

se il Governo intenda adottare apposite misure allo scopo di migliorare l'impianto normativo vigente in materia di attività bancaria e finanziaria con particolare riguardo alle misure di contrasto e controllo delle operazioni bancarie e finanziarie illecite di natura internazionale;

se intenda promuovere la stipula di una nuova Convenzione bilaterale in materia di rapporti finanziari e valutari con lo Stato di San Marino allo scopo di rendere il rapporto operativo fra gli istituti dei due Paesi più efficiente e di ridurre gli spazi per l'attuazione di operazioni di natura illecita, con particolare riguardo a quelle di riciclaggio di denaro e di evasione fiscale;

quali iniziative intenda adottare al fine di salvaguardare l'operatività di numerosi istituti bancari nazionali, ed in primo luogo del Gruppo bancario Delta, che a seguito del legittimo intervento della Procura di Forlì si trovano ad affrontare una difficile situazione economica e finanziaria che rischia di fermarne l'attività con pesanti conseguenze sull'occupazione dei lavoratori;

se intenda promuovere apposite iniziative nel contesto internazionale, ed in primo luogo nell'Unione europea, allo scopo di accentuare la lotta ai paradisi fiscali, che in un periodo di crisi economica come quella in atto, consentirebbe di recuperare all'erario ingenti risorse economiche e finanziarie altrimenti destinate ad alimentare gli affari illeciti, le attività di riciclaggio di denaro proveniente da attività mafiose e l'evasione fiscale.

(3-00790)

BALDINI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

in data 30 ottobre 2008, con sentenza depositata in cancelleria il 3 novembre 2008, il Tribunale di Firenze, sezione I, definitivamente pronunciandosi sulla domanda proposta dalla Fondazione Giacomo Puccini nei confronti della Presidenza del Consiglio e dell'Agenzia del demanio, con l'intervento di Simonetta Puccini e dell'Associazione "Gli amici delle case di Giacomo Puccini" ha così deciso:

1) dichiara il difetto di legittimazione passiva della Presidenza del Consiglio dei ministri;

2) dichiara l'inammissibilità degli interventi di Simonetta Puccini e dell'Associazione "Gli amici delle case di Giacomo Puccini";

3) dichiara che l'immobile sito in Viareggio, in angolo fra la piazza Puccini e la via Buonarroti, è gravato da legato in favore della Fondazione Giacomo Puccini;

4) dichiara tenuta e condanna l'Agenzia del demanio al rilascio del predetto immobile in favore della Fondazione legataria;

5) dichiara che la quota dei diritti d'autore relativi alle opere del maestro Giacomo Puccini, a carico della casa musicale Ricordi, è gravata da legato in favore della Fondazione Giacomo Puccini, in forza di testamento olografo di Livio Dell'Anna;

6) dichiara tenuta e condanna l'Agenzia del Demanio, in adempimento del predetto legato, alla restituzione delle somme dovute alla Fondazione legataria, pari a 2.163.674,83 euro alla data del 12 febbraio 2007;

rilevato che:

il predetto immobile, sotto il profilo storico e culturale, è un bene di fondamentale importanza perché fu l'abitazione dove visse Giacomo Puccini negli ultimi suoi anni e dove compose la sua ultima opera "Turandot";

tale immobile non può essere sottratto, per mancanza di idonee iniziative, al patrimonio dello Stato ed in particolare, alla comunità di Viareggio e di Torre del Lago (Lucca);

tale immobile, ove la sentenza del Tribunale di Firenze divenga definitiva, finirebbe nel possesso di una Fondazione lucchese del tutto estranea ai legittimi interessi, alla storia ed alla cultura della città di Viareggio e di Torre del Lago (Lucca);

fino ad oggi non risulta all'interrogante che sia stato interposto appello avverso la predetta sentenza;

la rinuncia ad impugnare la sentenza, ad avviso dell'interrogante, costituirebbe un gravissimo danno per lo Stato, per la città di Viareggio e per Torre del Lago,

l'interrogante chiede al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro in indirizzo, ciascuno per quanto di competenza, di sapere quali siano le reali intenzioni (della Presidenza del Consiglio e dell'Agenzia del Demanio) in ordine all'esigenza di impugnare immediatamente la sentenza di cui in premessa.

(3-00792)

SOLIANI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:

in seguito ad una denuncia presentata dall'avvocato Ghedini, legale del Presidente del Consiglio dei ministri, on. Berlusconi, e ad un esposto dello stesso al Garante per la protezione dei dati personali in cui si chiedeva "l'inibizione di qualsivoglia utilizzo o pubbli­cazione del materiale fotogra­fico", il 30 maggio 2009 la Procura di Roma ha sequestrato tutte le foto scattate dal fotografo Antonello Zappadu in occasione della festa di fine anno del 2008 svoltasi a Villa Certosa, di proprietà del Presidente del Consiglio, ed all'aeroporto di Olbia, ovvero in luogo pubblico, in occasione dell'utilizzo da parte del Presidente del Consiglio dei ministri e del suo entourage dell'aereo di Stato;

il nome del fotografo Zappadu è stato iscritto dalla Procura di Roma nel registro degli indagati per violazione della privacy e tentata truffa in seguito alla suddetta denuncia. L'accusa di tentata truffa farebbe riferimento a un'offerta fatta da Zappadu, tramite una mail al settimanale "Panorama", in cui lo stesso avrebbe proposto l'acquisto degli scatti per oltre un milione di euro, spiegando di essere già in trattative con il settimanale "Gente";

in seguito a questi fatti la Procura di Roma ha sequestrato - ancor prima del pronunciamento del Garante per la protezione dei dati personali - non solo le foto che riprendevano l'interno di Villa Certosa, ma anche le foto eseguite all'aeroporto di Olbia, in luogo pubblico ed in quanto tali assolutamente "legittime", ai sensi della normativa vigente e della giurisprudenza prevalente;

premesso inoltre che:

il Garante per la protezione dei dati personali, Francesco Pizzetti, intervistato dal quotidiano "il Messaggero", pur non entrando nel merito del caso delle foto scattate nella villa sarda del Presidente del Consiglio, ora oggetto di un'istruttoria presso lo stesso Garante, ricorda "le norme generali" sulla privacy che "anche in questo caso", precisa, "guideranno la nostra attività ". Queste norme, segnala, prevedono comunque che "all'interno del domicilio privato di una persona, chiunque essa sia, la necessità del consenso dell'interessato sussiste sempre". Al contrario, "per quanto riguarda le persone pubbliche o che in un certo contesto assumono interesse pubblico - ricorda Pizzetti - la regola generale è che non è necessario il consenso di questa persona se la foto scattata in luogo pubblico verrà utilizzata per informare, cioè nell'ambito del diritto di cronaca",

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei motivi per i quali la Procura di Roma ha disposto il sequestro delle fotografie scattate all'aeroporto di Olbia la cui modalità di esecuzione non può integrare, in alcun modo, l'ipotesi di violazione della privacy in quanto avvenuta in un luogo pubblico e giustificata "dall'ufficio pubblico coperto" e "collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico", secondo quanto disposto dall'articolo 97 della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, relativa alla protezione del diritto d'autore.

(3-00793)

SANNA, NEROZZI - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:


il Presidente del Consiglio dei ministri, con propria direttiva del 25 luglio 2008, ha ritenuto di dover abrogare le principali disposizioni concernenti il trasporto aereo di Stato, determinandone una nuova disciplina;

la richiamata direttiva è stata adottata ritenendo esplicitamente: "la necessità di assicurare, mediante il trasporto aereo, il supporto necessario all'espletamento delle più elevate funzioni di Stato, di Governo, la salvaguardia della vita umana ed il soccorso dei cittadini, la tutela della sicurezza e la cura di rilevanti interessi pubblici in campo nazionale ed internazionale";

da notizie pubblicate nei giorni scorsi dalla stampa nazionale ed internazionale, e da dichiarazioni rese ad organi di informazione dall'onorevole Silvio Berlusconi, tali finalità parrebbero, ad opinione degli interroganti, sottoposte ad interpretazioni arbitrarie, laddove si individua una residenza privata del Presidente del Consiglio dei ministri, nel Nord-Est della Sardegna, quale luogo che dovrebbe ospitare l'espletamento delle più elevate funzioni di Stato e di Governo;

tale interpretazione costituirebbe il presupposto per l'ammissione a bordo dell'aeromobile di Stato di categorie di persone estranee alla missione istituzionale che dovrebbe giustificarne l'uso, quali camerieri e professionisti dello spettacolo utilizzati per intrattenere ospiti stranieri,

si chiede di sapere:

se corrisponda al vero che il trasporto aereo di Stato viene correntemente utilizzato dal Presidente del Consiglio dei ministri, nonché da altri membri del Governo, per raggiungere le loro residenze private fuori dalla capitale della Repubblica italiana;

quali motivazioni vengano presentate, in questi casi di richieste senza precisa missione istituzionale, all'Ufficio della Presidenza del Consiglio preposto alla organizzazione del trasporto aereo di Stato, a giustificazione della utilizzazione degli aeromobili;

se tale pretesa di identificare una o più dimore private del Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore come sede di elevata attività di Stato e di Governo, che motiverebbe la composizione di missioni formate da numerose persone, anche non dipendenti dell'amministrazione statale, ove confermata, sia stata introdotta da previsioni normative o da prassi, e nel secondo caso, in quale epoca si sarebbero instaurate;

se l'incremento del numero delle persone ammesse a bordo per effetto della nuova disciplina del trasporto aereo di Stato, sia appartenenti alla delegazione ufficiale, sia discrezionalmente accreditate al seguito della autorità responsabile della missione istituzionale, abbia determinato o determini l'impiego di aeromobili di più grandi dimensioni tra quelli ordinariamente disponibili, e quale incremento di costi comporti tale necessità di cambio di aeromobile;

se corrisponda al vero che in diverse occasioni l'autorità di Governo richiedente il trasporto aereo di Stato per missioni istituzionali, dopo il celere disbrigo delle medesime, sia stata successivamente impegnata in eventi riconducibili a manifestazioni elettorali o comunque promosse da forze politiche, e quale criterio assuma in questi casi il Sottosegretario di Stato delegato alla autorizzazione del trasporto aereo di Stato per concederlo o negarlo;

quanti e chi siano i viaggiatori, che non siano loro collaboratori istituzionali, ammessi a bordo del trasporto aereo di Stato in voli richiesti dal Presidente del Consiglio dei ministri negli ultimi dodici mesi o da altri membri del Governo;

se l'utilizzo degli aeromobili adibiti al trasporto aereo di Stato ne abbia limitato la disponibilità ai fini del concorrente impiego per ragioni sanitarie d'urgenza, nel periodo successivo all'adozione della direttiva presidenziale;

quante ore di volo e quali costi globali abbia evidenziato il trasporto aereo di Stato, esclusi quelli effettuati per ragioni sanitarie d'urgenza, nell'ultimo anno;

quante ore di volo e quali costi di trasporto aereo di Stato si evidenzino per missioni richieste dal Presidente del Consiglio dei ministri e da membri del Governo nella regione Sardegna, nel periodo intercorrente tra i mesi di gennaio e febbraio 2009, nei quali si svolse la campagna elettorale per le elezioni regionali sarde;

se alla luce dei dubbi interpretativi, dell'incremento dei costi prodottisi con l'applicazione della nuova disciplina del trasporto aereo di Stato introdotta dalla direttiva del 25 luglio 2008, il Presidente del Consiglio dei ministri non ritenga opportuno doverla abrogare, ripristinando la precedente normativa o quantomeno modificarla, limitandone i contenuti di estrema discrezionalità.

(3-00794)

SCANU - Al Ministro della difesa - Premesso che:

in relazione alla partecipazione italiana alla missione ISAF in territorio afghano, la modifica dei caveat apportata dal Ministro della difesa a fine 2008 ha comportato la riduzione dei tempi di risposta italiani alle richieste alleate a sole sei ore;

si registra un aumento esponenziale delle operazioni effettuate dalle nostre truppe in appoggio dei contingenti che conducono azioni contro i Talebani e i loro fiancheggiatori nell'ambito della missione Enduring Freedom;

tale situazione rende sempre più indistinto il confine tra la missione ISAF e la missione Enduring Freedom che ha presupposti giuridici, finalità e mandato del tutto differenti, mai discussi in Parlamento;

lo scambio di uomini e mezzi tra le missioni ISAF ed Enduring Freedom senza una possibilità di distinguerne le responsabilità non solo è stata fonte di confusione tra i ruoli e le regole che presiedono le due missioni, ma è stata anche causa della diminuzione di consenso presso la popolazione locale nelle aree di conflitto;

considerato che:

al progressivo coinvolgimento di uomini e mezzi anche del nostro contingente a supporto delle operazioni di Enduring Freddom, corrisponde in realtà un continuo deteriorarsi delle condizioni di sicurezza del teatro afghano e una crescente difficoltà a mantenere il controllo del territorio;

sulla base di queste considerazioni, il Segretario alla difesa statunitense Robert Gates ha rimosso dal comando delle truppe Usa e Nato il generale David McKiernan, a meno di un anno dalla sua nomina, nominando al suo posto il generale Stanley McChrystal, uno specialista in operazioni speciali, motivando tale sostituzione con la necessità di un approccio nuovo in un momento in cui gli Usa stanno cambiando la loro strategia per l'Afghanistan,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno porre negli opportuni ambiti multilaterali competenti l'obiettivo primario di un mutamento di strategia, nonché un'effettiva trasformazione della presenza dei contingenti militari internazionali in Afghanistan, a giudizio dell'interrogante, al fine di non subire passivamente un'involuzione tanto grave della situazione ed evitare di compromettere le possibilità di successo della missione internazionale nell'area;

quali concrete ed immediate iniziative intenda porre in essere nell'ambito delle sue competenze al fine di mantenere lo svolgimento delle operazioni militari delle truppe italiane in Afghanistan entro i limiti del mandato ricevuto dal Parlamento;

se non intenda fornire indicazioni precise in merito a quante richieste di intervento avanzate nei confronti del nostro contingente sia stato opposto un caveat e quanti sono stati risolti a livello del Ministro della difesa e quanti a livello della Presidenza del Consiglio dei ministri.

(3-00795)

Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento

ANDRIA - Al Ministro per i beni e le attività culturali - Premesso che:

la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici e per il patrimonio storico-artistico ed etnoantropologico (BAPPSAE) delle province di Salerno e Avellino, istituita a seguito degli eventi sismici del 1980, ha operato nei circa trent'anni di attività con riconosciuta efficacia, realizzando un'azione di tutela del paesaggio, di presidio di legalità contro l'abusivismo edilizio, di recupero della maggior parte del patrimonio architettonico, sia monumentale che ecclesiastico, restituito agli antichi splendori e reso accessibile al pubblico, nonché di un'efficace opera di rilancio e di promozione, sia in Italia che all'estero, dell'immagine dei territori di entrambe le province;

prima dell'istituzione della suddetta Soprintendenza, la giurisdizione sulle province di Avellino e di Salerno era di competenza della Soprintendenza di Napoli che, dovendosi occupare di un territorio particolarmente esteso e ricco di beni di grande valore artistico, storico e culturale, non riusciva a svolgere con l'attenzione e la cura dovute il proprio ruolo istituzionale, manifestando profonde lacune soprattutto nell'attività di controllo e di salvaguardia del patrimonio culturale e nell'attuazione dei programmi e degli interventi previsti;

infatti, prima dell'istituzione della Soprintendenza di Salerno e di Avellino, monumenti di straordinaria rilevanza non solo per le singole realtà provinciali, ma anche per il Mezzogiorno e l'intero Paese, come ad esempio la Certosa di Padula, la Villa Rufolo di Ravello (Salerno), la cattedrale di Salerno, il Centro storico di Avellino, la Collegiata di Solofra (Avellino) - solo per citarne alcuni - versavano in condizioni di degrado e di abbandono;

nel corso di questi anni, la Soprintendenza di Salerno e di Avellino ha provveduto al recupero, alla custodia nonché al restauro di tutte le opere pittoriche danneggiate dal sisma del 1980 che, dopo un complesso ed articolato programma di interventi realizzato dal personale interno e da tecnici specializzati, sono stati ricollocati nei luoghi di provenienza;

la suddetta Soprintendenza, grazie anche al sostegno del Ministero dei beni e delle attività culturali, nonché della regione Campania e degli enti locali, ha realizzato in questi anni numerose iniziative espositive di altissimo pregio, che hanno determinato un significativo innalzamento dell'offerta culturale del territorio, attraendo turisti e visitatori, così contribuendo alla crescita sociale, economica e culturale delle popolazioni locali;

tra tutte le province italiane, la provincia di Salerno è quella che conta al proprio interno la più alta percentuale di territorio posto sotto la tutela paesaggistica: si ricorda il Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, la Costiera Amalfitana, entrambi riconosciuti dall'UNESCO Patrimonio mondiale dell'umanità, come anche in Irpinia numerosi sono gli ambiti tutelati come, ad esempio, il Parco Regionale dei Monti Picentini;

considerato che:

da notizie recenti, si apprende che il Ministero per i beni e le attività culturali, nell'ambito della riorganizzazione dei propri uffici periferici, intende procedere alla soppressione della Soprintendenza architettonica e paesaggistica di Salerno e Avellino, accorpando in un'unica soprintendenza, con sede a Caserta, le competenze relative ai territori ricadenti in ben quattro province campane (Avellino, Benevento, Caserta e Salerno), notoriamente ricche di un patrimonio storico, artistico e culturale di incommensurabile valore;

tale ipotesi, qualora dovesse verificarsi, arrecherebbe un incalcolabile nocumento ai territori dell'Irpinia e del Salernitano, che si vedrebbero privati all'improvviso di un riferimento di grande valore e di riconosciuta professionalità sotto il profilo sia operativo che culturale e scientifico;

inoltre, ad opinione dell'interrogante, ciò comporterebbe la perdita di un rilevante know how di esperienze e competenze maturate in questi anni dal personale operante presso la suddetta Soprintendenza, così vanificandone lo sforzo prodotto e i risultati raggiunti nell'assicurare una reale ed efficace tutela del ricco patrimonio artistico e culturale ricadente nelle province di Salerno e di Avellino;

l'accentramento delle funzioni direttive in Caserta per quattro province, vale a dire per 459 comuni, determinerebbe un'estrema congestione del lavoro e rappresenterebbe un'enorme difficoltà per i sindaci da una parte, e per il responsabile dell'ufficio, dall'altra, nei contatti e nei rapporti istituzionali;

inoltre, il previsto accentramento delle funzioni direttive presso la Soprintendenza di Caserta, provocherebbe la congestione di tutti gli uffici di tale sede, in quanto su questi ultimi andrebbe a ricadere un'enorme mole di lavoro, attualmente distribuita su diverse soprintendenze,

si chiede di sapere:

se quanto riportato in premessa in ordine alla soppressione alla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per il patrimonio storico-artistico etnoantropologico (BAPPSAE) delle province di Salerno e Avellino corrisponda al vero e, in caso affermativo, quali siano le ragioni che hanno indotto il Ministro in indirizzo ad assumere tale decisione;

se non ritenga opportuno promuovere, con la massima urgenza, un incontro a cui prendano parte il Governo, i parlamentari dei territori interessati e i rappresentanti degli enti locali, con particolare riguardo ai sindaci dei due comuni capoluogo e ai presidenti delle province di Avellino e di Salerno, al fine di assumere informazioni circostanziate ed elementi di dettaglio connessi alle esigenze maggiormente avvertite;

se, infine, non ritenga necessario voler riconsiderare ogni decisione finalizzata al ridimensionamento, alla delocalizzazione nonché all'accorpamento degli uffici periferici di competenza del Ministero in indirizzo, sia sull'intero territorio nazionale che, in particolare, nelle province di Salerno e di Avellino, nel rispetto delle vocazioni originarie di tali territori e in considerazione delle capacità professionali, del talento e della dedizione di quanti in questi anni sono riusciti ad assicurare un'eccellete salvaguardia e tutela dei beni architettonici e paesaggistici nonché del ricco patrimonio storico-artistico delle province di Salerno e Avellino.

(3-00784)

DONAGGIO, NEROZZI - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che:

la produzione industriale italiana, secondo i dati dell'Istituto nazionale di statistica, a dicembre ha segnato un calo tendenziale del 12,2 per cento che si amplia al 14,3 per cento, se il dato viene corretto per i giorni lavorativi, a quanto risulta agli interroganti: si tratta del dato peggiore da gennaio del 1991;

su base mensile la riduzione è pari al 2,5 per cento, l'intero 2008 ha chiuso con un calo della produzione pari al 4,3 per cento rispetto al 2007, mentre il crollo dei consumi elettrici del mese di febbraio del 2009 (come testimonia la riduzione pari all'8,9 per cento) conferma le preoccupazioni per un ulteriore peggioramento nel 2009;

la crisi ha investito in pieno anche la chimica italiana, la recessione in atto sta colpendo la domanda di beni durevoli di investimento e non è escluso che nei prossimi mesi possa raggiungere anche settori di più largo consumo;

solo nel settore chimico e manifatturiero la cassa integrazione ha travolto pressoché tutte le aree produttive: nel mese di febbraio del 2009 è aumentata del 763,46 per cento (dati dell'Istituto nazionale di previdenza sociale) rispetto allo stesso periodo del 2008;

la produzione industriale nell'ultimo trimestre (rispetto a settembre 2008) ha fatto registrare il tracollo della gomma (con una riduzione del 28,8 per cento), delle produzioni di base della chimica (con un decremento del 20,7 per cento), del vetro (con una riduzione pari al 18,2 per cento), della ceramica (con un decremento dell'11 per cento);

stanno andando a picco, infine, le esportazioni dei prodotti chimici (con una riduzione pari al 40,9 per cento), effetto della crisi globale della quale la produzione della chimica italiana ha avvertito - prima di altre - il calo internazionale dei consumi. Se a ciò si aggiunge la scarsa competitività del sistema produttivo italiano, entrato in recessione prima di altri Paesi europei, la crisi del settore è non solo del tutto evidente ma anche profondamente preoccupante;

incombono inoltre le pessime previsioni di crescita della produzione per il 2009, che potrebbe chiudere con una riduzione del 4,5 per cento: la chimica di base passerebbe da un 3,6 per cento a zero; plastiche e resine, dal 2,1 per cento ad un decremento pari all'1 per cento; le fibre chimiche, ad una riduzione dell'11 per cento; fertilizzanti, ad un decremento del 3,5 per cento; vernici, ad una riduzione pari allo 0,5 per cento; una situazione meno drammatica invece si profilerebbe per quella parte della chimica che si rivolge a beni non durevoli: materie prime e intermedie per l'industria cosmetica, detersivi, additivi per l'industria alimentare;

nonostante questo quadro, alcune produzioni hanno «retto», pur in un quadro così difficile, in quanto particolarmente richieste dal mercato: il politene (plastica per tubi di irrigazione); gli elastomeri (gomme) il cui petrolchimico di Ravenna è il numero uno in Europa; gli stirenici (paraurti per auto, plastiche per air bag, plastiche antiurto) di cui il solo stabilimento di «Polimeri Europa» (gruppo Eni) di Mantova produce oltre un milione di tonnellate all'anno;

i riflessi di questa situazione sul lavoro sono preoccupanti, la Filcem-Cgil stima in oltre 20.000 gli addetti del settore a rischio (il 14 per cento della forza lavoro totale) tra cassa integrazione ordinaria, straordinaria, mobilità; circa 1.000 sarebbero le mancate conferme di lavoratrici e lavoratori a tempo determinato, oltre a migliaia di addetti «sospesi» tra proroga e cassa integrazione in deroga delle aziende in appalto, prevalentemente concentrati nella manutenzione, nella logistica, nei servizi;

l'industria chimica italiana rischia pertanto di ridursi ai minimi termini: pesa infatti la lenta ma progressiva fuoriuscita dalla chimica del gruppo Eni e della sua società «Polimeri Europa», nonostante il recente e positivo accordo raggiunto tra Safi (Sartor), la multinazionale inglese Ineos, ed Eni per il rilancio del ciclo del cloro a Porto Marghera (Venezia), Ravenna e Porto Torres e per la sostituzione delle celle a mercurio con quelle a membrana che renderanno la chimica sempre più competitiva ed ecocompatibile;

a tale situazione si aggiunge il fatto che la società Montefibre ha reso note ulteriori difficoltà legate al permanere della crisi produttiva delle fibre sintetiche artificiali che può compromettere l'attuazione dell'accordo dell'agosto 2008 sulla realizzazione dell'innovativa fibra al carbonio;

conseguenze nefaste sono poi probabili nel polo di Priolo-Siracusa (2.000 le unità in pericolo), mentre prosegue la stato di crisi dell'Eurallumina di Portovesme (Sulcis) (Calabria-Iglesias) che fermerà gli impianti per un anno, dalla metà di marzo 2009, con conseguente cassa integrazione straordinaria per 450 lavoratori (oltre 700 se si comprende l'indotto). Pressoché al collasso è la Caffaro di Torviscosa (Udine) e di Brescia (circa 400 i dipendenti coinvolti) per la quale è stato nominato il commissario liquidatore;

chimica e petrolchimica scontano l'effetto della crisi mondiale prima di altri settori, perché rappresentano l'anello della catena delle materie prime necessarie alla trasformazione dei prodotti per il comparto manifatturiero (tessile, gomma-plastica, auto, vetro, concia, ceramica) che, a sua volta, risente direttamente della crisi;

l'Italia deve tornare a un serio impegno nel settore della chimica, in assenza del quale sarà inevitabile la deindustrializzazione con gravissime conseguenze sull'occupazione, sull'economia industriale, sulla bilancia commerciale dei pagamenti;

a giudizio degli interroganti non è più sufficiente sostenere a parole che la «chimica è strategica», è necessario passare ai fatti, la chimica è sempre stata leader e motore del "Made in Italy" perché alle spalle degli stilisti o del design industriale ci sono quasi sempre state le ricerche e l'innovazione in campo chimico;

sono infine gravi sia il ritardo nella rivisitazione dei processi produttivi in chiave di sostenibilità ambientale, che la lentezza del sistema amministrativo e istituzionale che costringono i territori a sopportare pesanti impatti ambientali;

il 9 luglio 2008 il Ministro dello sviluppo economico ha promesso che sarebbe stato convocato entro settembre un tavolo negoziale sulla chimica, ma ad oggi ancora non se ne sa nulla;

ad opinione degli interroganti occorre fare presto e bene perché il settore ha urgente bisogno di essere considerevolmente rilanciato attraverso investimenti per le infrastrutture, sapere, brevetti, bonifiche, innovazione e ricerca, per restituire dignità alla chimica e quel ruolo da protagonista che le compete nello sviluppo economico e sociale del Paese,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, alla luce dei fatti esposti in premessa, non ritenga opportuno:

convocare con estrema urgenza un tavolo generale di confronto per il rilancio della chimica italiana, che parta dal monitoraggio della situazione relativa a tutti gli accordi di programma esistenti nei siti;

attivarsi affinché una quota significativa degli enormi dividendi che il Ministero dell'economia e delle finanze ricava dall'Eni sia destinata al settore per nuovi investimenti nelle produzioni e nelle eccellenze di mercato (politene, elastomeri, stirenici);

predisporre un impegno massiccio di investimenti in ricerca scientifica, formazione, innovazione, anche estendendo il programma per l'innovazione del progetto «Industria 2015»;

predisporre misure fiscali di vantaggio - soprattutto nel Mezzogiorno e per un periodo limitato di tempo - a favore delle piccole e medie imprese (il 92 per cento del tessuto produttivo della chimica secondaria);

attivarsi in sede europea affinché si adottino interventi legislativi a sostegno di imprese e di poli chimici che rispettino le norme ambientali, evitando delocalizzazioni e trasferimenti in Paesi meno rigorosi nella regolamentazione ambientale e favorendo forme di agevolazione fiscale mirate alle imprese che hanno deciso di insediarsi in Italia;

incentivare fusioni e accorpamenti per favorire la crescita dimensionale delle piccole imprese per accrescerne la massa critica e la competitività anche utilizzando le risorse provenienti dai cosiddetti «Tremonti bond» e dalla Cassa depositi e prestiti;

ridurre il differenziale del costo dell'energia con gli altri Paesi concorrenti anche per mezzo della convocazione, come peraltro più volte annunciato dal Governo, della Conferenza nazionale sull'energia;

semplificare le procedure burocratiche autorizzative per facilitare investimenti e attrazione di capitali esteri, attraverso una riforma della pubblica amministrazione affinché sia più vicina a cittadini e imprese;

sviluppare le nuove tecnologie ambientali per bonificare e recuperare i siti ad una chimica «più verde» e attenta alla qualità della vita nei territori.

(3-00785)

ANTEZZA, BUBBICO, CHIURAZZI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali, dell'economia e delle finanze e del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:

il 28 maggio 2009 una violenta grandinata ha investito la provincia di Matera e in particolare la fascia ionica metapontina, determinando ingenti danni alle coltivazioni degli agri di Scanzano Jonico, Policoro, Marconia di Pisticci e zone limitrofe, dove sono andati distrutti interi frutteti e colture agricole;

tale evento calamitoso ha comportato notevoli danni alle imprese agricole operanti in tal area della regione Basilicata, già duramente provate da precedenti eventi calamitosi verificatisi negli ultimi tempi;

infatti, precisamente nei giorni 2 e 4 maggio 2009, lo stesso territorio era stato già colpito da un'altra eccezionale ondata di maltempo, che aveva danneggiato impianti di vigneti, drupacee, agrumi, orticole e fragole ma anche strutture agricole di vario tipo arrecando, su una superficie di circa 757 ettari, danni che, a quanto risulta agli interroganti, i tecnici della Regione Basilicata hanno stimato nell'ordine di oltre 7 milioni di euro;

a seguito del suddetto evento calamitoso, la Giunta regionale lucana aveva approvato la perimetrazione per delimitare i territori interessati, predisposto la delibera di stato di calamità ed attivato la procedura per il riconoscimento dello sgravio parziale dei contributi previdenziali, per dodici mesi, a favore delle aziende agricole danneggiate dall'evento;

secondo una prima stima elaborata da alcune organizzazioni professionali agricole, i danni provocati dall'evento del 28 maggio 2009 sarebbero ancora più ingenti rispetto a quelli causati dalla grandinata del 2 e del 4 maggio 2009, in quanto avrebbero comportato la perdita dell'intero raccolto e distrutto centinaia di ettari di piante arboree ed erbacee;

in queste ore i tecnici del Dipartimento di competenza della Regione Basilicata stanno effettuando i sopralluoghi necessari per verificare gli ulteriori danni provocati dal recente evento calamitoso e valutarne l'entità,

si chiede di sapere:

se, a fronte di tale grave situazione, non si ritenga opportuno dichiarare lo stato di calamità per i territori della regione Basilicata colpiti dalla violenta grandinata del 28 maggio 2009;

se, inoltre, non si ritenga opportuno reperire, con la massima sollecitudine, le risorse necessarie a supportare la Regione Basilicata nel far fronte ai gravi danni subiti dalle imprese agricole operanti in tale territorio, anche al fine di evitare che le stesse, in mancanza di adeguate misure di sostegno, siano costrette a chiudere le proprie attività, indebolendo ulteriormente il settore agricolo lucano, già fortemente provato dalla recente crisi economica.

(3-00788)

DE SENA - Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e dell'economia e delle finanze - Premesso che:

le scuole paritarie dell'infanzia, come previsto dalla legge n. 62 del 2000 relativa alla parità scolastica, rappresentano parte integrante del sistema scolastico nazionale dell'istruzione e svolgono un servizio pubblico a tutti gli effetti nel totale rispetto delle normative sulla sicurezza e sulla disciplina emanate dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca (Miur);

le 382 scuole paritarie dell'infanzia presenti in Calabria, dotate di 760 sezioni, garantiscono a ben 14.787 famiglie un servizio che contribuisce a migliorare l'educazione e la formazione dei propri figli e contestualmente favorisce l'occupazione femminile, poiché sono molte le donne che svolgono il ruolo di istitutrici;

nell'anno 2008 grazie alla legge n. 62 del 2000 era stata assegnata alle sole scuole paritarie dell'infanzia della Regione Calabria la cifra di 18.409.743 euro (circolare n. 13, prot. 373/P, del 23 gennaio 2008 emanata dal Ministero della pubblica istruzione, Dipartimento per l'istruzione, Direzione generale per lo studente Ufficio 7);

il predetto contributo ha subito per l'anno 2009 una riduzione del 72 per cento - da accreditarsi sul capitolo 4950 - e ammonta pertanto a 5. 119.019 euro;

detto capitolo di spesa 4950 comprende, oltre ai contributi destinati alle scuole paritarie dell'infanzia, anche i contributi destinati alle scuole paritarie primarie e secondarie di I e II grado della Calabria e pertanto alle scuole dell'infanzia spetterebbe un contributo di gran lunga inferiore;

se non verrà ripristinato lo stesso finanziamento erogato per l'anno 2008 in Calabria molte scuole paritarie dell'infanzia saranno costrette a chiudere, licenziare personale e abolire un servizio alle famiglie in favore dei loro bambini di età compresa fra i 3 ed i 6 anni;

prima della manovra finanziaria si prevedeva di stanziare a favore delle scuole paritarie italiane 535,4 milioni di euro per l'anno 2009; dopo la manovra lo stesso importo è sceso a 401, 9 milioni di euro;

dalla tabella delle risorse predisposte dal MIUR non risulta chiaro, a giudizio dell'interrogante, in base a quali criteri siano stati effettuati alle sole Regioni del Sud dei tagli che vanno dal 49 per cento al 93 per cento,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo ritengano possibile ripristinare per l'anno 2009 l'importo globale di 535,4 milioni di euro destinato alle scuole paritarie italiane per far fronte agli impegni previsti dalla legge n. 62 del 2000;

se ritengano opportuno rivedere e modificare la tabella delle risorse relativa all'erogazione dei contributi assegnati dal MIUR alle scuole paritarie per l'anno 2009.

(3-00789)

MARITATI, CASSON, D'AMBROSIO, CAROFIGLIO, DELLA MONICA, GALPERTI, CHIURAZZI, ZANDA - Ai Ministri dell'interno e della giustizia - Premesso che:

a giudizio degli interroganti, la vigliacca aggressione del 3 giugno 2009 al Procuratore della Repubblica di Verona, dottor Mario Giulio Schinaia, e i primi risultati delle indagini riferiti dagli organi di informazione, suscitano grande preoccupazione perché evidenziano con lucida chiarezza i pericoli della continua, inesauribile e indistinta aggressione politica ai giudici per le presunte linee adottate nello svolgimento del loro compito istituzionale e costituzionale;

ad opinione degli interroganti nella motivazione del gesto infatti sembra esserci introiettata una differenziazione tra i magistrati che non avrebbero una linea, o avrebbero una linea gradita, e quelli che invece avrebbero una linea sgradita. Sembra l'eco di quello che purtroppo si sente continuamente da parte di alcuni politici e di alcuni membri del Governo a proposito di una parte della magistratura, di presunti grumi eversivi, di alcuni giudici "nemici politici". Sembra l'eco di frasi tristemente note, del tipo "i magistrati non valgono più del costo di una pallottola",

si chiede di conoscere:

se il Governo intenda dissociarsi da parole e gesti che diffondono una cultura di disprezzo verso la funzione giurisdizionale;

se il Governo ed in particolare i Ministri in indirizzo intendano assumere immediatamente iniziative, e quali, per tutelare almeno la sicurezza personale dei magistrati esposti a gesti inconsulti.

(3-00791)

ARMATO - Al Ministro dell'interno - Premesso che a tutt'oggi non ha ottenuto risposta l'atto di sindacato ispettivo 3-00742, presentato il 19 maggio 2009, con cui l'interrogante chiedeva al Governo di intervenire con la massima urgenza e determinazione nel territorio del comune di Portici dove la criminalità organizzata attraverso una preoccupante escalation di atti intimidatori, minacce ed aggressioni nei confronti di amministratori locali, rappresentati politici ed operatori economici sta tentando di condizionare il regolare svolgimento delle prossime elezioni amministrative;

considerato che:

a distanza di pochi giorni dalla presentazione della suddetta interrogazione, a seguito della quale non risulta all'interrogante che il Governo si sia attivato nella direzione richiesta, il 4 giugno 2009, un altro grave episodio ha scosso la città di Portici. È stata infatti recapitata al sindaco uscente di Portici una busta contente un proiettile e un foglio su cui era riportato il nome del sindaco stesso, Vincenzo Cuomo, nonché quello di don Tonino Palmese, braccio destro del fondatore di don Luigi Ciotti, e quello di Sergio Vigilante, presidente dell'associazione antiracket della cittadina vesuviana;

la gravità di tale ultimo episodio nonché il vorticoso ripetersi di atti intimidatori finalizzati a condizionare i risultati delle imminenti elezioni amministrative stanno generando nel territorio del comune di Portici un tale stato di incertezza e di allarme sociale di fronte al quale non si può più sottacere e che richiede un immediato, forte e deciso intervento del Governo,

si chiede di sapere:

quali urgenti misure di sicurezza il Ministro in indirizzo intenda disporre per garantire l'incolumità fisica e l'azione politica degli amministratori locali e dei rappresentati politici vittime del grave episodio riportato in premessa;

quali immediate azioni intenda adottare per assicurare il regolare svolgimento delle prossime elezione amministrative nel comune di Portici e garantire il ripristino delle condizioni per l'esercizio dei compiti istituzionali e per una convivenza di sicurezza e di legalità.

(3-00796)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

PERDUCA, PORETTI - Al Ministro per i beni e le attività culturali - Premesso che:

la XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione della Repubblica italiana, come risultante dopo le modifiche di cui alla legge costituzione 23 ottobre 2002, n. 1 (Gazzetta Ufficiale 26 ottobre 2002, n. 252) così recita: "I beni, esistenti nel territorio nazionale, degli ex re di Casa Savoia, delle loro consorti e dei loro discendenti maschi, sono avocati allo Stato. I trasferimenti e le costituzioni di diritti reali sui beni stessi, che siano avvenuti dopo il 2 giugno 1946, sono nulli.";

nei giorni scorsi, il professor Francesco Margiotta Broglio, uno dei massimi studiosi dei rapporti fra Stato e Chiesa in Italia, a cui si deve la revisione del Concordato del 1984, ha espresso un parere motivato, ribadendo che, ai sensi della suddetta XIII disposizione, la Sindone è di proprietà dello Stato italiano, poiché deve essere considerato giuridicamente nullo l'atto di donazione della reliquia al Papa, compiuto dai Savoia, a seguito di un lascito testamentario, alla morte dell'ultimo re d'Italia, Umberto II, nel 1983;

la riaffermazione della proprietà dello Stato sulla Sindone, a giudizio degli interroganti, può e deve significare soprattutto la possibilità di nuovi studi scientifici indipendenti, non condizionati, sulle origini del lenzuolo,

si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda prendere, alla luce del parere autorevolmente espresso dal professor Margiotta Broglio, per riaffermare e ribadire la proprietà dello Stato italiano sulla Sindone, senza per questo negare in alcun modo sia a credenti e fedeli la possibilità di accesso e di venerazione, sia all'Episcopato torinese la possibilità di conservazione e di ostensione della reliquia.

(4-01563)

BIANCONI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

il 3 giugno 2009 si apprende dalla stampa del sit-in di protesta, organizzato dal sindacato dei Cobas e da alcuni partiti di centro-sinistra, davanti al liceo scientifico "A. Righi" di Cesena a sostegno del professore Alberto Marani, docente di matematica nel suddetto liceo e attualmente sospeso dall'insegnamento;

da quanto riferiscono gli organi di stampa locali e nazionali, il professor Marani sarebbe stato sospeso dall'incarico dall'Ufficio scolastico provinciale per aver distribuito ai suoi alunni un questionario sull'ora di religione, questionario in cui si invitavano gli studenti ad esprime la loro preferenza a frequentare materie sostitutive alla religione, nel caso l'Istituto prevedesse offerte formative alternative e dei cui risultati il professor Marani ha dato ampia informazione al collegio dei docenti;

da quanto riferiscono altre fonti, nel mese di gennaio 2009 vi sarebbe stata un'ispezione ministeriale riguardante il professor Marani, per esaminare fatti e comportamenti a lui imputati inerenti l'attività didattica e quindi non riferibili al sopracitato questionario la cui diffusione, cronologicamente, è avvenuta dopo l'ipotizzata ispezione,

si chiede di sapere:

quali siano le motivazioni assunte dall'Ufficio scolastico che hanno determinato la sospensione del professor Alberto Marani;

se, in considerazione del risalto dato al provvedimento di sospensione, al fine di fare chiarezza e mettere a tacere ogni strumentalizzazione di tipo politico-ideologico, il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno che l'Ufficio scolastico regionale e l'Ufficio scolastico provinciale rendano note agli alunni, ai loro genitori e a tutto il corpo docente dell'Istituto le motivazioni che il Consiglio di disciplina del Ministero già da tempo ha inviato ai suddetti uffici, a seguito dell'ispezione effettuata nel mese di gennaio 2009.

(4-01564)

CAFORIO, BELISARIO - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

il 23 maggio 2009, l'avvocato Tommaso Scigliuzzo, candidato al Consiglio provinciale di Lecce per la lista Italia dei valori, teneva un comizio elettorale in piazza Tellini a Gallipoli (Lecce) (zona rientrante nel collegio elettorale di riferimento) affrontando vari temi tra cui quello riferito al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani del comune di Gallipoli;

al termine del comizio l'avvocato Scigliuzzo veniva avvicinato da due giovani i quali, prima in privato e successivamente a voce alta e in presenza di molti testimoni, rivolgevano al candidato pesanti minacce, ripetendo più volte: "non ti devi mai più permettere di fare nomi, di offendere e di parlare di certe cose, altrimenti la prossima volta saliamo sul palco per spezzarti le gambe e gettarti di sotto";

considerato che:

a seguito del descritto deprecabile episodio, non v'è stato alcun intervento da parte delle autorità, e non risulta agli interroganti che alcun organo di stampa o altro mezzo mediatico abbiano riportato il benché minimo accenno a quanto accaduto a Gallipoli all'avvocato Scigliuzzo;

tale episodio è assai simile a quanto già avvenuto ai danni di un altro esponente dell'Italia dei valori, Peppino Basile, membro del consiglio provinciale di Lecce e del consiglio comunale di Ugento (Lecce), più volte minacciato e successivamente assassinato nella notte tra il 14 e il 15 giugno 2008; i sicari sono tuttora ignoti e sulla vicenda è stata presentata in data 13 novembre 2008 l'interrogazione n. 3-00399,

si chiede di sapere quali misure il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di assicurare un'adeguata protezione a quanti sono coinvolti nell'attività politica del Paese, che dovrebbe sempre essere svolta, al pari di ogni altra attività, nel pieno rispetto della legalità e della democrazia.

(4-01565)

POSSA - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

l'articolo 2, comma 344, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria per il 2008) dispone quanto segue: «È istituito, presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Fondo denominato "un centesimo per il clima" nel quale affluiscono le entrate derivanti dalla contribuzione volontaria di un centesimo di euro per ogni litro di carburante acquistato alla pompa per l'autotrazione, nonché per ogni 6 kW/h di energia elettrica consumata»,

si chiede di sapere quale sia l'effettivo ammontare della contribuzione volontaria che è affluita nel suddetto Fondo nel primo semestre 2009.

(4-01566)

CORONELLA - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:

per ottenere il riconoscimento dell'invalidità civile di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale i diritti delle persone handicappate) un cittadino italiano deve sottoporsi alla visita specialistica presso la commissione medica della competente Azienda sanitaria locale (ASL);

detta commissione redige un verbale, il quale, successivamente, viene sottoposto all'approvazione della Commissione medica di verifica;

con l'entrata in vigore dell'articolo 10, comma 2, del decreto-legge n. 203 del 30 settembre 2005 (convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248) la competenza per la verifica dei verbali di accertamento e la diagnosi funzionale - legge 12 marzo 1999, n. 68 - è passata dal Ministero dell'economia e delle finanze all'Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS);

considerato che:

ai fini di dette verifiche le specifiche commissioni mediche dell'INPS devono essere obbligatoriamente integrate da un medico specialista e da un operatore sociale;

a quanto risulta all'interrogante le commissioni mediche istituite presso la sede provinciale dell'INPS di Caserta sembrerebbero essere sprovviste di entrambe le citate figure professionali,

l'interrogante chiede di sapere se risulti al Ministro in indirizzo che le commissioni mediche dell'INPS della sede provinciale di Caserta siano sprovviste del medico specialista e dell'operatore sociale e, in caso affermativo, se e quali provvedimenti intenda porre in essere al fine di garantire il rispetto di quanto previsto dalla legge.

(4-01567)

DELLA SETA - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

la nuova Commissione tecnica per la verifica dell'impatto ambientale istituita il 12 luglio 2008, dal 1° giugno dovrebbe smettere di funzionare a causa del mancato trasferimento dei fondi derivanti dallo 0,5 per mille che i proponenti, cioè le imprese aggiudicatrici degli appalti, versano al Ministero dell'economia e delle finanze all'atto dell'inizio delle istruttorie;

sembrerebbe che entro fine giugno 2009 i commissari della Commissione tecnica per la verifica dell'impatto ambientale non avranno più a disposizione gli attuali locali in cui svolgono la loro attività per scadenza del contratto di affitto e si dovrebbero pertanto trasferire nella sede centrale del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare; ma i locali messi a loro disposizione non sarebbero, a poco meno di 40 giorni dal trasferimento, ancora attrezzati e sicuramente in numero sufficiente;

agli interroganti risulta che il Tar del Lazio avrebbe accolto il ricorso avanzato da alcuni componenti della precedente commissione, scaduta nel maggio 2008, e non più rinominati nella attuale commissione;

l'Italia ha bisogno di opere e reti infrastrutturali e di energie rinnovabili. Tutto ciò ha un valore per l'ambiente perché consente di ammodernare il Paese e realizzare opere che vanno nella direzione dello sviluppo, dell'efficienza energetica e del risparmio energetico. L'espressione di compatibilità ambientale, espressa dalla Commissione, rappresenta un passaggio fondamentale di questo processo perché consente di intervenire sul tessuto produttivo e sulla rete delle infrastrutture del Paese con opere che rispettano il territorio e abbassano i livelli di inquinamento. Ad opinione dell'interrogante negare o ritardare immotivatamente le risposte ai soggetti pubblici e privati che intendono investire rappresenta un danno non solo all'economia, ma anche all'ambiente,

alla luce di quanto sopra esposto si chiede al Ministro in indirizzo di conoscere:

se intenda intervenire presso il Ministero dell'economia e delle finanze in modo che i fondi destinati alla funzionalità della Commissione tecnica per la verifica dell'impatto ambientale si rendano immediatamente disponibili in modo da scongiurare un gravissimo danno al Paese;

se corrisponda al vero che da luglio 2009 i commissari della Commissione tecnica per la verifica dell'impatto ambientale vengano trasferiti in locali non ancora attrezzati ed in numero insufficiente e, in caso affermativo, quali iniziative intenda promuovere per evitare che ciò accada;

se corrisponda al vero che il Tar del Lazio abbia accolto il ricorso di alcuni componenti della precedente commissione e nel caso in cui tali indiscrezioni corrispondano a vero cosa si intenda fare per garantire la continuità del lavoro della Commissione che altrimenti potrebbe essere azzerata da questo provvedimento amministrativo.

(4-01568)

POLI BORTONE - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

le Regioni ammesse a beneficiare degli interventi dell'obiettivo Convergenza usufruiscono per il periodo 2007-2013 di una notevole quantità di fondi comunitari;

ad oggi risulterebbe che le risorse impegnate siano poco più dell'1 per cento del totale, addebitabile, a giudizio dell'interrogante, evidentemente all'incapacità degli amministratori regionali di procedere all'emissione di bandi per l'accesso ai fondi stessi;

di fronte a tali incapacità il Governo continua a dirottare, ad opinione dell'interrogante, impropriamente su altre Regioni i fondi specificatamente assegnati dall'Europa alle Regioni dell'ex "obiettivo 1" violando, come rileva la Corte dei Conti, il rispetto del principio di addizionalità delle risorse comunitarie finalizzate alle politiche di sviluppo regionale;

l'articolo 120 della Costituzione prevede che il Governo possa sostituirsi ad organi delle Regioni a tutela dei livelli essenziali delle prestazioni e nel caso di mancato rispetto di norme comunitarie;

considerato che, a giudizio dell'interrogante, il Meridione non può essere doppiamente penalizzato per le incapacità dei suoi governatori regionali e per la sottrazione sistematica di risorse pur di esclusiva competenza del Mezzogiorno stesso,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda promuovere la nomina di Commissari per il corretto e rapido utilizzo dei fondi comunitari nelle Regioni ammesse a fruire dei fondi dell'obiettivo Convergenza al fine di consentire alle popolazioni del Sud di raggiungere quelle condizioni di "parità" infrastrutturale che consentano loro di guardare con maggiore serenità all'attuazione del federalismo fiscale che rischia altrimenti di far divenire i territori meridionali sempre più poveri perché privati degli strumenti finanziari atti a creare occasioni di sviluppo e quindi lavoro.

(4-01569)

VILLARI - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:

da un monitoraggio ambientale commissionato dalla United States Navy, risulterebbe che nell'acqua campana, destinata al consumo umano, sarebbero presenti tetracloroetilene, nitrati e coliformi fecali, sostanze dannose per la salute;

nella prima fase sono state sottoposte a monitoraggio 130 abitazioni private, di personale della Marina militare americana e 10 siti in locazione al Governo statunitense, sottoposti al campionamento del suolo, dei gas presenti nel suolo, dell'acqua di rubinetto e di quella d'irrigazione;

su un campione di 130 abitazioni esaminate, 48 presentano "rischi non accettabili" se l'acqua del rubinetto fosse destinata al consumo umano, mentre 41 presentavano i medesimi rischi anche se l'acqua del rubinetto non fosse usata per bere, di conseguenza il suggerimento della US Navy ai militari americani e alle loro famiglie è di non utilizzare acqua di rubinetto e sostituirla con acqua minerale anche per lavarsi i denti, cucinare e produrre ghiaccio,

si chiede di sapere nel caso in cui questa notizia corrisponda al vero, se siano state predisposte dai Ministri in indirizzo, le opportune indagini per approfondire e monitorare la situazione, se esistano rischi per l'intera popolazione campana e quali misure si intendano adottare al fine di scongiurare danni ai cittadini.

(4-01570)

ANTEZZA, BUBBICO, CHIURAZZI - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

il comando provinciale dei Vigili del fuoco di Matera dispone dal 1991 di un distaccamento a carattere temporaneo e di natura stagionale a Metaponto, frazione del comune di Bernalda, in provincia di Matera;

il 21 luglio 2004, il Governo - in sede di esame dell'Atto Senato n. 2756 - accoglieva come raccomandazione l'ordine del giorno G 102 con cui veniva richiesta l'istituzione di un distaccamento permanente dei Vigili del fuoco presso il suddetto comune, precisando inoltre che l'apertura del suddetto distaccamento permanente era stata già prevista nell'ambito del cosiddetto piano nazionale "Soccorso Italia in 20 minuti";

il territorio di Bernalda e di Metaponto si trova oggi in una situazione di grande vulnerabilità come è emerso dai decreti di calamità naturali recentemente emanati in occasione dell'alluvione e delle mareggiate (novembre 2004 e marzo 2006). Nell'area è altresì presente il pericolo di incendi;

in seguito a tali eventi risulta agli interroganti che il Prefetto di Matera ha più volte segnalato al Governo l'assoluta necessità di una presenza nel territorio in questione di un contingente fisso dei Vigili del fuoco, e che, in sede di aumenti di organico del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, si potesse procedere alla trasformazione del distaccamento stagionale, di stanza a Metaponto Borgo, in distaccamento permanente;

le ultime ripetute esondazioni del fiume Bradano, tra il novembre 2008 e gennaio 2009, hanno prodotto gravi allagamenti nei centri urbani del lido e del Borgo di Metaponto e hanno richiesto l'intervento dei Vigili del fuoco a salvaguardia della pubblica incolumità: anche per tali eventi eccezionali è stato proclamato dal Governo lo stato di emergenza con l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3734 del 16 gennaio 2009;

la vulnerabilità del territorio metapontino è accentuata dalla presenza di importanti nodi di viabilità stradale, tra cui la strada statale 106 Jonica - dichiarata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ad "alta pericolosità" - e di collegamenti ferroviari altamente trafficati, dall'aumento degli insediamenti produttivi e dall'intenso sviluppo turistico che negli ultimi anni ha interessato la costa del metapontino;

considerato che, a quanto risulta agli interroganti:

il Comune di Bernalda e il Comando dei Vigili del fuoco di Matera, in data 22 giugno 2006, hanno stipulato un protocollo d'intesa che prevede, tra le altre cose, la concessione gratuita e a tempo indeterminato ai Vigili del fuoco, da parte dell'ente locale, di alcuni locali idonei siti a Metaponto Borgo, in grado di ospitare il distaccamento permanente;

inoltre, il Consiglio comunale di Bernalda ha già approvato la variante urbanistica necessaria alla individuazione dell'area su cui realizzare la nuova sede operativa per il distaccamento dei Vigili del fuoco, su progetto preliminare dell'Ufficio operativo del provveditorato alle opere pubbliche di Matera, che ha inserito il finanziamento della caserma dei Vigili del fuoco nel programma delle opere pubbliche del 2009-2010,

si chiede di sapere:

in quali tempi il Ministro in indirizzo intenda dare attuazione agli impegni assunti nel 2004 a seguito dell'accoglimento dell'ordine del giorno G 102 richiamato in premessa, considerato che è necessario agire con tempestività, anche in considerazione dell'approssimarsi della stagione estiva;

quando intenda procedere all'assegnazione delle unità di personale nonché delle risorse necessarie all'apertura del distaccamento permanente dei Vigili del fuoco a Metaponto Borgo.

(4-01571)

GASPARRI - Al Ministro della giustizia - Premesso che alcuni quotidiani e settimanali oggi in edicola riportano notizie relative a inchieste condotte dal magistrato Paolo Mancuso;

considerato che:

al magistrato Paolo Mancuso, anni addietro, vennero contestate ed accertate "frequentazioni e conoscenze" con esponenti della criminalità organizzata, pur sottoposti ad indagini dalla Procura di cui lui stesso faceva parte;

al magistrato Paolo Mancuso, amante della caccia, venne contestata, in particolare, la partecipazione ad una battuta di caccia di frodo con indagati per mafia;

preso atto che tali addebiti, se imputati e accertati a carico di qualunque altro cittadino, avrebbero comportato severe condanne;

l'interrogante chiede di sapere:

se al Ministro in indirizzo risulti, tutto quanto sopra riportato;

se il magistrato Paolo Mancuso, accusato di frequentazioni mafiose, e il magistrato Paolo Mancuso, "inquisitore" in procedimenti contro il Presidente del Consiglio dei ministri, siano la stessa persona;

se nei confronti del magistrato Paolo Mancuso, amante della caccia, a suo tempo sia stata avviata qualche azione, disciplinare o di altro tipo, e, in caso affermativo, con quali eventuali condanne e/o addebiti: ciò soprattutto al fine di salvaguardare e tutelare il lavoro svolto al servizio della nazione dalla stragrande maggioranza dei magistrati.

(4-01572)

BAIO, ADAMO, BASSOLI, BOSONE, CERUTI, D'AMBROSIO, FONTANA, MAZZUCONI, ROILO, TREU, VIMERCATI - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:

il 2 giugno 2009, anniversario della Festa della Repubblica, in occasione di una manifestazione nell'ambito della campagna elettorale del Popolo della libertà, il Ministro dell'istruzione, università e ricerca, avvocato Mariastella Gelmini, si è recata a Besana Brianza;

il volantino distribuito al fine di promuovere l'incontro, denominato "Festa...in famiglia", si riferiva direttamente ai minori esortandoli alla partecipazione con lo slogan, così come testualmente riportato, "Bambini vi aspettiamo!", in quanto sarebbero stati presenti intrattenimenti ludici, quali gonfiabili, palloncini e maghetti e sarebbero stati distribuiti "ghiaccioli, bibite e pizzette a go-go";

alla manifestazione erano presenti circa 350 persone, tra cui autorità civili e religiose, ma soprattutto famiglie con bambini ed educatori scolastici, vista la presenza del Ministro;

alcuni genitori ed educatori hanno esposto uno striscione che testualmente riportava lo slogan "Se la scuola è costosa oggi, chissà quanto ci costerà l'ignoranza domani";

alla vista di detto cartello, il Ministro ha iniziato il suo intervento apostrofando come "pirla" coloro che lo esponevano, in modo pacifico, e asserendo anche che questi ultimi "non sanno cos'è la democrazia";

lo stesso Ministro dell'istruzione, con proprio decreto, ha ritenuto essenziale la valutazione del comportamento degli studenti, in quanto ritenuto "elemento significativo per formare la personalità dei ragazzi";

il Presidente della Repubblica, lo stesso 2 giugno 2009, ha asserito che questa campagna elettorale è "fuori tono", esprimendo la necessità di "coesione" ed esprimendo la speranza che tale esigenza "venga raccolta anche da chi ha funzioni di rappresentanza politica e istituzionale",

si chiede di sapere:

se il Presidente del Consiglio dei ministri ritenga compatibile con il mantenimento del mandato di Ministro dell'istruzione, università e ricerca il comportamento posto in essere e la terminologia utilizzata dal titolare di tale dicastero nel corso del richiamato pubblico evento - proprio nel giorno dell'anniversario della Festa della Repubblica - in quanto offensivi verso i presenti e tali da costituire un pessimo esempio per tutta la popolazione scolastica;

se il Presidente del Consiglio non intenda esprimere pubbliche scuse a nome del ministro Gelmini, visto che la stessa non si è espressa a riguardo, pur non avendo negato l'accaduto.

(4-01573)

GHIGO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Premesso che:

a causa delle frequenti alluvioni verificatesi, in particolare, negli ultimi anni, al fine di scongiurare lo straripamento dei torrenti Pellice e Chisone, in Provincia di Torino, sono stati effettuati numerosi interventi di manutenzione lungo l'asta dei torrenti stessi;

su richiesta delle amministrazioni locali, che hanno raccolto le segnalazioni degli abitanti delle aree adiacenti ai citati torrenti, a maggio del 2008 è stato effettuato l'ultimo lavoro di manutenzione;

tenuto conto che la regione Piemonte, la provincia di Torino e l'Agenzia interregionale per il fiume Po (AIPO) hanno individuato una serie di priorità per la messa in sicurezza dei territori che comprendono l'asta del torrente Pellice nei comuni di Bricherasio, Campiglione, Garzigliana, Cavour, Villafranca Piemonte e Vigone, del torrente Chisone nei comuni di San Secondo di Pinerolo, Pinerolo, Osasco, Macello e Garzigliana;

considerato che, ad opinione dell'interrogante:

per ridurre il rischio di esondazioni, gli interventi di manutenzione in alveo e il ripristino delle arginature danneggiate dovrebbero essere effettuati in maniera tempestiva, con opere di difesa più puntuali e consistenti, con risorse adeguate, oltre che con il concerto di tutte le parti coinvolte,

l'interrogante chiede di sapere:

se risulti al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro in indirizzo, ciascuno per quanto di competenza, l'esistenza di un piano di inerenti finalizzato alla realizzazione delle opere di messa in sicurezza dei territori attraversati dai torrenti Pellice e Chisone e, in caso affermativo, chi ha redatto detto piano e quale sia il suo contenuto;

se e quale sia l'entità dei fondi eventualmente stanziati per la realizzazione dei lavori di manutenzione citati e, in caso affermativo, se risulti una programmazione distinta in interventi urgenti e in interventi strutturali.

(4-01574)

FLERES - Al Ministro della giustizia - Premesso che la situazione negli istituti penitenziari nel Paese è al collasso. Diverse volte l'interrogante, in qualità di Garante per i diritti dei detenuti della Regione siciliana e in qualità di parlamentare, ha sollevato il problema del mancato rispetto del terzo comma dell'articolo 27 della Costituzione all'interno degli istituti di pena;

considerato che recentemente, il segretario generale della Unione italiana del lavoro pubblica amministrazione (UILPA) ha effettuato delle visite presso le strutture penitenziarie di Agrigento e Trapani ed ha redatto dettagliate relazioni, di cui si riportano i punti più significativi: "circa la casa circondariale 'Petrusa' di Agrigento vengono rilevate problematiche di fumi e polveri sottili all'ingresso della struttura, sarebbe utile separare con del plexiglass il camminamento pedonale dall'area di transito dei veicoli. Varcando l'ingresso sono presenti diversi scavi, non segnalati e non protetti, risalenti a parecchi anni or sono, a causa dei lavori per adeguamento e riparazione dell'impianto termico. L'impianto di riscaldamento non funziona dal 1997 perché le tubature furono sepolte nell'argilla, tutt'ora il riscaldamento è assicurato da stufette elettriche, utilizzate compatibilmente con il piano di risparmio energetico predisposto dal dirigente. All'interno del corpo detentivo sono stati valutati come inidonei i box destinati ad ospitare il personale addetto alla vigilanza, così come alcuni bagni, posti all'interno di tali box (passeggi 3 e 4) sono inutilizzabili. Le otto sezioni detentive maschili sono prive di finestre e non sono presenti impianti di areazione o estrazione. Inoltre, le celle sono edificate a "L" e questo non permette al personale addetto alla vigilanza una visione completa. Il reparto "Sole" è quello che merita una citazione particolare. Questa è una sezione, composta da ventidue celle e cinque cortili passeggi. Dovrebbe ospitare detenuti appartenenti al circuito dell'alta sicurezza cui si applica il regime di isolamento, nella realtà è stato riscontrato che i detenuti provenienti da altre strutture penitenziarie, in genere per motivi di giustizia la cui permanenza è breve, trovano sistemazione in questa sezione fatto questo che potrebbe determinare pericolosi problemi di convivenza le cui conseguenze possono essere molto gravi. Infine, la sezione presenta gravissime infiltrazioni di acqua; la sezione femminile è carente di personale addetto alla vigilanza. Relativamente al problema mamme - detenute, l'amministrazione penitenziaria ha acquistato un villino da destinare alla sorveglianza delle detenute con prole, ma non è operativo proprio per mancanza di personale, con notevoli costi per l'amministrazione; inoltre, la relazione consiglia la messa in posa di grate a maglie strette per evitare il formarsi di discariche a cielo aperto a causa della quantità di rifiuti che vengono gettati dalle finestre delle celle. Fatto questo che genera il proliferare di ratti ed uccelli di ogni genere. I detenuti presenti all'atto della visita erano 425 a fronte di una capienza massima prevista pari a 220; il nucleo traduzioni e piantonamenti è composto da 46 unità; nel primo trimestre del presente anno sono state effettuate 637 traduzioni, per un numero complessivo di detenuti pari a 1248 con l'impiego di 2138 unità di polizia penitenziaria; i mezzi a disposizione per le traduzioni dei protetti sono tre di cui due fuori uso, mentre per i comuni sono sette di cui tre fuori uso. Sembrerebbe che il 30 per cento degli ingressi in istituto riguardi soggetti arrestati in flagranza di reato laddove è previsto il rito per direttissima, dunque, non è necessaria la traduzione in carcere ma l'allocazione presso le camere di sicurezza della diverse Forze dell'ordine, la procura agrigentina pare operi contra legem disponendo, invece, il trasferimento presso il carcere; la situazione è allarmante anche a Trapani: già all'ingresso si notano quantità impressionanti di materiale di risulta da smaltire, l'accesso avviene attraverso una porta carraia ricavata in spazi insufficienti, non è presente nessun sistema di estrazione dei fumi e ciò determina un fattore di rischio per il personale che opera nell'area portineria. La sala IBM non è dotata di sistemi di areazione/estrazione/climatizzazione, ciò determina altissime temperature, analogo ragionamento va effettuato per l'inquinamento acustico dovuto ai diversi macchinari presenti. Anche i locali adibiti a rilascio colloqui e buca pranzi sono ricavati in spazi insufficienti ed insalubri. L'intera struttura è igienicamente carente e gli arredi sono datati. L'accesso all'ufficio matricola avviene attraverso una scala a chiocciola in ferro battuto, contraria a tutte le norme di sicurezza, nella sala è presente un archivio cartaceo ma non vi sono sistemi di rilevamento antincendio; i locali destinati al sopravitto sono igienicamente carenti ed è possibile notare al soffitto infiltrazioni di acque piovane; alla data della visita erano presenti 501 detenuti, di cui 113 appartenenti al circuito dell'alta sicurezza, a fronte di una capienza massima di 284; la sezione femminile presenta carenze nell'organico di polizia penitenziaria; per quanto riguarda la sezione Tirreno, tutte le celle possono ospitare al massimo tre detenuti, invece ne ospitano sei ciò a discapito della vivibilità e della sicurezza; gli infissi di legno sono corrosi dalla salsedine e le grate sono arrugginite, tant'è che il personale deve effettuare con molta cautela le operazioni di battitura; le docce sono insufficienti a soddisfare i bisogni della sezione; il perimetro esterno è pervaso dai rifiuti. La relazione, su questa sezione, si conclude sottolineando l'urgenza di procedere a lavori di riadattamento e ristrutturazione e, nell'attesa, consiglia l'immediata chiusura; la sezione Mediterraneo è notevolmente sovraffollata e le caratteristiche strutturali della stessa determinano problemi di sorveglianza e sicurezza. Si ricorda che in questa sezione sono stati feriti ben cinque agenti di polizia penitenziaria; il sistema sanitario interno è carente, sono stati soppressi i laboratori di ortopedia, otorino e oculistica sono inoltre presenti difficoltà circa l'approvvigionamento dei farmaci; sul muro di cinta sono presenti quattro garitte di cui tre inadeguate, queste non presentano i requisiti previsti in relazione alla sicurezza ed alla salubrità ciò determina anche una inefficienza dei sistemi di controllo; viene segnalata la necessità di implementare il personale da destinare al nucleo traduzioni e piantonamenti, che assume caratteri di nucleo provinciale. Infine, il personale lamenta anche l'inosservanza dell'Accordo nazionale quadro con riferimento alle pari opportunità allo sviluppo professionale, alla fruizione dei riposi festivi, alle rotazioni sui posti di servizio, all'espletamento di molti servizi articolati su tre quadranti;

preso atto che il contenuto delle predette relazioni, relativamente al sovraffollamento, all'inadeguatezza delle strutture, alla carenza di personale, alla scarsa assistenza sanitaria ed alle precarie condizioni igieniche sono già state oggetto di separati atti ispettivi poiché già rilevati nel corso delle numerose visite, effettuate dall'interrogante, presso le strutture penitenziarie dell'Isola,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di tutto quanto sopra esposto e, in caso affermativo:

se ritenga opportuno effettuare delle ispezioni all'interno degli istituti penitenziari evidenziati e degli altri aventi sede in Sicilia;

quali iniziative intenda intraprendere al fine di garantire il rispetto del terzo comma dell'articolo 27 della Costituzione.

(4-01575)

VICARI - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'economia e delle finanze - Premesso che:

la Sicilia oggi vanta il triste primato europeo della disoccupazione giovanile e quello complessivo (giovani e meno giovani) tra le regioni italiane;

a giudizio dell'interrogante la grave crisi economica generale, in Sicilia si avverte in maniera più pesante rispetto al resto d'Italia per una serie di carenze strutturali e per la mancanza di idonee infrastrutture;

le linee ferroviarie siciliane sono da molti decenni abbandonate a se stesse: ciò ne ha determinato la scarsa funzionalità e fruibilità e, pertanto, le ha rese improduttive, quasi a volerle forzatamente ridurre a "rami secchi";

in Sicilia, per realizzare dei piccoli segmenti di doppio binario occorrono decenni di programmazione, progettazioni, varianti e promesse di finanziamenti che sistematicamente vengono dirottati in altre direzioni, comunque quasi sempre verso le regioni settentrionali;

per realizzare 32 chilometri di doppio binario prima da Fiumetorto a Cefalù prima e, successivamente, fino a Castelbuono, non è stato sufficiente oltre un ventennio, nonostante le reiterate promesse di finanziamento e di imminente appalto dei lavori;

con il citato raddoppio ferroviario, nella stazione di Castelbuono si attesteranno i treni metropolitani per migliorare gli inadeguati collegamenti metropolitani dei comuni dell'Ente parco delle Madonie e di Cefalù con Palermo e l'aeroporto di Punta Raisi, agevolando considerevolmente i pendolari locali e i numerosi ospiti internazionali che gravitano nel vasto comprensorio turistico della cittadina normanna, secondo polo dell'industria delle vacanze della Sicilia;

nel comprensorio naturalistico e turistico-residenziale madonita vi sono circa 10.000 posti letto distribuiti in strutture ricettive rurali e nei centri storici, in pensioni, alberghi di tutte le categorie e in due rinomati villaggi turistici internazionali quali il Valtur e il Club Med, quest'ultimo prossimo a diventare - con l'imminente ristrutturazione - il primo villaggio europeo a cinque stelle dell'Organizzazione francese;

il previsto ammodernamento della tratta Fiumetorto-Cefalù-Castelbuono ridurrà a circa 80 chilometri - da Castelbuono a Patti - la linea ferrata a binario singolo, riducendo tra Palermo e Messina i tempi di percorrenza e di realizzazione del doppio binario lungo il Corridoio transeuropeo Berlino-Palermo, progetto n. 1 del Trans European Network Transports (TEN-T);

la realizzazione della Cefalù-Castelbuono e l'entrata in esercizio della Fiumetorto-Cefalù Ogliastrillo comporteranno un incremento dei collegamenti ferroviari metropolitani con Palermo e l'aeroporto di Punta Raisi, con una cadenza - nei due sensi di marcia - del passaggio di un treno ogni 10 minuti circa;

il previsto incremento del numero di treni in transito da Ogliastrillo alla stazione di Cefalù comporterà - di fatto - la pressoché permanente chiusura dei quattro passaggi a livello, due dei quali ricadono nel centro abitato (Gallizza e Salvatorello) e due nelle zone turistico-residenziali (Ogliatrillo e Santa Lucia-Club Med);

allo scopo di prevenire i disagi dell'intreccio della circolazione viaria con quella ferroviaria Ferrovie dello Stato e l'Amministrazione comunale di Cefalù hanno stipulato una convenzione, approvata dal Consiglio comunale con delibera n. 124 del 3 settembre 1998, per la soppressione di ben sette passaggi a livello ricadenti nel territorio cefaludese;

la sopra citata convenzione è stata revocata con la delibera consiliare n. 103 del 19 settembre 2001 in quanto con delibera n. 101 del 17 settembre 2001 il Consiglio comunale di Cefalù ha approvato, all'unanimità, lo studio di fattibilità del raddoppio della linea ferroviaria Fiumetorto-Castelbuono, che prevede il quasi totale interramento della tratta da Lascari a Castelbuono, ivi compresa la nuova "fermata" in sotterranea di Cefalù e, quindi, la dismissione dell'attuale linea, con la conseguente soppressione dei passaggi a livello;

in tale prospettiva, nella relazione, redatta dai progettisti dell'Italferr, che accompagna il citato "studio di fattibilità" e il "progetto definitivo" del più volte richiamato raddoppio ferroviario si stabilisce che: "Risulta evidente che il vantaggio sostanziale comune a tutte le soluzioni è quello che, a raddoppio ultimato, la Città di Cefalù verrà liberata dalla linea ferroviaria in superficie che attualmente costituisce una cesura tra la zona a valle e quella a monte e che risulterà possibile destinare gli spazi recuperati dalle dismissioni dei binari e della SSE ad usi pubblici";

nella menzionata relazione progettuale dell'Italferr viene infine asserito che: "La realizzazione dell'intero raddoppio Lascari-Cefalù-Castelbuono, permetterà inoltre di eliminare i 10 passaggi a livello esistenti nella tratta; in tale maniera potrebbe non essere più necessario realizzare le opere sostitutive oggetto della convenzione stipulata tra le F.S. ed il Comune di Cefalù con il conseguente risparmio dei 5 miliardi previsti";

il 15 luglio 2003, con la delibera n. 98 il Consiglio comunale di Cefalù, all'unanimità ha approvato il "progetto definitivo" del raddoppio dell'intera tratta Fiumetorto-Cefalù-Castelbuono;

il 3 ottobre 2003, nella Conferenza dei servizi (Atto di assenso n. 10), il Comune di Cefalù esprime un parere "favorevole-interlocutorio" e - si legge testualmente - "in particolare si reitera la condizione e prescrizione, che tra l'altro dà efficacia e legittimità al parere espresso dal Consiglio Comunale, che i lavori abbiano inizio prioritariamente da Castelbuono verso Cefalù, come concordato con RFI in sede di approvazione del progetto (la cosiddetta soluzione 6) e non da Fiumetorto verso Ogliastrillo-Cefalù. Diversa articolazione temporale delle suddette fasi esecutive - si legge ancora nell'Atto di assenso n. 10 - costituisce automaticamente, sin da ora, l'espressione di parere contrario sul progetto in esame e dunque l'inefficacia del presente assenso";

il 26 luglio 2005, con la delibera n. 130, il Consiglio comunale di Cefalù ha approvato la variante al progetto definitivo, riproponendo peraltro, in maniera sempre più inequivocabile, tutti i vincoli e le prescrizioni riportate nelle precedenti delibere consiliari, ivi compreso il rispetto delle prescrizioni inserite nel citato Atto di assenso n. 10, sottoscritto a conclusione della Conferenza dei servizi del 3 ottobre 2003;

"alla fine del 2004" viene acquisita la "completa disponibilità economica" per realizzare la Fiumetorto-Cefalù-Castelbuono (960 milioni di euro), e viene avviata l'attività negoziale del solo 1° lotto Fiumetorto-Cefalù Ogliastrillo, mentre, "il 2° lotto, Ogliastrillo-Castelbuono" - precisa (Rete ferroviaria italiana) nella nota del 17 giugno 2005 inviata al sindaco di Cefalù, onorevole Simona Vicari - "potrà andare in gara dal prossimo mese di luglio";

l'11 ottobre 2005 viene affidato l'appalto della Fiumetorto-Cefalù Ogliastrillo (20 chilometri, 420 milioni di euro) al contraente generale, i cui lavori sono iniziati nel mese di settembre 2008;

dal 18 novembre 2005, per 30 giorni, Italferr e RFI - con un avviso pubblico - mettono a disposizione dei proprietari dei terreni attraversati dal programmato doppio binario da Cefalù Ogliastrillo a Castelbuono il progetto definitivo dell'infrastruttura, per ottemperare alle procedure di "espropriazione per pubblica utilità";

il 28 settembre 2006, i senatori Ferrante e Fazio presentano un'interrogazione parlamentare al Ministro delle infrastrutture sulle incerte vicende del citato segmento ferroviario. Nella risposta alla citata interrogazione resa dal ministro Di Pietro (del 28 novembre 2006) viene ancora una volta assicurato: "che il costo del raddoppio dell'intera tratta Fiumetorto-Cefalù-Castelbuono, ammontante a 960 milioni di euro", è "interamente finanziato" e che, "per quanto riguarda la tratta Cefalù Ogliastrillo-Castelbuono l'avvio dell'attività negoziale è stato programmato entro gennaio 2007", come anche asserito da RFI a vari organismi interessati;

il 16 novembre 2006 il Ministero delle infrastrutture pubblica l'elenco delle "Infrastrutture prioritarie", nel quale - a pag. 103 - sono inseriti la Fiumetorto- Cefalù Ogliastrillo e il 2° lotto, Cefalù Ogliastrillo-Castelbuono, lavori, questi ultimi, "in appalto tramite Contraente Generale";

l'entrata in esercizio della Fiumetorto-Cefalù Ogliastrillo e la mancata realizzazione del 2° lotto Ogliastrillo-Castelbuono determineranno - per l'intero centro abitato di Cefalù - pessime e dannose condizioni di vivibilità per residenti e turisti con grave inquinamento acustico e atmosferico e pericoli per la pubblica incolumità. Problemi, questi ultimi, che potranno derivare dalle pochissime ed inadeguate vie d'uscita della circolazione veicolare dal centro abitato, anche a causa dei passaggi a livello che, in casi di emergenza, diverrebbero delle pericolose trappole;

con tali prospettive, l'immagine della cittadina balneare, del comprensorio dell'Ente Parco delle Madonie e della stessa Sicilia sarà seriamente compromessa, con irreparabili ripercussioni sull'economia turistica non solo locale ma anche regionale, oltre che sull'indotto e sul terziario;

per quanto sopra esposto, alla crisi in atto e alla preoccupante disoccupazione che si registra in Sicilia si potrebbe aggiungere la prevedibile ulteriore chiusura di esercizi commerciali, di attività artigianali e di alcune strutture ricettive. Problemi questi che potrebbero diventare un incentivo al proliferare della mafia per il prevedibile espandersi del fenomeno dell'usura e per il facile reclutamento di giovani disoccupati da affiliare ad organizzazioni delinquenziali e criminali;

le cospicue risorse finanziarie comunitarie assegnate o da destinare alla Sicilia (Fas, fondi di Agenda 2000/2007 non interamente utilizzati e fondi di Agenda 2007/2013, ancora da assegnare) ammontano complessivamente a poco meno di 20 miliardi di euro;

sono da prendere in seria considerazione le reiterate sollecitazioni del Capo dello Stato e del Presidente del Senato per l'immediato e corretto impiego delle sopra indicate risorse comunitarie, da destinare prioritariamente ad interventi infrastrutturali;

constatato che:

sono ingiustificabili i ritardi nell'espletamento delle procedure di appalto dei lavori del raddoppio della tratta ferroviaria Cefalù-Castelbuono, infrastruttura - tra le pochissime in Sicilia - "cantierabile" dal 2005;

è inspiegabile quanto inaccettabile la diversa destinazione data ai fondi necessari (540 milioni di euro) destinati - dalla fine del 2004 - alla realizzazione della Cefalù Ogliastrillo-Castelbuono, lotto che solo se realizzato in continuità con il primo, da Fiumetorto a Ogliastrillo, renderebbe effettivamente "funzionale" la tratta Fiumetorto-Cefalù-Ogliastrillo,

si chiede di sapere dai Ministri in indirizzo, ciascuno per quanto di competenza, se e in che modo intendano intervenire per rimuovere tutti gli ostacoli che si frappongono all'urgente realizzazione del raddoppio ferroviario della Cefalù-Castelbuono e, quindi, per rifinanziarie e appaltare urgentemente l'opera, anche attraverso un'efficace e proficua collaborazione con la Regione siciliana.

(4-01576)

BUTTI - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

con il decreto legislativo n. 446 del 1997 sono stati attribuiti alle Province i gettiti dei tributi dell'imposta provinciale di trascrizione e dell'imposta sulle assicurazioni contro la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, disponendo contestualmente una riduzione dei trasferimenti erariali assegnati annualmente, in misura corrispondente ai gettiti prodotti, in ambito provinciale, nell'anno 1998 dai due tributi;

la Provincia di Como - come altre quattro Province lombarde: Milano, Brescia, Bergamo e Varese - è quindi tenuta, in applicazione del decreto del Ministero dell'interno 17 novembre 2003, attuativo dell'art. 31, commi 12 e 13, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, ad impegnare e liquidare annualmente al Ministero le somme dovute in base alle normative sopra citate e non portate in detrazione, dal Ministero medesimo, ai trasferimenti erariali assegnati annualmente, per incapienza degli stessi;

con riferimento all'anno 2009, l'importo che la Provincia di Como è tenuta a versare all'erario per le causali descritte è pari a 9.663.782,48 di euro;

detto importo è rilevante ai fini della gestione del patto di stabilità interno, in quanto, nella disciplina dell'obiettivo definito di competenza mista, determina, nello sviluppo gestionale, un impegno di spesa corrente, allocata al titolo I del bilancio di previsione;

considerato tuttavia che la spesa di cui trattasi, ancorché formalmente classificata finanziariamente come trasferimento di spesa corrente, non si configura quale spesa finale, in quanto costituisce, in buona sostanza, la riconduzione al bilancio dello Stato di risorse di pertinenza; ed infatti, laddove non si configurasse una condizione di incapienza dei trasferimenti assegnati annualmente, come nel caso della Provincia di Como, l'impegno di spesa e il conseguente flusso di cassa non si determinerebbero,

si chiede di sapere quali misure il Ministro in indirizzo intenda adottare, perché l'impegno di spesa relativo alle somme che la Provincia di Como deve riversare al Ministero dell'interno, per quanto in premessa illustrato, sia neutralizzabile al fine dell'obiettivo di competenza mista del patto di stabilità.

(4-01577)

LICASTRO SCARDINO - Ai Ministri del lavoro, della salute e delle politiche sociali e per le pari opportunità - Premesso che:

in Italia è in commercio il Cytotec, un farmaco nato per la cura dell'ulcera ma che, come effetto collaterale, induce nelle donne fortissime contrazioni dell'utero e spesso un aborto quasi sicuro entro le prime 9 settimane di gravidanza, spesso anche nel secondo trimestre;

il Cytotec andrebbe venduto solo su prescrizione medica non ripetibile, ma, come dimostrato dal reportage pubblicato sul sito webRepubblica.it, in farmacia viene concesso anche e soprattutto sulla fiducia;

in Italia l'aborto, secondo la legislazione vigente, deve essere praticato esclusivamente in strutture ospedaliere al fine di consentire un adeguato controllo post-operatorio ed assicurare assistenza medica in caso di complicazioni;

sono stati rilevati presso i pronto soccorso di tutto il Paese numerosi casi di donne, soprattutto africane e sudamericane, con forti crampi addominali ed emorragie in corso anche da 12 giorni per aborti spontanei più che sospetti;

il suddetto farmaco consente quindi di eludere le norme vigenti in tema di aborto a discapito della salute delle donne che ne fanno uso;

è stata addirittura aperta un'indagine dal procuratore della Repubblica di Torino, Raffaele Guariniello, su circa 2000 ricette sospette negli ultimi due anni sequestrate dagli agenti del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dell'Arma di Torino, le cui destinatarie sono soprattutto straniere,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto sopra detto;

se non sia un rischio per la salute di tutte le donne la commercializzazione del suddetto farmaco;

se siano a conoscenza di eventuali comportamenti scorretti, sotto il profilo deontologico e professionale, da parte di medici e farmacisti consenzienti;

se non ritengano necessario ed opportuno togliere dal commercio il Cytotec al fine di tutelare la salute delle donne italiane e immigrate.

(4-01578)

SBARBATI - Al Presidente del Consiglio dei ministri -

(4-01579)

(Già 3-00233)

PORETTI, PERDUCA - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

l'11 maggio 2009 ha avuto luogo a Firenze una manifestazione non preavvisata di una cinquantina di studenti delle scuole medie superiori appartenenti alla Rete dei collettivi studenteschi i quali hanno organizzato un corteo per protestare contro la soppressione degli spazi autogestiti nelle scuole;

nel corso della manifestazione sono avvenuti degli scontri tra le forze dell'ordine e alcuni degli studenti partecipanti, con un bilancio di 10 studenti fermati, 19 denunciati, un agente di Polizia contuso a seguito di una sassaiola ingaggiata dai manifestanti che ha procurato lo sfondamento del parabrezza del mezzo su cui prestava servizio, uno studente di 16 anni soccorso dal 118 e accompagnato all'ospedale di Firenze Santa Maria Nuova con contusioni al naso e allo zigomo, denuncia di essere stato raggiunto da un colpo di manganello al volto e di altri alla schiena usati da un agente di Polizia impegnato nelle operazioni di contrasto;

sebbene la manifestazione non fosse autorizzata, occorre tenere in debito conto l'assoluta necessità di garantire la corretta impostazione nel rapporto tra forza pubblica e interessi dei cittadini, il cui diritto all'incolumità personale è universalmente riconosciuto come diritto inviolabile,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di come si siano svolti i fatti e come è stato ricostruito il comportamento degli agenti di Polizia nelle circostanze descritte in premessa;

se siano state avviate indagini interne per accertare i fatti che hanno determinato il ferimento di uno studente minorenne coinvolto nelle operazioni di contenimento della manifestazione da parte delle forze di Polizia;

se esistano delle riprese video operate dalle forze di Polizia impegnate che ritraggano nello specifico o che siano comunque utili a ricostruire lo svolgimento dei fatti che hanno determinato il ferimento del manifestante.

se il Ministro non intenda valutare l'opportunità di dotare le uniformi delle forze di polizia di un numero identificativo, sia sulla giacca che sul casco, in modo da isolare comportamenti scorretti di singoli agenti anche a tutela delle forze dell'ordine stesse, in modo da non essere sottoposte a facili generalizzazioni su eventuali comportamenti non leciti dei singoli agenti.

(4-01580)

PETERLINI - Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali - Premesso che:

da un articolo di stampa si apprende che alcuni prodotti dimagranti, venduti on-line, conterrebbero sostanze altamente pericolose per la salute umana. Infatti, le analisi condotte su taluni campioni avrebbero evidenziato che si tratta di veri e propri farmaci, del tutto privi di controindicazioni o, comunque, di indicazioni terapeutiche anziché di innocui integratori alimentari o semplici preparati vegetali, quindi sconsigliati per la perdita del peso corporeo;

tali prodotti dimagranti, se così è, eludono le più elementari regole sulla sicurezza dei prodotti alimentari e dei farmaci, con gravi conseguenze per la salute dei cittadini;

la Fondazione Warentest informa che aveva accertato quanto sopra detto già da due anni or sono e poco tempo fa, anche l'istituto svizzero per gli agenti terapeutici, Swissmedic, ha verificato la composizione di alcuni dimagranti vegetali d'importazione posti sotto sequestro, allo scopo di accertare l'eventuale presenza di sostanze sintetiche e metalli pesanti; ha quindi analizzato 13 campioni di 10 diversi prodotti ed è risultato che più della metà di essi contiene componenti sintetici non dichiarati, tra i quali è stata individuata la sibutramina, che è un pericoloso anoressizzante. A ciò si aggiungono una contaminazione da metalli pesanti (piombo e mercurio) superiore ai valori consentiti, nonché condizioni inadeguate di produzione e confezionamento. Inoltre, poiché l'indicazione dei componenti è incompleta o assente, il consumatore di fatto ignora di stare assumendo un cocktail di sostanze pericolose;

secondo Swissmedic si tratta dunque di contraffazioni di medicamenti potenzialmente pericolosi e il fatto di commercializzarli come dimagranti naturali rappresenta, inoltre, una truffa ai danni dei consumatori;

il Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU) (che esplica la propria attività prevalentemente sul territorio della Provincia di Bolzano) ha acquistato on-line per prova alcuni dimagranti ed ha dimostrato che questi prodotti, sequestrati da Swissmedic ed altri enti esteri preposti al controllo di farmaci, varcano tranquillamente le frontiere doganali,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda prendere urgenti misure volte a:

verificare il reale contenuto delle cosiddette pillole dimagranti che vengono vendute tramite la rete internet;

estendere il sistema comunitario di allerta rapida (denominato RAPEX, che consente uno scambio rapido di informazioni tra gli Stati membri e la Commissione europea riguardo alle misure adottate per impedire o limitare la commercializzazione e l'impiego di prodotti che comportano gravi rischi per la salute e la sicurezza dei consumatori) ai prodotti alimentari, ai farmaci e agli apparecchi medicali;

informare al più presto, se ciò corrisponde al vero, le autorità doganali affinché diano corso a tali misure.

(4-01581)

INCOSTANTE, ARMATO - Al Ministro dell'interno - Considerato che:

secondo dichiarazioni di esponenti del Sindacato italiano lavoratori di polizia (Silp) di Napoli rese anche a mezzo stampa, il Popolo delle Libertà (PdL) ha ottenuto la disponibilità di spazi all'interno di uffici di proprietà della Polizia dello Stato per svolgere, durante l'orario di servizio, riunioni con il personale di polizia, alla presenza dello staff dirigenziale, in occasione della campagna elettorale per le elezioni europee che si sono svolte nei giorni 6 e 7 giugno 2009;

il candidato del Pdl Franco Malvano - ex questore di Napoli - ha svolto gli incontri suddetti in almeno cinque uffici, in particolare presso il 6° Reparto volo della polizia di Stato a Capodichino e presso i Commissariati di Giugliano, San Giovanni, Ponticelli e Afragola, secondo i dati resi noti dalla segreteria provinciale di Napoli del Sindacato italiano dei lavoratori di Polizia per la CGIL;

gli incontri di cui sopra non si sono svolti sotto un regime di pubblicità e, al contempo, non è stata data analoga possibilità ad altre forze politiche con il rischio in tal modo di scalfire l'immagine di imparzialità delle forze di polizia agli occhi della popolazione nonché di influenzare il risultato delle elezioni appena svoltesi in ragione della posizione lavorativa precedentemente ricoperta da Malvano;

il Silp ha richiesto un incontro con il Capo della Polizia per esporre i fatti di cui sopra, che è stato successivamente fissato per lunedì 15 giugno 2009 presso il Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia al corrente di tale situazione e se intenda verificare la responsabilità eventuale dei dirigenti locali dei commissariati di polizia che hanno permesso lo svolgimento di tali riunioni;

se intenda predisporre adeguate misure al fine di evitare che, in occasione delle prossime tornate elettorali, possa essere messa in discussione l'imparzialità delle forze dell'ordine.

(4-01582)

Interrogazioni, da svolgere in Commissione

A norma dell'articolo 147 del Regolamento, le seguenti interrogazioni saranno svolte presso le Commissioni permanenti:

4a Commissione permanente (Difesa):

3-00795, del senatore Scanu, sulle missioni internazionali in Afghanistan;

8a Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni):

3-00786, della senatrice Donaggio, sulla messa in sicurezza della strada statale 309 cosiddetta "Romea";

3-00787, della senatrice Donaggio, su un bando di gara per la fornitura di convogli ferroviari.